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  1. #46
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
    Data registrazione
    07-02-2005
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    Monza
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    3,204
    Originariamente postato da isotta80
    Per ora non penso nulla
    Non era una provocazione, ero veramente interessata a saperlo.
    Secondo me state un po' troppo sulla difensiva
    Ripeto, io ho una mia opinione ben precisa, che rimane tuttavia un opinione e non un fatto (come per ora le posizioni di tutti).
    Io sarei molto più cauta nel proclamarmi favorevole.
    Il fatto che molti paesi lo facciano non vuol dire che in assoluto sia un bene....ma nemmeno è detto che possa essere in assoluto un male.
    ero e sono davvero interessata, non sono sulla difensiva. cercavo solo di avere qualche elemento per smuovere la discussione...
    certo che stiam parlando di opinioni, ma è dal confronto che anche queste mutano. appunto perchè i fatti non sempre ci sono x supportare quello che pensiamo.
    ti dirò, a volte nel forum ho trovato degli spunti interessanti, che mi han fatto riflettere, cercare info e cambiare prospettiva sulle cose...
    ma bisognerebbe mettersi un po' in gioco, esporre sè stessi e le proprie idee (chiaro, se si vuole. non è certo un obbligo).
    ciao!

  2. #47
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
    Data registrazione
    07-02-2005
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    Monza
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    3,204
    Originariamente postato da pollon2
    Capisco, pur non condividendola, la tua posizione di cattolica.
    Ma poichè qui non siamo in attualità e cronaca bensì in psicologia clinica e dato che si stava cercando di fare un discorso che avesse un minimo di senso "psicologico" e tralasciasse, una volta tanto, politica e religione....mi spieghi per quale motivo una coppia gay non può essere considerata una famiglia? O addirittura, secondo il tuo discorso, una coppia?
    l'hai espresso meglio di me...non vogli oaddentrarmi in un dibattito di politica e religione (se no me ne vo' da un'altra parte dove tutti la pensano come me e mi dan ragione...ma sai che soddisfazione!), ma su un confronto della psicologia.

  3. #48
    Partecipante Esperto L'avatar di saperessere
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    13-10-2005
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    Ferrara
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    425
    Non pretendo da me, figuriamoci da voi, di avere certezze sull'argomento.
    Alcune considerazioni.
    Di recente ho partecipato ad una ricerca universitaria nelle scuole superiori. Una ragazza, prima di rispondere ad una domanda del questionario, Ha detto:"I miei genitori si sono separati prima che io nascessi e non si sono più rivisti. Cosa devo scrivere?". La sua compagna di banco, forse non a caso la sua compagna di banco, ha detto:"Io lo so di avere due fratelli, ma non li ho mai visti, cosa devo scrivere?" La famiglia "normale" mi sembra un po' cambiata.
    Ho lavorato nel settore oncologico e, secondo me, nell'80% dei 40 casi trattati, l'arrivo devastante della malattia aveva scoperto dei nervi, messo in crisi un'organizzazione di relazioni fortemente già problematica, con legami affettivi ormai sfilacciati.
    La famiglia....cos'è ormai? Un modello organizzativo delle relazioni che ci siamo trovato già fatto e che non abbiamo scelto, dove le relazioni affettive sono in molti casi in vita per convenzione.
    Penso che una stabile, duratura relazione omosessuale, sia fondata su scelte sofferte e faticose, sia in termini personali, che sociali, sia meno imposta socialmente e per convenzione, quindi forse più vera e più sana, in termini relazioni e affettivi. Non so tuttavia quanto questo diventi determinante.
    Ho notato che, di recente, le serie televisive che giungono dalle produzioni americani, sempre più spesso hanno nella trama episodi di omosessualità, soprattutto al femminile (delle femmini si possono raccontare i "difetti", dei maschi no). Penso sia comunque indice di diffusione nel costume di quel tipo di rapporto. Quindi gli studi americani possono essere interessanti ma non esaustivi e spalmabili sulla situazione italiana, dove l'intolleranza è ancora molto presente.
    Continuerò a riflettere e a complimentarmi con chi a aperto il 3d, perchè penso che sia una delle tante nuove realtà con cui fare i conti.
    Spero di essere servito.
    Chi non è impegnato a risorgere, è impegnato a morire. Bob Dylan

  4. #49
    Partecipante Leggendario
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    30-05-2003
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    2,051
    [le mie posizioni sono pure molto definite dal fatto di essere cattolica e vaticanista, il che fa di me una cattiva psicologa :

    Questo punto è estremamente importante. Non mi permetterei mai di definirti una cattiva psicologa, ma parto dal presupposto che chi fa un lavoro come il nostro DEVE essere laico, deve lasciare le sue credenze fuori dallo studio, deve "vedere" il paziente a prescindere. Se ti proclami una cattolica e vaticanista, ho il terrore che il tuo lavoro sia ricco di pregiudizio.

  5. #50
    Daidaidaidai
    Ospite non registrato
    x David
    Non sono d'accordo David. Personalmente sono ateo tanto per dire che non spezzo una lancia a favore di isotta per una comunione di interessi. Trovo molto scorretto quello che hai detto e ti spiego perchè. La prima cosa che ti dicono nei libri di biologia è che per progredire nella conoscenza della vita sulla terra è necessario uccidere esseri viventi. Ok fino al lombrico seppur con la faccia schifata ci arrivano tutti? Ma che mi dite degli studi sui macachi? Pensate che sarebbero tutti pronti a legarli e a fargli una iniezione letale mentre magari si aspetta le coccole sulla pancia come sempre? O a dargli una randellata alla base del cranio sperando di ammazzarlo al primo colpo? Proprio per questo motivo nonostante quanto detto rimanga vero sono sorti dei comitati etici che tutelano il diritto dello studente di biologia che per motivi religiosi o personali si rifiuta di eseguire queste pratiche brutali sugli animali di potersene astenere. La domanda è David... sono dei cattivi biologi? O sono biologi E persone? Personalmente credo che chi CREDE in un ideale laico oppure in uno religioso debba essere rispettato tenendo presente che nell'esercizio della professione si è vincolati al codice deontologico e che eventuali violazioni di questo non possono essere giustificate dietro scelte etiche. L'etica sta nel non scegliere dei settori che hanno a che fare con temi religiosi o politici per noi irrinunciabili laddove l'esercizio corretto della nostra professione non è coniugabile con la nostra fede, violando nel primo caso la legge e nel secondo la nostra natura. Un esempio? Immaginate isotta (per fare un esempio) ad un consultorio per giovani madri che vogliono abortire. Allo psicologo è chiesto un servizio di supporto psicologico anche a persone che secondo la sua fede compiono un omicidio insomma un atto che va contro alla loro integrità come persone. Io penso che in questo caso il supporto psicologico che potremo fornire ne risentirebbe necessariamente. Un altro non riuscirebbe mai a fare terapia ad un paziente omosessuale e un altro ad un omicida o ad un pedofilo.
    Siamo persone David non macchine. Non si può essere LAICI quando anche il laicismo è una morale a cui non è chiesto a tutti di obbedire per iscriversi a psicologia e poter fornire le proprie prestazioni professionali. Altrimenti alla laurea ci farebbero giurare sui testi sacri del laicismo, oppure sul capitale di Marx oppure sui libri di Adam Smith: grazie al cielo politica, fede religiosa e professione possono ritagliarsi spazi a sè stanti senza sconfinare l'uno nell'altro e nel rispetto di tutti: pazienti, clienti e psicologi. Resta il tema della passibilità in giudizio per coloro che consci di ciò si mettono nella posizione di trasgredire le leggi per non violare la propria integrità personale... una scelta inquietante no?
    Spero di aver chiarito il mio punto di vista...

  6. #51
    Partecipante Leggendario
    Data registrazione
    30-05-2003
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    2,051
    Sicuramente sono stato poco delicato. Avrei dovuto argomentare, come fai bene tu, la mia posizione, invece di dare un parere
    breve e quindi, purtroppo, sterile.
    Ad ogni modo, mi sono chiarito, nel limite del possibile in quanto abbiamo due pareri che fanno fatica ad incontrarsi, con Isotta in privato!

  7. #52
    Daidaidaidai
    Ospite non registrato
    Grandissimo allora benvenga l'incontro con persone con pensieri diversi ... grandi!

  8. #53
    Postatore Compulsivo L'avatar di sulinari
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    11-01-2005
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    provincia di Bologna
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    La vostra discussione mi ha portato alla mente un caso, non esattamente come quello di cui parla Manuela, ma sempre legato al nuovo concetto di famiglia.
    Lavorando per i Servizi Sociali, nellarea minori, avevo a che fare spesso con casi di affido e adozione.
    Insieme a un'assistente sociale mi sono trovata a fare una serie di colloqui "conoscitivi" con una coppia molto interessata all'adozione. Sembravano molto affiatati, molto sereni e razionali nei loro discorsi. La moglie era quella più "attiva" dei due, nel senso che era quasi sempre lei a parlare di come avrebbero organizzato la loro vita con il bambino etc., il marito era molto disponibile a rispondere a delle domande e ricordo che parlò molto della sua famglia d'origine e di come anche questa li avrebbe supportati. L'assistente sociale, dopo il terzo incontro mi disse: "sono una coppia molto unita, sicuro..ma c'è qualcosa in lui...e anche in lei...come se fossero...mescolati...non ti sembra una cosa così,, qualcosa del genere?".
    Effettivamente non si vedeva tra di loro una grande differenza di "ruoli", sembavano estremamente alla pari e quasi "intercambiabili". Ora questo magari io lo vedo in un certo modo, alla luce del dettaglio che abbiamo saputo all'incotnro successivo, è impossibile non rivedere le cose in base a informazioni successive.
    Praticamente, il marito aveva subito un'operazione di cambio di sesso, da femmina a maschio, che aveva richiesto diverso tempo, ma ora era pressochè "conclusa", restava una certa terapia di mantenimento ma niente di invasivo.
    Questa cosa ha fatto cambiare totalmente la loro posizione, l'assistente sociale si è fermamente opposta alla loro possibilità di adottare e non hanno più potuto procedere in alcun modo.
    Le sue motivazioni, in sintesi, sono state "si vedeva che qualcosa NON andava, che lui era strano...e i bambini devono avere una famiglia VERA, con un padre e una madre, non queste cose che non dovrebbero neanche esistere." Dopo questo ha fatto una serie di considerazioni prettamente religiose e personali.
    E' stato un caso dibattuto, in equipe, ma alla fine il parere preponderante è stato quello di chiudere la porta a questa famiglia.
    Il mio parere era che si sarebbe dovuto proseguire con i colloqui, non avrei escluso a priori la loro possibile adozione. Con questo non dico che alla fine avrei dato un parere positivo, ma che, come per tutte le coppie, si sarebbe dovuto proseguire con gli incontri.
    C'era poi la questione delle motivazioni "morali" espresse dalla mia collega, che non mi trovano d'accordo, anche perchè io credo che a livello professionale, bisognerebbe cercare di lasciar fuori le questioni religiose personali, o quantomeno gestirle in un altro modo.
    Voi cosa ne pensate?
    qui ci sono anch'io --> http://internos7.wordpress.com/

    Perfer et obdura. Dolor hic tibi proderit olim.

  9. #54
    Super Postatore Spaziale L'avatar di pollon2
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    17-10-2004
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    Reggio Emilia
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    Non posso che ribadire quello che ho detto fin qui....

    Noi siamo psicologi, in quanto tali non possiamo farci condizionare dalle nostre idee religiose o politiche o morali....questi sono tipi di "giudizio" che spettano ad altri...

    Credo che l'idoneità o meno di una coppia ad adottare un bambino non si debba basare sui comportamenti sessuali della coppia ma su ben altre cratteristiche....sul loro equilibrio, sulla loro capacità di amare ed essere gentori solidi e presenti....
    Altri tipi di giudizio sono quantomeno pericolosi secondo me....

    Certo ci devono essere studi ed approfondimenti, stiamo parlando di affidare lo sviluppo di una persona a qualcuno, non è una cosa che si può fare a cuor leggero o spinti da una qualsiasi ideologia....nè in un senso nè nell'altro...


    Ma quello che è stato visto, e qui citato, fin ora va in una direzione ben precisa...

    Grazie Suli, mi piacciono le domande che ti poni ed il modo aperto in cui lo fai...creo che questo dovrebbe essere l'atteggiamento di tutti noi

  10. #55
    Daidaidaidai
    Ospite non registrato
    sono sulla stessa linea d'onda anche se non escluderei in effetti che la coppia in questione potesse essere problematica nel senso che un colloquio è comunque molto poco per potersi rendere conto della presenza di qualche problema. Consideriamo che un cambiamento di sesso non è proprio la cosa più spontanea del mondo... anche un eccesso di razionalità può effettivamente essere problematico perchè potrebbe essere il tentativo di presentarsi in buona luce. Fermo restando che avrei espresso una posizione neutrale a questo proposito direi che è compito di noi psicologi capire se la persona, indipendentemente da quello che è o dell'impressione che cerca di darci possa essere un candidato idoneo. Non credo centrino i pregiudizi a questo proposito ma non si possono escludere a priori alcune prospettive preoccupanti la cui disattesa sarebbe una grave mancanza come psicologi quali la presenza di disturbi permanenti dell'identità sessuale, la presenza di eventuali parafilie o la presenza di un equilibrio di coppia forse fin troppo idilliaco per essere vero. Indubbiamente sono decisioni di grande responsabilità e penso che in questi casi si abbia sempre la sensazione in fondo allo stomaco di aver preso la scelta sbagliata, qualunque scelta si decida di compiere. Sbattere in faccia la porta a due persone piene di speranza è brutto ma onestamente non ci sono dati certi circa l'affido a coppie in questa circostanze. Inoltre forse bisognerebbe valutare altre possibilità che soddisfino ugualmente il bisogno di questa coppia di avere un bambino come quello di una inseminazione artificiale della compagna piuttosto che ricorrere all'affido di un bimbo che spesso viene già da una situazione socialmente o psicologicamente difficile: Non penso accetterei volentieri l'idea di metterlo dalla padella nella brace...
    Non so... in ogni caso la coppia si sarebbe dovuta supportare sul piano psicologico secondo me


    P.S. Pollon non so tu ma io sono in overdose di politica per dio... cava quello smile... lasciamo la politica fuori dal nostro mestiere.

  11. #56
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    07-02-2005
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    bè, io credo che l'AS abbia fatto qualcosa che non rientra nel suo lavoro: il lavoro dell'equipe che vede le coppie è quello di fare i colloqui (e quanti ne vuole, non c'è in realtà un limite fissato), scrivere la relazione e mandarla al TM.
    é il giudice del Minorile che decide se dare o meno l'idoneità... L'equipe dà un parere tecnico e basta, non decide-giudica che son compiti di altre figure.
    Lei poteva e doveva fare la sua relazione, con tutti i dubbi del caso, com'era suo compito. E contemporaneamente usare gli incontri successivi per preparare la coppia a una relazione "negativa", all'esito e accompagnarla in questi passi.

    (PS: la nuova legge sulla procreazione assistita impedisce a questa coppia di avere un figlio biologico...)
    Não sei o motivo pra ir
    só sei que não posso ficar
    não sei o que vem a seguir
    mas quero procurar.
    (Mafalda Veiga)

    Il mio blog

  12. #57
    Daidaidaidai
    Ospite non registrato
    Scusami LuisaMiao sei evidentemente più informata di me in materia di affidi ... ci terrei comunque a precisare che credo che in Svizzera o in Austria sia possibile... ora non so dove è avvenuto il fatto ma non credo che la legge impedirebbe alla coppia di recarsi all'estero per ricevere l'inseminazione artificiale e successivamente tenere il bambino nato con una procedura illegale si, ma solo nel nostro territorio nazionale. E' comunque possibile che con il cambio di governo la legge sulla fecondazione assistita venga rivista consentendo l'inseminazione artificiale anche a queste coppie.
    Credete che la possibilità di fecondazione eterologa di fatto possa sostituire l'adozione di minori? Non pensate che i minori che cercano mamma e papà siano snobbati a favore della fecondazione eterologa che probabilmente dà anche alla madre la sensazione che il figlio sia più suo?

  13. #58
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    Guarda Daidaidaidai, ho appena finito un anno di tirocinio in un centro adozioni e qualcosa ho imparato...
    quello che ti posso dire è che sì, questa coppia può andare all'estero (la metà più richiesta ora è la Spagna) e fare l'inseminazione... attenzione che se viene fuori, sono comunque passibili di denuncia (fin quando non cambiano la legge, e non ci vorrà poco!).
    Per il secondo discorso, c'è una bella differenza tra un figlio biologicamente della coppia (o di una parte di essa) e un figlio adottato. Per questa seconda ipotesi, i passi da fare sono di più, nel senso che per adottare bisogna aver fatto un bel processo di elaborazione del lutto sul figlio biologico e un altro lavoro di accettazione dell'altro, del diverso così com'è. e non sono passaggi facili, che tutti sono disposti a fare o ad accettare.....
    la legge sulla fecondazione assistita che c'è ora, poi, dice che già nelle cliniche x la fertilità ti debbano suggerire l'adozione come alternativa. ma non è un'alternativa che possa arrivare dall'esterno, deve essere un'idea che matura nella coppia. e x farlo ci vuole tempo...




    Originariamente postato da Daidaidaidai
    Scusami LuisaMiao sei evidentemente più informata di me in materia di affidi ... ci terrei comunque a precisare che credo che in Svizzera o in Austria sia possibile... ora non so dove è avvenuto il fatto ma non credo che la legge impedirebbe alla coppia di recarsi all'estero per ricevere l'inseminazione artificiale e successivamente tenere il bambino nato con una procedura illegale si, ma solo nel nostro territorio nazionale. E' comunque possibile che con il cambio di governo la legge sulla fecondazione assistita venga rivista consentendo l'inseminazione artificiale anche a queste coppie.
    Credete che la possibilità di fecondazione eterologa di fatto possa sostituire l'adozione di minori? Non pensate che i minori che cercano mamma e papà siano snobbati a favore della fecondazione eterologa che probabilmente dà anche alla madre la sensazione che il figlio sia più suo?

  14. #59
    Partecipante Figo L'avatar di Aimi_Summers
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    Originariamente postato da rasputin
    quando ho detto "chi gli dà il latte al seno" era una metafora
    secondo voi un bamino/a ke cresce senza madre (dimensione femminile, ecc.... vi ricordate Spitz, Winnicott, eccc)...ma ke adulto sarà!???

    Io invece conosco una ragazza che è stata cresciuta dalla nonna e dalla zia e non ha mai avuto una figura maschile di riferimento e ti assicuro che è una degli adulti migliori che conosco

    Secondo me il problema non sono le figure di riferimento, in quanto ritengo che non sia il sesso a stabilire se una persona può essere una buona madre o un buon padre, il problema è che così com'è adesso la nostra società, un bambino cresciuto da una coppia omosessuale si scontrerebbe sicuramente con una realtà ostile, a partire dal gruppo dei pari. Ma sicuramente alimentare i pregiudizi e osservare passivamente l'attuale situazione sociale non credo sia la cosa migliore.

    Credo che il cammino verso la legalizzazione dell'adozione per le coppie omosex dovrebbe essere accompagnato da una consistente campagna di sensibilizzazione sociale verso l'omosessualità, affinché nel momento in cui un bambino sarà finalmente cresciuto da una coppia omosessuale possa essere visto come un qualsiasi altro bambino e non come un portatore di handicap..
    Ultima modifica di Aimi_Summers : 10-04-2006 alle ore 19.22.01

  15. #60
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di manuelas
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    Originariamente postato da Aimi_Summers


    Credo che il cammino verso la legalizzazione dell'adozione per le coppie omosex dovrebbe essere accompagnato da una consistente campagna di sensibilizzazione sociale verso l'omosessualità, affinché nel momento in cui un bambino sarà finalmente cresciuto da una coppia omosessuale possa essere visto come un qualsiasi altro bambino e non come un portatore di handicap..
    questa è una delle cose più intelligenti che ho letto finora...grazie... complimenti

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