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  1. #46
    Partecipante Figo L'avatar di tata_moni
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    Originariamente postato da Dampyr
    Grazie mille, gentilissima, non era assolutamente per farti i conti in tasca, figurati.


    Non c'è problema, tanto sono povera, non ho niente da nascondere!


    Quanti pazienti segui ?

    Io mi occupo di valutazione neuropsicologica come strumento diagnostico nei casi di possibile deterioramento cognitivo. In più faccio sostegno ai famigliari, ma non ho una clientela fissa, tipo un tot di pazienti che vengono per anni. Le valutazioni agli anziani si ripetono ogni sei mesi fino a che sono utili, il sostegno ai famigliari può durare un paio di colloqui fino ad una decina, in genere. Se nel corso del sostegno emergono problematiche che esulano dal qui ed ora della malattia, indirizzo al consultorio familiare. In ogni caso privatamente ho pochissime persone (nell'ordine di 3-4 all'anno). Il grosso dell'attività lo svolgo in ospedale, dove ho iniziato appunto come volontaria.

  2. #47
    Partecipante Figo L'avatar di tata_moni
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    Originariamente postato da LuisaMiao
    ciao!
    seguo da un poì questo 3d e mi avete dato delle buonissime e utili info... e tante idee!

    dopo l'eds, che ormai è a giorni, comincerò a pensare a qualcosa del genere nelle parrocchie, etc.

    cmq volevo anche dirvi un'altra cosa: da + di un anno faccio volontariato in un'ass.di aiuto alle donne maltrattate. e devo dire che spesso non vedono bene gli psicologi: sanno anche loro che cercano esperienza e a volte, appena l'hanno presa, scappano. ad ex. in questa ass per entrare fai un corso di formazione di 40 ore molto ben fatto, ma a un prezzo quasi ridicolo. perciò molti si iscrivono, prendono ciò che vogliono e poi nn si vedono +... così ora hanno le antenne rizzate sugli psicologi....

    Innanzitutto, non è obbligatorio andare nelle parrocchie, anche perchè non mi sembra l'unico ambiente dove fare volontariato e soprattutto non sempre ci si può affiancare a personale "psicologicamente" competente. Se si vuole fare esperienza non si può procedere per tentativi ed errori, occorre una guida, secondo me.
    Poi se in questa associazione le persone se ne vanno secondo me è anche un po' colpa loro. Ad esempio, io sono volontaria dell'associazione alzheimer imola e tutto quello che faccio per loro lo faccio senza essere pagata. Però loro capiscono che non vivo di aria e appena possono mi propongono per dei progetti o borse di studio.

  3. #48
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    07-02-2005
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    Originariamente postato da tata_moni
    Innanzitutto, non è obbligatorio andare nelle parrocchie, anche perchè non mi sembra l'unico ambiente dove fare volontariato e soprattutto non sempre ci si può affiancare a personale "psicologicamente" competente. Se si vuole fare esperienza non si può procedere per tentativi ed errori, occorre una guida, secondo me.
    Poi se in questa associazione le persone se ne vanno secondo me è anche un po' colpa loro. Ad esempio, io sono volontaria dell'associazione alzheimer imola e tutto quello che faccio per loro lo faccio senza essere pagata. Però loro capiscono che non vivo di aria e appena possono mi propongono per dei progetti o borse di studio.
    la mia idea delle parrocchie era venuta conoscendo la realtà del mio paese (se non lì, non c'è molta scelta...)e conoscendo il tipo di lavoro che poteri fare. ma non mi ero chiusa ad altre possibilità, anzi...

    l'associazione fa i suoi errori, nessuno lo mette in dubbio. io mi trovo bene, non chiedono la luna: un turno alla settimana, nel giorno che vuoi tu, non è tanto. io vado la sera, per tre ore. e faccio l'operatrice. le 3 psicologhe che fanno supervisione e seguono altri progetti, vengono in parte pagate per quelle ore (chiaro, al minimo della tariffa, ma gli è riconosicuto qualcosa). quello che volevo dirvi è che spesso si nota un fenomeno da pescecani dei giovani psicologi verso associazioni/enti/etc per poter "fare esperienza"... fagocitando ciò che ci serve. senza notare cosa che i nostri fini e bisogni non sono in accordo, per nulla, con quello dell'associazione/ente/etc.... il che alla lunga non ci fa una gran pubblicità, né ci apre strade.

  4. #49
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    ...


    scusate, mi era andato in tilt :-)
    Ultima modifica di LuisaMiao : 08-06-2006 alle ore 10.37.10

  5. #50
    molly2003
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da tata_moni
    Il grosso dell'attività lo svolgo in ospedale, dove ho iniziato appunto come volontaria.
    Ciao Tata_moni, mi potresti dire come hai fatto a fare il volontariato in ospedale? Scusa se la domanda ti sembra sciocca, ma chi bisogna contattare?

    In questi giorni ho chiamato le misericordie con gli ambulatori di psicologia proponendomi per degli affiancamenti, ma tutti mi hanno risposto che non ci sono colloqui, un al mese forse e quindi bastano ed avanzano gli psicologi che già ci sono.

    Nelle associazioni anche ho chiamato e mi hanno detto che ci sono i tirocinanti a fare gli affiancamenti mentre io, avendo già un ruolo professionale, non potrei fare il lavoro che fa il tirocinante, bensì quello che fa lo psicologo, cioè l'attività di consulenza...aggiungendo però che al momento sono già in numero sufficiente...

    Ragazzi ma come si fa??

  6. #51
    Partecipante Super Esperto
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    Ma forse la difficoltà sta proprio nel proporsi per dei colloqui...
    se ci pensiamo bene l'associazione non vi conosce, vede solo che vi presentate per fare volontariato e per fare esperienza (quindi desumono che non ne avete poi molta), non sanno che tipo di persone siete (potreste essere più in difficoltà dei loro utenti) e se siete veramente qualificati per fare quel lavoro.
    Inoltre non conoscete la struttura, non conoscete gli utenti e per quanto ne sanno loro non avete esperienze in quel campo... ma perchè dovrebbero affidarvi dei colloqui?
    E poi magari non è nemmeno nel loro approccio fare dei colloqui psicologici, chissà cosa pensano che siano...
    Mentre se c'è qualcuno che già li fa e presumibilmente li fa bene, perchè cambiare?

    Forse conviene proporsi per fare del volontariato e basta, entrando nella struttura, conoscendola e poi, visto che siamo psicologi, potremmo fare un'analisi della domanda e proporre qualcosa che metta in gioco le nostre competenze psicologiche e che sia utile anche per loro... non necessariamente dei colloqui quindi...
    Potrebbero aver bisogno di supervisione agli operatori, o potrebbe essere utile creare dei gruppi di mutuo-aiuto per gli utenti o per i genitori (es. con i genitori di portatori di handicap) o ancora dei gruppi per gli utenti stessi (ad es. gruppi sull'acquisizione delle abilità sociali) o magari collaborare per farsi conoscere nel territorio (ad es. per uno che si occupa di psicologia del lavoro...) ma per fare queste proposte bisogna conoscere l'associazione, entrarci dentro e poi fare una proposta che sia mirata ai loro bisogni, altrimenti ci vedono sì come delle sanguisughe che arrivano, propongono qualcosa che serve a loro senza chiedersi se sia realmente utile e pensano che con qualche colloquio si possa risolvere tutto...
    Il rischio è di passare per presuntuosi e anche poco competenti perchè pensiamo di sapere di cosa abbiano bisogno senza conoscerli e proponiamo lo strumento del colloquio senza sapere bene nemmeno il perchè (se non che vogliamo fare esperienza, ma questo è un problema nostro e la struttura di solito ne ha già tanti suoi...).
    la professionalità si vede anche nel modo di proporci... se sappiamo adottare una modalità non rigida e capace di venire incontro ai bisogni altrui, abbiamo più possibilità di fare una buona impressione e di venir considerati come validi professionisti di cui sono loro ad avere bisogno e il nostro lavoro acquista valore: non siamo più quelli a cui fanno un favore permettendogli di farsi le ossa con i loro utenti (che non è molto rispettoso per gli utenti), ma diventiamo persone che offrono una professionalità a servizi di strutture che non possono permettersi di pagarsene una...
    Vimae

  7. #52
    Barbara077
    Ospite non registrato
    Ciao Molly e ciao a tutti!
    Anche io ho avuto il tuo stesso problema in ospedale dove mi sento rispondere che ci sono già troppi tirocinanti e non hanno quindi disponibilità nè volontà di seguire uno che è già psicologo ma che vorrebbe fare affiancamento per farsi un pò d'esperienza...

  8. #53
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    Originariamente postato da Vimae
    Ma forse la difficoltà sta proprio nel proporsi per dei colloqui...
    se ci pensiamo bene l'associazione non vi conosce, vede solo che vi presentate per fare volontariato e per fare esperienza (quindi desumono che non ne avete poi molta), non sanno che tipo di persone siete (potreste essere più in difficoltà dei loro utenti) e se siete veramente qualificati per fare quel lavoro.
    Inoltre non conoscete la struttura, non conoscete gli utenti e per quanto ne sanno loro non avete esperienze in quel campo... ma perchè dovrebbero affidarvi dei colloqui?
    E poi magari non è nemmeno nel loro approccio fare dei colloqui psicologici, chissà cosa pensano che siano...
    Mentre se c'è qualcuno che già li fa e presumibilmente li fa bene, perchè cambiare?

    Forse conviene proporsi per fare del volontariato e basta, entrando nella struttura, conoscendola e poi, visto che siamo psicologi, potremmo fare un'analisi della domanda e proporre qualcosa che metta in gioco le nostre competenze psicologiche e che sia utile anche per loro... non necessariamente dei colloqui quindi...
    Potrebbero aver bisogno di supervisione agli operatori, o potrebbe essere utile creare dei gruppi di mutuo-aiuto per gli utenti o per i genitori (es. con i genitori di portatori di handicap) o ancora dei gruppi per gli utenti stessi (ad es. gruppi sull'acquisizione delle abilità sociali) o magari collaborare per farsi conoscere nel territorio (ad es. per uno che si occupa di psicologia del lavoro...) ma per fare queste proposte bisogna conoscere l'associazione, entrarci dentro e poi fare una proposta che sia mirata ai loro bisogni, altrimenti ci vedono sì come delle sanguisughe che arrivano, propongono qualcosa che serve a loro senza chiedersi se sia realmente utile e pensano che con qualche colloquio si possa risolvere tutto...
    Il rischio è di passare per presuntuosi e anche poco competenti perchè pensiamo di sapere di cosa abbiano bisogno senza conoscerli e proponiamo lo strumento del colloquio senza sapere bene nemmeno il perchè (se non che vogliamo fare esperienza, ma questo è un problema nostro e la struttura di solito ne ha già tanti suoi...).
    la professionalità si vede anche nel modo di proporci... se sappiamo adottare una modalità non rigida e capace di venire incontro ai bisogni altrui, abbiamo più possibilità di fare una buona impressione e di venir considerati come validi professionisti di cui sono loro ad avere bisogno e il nostro lavoro acquista valore: non siamo più quelli a cui fanno un favore permettendogli di farsi le ossa con i loro utenti (che non è molto rispettoso per gli utenti), ma diventiamo persone che offrono una professionalità a servizi di strutture che non possono permettersi di pagarsene una...

    hai espresso meglio di me quello che volevo dire

  9. #54
    Barbara077
    Ospite non registrato
    Rispondendo a Vimae: sono pienamente d'accordo con quanto dici ma nel mio caso, come credo anche in quello di Molly, se non ho capito male, si è provato ad andare in ospedale chiedendo solo di poter fare affiancamento al professionista che già opera lì.....nessuno ha preteso di sostituire nessuno o di farsi affidare subito dei compiti da svolgere in completa autonomia.
    Per quanto riguarda le associazioni vale la stessa cosa: penso sia chiaro e saggio entrare prima all'interno e conoscere bene le singole realtà per rendersi conto di cosa potrebbe essere utile proporre.

  10. #55
    molly2003
    Ospite non registrato
    No barbara, io in ospedale non ho provato...infatti ho chiesto a tata_moni come si può fare a proporsi, a chi telefonare? All'ospedale? Io ho provato alle miserocrdie, chiamando al centralino che poi mi ha dato altri numeri del responsabile dell'ambulatorio e poi alle associazioni, chiamando direttamente al numero che ho trovato su Internet.

    Comunque Barby il concetto è lo stesso, stesse risposte da ogni parte.

    Ma gli ospedali come si fa? E poi mi chiedo: negli ambulatori e nelle associazioni si può fare volontariato, senza quindi avere una forma contrattuale, ma negli ospedali si può stare lì senza contratto?

  11. #56
    Partecipante Figo L'avatar di tata_moni
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    Originariamente postato da molly2003
    Ciao Tata_moni, mi potresti dire come hai fatto a fare il volontariato in ospedale? Scusa se la domanda ti sembra sciocca, ma chi bisogna contattare?

    In questi giorni ho chiamato le misericordie con gli ambulatori di psicologia proponendomi per degli affiancamenti, ma tutti mi hanno risposto che non ci sono colloqui, un al mese forse e quindi bastano ed avanzano gli psicologi che già ci sono.

    Nelle associazioni anche ho chiamato e mi hanno detto che ci sono i tirocinanti a fare gli affiancamenti mentre io, avendo già un ruolo professionale, non potrei fare il lavoro che fa il tirocinante, bensì quello che fa lo psicologo, cioè l'attività di consulenza...aggiungendo però che al momento sono già in numero sufficiente...

    Ragazzi ma come si fa??
    Forse per me è stato più facile perchè io volevo lavorare coi pazienti affetti da demenza e non c'è nessuno che lo vuole fare, quindi appena mi sono proposta mi hanno accolto a braccia aperte! Per la supervisione dei casi poi mi appoggio alla mia tutor del tirocinio, che me lo fa gratuitamente come favore perchè sono stata con lei un anno. Probabilmente anche questa è fortuna e non tutti hanno fatto tirocinio in un posto dove ci fossero brave psicologhe, competenti e disponibili.

    Ragazzi, in bocca al lupo!

  12. #57
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    è vero, ma guardiamola anche dal loro punto di vista:
    spesso hanno 2-3 psicologi per servizio, con una dozzina di specializzandi che comunque devono in qualche modo seguire. dove mettono un nuovo psicologo volontario? se va a fare affiancamneto allo psicologo, giustamente i tirocinanti di specialità si andranno a lamentare. ti mettono ad affiancare uno specializzando? Non così facile da fare (non sempre la struttura te lo permette e nemmeno lo specializzando in questione può essere d'accordo).
    insomma... non è così facile...
    Ultima modifica di LuisaMiao : 08-06-2006 alle ore 12.30.57
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    só sei que não posso ficar
    não sei o que vem a seguir
    mas quero procurar.
    (Mafalda Veiga)

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  13. #58
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    Originariamente postato da molly2003
    No barbara, io in ospedale non ho provato...infatti ho chiesto a tata_moni come si può fare a proporsi, a chi telefonare? All'ospedale? Io ho provato alle miserocrdie, chiamando al centralino che poi mi ha dato altri numeri del responsabile dell'ambulatorio e poi alle associazioni, chiamando direttamente al numero che ho trovato su Internet.

    Comunque Barby il concetto è lo stesso, stesse risposte da ogni parte.

    Ma gli ospedali come si fa? E poi mi chiedo: negli ambulatori e nelle associazioni si può fare volontariato, senza quindi avere una forma contrattuale, ma negli ospedali si può stare lì senza contratto?
    Poi vi dico anche che in Associazione Alzheimer ci sono entrata proponendo dei progetti per i malati ed i loro famiglairi e proponendo di seguirli.

    In ospedale si può fare volontariato, purchè si abbia un'assicurazione RC e si faccia una domanda (il modulo lo danno loro e occorre una marca da bollo)

  14. #59
    molly2003
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da tata_moni


    In ospedale si può fare volontariato, purchè si abbia un'assicurazione RC e si faccia una domanda (il modulo lo danno loro e occorre una marca da bollo)
    Scusami ancora tata_moni, a firenze c'è stato un avviso pubblico (scaduto a maggio) per frequenza volontaria annuale presso ospedali o asl, mi sono informata ma per potervi accedere era comunque richiesta la famosa specializzazione in psicologia clinica e la responsabile mi ha detto che per entrare negli ospedali, anche solo come volontaria, si deve passare da questa selezione pubblica.

    Ma allora non c'è speranza senza specializzazione? Ed è utile o no che io continui a telefonare ai centri salute mentali proponendomi quando poi tutto dipende dal bando? O magari trovo qualcuno che mi prende sotto la sua ala...??

    Grazie mille per le delucidazioni!

  15. #60
    Barbara077
    Ospite non registrato
    E' vero LuisaMiao, hai ragione a dire che anche dal loro punto di vista non è così facile gestire il tutto, almeno nei grossi ospedali...ma ti assicuro che nei piccoli ospedali di paese qualcosina in più si potrebbe tranquillamente fare!

    Per quanto riguarda il volontariato in ospedale sapevo anch'io che fosse sufficiente un'assicurazione.

    Infine domanda per tata_moni: nell'associazione alzheimer dove fai volontariato e dove hai proposto progetti non era già presente uno psicologo? Come siete riusciti a conciliare e dividere i compiti??

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