Una volta che hai fatto la valutazione delle funzioni cognitive e comportamentali del paziente e sei gunta ad avere un quadro specifico di quello che è il profilo cognitivo del paziente, in equipe possibilmente e in secondo luogo, ma non per importanza, con paziente e familiari o caregiver o figura di riferimento, a seconda dei casi, stili un programma di riabiitazione cognitiva che consiste in un training a cadenza regolare in cui il paziente viene impegnato in una seri di esercizi cognitivi, semplici ma che servono a stimolare e riabilitare quegli aspetti delle funzioni cognitive che dalla valutazione risultano deficitari e che dunque incidono negativamente sulla qualità di vita del paziente. Gli esercizi sono semplici, alcuni sono presi dalla stessa settimana enigmistica me devono essere anche ecologici, ossia devi fare durante il percorso riabilitativo delle verifiche per vedere se i risultati che ottieni in ambulatorio si estendono anche alla vita di tutti i giorni. In cas di demenze la proceduraè simile ma si parla di stimolazione cognitiva: gli esercizi saranno volti al mantenimento e non alla riabilitazione delle funzioni cognitive, se una funzione è troppo deteriorata, si punterà a stimolare le altre in modo che possano essere delle risorse per il paziente per poter continuare a comunicare e relazionarsi con il proprio ambiente. Alla fine del trattamento si rifà la valutazione utilizzando gli stessi test cognitivi usati nella valutazione iniziale e si valuta se la riabilitazione è stata efficace e se gli obiettivi sono stati raggiunti. Bisogna monitorare lo stato di salute generale e eventuali cambi di terapia farmacologica in modo da avere sotto controllo quante più variabili possibili.
Questo è proprio un sunto della riabilitazione cognitiva, non certo esauriente ma per ora può darti un'idea







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