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  1. #46
    Violinfrau
    Ospite non registrato
    Dipende dal tipo di psicologo. Ci potrebbe essere una figura intermedia tra lo psicologo e l'insegnante, con competenze psicologiche e anche didattiche.

    Io ad esempio vorrei tanto fare l'insegnante di sostegno, perche' non ho proprio la mentalita' per vedere il bambino un'ora alla settimana e lavorare solo in quel momento, non e' il tipo di lavoro che vorrei fare.
    Magari se un insegnante avesse piu' preparazione psicologica potrebbe lavorare meglio, invece l'impressione che ho e' che molti tendano a "tirare avanti" e basta, senza avere un progetto in mente, un obiettivo, come invece avrebbe uno psicologo, e basi teoriche solide.

  2. #47
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    é vero, alcuni tendono a tirare avanti... come in tutti i lavori del resto, non solo le insegnanti di sostegno. altri lavorano con e per obiettivi (anzi, va mooolto di moda parlare di obiettivi ora nelle scuole).

    il punto è che attualmente una figura come quella che tu proponi non esiste: e anche pensando di aprire domani una formazione di questo tipo ci vorrà del tempo prima che arrivi ad essere operativa.

    Lo psicologo però può lavorare come supervisore e formatore e perciò affiancare le insegnanti di sostegno nei casi che lo richiedono, con le sue competenze. Non è così facile mischiare gli ambiti... te lo dico perchè facendo l'educatrice di sostegno in 2 scuole a volte viene "fuori la psicologa che è in me" ma mi devo mordere la lingua e pensare in un altro modo, da educatrice appunto (sto cmq imprando ora a farlo) e stare attenta a non mischiare i piani.
    Não sei o motivo pra ir
    só sei que não posso ficar
    não sei o que vem a seguir
    mas quero procurar.
    (Mafalda Veiga)

    Il mio blog

  3. #48
    Partecipante Super Esperto
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    Ma in questo caso, vista la "disoccupazione" cronica degli psicologi, non si potrebbe pensare a creare una collaborazione fra le due figure piuttosto che tendere a sovrapporle?

    Ci lamentiamo che che altre figure ci "rubano" il lavoro, ma spesso tendiamo a farlo anche noi pensando che siccome siamo psicologi sappiamo sicuramente fare qualsiasi lavoro attinente la persona: insegnante, educatore, assistente sociale,...
    Io lavoro spesso nelle scuole e mi occupo di disturbi di apprendimento, ma non sarei minimamente in grado di fare l'insegnante.
    Primo perchè non ne so nulla di didattica (fare l'insegnante significa anche insegnare, non solo stare con il bambino), secondo perchè mi verrebbe da fare la psicologa e non da educare!
    Come psicologa privilegi alcuni ambiti, come la libera espressione, mentre come insegnante hai un ruolo educativo che è diverso da quello psicologico.

    Vi faccio un esempio: l'altro giorno stavo preparando una scatola con i giochi nuovi da portare nello studio e ci mettevo le pistole e le manette.
    Il mio compagno, che mi aiutava ad inscatolare e trasportare, le ha guardate con aria critica e mi ha chiesto "ma non sono diseducative?".
    In effetti, se fossi un insegnante non lo potrei certo usare a scuola (in alcune scuole materne è vietato dal regolamento portare ed usare armi giocattolo), ma nel mio studio, quando lavoro con un bambino che ha un problema legato alla gestione dell'aggressività ne ho bisogno.
    E' buffo perchè la mia risposta al mio compagno è stata proprio "ma io mica devo educare i bambini, a quello ci pensaranno i genitori e gli insegnanti. Io devo farli esprimere e lavorare sulle loro emozioni"...

    Credo che potrebbe essere più utile prevedere momenti formativi per gli insegnanti di sostegno condotti da psicologi, in cui dare indicazioni e apportare quelle informazioni e nozioni psicologiche che non sono di pertinenza dell'insegnante ma che possono esserle utili nel suo lavoro.
    Se l'insegnante di sostegno segue un bambino dislessico posso spiegarle, come psicologa, in cosa consiste la dislessia, qual è il tipo di dislessia del bambino e quali esercizi possono essere utili, come si sente il bambino di fronte a certi compiti, quali sono i suoi sentimenti.
    Gli esercizi però lo farà con l'insegnante, così come studierà la storia e la geografia con lei.
    Io, come psicologa, potrò prevedere dei momenti di incontro per fare il punto della situazione, fare riabilitazione, parlare con i genitori e tante altre cose.
    Ma l'insegnante faccia l'insegnante e la psicologa la psicologa, altrimenti se io voglio fare anche l'insegnante cosa impedisce che l'insegnante, a sua volta, voglia sostituirsi a me?
    Vimae

  4. #49
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    Originariamente postato da Vimae
    Ma l'insegnante faccia l'insegnante e la psicologa la psicologa, altrimenti se io voglio fare anche l'insegnante cosa impedisce che l'insegnante, a sua volta, voglia sostituirsi a me?
    stra-quoto il resto
    e questa frase è da incorniciare

  5. #50
    Violinfrau
    Ospite non registrato
    Boh, non so...era solo una proposta.

    Comunque io invece penso piu' da educatrice e mi piace insegnare, quindi non vedo tutta questa distanza tra le due figure. (in pratica. Invece per quanto riguarda la preparazione teorica sono senaa dubbio molto diverse)

  6. #51
    Violinfrau
    Ospite non registrato
    LuisaMiao, mi faresti un esempio della "psicologa che e' in te"?
    Solo per capire.

  7. #52
    Partecipante Assiduo L'avatar di skioppy
    Data registrazione
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    Mi inserisco anche io in questa discussione! Credo anch'io che il lavoro di psicologo e quello di educatore siano molto diversi, però credo anche che per un futuro psicologo sia utiissima l'esperienza di educatore in una comunità per avere un contatto diretto con i ragazzi! Dove stà scritto che lo psicologo lascia esprimere i ragazzi/ bambini senza educare? L'intervento educativo lo fa anche lo psicologo dal momento che, dopo aver lasciato esprimere il soggetto, lo porta anche a riflettere sui propri comportamenti! Iolavoro in una coop soc da agosto, mi hanno assunto pochi mesi prima di conseguire la laurea! Ora sono laureata e mi hanno dato la possibilità sia di lavorare come educatrice che svolgere il tirocinio da psicologa! Mi trovo abbastanza bene, è una comunità educativa per minori principalmente devianti o con problemi in famiglia, il carico di lavoro è bestiale... io lavoro 40 ore a settimana con un contratto a tempo indeterminato! la paga non è male (ancora sono al 5° livello ma presto passerò a 6° per via del titolo), circa 1.100- 1.200 euro mensili! In questi 6 mesi di lavoro mi sono accorta che questa professione è davvero difficile, che contano più le capacità personali che mille titoli di studio, che per certi versi è più difficile questa professione in quanto si sta continuamente a contatto con il disagio di questi ragazzi, si prendono anche le "botte",ci sono sicuramente anche molte soddisfazioni! Ora io lo vedo come un momento di passaggio e ciò l'ho anche speiegato ai dirigenti quando mi hano assunto, anche perchè credo che lì posto cime psicologa non lo troverò mai dal momento che i Presidenti sono 2 psicologi!!!!
    Martina

  8. #53
    Violinfrau
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da skioppy
    Mi inserisco anche io in questa discussione! Credo anch'io che il lavoro di psicologo e quello di educatore siano molto diversi, però credo anche che per un futuro psicologo sia utiissima l'esperienza di educatore in una comunità per avere un contatto diretto con i ragazzi! Dove stà scritto che lo psicologo lascia esprimere i ragazzi/ bambini senza educare? L'intervento educativo lo fa anche lo psicologo dal momento che, dopo aver lasciato esprimere il soggetto, lo porta anche a riflettere sui propri comportamenti! Iolavoro in una coop soc da agosto, mi hanno assunto pochi mesi prima di conseguire la laurea! Ora sono laureata e mi hanno dato la possibilità sia di lavorare come educatrice che svolgere il tirocinio da psicologa! Mi trovo abbastanza bene, è una comunità educativa per minori principalmente devianti o con problemi in famiglia, il carico di lavoro è bestiale... io lavoro 40 ore a settimana con un contratto a tempo indeterminato! la paga non è male (ancora sono al 5° livello ma presto passerò a 6° per via del titolo), circa 1.100- 1.200 euro mensili! In questi 6 mesi di lavoro mi sono accorta che questa professione è davvero difficile, che contano più le capacità personali che mille titoli di studio, che per certi versi è più difficile questa professione in quanto si sta continuamente a contatto con il disagio di questi ragazzi, si prendono anche le "botte",ci sono sicuramente anche molte soddisfazioni! Ora io lo vedo come un momento di passaggio e ciò l'ho anche speiegato ai dirigenti quando mi hano assunto, anche perchè credo che lì posto cime psicologa non lo troverò mai dal momento che i Presidenti sono 2 psicologi!!!!
    mi sono accorta che questa professione è davvero difficile, che contano più le capacità personali che mille titoli di studio, che per certi versi è più difficile questa professione in quanto si sta continuamente a contatto con il disagio di questi ragazzi, si prendono anche le "botte",ci sono sicuramente anche molte soddisfazioni!

    D'accordissimo.
    Anch'io ho fatto un'esperienza di questo genere al 2^anno di uni), e da settembre riprendero' il tirocinio in una comunita' per adolescenti.
    Anch'io sono convintissima che contino di piu' queste esperienze di tutti gli esami che ho dato e di tutte le teorie (non tante ) che conosco.
    E come te penso che lo psicologo possa svolgere anche un'azione educativa, non ci vedo niente di male e non credo che le due cose si escludano per forza a vicenda, anche penso che sia un arricchimento.

  9. #54
    Partecipante Assiduo
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    Originariamente postato da Lilagrace
    ciao volevo sapere se sei di roma?



    Io lavoro in una coop da Aprile e, tutto sommato, sono abbastanza soddisfatta.
    In particolare mi occupo di ADM, ovvero faccio l'educatrice domiciliare in nuclei famigliari problematici (solitamente segnalati dal TM).
    Lavoro 12 ore a settimana e mi danno 400 euro al mese. Il contratto è a tempo indeterminato quindi ho tredicesima, ferie e malattia. Mi trovo bene anche dal punto di vista umano perchè, oltre ad essere tutti giovani, c'è quella giusta dose di scazzo che permette una buona flessibilità. Per esempio con gli orari. Se mi devo assentare non necessaariamente devo prendere le ferie ma posso farlo impegnandomi a recuperare le ore quando voglio.
    Infine il lavoro in sè devo dire che non mi dispiace affatto.Certo, non è da psicologa, ma è comunque meglio di un CAG.


    Tra poco inizierò a lavorare in un sert privato come psicologa volontaria. Visto che anche questo è gestito da una coop saprò darti più informazioni su come trattano gli psicologi che fanno gli psicologi

  10. #55
    Partecipante Assiduo
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    io sono di roma e anche io vorrei lavorare nelle cooperative...sapete darmi qualche indirizzo al quale rivolgermi?v prego aiutatemi..non riesco a trovare lavoro...vi prego!

  11. #56
    Partecipante Assiduo L'avatar di skioppy
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    Non sono di Roma ma per informarti sulle cooperative presenti a rroma e dintorni puoi o andare su un motore di ricerca e digitare "cooperative sociali"and roma e vedere cosa ti esce oppure andare in comune e chiedere un elenco di tutte le cooperative sociali presenti nel lazio, poi la cernita la fai tu! Una volta trovato l'elenco devi inviare curriculum e poi non ti resta che aspettare fiduciosa!Io non ho prorio fatto così ma una ragazza che lavora con me si è rivolta al comune di residenza dove gli hanno fornito l'elenco di tutte le cooperative in umbria! da noi si trovano informazioni anche sul sito dela regione, puoi provare se anche nel sito della regione lazio vi sono tali informazioni! in bocca al lupo
    Martina

  12. #57
    Partecipante Assiduo
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    già fatto cmq grazie mille x la disponibilità!

  13. #58
    Matricola
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    Originariamente postato da LuisaMiao
    Ha conoscenze approfondite sulle caratteristiche delle patologie, è vero. Ma basta questo per fare l'insegnate di sostegno? Non credo: lo stare a scuola e insgenare, la parte didattica o delle autonomie, non rientrano nell'ambito dello psicologo.

    Durante il corso di specializzazione per il sostegno, il lavoro è sulle patologie: e come sempre, c'è chi lavora bene e con coscienza, e chi invece è convinto che fare l'insegnate di sostegno sia meno faticoso.... La cosa che si può lamentare è che esiste un corso unico per tutte le patologie e disabilità, mentre magari si potrebbe pensare a diversi ambiti di intervento (Un conto è un bambino autistico, un conto uno con una disabilità fisica e basta).

    Il lavoro dello psicologo è impostato in un modo totalmente diverso da quello dell'insegnate: nella nostra mente, si incontra il bambino per 1 h alla settimana e si lavora su quello che accade fuori dalla stanza dello psicologo, nella vita dell'insegnante c'è la vita quotidiana come merenda, andare in bagno, intervallo con la terra in testa, la diarrea e il raffreddore, fotocopie e compiti da preparare e correggere,...

    Ecco perchè non credo che lo psicologo non sia la figura adatta a fare l'insegnante di sostegno (e con questo non voglio dire che uno non possa cambiare "strada"e dopo la laurea in psioclogia andare a fare l'insegnate di sostegno... )
    Perfettamente d'acordo: sono psicloga, ho fatto l'AEC e ora insegno sostegno in un liceo. Vi assicuro che la laurea non basta, almeno non nella scuola secondaria di secondo grado!

  14. #59
    acquario
    Ospite non registrato
    salve a tutti. Anch'io ho da poco iniziato a lavorare in una comunità di adolescenti come educatrice, inoltre faccio anke l'educatrcice in una scuola x un bimbo autistico. Devo ammettere ke inizialmente ho avuto molte difficoltà,in effetti il lavoro di educatore è diverso da qllo di psicologo, più volte infatti mi capita di ripetermi ke sono li nn x fare la psicologa ma x educare. Spero un girno di riuscire a fare il lavoro x il quale ho studiato.

  15. #60
    Partecipante Assiduo
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    121
    di che città sei?

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