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Discussione: Concerto Red Hot

  1. #46
    Postatore Compulsivo L'avatar di arwen
    Data registrazione
    04-07-2002
    Residenza
    in viaggio verso il Paradiso (o qualcosa che ci assomiglia)
    Messaggi
    3,739
    [quote:56fa359715="agex"]Dio! Quanto mi amo!!!!!!!!!!
    [/quote:56fa359715]





    ......ma.....ma.........[size=18:56fa359715][color=red:56fa359715]LE FACCINE!!!!!! [/color:56fa359715][/size:56fa359715] Alessandro, è la prima volta che te le vedo!!!!

    un bacio a tutti i grandi di questo forum , [color=red:56fa359715][size=18:56fa359715]ALEA UN NOME UN MITO[/size:56fa359715][/color:56fa359715]....

    Chiara
    Dott.ssa Chiara Facchetti
    Ordine Psicologi della Lombardia n.12625


    Io credo che le pietre respirino. Non possiamo percepirlo con le nostre brevi vite.

    Siamo tutti nella fogna, ma alcuni di noi guardano alle stelle (Oscar Wilde)

  2. #47
    Ospite non registrato

    tante cose...

    Sono stato tante persone, ho fatto tante cose, ho provato mille emozioni... è la mia vita... è la vita, no?

    Voglio continuare in questo modo, continuando a credere nella diversità, nel cambiamento, e nella conoscenza delle nuove cose.

    A presto amiche e amici, matti.


    Un giorno, nell'algolino della foto, posterò una immagine dove mi si vede quando portavo i capelli lunghi fino a dove la schiena comincia a dividersi in due :o


    poghiamo assieme


    ciaoaooaoao

  3. #48
    [quote:046f85c1f0="ezechiele"][quote:046f85c1f0="psicoivan83"] Io penso che riempirsi di queste SCHIFEZZE sul viso (e sul corpo) sia tornare indietro alle società non di certo civilizzate (vedi in Africa: questa moda viene specialmente da lì).
    [/quote:046f85c1f0]


    By fear (trad. da paura)
    [/quote:046f85c1f0]

    Rimettiamo le cose a posto:


    Chiarificazione dei termini
    Il termine tatuaggio fu coniato dall’esploratore James Cook (1728-1779). Egli trascrisse il
    vocabolo polinesiano tatau, evocante il rumore prodotto dal bastoncino superiore che batte contro
    quello inferiore durante l’applicazione del tatuaggio, con il termine inglese tattow, in seguito
    trasformatosi in tattoo.
    Per body piercing (dall’inglese to pierce = forare, bucare, trafiggere) s’intende invece la pratica
    di bucare alcune parti del corpo per poi infilare anelli, barrette, sfere metalliche, in vari punti del
    corpo.2
    Sia il tatuaggio che il piercing sono pratiche cruenti, e quindi dolorose, che lasciano un segno più
    o meno indelebile. Una tipica caratteristica del tatuaggio e, almeno in parte, anche del piercing, è
    infatti quella di lasciare una traccia permanente sul corpo. Una volta fatti non possono essere
    facilmente cancellati.
    Va detto comunque che, mentre una barretta o un anello possono essere rimossi, il tatuaggio
    assume il carattere di un marchio indelebile. Per ovviare a un simile inconveniente, oggi si sta
    diffondendo l’usanza di tatuaggi semipermanenti, che con il tempo la pelle riassorbe. Talvolta, ci si
    limita, molto più semplicemente, a far dipingere la pelle. Per cui la durata del «tatuaggio» è
    piuttosto breve.
    Cenni storici
    L’arte di abbellire il corpo è antica quanto l’umanità. È una delle tante forme di espressione
    dell’animo umano. In ogni epoca, nel nome di ideali di bellezza, o per motivi psicologici, sociali o religiosi, è sempre stato presente, sia negli uomini che nelle donne, il bisogno di dipingere, tatuare,
    perforare, scarificare (dall’inglese to scare = farsi delle cicatrici) il proprio corpo come fosse una
    grande tela bianca da riempire. Talvolta si è cercato addirittura di modificare vistosamente la stessa
    struttura del corpo.3
    In particolare, lungo i secoli, l’uso del tatuaggio e del piercing è stato un modo per sottolineare la
    propria identità, la propria appartenenza al gruppo, il proprio grado sociale di superiorità o,
    all’opposto, di inferiorità, il proprio legame con il mondo del soprannaturale e i suoi poteri.
    Non si dimentichi che di tatuaggio si parla già nella Genesi (4, 15) a proposito di Caino: «E il
    Signore mise un segno su Caino, affinché chiunque lo incontrasse non lo uccidesse». In Europa, già
    nell’età neolitica, erano in uso stampi di terracotta per imprimere disegni sul corpo su cui poi
    procedere al tatuaggio.
    Sono numerose le sculture di questo periodo che testimoniano tale pratica. Una conferma
    clamorosa di tutto questo ci è venuta, nel 1991, dal rinvenimento del corpo di un cacciatore (la
    mummia di Similaun), che riportava sulla schiena e sulle gambe vari tatuaggi.
    Nel 1993, sui Monti Altai nella regione siberiana, è stato scoperto il corpo riccamente tatuato di
    una donna, sepolta nel 2500 a.C. In Egitto è stata trovata la mummia tatuata di una sacerdotessa
    vissuta a Tebe intorno al 2200 a.C. Nello stesso periodo, la medesima pratica si riscontra sia in Cina
    che in Giappone, dove ai detenuti veniva impressa la parola «cane».
    In epoca a noi più vicina, l’usanza del tatuaggio si trova tra i Celti, i Galli, i Goti, oltre che tra i
    Greci e i Romani. Questi ultimi avevano l’abitudine di marchiare i soldati (sul braccio riportavano
    la scritta S.P.Q.R.), gli schiavi, i prigionieri, i disertori e i criminali.
    Tra i popoli che maggiormente hanno praticato il tatuaggio e il piercing sono inoltre da citare i
    Maya, gli Aztechi, alcune tribù dell’Alaska, gli indiani del Nordamerica, diversi popoli africani, gli
    indiani del Sudest asiatico (i Veda ne fanno cenno), i Maori e i Polinesiani e in Australia gli
    aborigeni.4 Nell’Africa centrale e meridionale e tra le popolazioni dell’Australia era molto diffusa la
    scarificazione (profonde incisioni sulle guance, sulla fronte per le donne e sulla schiena per gli
    uomini).
    Nel mondo occidentale, con l’avvento del cristianesimo, la pratica del tatuaggio e del piercing
    venne fortemente contrastata. La proibizione poggiava su due testi sacri: il Levitico 19, 28: «Non vi
    fate incisioni sulla carne per un morto, e non vi fate tatuaggi sulla pelle» e il Deut 14, 1: «Voi siete i
    figli del Signore, Iddio vostro. Non vi fate incisioni addosso».
    L’imperatore Costantino nel 321 vietò il tatuaggio con un’apposita legge. Successivamente,
    appellandosi al fatto che le incisioni sulla pelle deturpano l’immagine di Dio riflessa nell’uomo,
    papa Adriano I nel 787 lo vieta in modo più esplicito, bollandolo come pratica barbara. Ciò ha fatto
    sì che in Europa la pratica del tatuaggio scomparisse.5
    Va, del resto, ricordato che anche l’Islam ortodosso, richiamandosi a un passo, sia pure vago, del
    Corano ha delle serie riserve nei confronti del tatuaggio, che considera come un marchio satanico.
    Esso rende inadatti a pregare, poiché ogni preghiera deve essere preceduta da un’abluzione e questa
    non ha alcun effetto su una pelle tatuata. Nonostante le proibizioni, si trovano comunque pratiche di
    tatuaggio tra i Beduini, i Berberi.
    Nel mondo occidentale, si registra una ripresa della pratica del tatuaggio con l’inizio del XV
    secolo, a seguito dei grandi viaggi e delle esplorazioni geografiche in Asia, in Africa e nelle
    Americhe. Sono soprattutto le classi sociali elevate a interessarsi del fenomeno e a vederlo come un
    esotismo che qualificava.6
    Verso la fine del XVIII secolo, l’interesse per il tatuaggio e il body piercing si fa ancora più
    diretto. Di ritorno dai loro viaggi, esploratori e marinai amano infatti esibire decorazioni incise sul
    loro corpo. Nell’Ottocento e all’inizio del Novecento il tatuaggio assume invece una valenza
    prevalentemente negativa. Viene cioè considerato come espressione di antisocialità, di
    comportamenti in qualche modo moralmente riprovevoli o ai margini della legalità (criminali,
    carcerati), oppure come indice di appartenenza ai ceti sociali bassi (Lombroso, 1887).
    È comunque a partire dalla metà del secolo scorso che si registra una diffusione a vasto raggio del
    tatuaggio. Ciò si deve ai movimenti giovanili dei Rockers e dei Teddy boys e, successivamente,
    degli Hippies. In questo periodo, i tatuaggi in stile unisex e prevalentemente non figurativi, ad
    eccezione di qualche fiore e dell’immagine del sole, miravano a esprimere il legame fusionale con
    la natura, con il cosmo. Il ricorso, da parte degli Hippies, a disegni non figurativi intendeva
    denunciare il bisogno di sfuggire alla rappresentazione oggettiva di sé e il desiderio di rifiutare i
    modi degradati della comunicazione umana (Maertens, 1978).
    È pure di questo periodo il movimento di destra degli Hell’s angels che ama invece i tatuaggi
    rappresentanti svastiche, aquile e il logo della Harley-Davidson. In Gran Bretagna, in
    contrapposizione agli Hippies, sorgono gli Skinheads. Questi ricorrono al tatuaggio come
    espressione di virilità, di violenza, di razzismo. Amano sottolineare la loro identità e la loro rigida
    appartenenza al gruppo con simboli guerreschi (guerrieri romani, medievali, nibelunghi, svastiche).
    Ma è sul finire degli anni Sessanta, nel pieno della contestazione giovanile, che il tatuaggio diventa
    il simbolo della ribellione, della protesta, della trasgressione.
    Verso la metà degli anni Settanta prende piede anche il body piercing. I primi ad adottarlo sono i
    Punks inglesi. Essi, spesso, l’associano alla colorazione dei capelli, magari tagliati a cresta di gallo,
    detti anche alla moicana, all’abbigliamento di pelle e all’uso di borchie. Provenienti da un
    proletariato privo di ogni senso del futuro, i Punks con il piercing intendono esprimere la loro
    rabbia e il loro disprezzo verso un establishment da cui si sentono traditi.
    Nei confronti della società ufficiale essi non cercano il compromesso ma lo scontro. È per loro
    determinante l’essere «contro», il porsi in modo anarchico di fronte alla legge e cercare il gusto per
    la trasgressione fino all’autolesionismo (Steele-Pennyman, 1996). Allo stesso tempo, essere punk
    diventa però anche un segno di riconoscimento e di appartenenza al gruppo. Tale pratica,
    progressivamente, si estende in tutta l’Europa e gli Stati Uniti.
    Con l’inizio degli anni Novanta, si assiste a una vera e propria esplosione della moda del
    tatuaggio e del piercing, soprattutto quelli di tipo «leggero». Ciò è determinato sia dal diffondersi
    della convinzione che è un proprio diritto il poter disporre liberamente del proprio corpo, sia dalla
    pubblicità che, per far conoscere e consumare prodotti di massa, usa personaggi famosi del cinema,
    della musica, della televisione, dello sport, del mondo della moda, che sfoggiano con orgoglio sul
    loro corpo tatuaggi e piercing di ogni genere.
    Oggi il tatuaggio e il piercing hanno perso quell’aura di devianza, attribuita loro nel passato.
    Inoltre, si stanno diffondendo ovunque. Non è più una pratica di pochi, ma una moda che attraversa
    un po’ tutti i ceti sociali. Se prima faceva scalpore, suscitava critiche e rifiuti, ora nessuno più bada
    se il proprio collega di lavoro porta l’orecchino al naso o lo studente ha i capelli colorati.
    In particolare, la diffusione, almeno se ci si riferisce a piccoli tatuaggi con motivi delicati e al
    piercing di tipo «leggero» (naso, orecchie, ombelico), è tale da diventare quasi una regola tra gli
    adolescenti e i giovani.

  4. #49
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di alea
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    torino
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    :cry: :cry: dovete credermi avevo scritto un bellissimo post che è andato perso "invalid session" ora riprovo

    dopo la mia breve presentazione che tanti applausi mi ha regalato dove più con intento goliardico/dissacrante che indignato volevo a mio modo riconfermare una cosa in cui credo molto, il nostro essere UNICI IRRIPETIBILI nella nostra umana particolarità non riducibili a schemi categorie stereotopi e sollevare la questione della stigmatizzazione

    detto questo passiamo ad altro che mi preme (non inorridite )

    un [color=red:0abbda131a]ad Ivan [/color:0abbda131a]che sapendo/sospettando di rendersi con il suo post facile preda di prodi cacciatori ..
    contro tutti
    non ha pensato due volte al metterci al corrente del suo personalissimo pensiero (cosa si fa in un forum )

    tutti in coro a rispondere pensiero/luoghi comuni non sono da PSICOLOGO :teach:

    Uno psicologo è un uomo

    Ivan è uno psicologo IN DIVENIRE ... detto questo non mi auguro che cambi Opinione e sentire per sposare la "mia" di opinione .. mi auguro e spero per Lui che:
    IL TEMPO, L'ESPERIENZA CON LE LORO SCARPE DI CEMENTO .. BALLINO SULLE SUE CERETEZZE INCROLLABILI ...

    che si aprano spiragli a che il Dubbio si insinui tra le nostre certezze facendoci tutti più fragili ma più aperti, più capaci di cogliere sfumature ( ) di render conto della COMPLESSITA' (sarà questo anche nostro compito e lavoro e dovere )

    a presto un bacio speciale ad Ivan

    p.s. è un drago cinese, sulla schiena, ho chiesto al mio tatuatore di lavorare su una parte nascosta ... e posso spiegare
    mi fermo prima di essere bannata
    "Il Signore, il cui oracolo è a Delfi, non dice nè cela, ma accenna" Eraclito

  5. #50
    Postatore Epico L'avatar di Ember
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    22-07-2002
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    Urbino
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    [quote7e8b6c6ab="alea"]
    che si aprano spiragli a che il Dubbio si insinui tra le nostre certezze facendoci tutti più fragili ma più aperti, più capaci di cogliere sfumature ( ) di render conto della COMPLESSITA' (sarà questo anche nostro compito e lavoro e dovere ) [/quote7e8b6c6ab]



  6. #51
    Riprendo parte al post solo per rispondere ad Alea:

    ti ringrazio Pat, almeno tu hai cercato con molta discrezione, senza accuse o attacchi, di farmi ragionare, (cosa che ha fatto anche Chiara in chat e soprattutto ci siamo chiariti! ) anche se come hai precisato tu, le mie CERTEZZE INCROLLABILI sono appunto tali. Ma non si può mai dire nella vita: magari sarò più aperto in futuro e diciamo più "tollerante" (così con questo termine faccio contente diverse persone ) verso...verso...come posso dire...mi uccidete se dico "CERTA GENTE" o "QUEL GENERE DI PERSONE"???

    Detto ciò, nuovamente mi auto-esilio dal post (al massimo, qualche altra risposta privata a qualcuno... ).

    Un'ultima cosa:

    [quote:1ec87911cf="Alea"]un ad Ivan che sapendo/sospettando di rendersi con il suo post facile preda di prodi cacciatori ..
    contro tutti
    non ha pensato due volte al metterci al corrente del suo personalissimo pensiero (cosa si fa in un forum )[/quote:1ec87911cf]

    So benissimo che i miei pesieri e ideali ,soprattutto in questa sede, sono soggetti ad attacchi e accuse (certo quando vado in federazione di AN o in auletta di Azione mi trovo tra "simili" ), ma nulla mi vieta di poterli esprimere liberamente! Un conto, però, é discutere... un conto è attaccarsi e finire per litigare...

    CIAO!

  7. #52
    Postatore Epico L'avatar di Ember
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    Residenza
    Urbino
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    [color=darkblue:e50243fd72]Credo che nessuno qui dentro voglia litigare forse ci si può scaldare... questo dipende dal carattere delle persone... però purchè non si arrivi all'offesa credo sia giusto. Il nostro in particolare è un forum dove tutti possono esprimere le proprie idee, e sono tenuti ad ascoltare quelle degli altri è importantissimo confrontarsi.
    E comunque anche qui sei tra simili in un certo qual modo, no? Anche se non condivido le tue idee, sarei incoerente con quello che ho espresso se ti bollassi per la tua apparteneza politica o per il tuo modo di pensarla su alcune cose tu sei Ivan, e a me basta![/color:e50243fd72]

  8. #53
    L'avatar di laura81
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    [quote:45bd0cf1fd="Ember"][color=darkblue:45bd0cf1fd]E comunque anche qui sei tra simili in un certo qual modo, no? Anche se non condivido le tue idee, sarei incoerente con quello che ho espresso se ti bollassi per la tua apparteneza politica o per il tuo modo di pensarla su alcune cose tu sei Ivan, e a me basta![/color:45bd0cf1fd] [/quote:45bd0cf1fd]

    [color=#A433F3:45bd0cf1fd]Già... anche se ci distingue l'appartenenza (o la non appartenenza) politica, credo che qui siamo tutti "simili"!

    Come disse Einstein quando giunse negli Stati Uniti (durante la seconda guerra mondiale) e non appena arrivò là gli fu chiesto: "a quale razza appartiene, signore?" e Einstein rispose: "Alla razza umana!"[/color:45bd0cf1fd] [img:45bd0cf1fd]http://digilander.libero.it/silvestro1977/icone/ylflower.gif[/img:45bd0cf1fd]

  9. #54
    [quote4eb2d5bb6="psicoivan83"]Riprendo parte al post solo per rispondere ad Alea:

    [/quote4eb2d5bb6]

    Quindi se voglio sapere il tuo punto di vista su questa faccenda devo bypassare la cosa attraverso Alea.
    Forse che gli altri non abbianopp la sensibilità necessaria per trattare l'argomento
    Il dubbio è legittimo

  10. #55
    Postatore Compulsivo L'avatar di sunflower
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    credo solo che ivan si sia sentito molto attaccato da noi... e lo capisco... anche se non ho avuto nessuna risposta in privato ivan!!!!!

  11. #56
    Postatore Compulsivo L'avatar di Mallory
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    Mi sono tenuta fuori dalla discussione e a dir la verità non so nenke xkè(A parte x il fatto ke nn mi sto + collegando xkè lo studio mi sta mangiando viva!!!!)
    Ivan posso solo dirti ke nn la penso come te, anke se te lo hanno già detto in molti.
    Forse mi sono un pò sentita attaccata da te, io ke rientro in quella categoria di certa gente da evitare, ke magari quando esco bevo e, nn mi vergogno a dirlo, mi faccio le canne!!!Io sono sicura ke se mi conoscessi senza sapere certe cose di me e (evitando di guardare i miei orecchini )ti piacerei pure come xsona!!!Io mi ritengo una rgazza con la testa sulle spelle, nonostante tutto!!!!NN posso raccontarti tutta la mia vita x farti capire xò cerca di accettare le xsone x ciò ke sono!!!!Io mica evito di postare con te xkè 6 di AN!!!!
    E cmq concludo con un bacio ad Alea!!!!
    Continuo a pensare ke tu sia una xsona splendida!!!!

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