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Discussione: difficolta stage

  1. #46
    Marco Aurelio
    Ospite non registrato

    Re: Re: PER DONI

    Originariamente postato da Doni
    Allora, stiamo ragionando su due binari paralleli.
    Un conto è lo sfruttamento, ovvero il lavoro non pagato, che NON è accettabile.
    Un conto sono i neolaureati (e vi posso assicurare che non sono pochi) che rifiutano lavori pagati di segreteria (ad esempio) perchè sono laureati e in quanto tali non si vogliono "abbassare" a fare quel lavoro.

    Non voglio contestare il fatto che il lavoro debba essere retribuito, anzi. Però spesso sento persone che si aspettano, appena laureate - quindi con basi solo teoriche, di poter già fare attività per le quali non hanno l'esperienza richiesta.


    Seguendo il tuo ragionamento (che è poi purtroppo quello del 90% delle persone) i medici dopo la laurea non dovrebbero fare un internato in corsia: dovrebbero accettare qualsiasi lavoro, anche quello di addetto alla mensa, perché in fondo si deve essere flessibili e poi chi lo sa, magari servendo gli spaghetti e ascoltando i medici parlare impari qualcosa.

    Balle. Dopo la laurea i medici (e i fisici, e gli ingegneri, e gli infermieri, e gli architetti, e i semiologi perfino, quindi praticamente tutti) vanno a testare sul campo quello che hanno imparato a scuola. Vanno a trasformare la loro esperienza accademica in esperienza pratica, cosa che puoi fare solo se metti in pratica quello che hai studiato. Se accettano lavori in campi meno qualificati è perché o non hanno trovato nulla di meglio oppure non erano interessati a lavorare nel loro campo.


    Seguendo il tuo ragionamento uno non dovrebbe cercare uno stage o un lavoro per l'opportunità formativa che esso offre...dovrebbe accettare qualsiasi impiego, ringraziando anche il cielo di aver trovato qualcosa.
    Wow. Che meraviglioso progetto di carriera. Ambizione e desiderio di miglioramento professionale pari a zero, temo.
    Ultima modifica di Marco Aurelio : 30-11-2006 alle ore 17.05.13

  2. #47
    Partecipante Figo L'avatar di Doni
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    957

    Re: Re: Re: PER DONI

    Originariamente postato da Marco Aurelio
    Balle. Dopo la laurea i medici (e i fisici, e gli ingegneri, e gli infermieri, e gli architetti, e i semiologi perfino, quindi praticamente tutti) vanno a testare sul campo quello che hanno imparato a scuola. Vanno a trasformare la loro esperienza accademica in esperienza pratica, cosa che puoi fare solo se metti in pratica quello che hai studiato. Se accettano lavori in campi meno qualificati è perché o non hanno trovato nulla di meglio oppure non erano interessati a lavorare nel loro campo.
    Nessuno ti affiderà mai delle responsabilità al primo incarico. I medici neolaureati hanno comunque un referente che ha la responsabilità sul loro operato. Nessun ingegnere o architetto neolaureato ha la repsonsabilità di un progetto, ma ha sempre un referente esperto che verifica il suo operato. Lavoro in una società di ingegneria e ti posso assicurare che nessun ingegnere jr che viene assunto svolge completamente in autonomia il suo lavoro.
    Nessuno psicologo neolaureato avrà mai la responsabilità di una selezione, al primo incarico. Almeno non finchè il suo operato viene messo alla prova. E per fare questo - nel frattempo - è normale che debba imparare dagli altri e che gli vengano affidate anche altre mansioni: fare telefonate, prendere appuntamenti, ecc.
    La psicoanalisi è un mito tenuto in vita dall'industria dei divani (W. Allen)

  3. #48
    Partecipante Assiduo L'avatar di orsogatto
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    155

    Re: Re: Re: Re: PER DONI

    Originariamente postato da Doni
    Nessuno ti affiderà mai delle responsabilità al primo incarico.

    Nessuno psicologo neolaureato avrà mai la responsabilità di una selezione, al primo incarico. Almeno non finchè il suo operato viene messo alla prova. E per fare questo - nel frattempo - è normale che debba imparare dagli altri e che gli vengano affidate anche altre mansioni: fare telefonate, prendere appuntamenti, ecc.
    Concordo appieno

  4. #49
    Matricola L'avatar di roropi
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    19

    Re: Re: Re: Re: PER DONI

    Originariamente postato da Doni
    Nessuno ti affiderà mai delle responsabilità al primo incarico. I medici neolaureati hanno comunque un referente che ha la responsabilità sul loro operato. Nessun ingegnere o architetto neolaureato ha la repsonsabilità di un progetto, ma ha sempre un referente esperto che verifica il suo operato. Lavoro in una società di ingegneria e ti posso assicurare che nessun ingegnere jr che viene assunto svolge completamente in autonomia il suo lavoro.
    Nessuno psicologo neolaureato avrà mai la responsabilità di una selezione, al primo incarico. Almeno non finchè il suo operato viene messo alla prova. E per fare questo - nel frattempo - è normale che debba imparare dagli altri e che gli vengano affidate anche altre mansioni: fare telefonate, prendere appuntamenti, ecc.
    Il fatto che tu abbia qualcuno che gerarchicamente ti sta sopra e risponde del tuo operato non vuol dire che il tuo lavoro non conta niente ed è giusto sottopagarlo o chiamarlo stage...
    LA legge italiana prevede dei contratti studiati apposta per chi si affaccia al mondo del lavoro subito dopo la laurea o il diploma(contratto di apprendistato, tirocinio professionalizzante e contratto d'inserimento, ex formazione e lavoro). Tutti questi contratti prevedono che il datore di lavoro paghi dei contributi ed eroghi uno stipendio previsto dalle tabelle delle contrattazioni collettive nazionali...lo stage e il cocopro sono altre cose,sono strumenti che le aziende utilizzano per non pagare quanto dovrebbero con la scusa che sei in apprendimento e quindi non ti spetta uno stipendio pieno.
    Le responsabilità uno le acquista con sudore e fatica, ma sudore e fatica devono essere retribuiti.
    Convincendoci che è giusto farlo gratis non facciamo altro che fare il loro gioco.
    E a noi non conviene...

  5. #50
    Partecipante Figo L'avatar di Doni
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    Re: Re: Re: Re: Re: PER DONI

    Originariamente postato da roropi

    Convincendoci che è giusto farlo gratis non facciamo altro che fare il loro gioco.
    E a noi non conviene...
    se avessi letto tutti i post, avresti capito che io mi riferivo in questo caso al lavoro retribuito.
    La psicoanalisi è un mito tenuto in vita dall'industria dei divani (W. Allen)

  6. #51
    Partecipante Figo L'avatar di Aimi_Summers
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    Concordo con il pensiero di Doni ed Orsogatto.

    La gavetta c'è e c'è sempre stata, in tutti i lavori, a meno che ovviamente non ci siano raccomandazioni di qualche tipo che ti spianano la strada, ma a volte nemmeno quelle bastano, visto quanto è saturo al momento il mercato del lavoro

    Credo che non si possa generalizzare in nessuno dei due sensi, e che cioè sia scorretto pensare che "Non c'è lavoro per gli psicologi al di là degli stage non retribuiti" e nemmeno "Basta fare uno stage od un lavoro inizialmente poco attinente al nostro ambito per poter poi essere assunti a fare il nostro mestiere".

    Conosco persone che si lamentano addirittura a priori, senza nemmeno sforzarsi di cercare lavoro "Tanto non c'è lavoro" o quello che c'è non è di loro gusto, conosco persone che dopo una stage non retribuito ma formativo sono state assunte a tempo indeterminato, e conosco persone che si sono fatte il mazzo accettando anche lavori "secondari", facendo stage e quant'altro, e purtroppo ancora non hanno trovato lavoro.

    Insomma, come in tutte le cose, i fattori che influiscono sul verificarsi o no di un evento sono tanti, non ultimo la fortuna...

    Non si può fare certo di tutta l'erba un fascio, e le generalizzazioni in un senso o nell'altro, come tutte le generalizzazioni, lasciano il tempo che trovano.

    Sicuramente, per come son fatta io, piuttosto che gettare la spugna preferirei accettare anche lavori che non rispecchiano esattamente le mie aspettative, perché, come diceva Doni, sono comunque esperienze che servono per il futuro, per conoscere il mondo del lavoro, le sue richieste e i suoi limiti. E allo stesso tempo, per aumentare il proprio capitale sociale , ed aumentare così le probabilità di trovare un aggancio per andare a fare finalmente il lavoro per cui abbiamo studiato.
    Aimi

    Se vuoi essere amato, ama. - Seneca


    la vita è quella cosa che ci accade mentre noi siamo occupati a fare altri progetti A. De Mello

  7. #52
    Partecipante Figo L'avatar di Doni
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    Grazie per questo contributo molto equilibrato. Quoto tutto! Le generalizzazioni aiutano solo il ragionamento euristico.

    Purtroppo in molti casi è la s/fortuna a determinare il destino. Però è anche vero che ciascuno influisce sul proprio destino, almeno in una certa dose...

    Personalmente mi fa molto male quando, in selezione, vedo giovani che partono con aspettative molto elevate e con un atteggiamento di superiorità ingiustificato. Questo perchè, per quanto siano magari bravi e validi, avranno molta difficoltà ad inserirsi in un percorso professionale.
    La psicoanalisi è un mito tenuto in vita dall'industria dei divani (W. Allen)

  8. #53
    Partecipante Assiduo L'avatar di robypsycho
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    Personalmente mi fa molto male quando, in selezione, vedo giovani che partono con aspettative molto elevate e con un atteggiamento di superiorità ingiustificato. Questo perchè, per quanto siano magari bravi e validi, avranno molta difficoltà ad inserirsi in un percorso professionale. [/B][/QUOTE]

    anche a me in selezione capita spesso di vedere giovani neo laureati che, pur avendo magari un buon potenziale e una buona preparazione, affrontano il colloquio con arroganza e supponenza dichiarando anche apertamente che "accettano solo posizioni manageriali"...ma purtroppo per loro, il mondo del lavoro non funziona così! La "gavetta" fa parte del gioco e, secondo me, è un momento anche importante per la formazione sul campo.

  9. #54
    Marco Aurelio
    Ospite non registrato
    Gente, parliamo di due cose diverse.
    Io dico che i neolaureati dovrebbero sì fare gavetta, ma nell'ambito dei loro studi. Voi replicate: sì, ma nessuno ti regala un contratto da manager subito.

    Ma dai?
    Meno male che mi avete aperto gli occhi. Quando dico "fare gavetta nell'ambito di studi" significa ESATTAMENTE quello che sembra: hai studiato per fare il formatore? Cerca stage che ti permettano di fare gavetta NELL'AMBITO DELLA FORMAZIONE. E' un tuo diritto, e un tuo dovere come futuro professionista.
    Questo significa che si deve pretendere che ti affidino subito la gestione di uno o più corsi che so, in Microsoft o in Regione?
    No. Dove l'avrei scritto o sottointeso, tra l'altro?
    Questo significa che bisogna pretendere un inquadramento come dirigente, o un'assunzione immediata?
    No. Dove l'avrei scritto o sottointeso, tra l'altro?

    Questo significa solo e solamente che se ti propongono di fare SOLO mansioni di back-office, non è uno stage (per definizione, momento di formaizone professionale) degno di interesse. Se ti propongono di fare ANCHE back-office, e di OSSERVARE e magari CONTRIBUIRE IN MINIMA PARTE ai vari progetti, la loro creazione e la loro messa in opera allora accetta: è uno stage formativo.
    Poi è logico che se stai fermo un anno senza trovare nulla accetti qualsiasi cosa. Ma a casa mia gli stage sono momenti formativi, e se non ti formano non sono interessanti. Questo per lo meno è quello che mi dicevano in università, magari i miei professori e gli esperti dell'ufficio stage e tirocini si sbagliano. Poi intendiamoci, se per voi uno che rifiuta un contratto come segretario chiamato "STAGE GESTIONE HR" è uno che non sa adattarsi, che ha aspettative elevate e Dio solo sa cos'altro affari vostri.
    Io continuo a cercare stage che insieme alla gavetta mi garantiscano anche un minimo di contatto con il mondo delle risorse umane...e mi sento anche di consigliare questo tipo di comportamento.



    Solo due parole metacomunicative: non so se davvero fate finta di non capire i ragionamenti o se davvero non vi sono chiari. Qualsiasi sia la motivazione del progressivo inaridimento della discussione vi invito a leggere e capire quello che le persone scrivono: non trovo molto stimolante proseguire un discussione in cui

    "Bisogna fare gavetta, ma si deve anche essere messi alla prova sugli argomenti studiati all'università"

    diventi

    "Serve che durante gli stage ti affidino da subito compiti importanti senza supervisione"
    Ultima modifica di Marco Aurelio : 01-12-2006 alle ore 12.20.38

  10. #55
    Partecipante Figo L'avatar di Doni
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    Non ti sembra di essere un tantino aggressivo? Capisco la rabbia, ma certi tuoi toni risultano un po' eccessivi.
    La psicoanalisi è un mito tenuto in vita dall'industria dei divani (W. Allen)

  11. #56
    Marco Aurelio
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Doni
    Non ti sembra di essere un tantino aggressivo? Capisco la rabbia, ma certi tuoi toni risultano un po' eccessivi.

    Mi sembra di essere educato, sinceramente.
    Aggressivo? No, non direi. Il fatto è che sembra si discuta di due cose differenti: io ed altri parliamo di gavetta e momenti formativi. Il giorno dopo guardo le risposte e si ribatte che non si può pretendere un contratto da dirigente o delle posizioni di responsabilità fin da subito.

    Che c'entra?

  12. #57
    Partecipante Assiduo L'avatar di robypsycho
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    Originariamente postato da Doni
    Non ti sembra di essere un tantino aggressivo? Capisco la rabbia, ma certi tuoi toni risultano un po' eccessivi.
    sono assolutamente d'accordo! è un forum di discussione dove ognuno può esprimere la sua opinione che, come tale, va rispettata: si può benissimo non essere d'accordo e lo si deve dire, ma il tono polemico secondo me è proprio gratuito!

  13. #58
    Marco Aurelio
    Ospite non registrato
    Quindi non è legittimo irritarsi se (involontariamente o meno) altri utenti fraintendono ripetutamente e sviano il discorso.

    Ne prendo atto e chiedo venia

  14. #59
    Partecipante Assiduo L'avatar di robypsycho
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    quando si parla di un argomento così complesso come il lavoro, gli stage e la formazione credo che sia normale "uscire dai binari": le sfaccettature del problema sono molteplici e ognuno mette in luce quelle che maggiormente lo interessano. secondo me non è questione di "sviare il discorso" ma di analizzare un argomento davvero immenso sotto un altro aspetto.
    forse bisognerebbe aprire un thread per ogni sfaccettatura!

  15. #60
    Partecipante Figo L'avatar di Aimi_Summers
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    Originariamente postato da Marco Aurelio

    Vorrei però essere trattato da professionista: vorrei veder riconosciuti i miei studi, perché se mi offrono un lavoro come impiegato a 300 euro al mese chiamandolo "stage gestione HR" allora mi girano i cosiddetti. Se volessi andare a fare l'impiegato risponderei agli annunci per impiegati, mi pagherebbero di più e sarei anche più tutelato.

    Questa non è gavetta, mi spiace, è dilettantismo puro e semplice. Ho studiato cinque anni? Sì. E' sbagliato dopo questi cinque anni sperare in un periodo di stage *davvero* formativo? No. E' possibile trovare un progetto del genere? Stando alla mia esperienza, seppur breve, è qualcosa di orrendamente difficile.
    Ripeto: se per "gavetta" si intende un anno o più di impiego assolutamente non in linea con quanto ho studiato, sottopagato e privo di qualsivoglia tutela allora addio. Faccio come con il tirocinio e l'esame di stato e lascio perdere...andrò a fare il pizzaiolo in inghilterra, che devo dirvi. Sarà sempre un lavoro che non c'entra con la psicologia, ma almeno guadagno tanto e non sono sfruttato.
    Vediamo se riesco a non fraintendere il tuo messaggio.
    Se non ho capito qualcosa ti prego di farmelo notare e chiramirmi quei punti che secondo te mi sono rimasti oscuri.

    Affermi che trovare uno stage formativo è difficile, giusto? Il punto di tutta la questione è quindi questo?
    Il tuo ragionamento è: se è uno stage formativo, anche gratis, lo faccio, se devo rispondere a telefono ed andare alla posta e non mi pagano nemmeno, allora mi cerco un lavoro da impiegato, giusto?

    Se non ho frainteso, e ti assicuro che se così fosse sarebbe totalmente involontario, penso che tu abbia ragione ad arrabiarti, ovvio, credo che chiunque sia d'accordo con te su questo punto.

    In compenso, concordo fino ad un certo punto sulla difficoltà di trovare uno stage formativo ed anche sulla totale inutilità di fare esperienza in lavori che con la psicolgia (vedi "segretario") non hanno nulla a che spartire.

    Qui parlo per la mia esperienza personale e per quello che ho constatato guardandomi intorno, e te la riporto, così come tu hai portato la tua.

    Ho preso la laurea triennale 2 anni fa.
    Mi sono messa subito a cercare uno stage, in attesa di cominciare la specialistica, con l'idea di fare un'esperienza formativa.
    Di annunci di ricerca di stagisti nelle HR, ne ho trovati a bizzeffe, e questo credo lo possiate constatare tutti guardando su un qualsiasi sito o giornale che pubblicano annunci di lavoro. Ho risposto ad uno di questi, di una cooperativa di lavoro che cercava un "responsabile selezione e gestione aziendale", inizialmente con un periodo di stage, finalizzato all'assunzione.
    Non conoscevo la realtà delle cooperative di lavoro, e mi sono fiondata subito a rispondere all'annuncio.
    Era la mia prima esperienza di lavoro, non avevo nemmeno idea di come funzionassero le cooperative di lavoro né le Agenzie di somministrazione.
    Per due settimane ho lavorato lì, e tutto facevo meno che selezione. Andavo alla posta, rispondevo a telefono, facevo compilare inutilissimi moduli a casalinghe ed extracomunitari ignari quanto me di come funzionassero realmente le cose in quelle strane realtà che sono le cooperative di lavoro, mandavo fax, rispondevo a telefono e ho cominciato a farmi un'idea sia di come le cose funzionavano (importantissimo), sia di quello che sarebbe stato il mio probabile futuro.
    Dopo 3 settimane me ne sono andata, senza voler nemmeno un soldo per il rimborso spese.
    Informandomi meglio, ho scoperto che il mondo delle cooperative di lavoro è bene evitarlo, se si vuole fare davvero selezione, e ho cominciato a mandare cv solo ad Agenzie di Somministrazione.
    Nel giro di due settimane mi hanno contattata almeno 15 Agenzie (mi è bastato scrivere sulla lettera di presentazione "stage" e il telefono ha cominciato a squillare) ed ho sostenuto in tutto una decina di colloqui.
    Già formata dalla precedente esperienza nella losca cooperativa di lavoro, ho potuto farmi un'idea dell'apparente serietà o meno delle varie agenzie, e ho deciso di accettare lo stage presso quella che mi ha fatto l'impressione migliore, nonostante mi avessero detto espressamente, che lo stage non era finalizzato all'assunzione.
    Bene, in tre mesi di stage ho appreso sulla selezione e sulle tecniche dell'intervista, del colloquio e dei mezzi di assessment, più di quanto avessi appreso in 27 esami universitari.
    Finito lo stage, sono stata contattata dalla società del gruppo che si occupa di Formazione, per collaborare con loro in maniera assolutamente occasionale come tutor, data l'esperienza positiva dello stage.
    Fortuna?
    Può darsi
    Per un anno ho fatto ben poco, ed ho guadagnato altrettanto poco, ma ho lavorato bene.
    Adesso mi hanno affidato le prime docenze.
    Ancora fortuna?
    Può darsi

    Sarà ancora per una questione di fortuna che mi stanno dando pure le docenze di pertinenza geografica di altri colleghi, non lo metto in dubbio.

    Sta di fatto che se non avessi mai accettato quello stage da segretaria, adesso non starei qui a preparare una docenza per lunedì, invece di studiare per la specialistica ( ).


    Mi scuso per la lunghezza del post, ma mi sembrava importante condividere un'esperienza positiva, dato che di negative ne sono state condivise parecchie, e l'esperienza concreta e documentabile può servire per farsi un'idea di come funzionino le cose, più di quanto non facciano delle ipotesi e delle congetture
    Ultima modifica di Aimi_Summers : 01-12-2006 alle ore 13.12.09
    Aimi

    Se vuoi essere amato, ama. - Seneca


    la vita è quella cosa che ci accade mentre noi siamo occupati a fare altri progetti A. De Mello

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