Originariamente postato da Doni
Allora, stiamo ragionando su due binari paralleli.
Un conto è lo sfruttamento, ovvero il lavoro non pagato, che NON è accettabile.
Un conto sono i neolaureati (e vi posso assicurare che non sono pochi) che rifiutano lavori pagati di segreteria (ad esempio) perchè sono laureati e in quanto tali non si vogliono "abbassare" a fare quel lavoro.
Non voglio contestare il fatto che il lavoro debba essere retribuito, anzi. Però spesso sento persone che si aspettano, appena laureate - quindi con basi solo teoriche, di poter già fare attività per le quali non hanno l'esperienza richiesta.
Seguendo il tuo ragionamento (che è poi purtroppo quello del 90% delle persone) i medici dopo la laurea non dovrebbero fare un internato in corsia: dovrebbero accettare qualsiasi lavoro, anche quello di addetto alla mensa, perché in fondo si deve essere flessibili e poi chi lo sa, magari servendo gli spaghetti e ascoltando i medici parlare impari qualcosa.
Balle. Dopo la laurea i medici (e i fisici, e gli ingegneri, e gli infermieri, e gli architetti, e i semiologi perfino, quindi praticamente tutti) vanno a testare sul campo quello che hanno imparato a scuola. Vanno a trasformare la loro esperienza accademica in esperienza pratica, cosa che puoi fare solo se metti in pratica quello che hai studiato. Se accettano lavori in campi meno qualificati è perché o non hanno trovato nulla di meglio oppure non erano interessati a lavorare nel loro campo.
Seguendo il tuo ragionamento uno non dovrebbe cercare uno stage o un lavoro per l'opportunità formativa che esso offre...dovrebbe accettare qualsiasi impiego, ringraziando anche il cielo di aver trovato qualcosa.
Wow. Che meraviglioso progetto di carriera. Ambizione e desiderio di miglioramento professionale pari a zero, temo.







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Aimi
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