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  1. #46
    Partecipante L'avatar di sempresmile
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    15-10-2004
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    rutigliano
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    31
    beata te che dopo la laurea hai gia acquisito tecniche e stumenti adatti alle varie situazioni e casi!

    io non mi sento attualmente (a 5 mesi dalla laurea quinquennale )cosi preparata!!

    che te devo di' chi vivra vedra'!!

  2. #47
    Partecipante Super Esperto L'avatar di dott.ssaConfusa
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    08-09-2005
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    535
    Io mi sono laureata quasi due anni fa, ho fatto un ottimo tirocinio (fortunatamente) e ho frequentato vari corsi, corsetti, giornate studio, convegni. In più leggo. Se per esempio mi arrivasse una ragazza con bassa autostima, mi andrei a leggere libri ad hoc, unendo l'esperienza passata con le letture e con la mia sensibilità. Ovvio che non le farei psicoterapia, non potendo ancora.
    E cmq l'illusione che solo un corso possa darti i giusti strumenti, per me è assurda.

  3. #48
    Partecipante Super Esperto L'avatar di dott.ssaConfusa
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    08-09-2005
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    535
    Che poi scusa, con una laurea quinquennale ti senti meno di uno che ha fatto, che ne so, giurisprudenza, e poi ha seguito un anno di counselling?
    A posto siamo...

  4. #49
    psicosarix
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da dott.ssaConfusa
    Scusa Psicosarix, ma secondo te i casi a) e b) non sono dei casi che spesso si trova ad affrontare lo psicologo? Non ti sentiresti in grado, senza aver fatto corsi di counselling ma solo con la tua laurea ed altre competenze accumulate con l'esperienza ( o corsi di psicologia scolastica magari, visto il caso a), di fare qualcosa per queste due persone??? [...]
    ... dunque ... è la stessa obiezione che ho fatto alla ragazza ... allora lei mi ha detto che la caratteristica del counselor è di essere un approccio totalmente tecnico, nel senso che fa largo uso di tecniche da utilizzare e da insegnare alla persona.
    nel caso a) lei ha utilizzato delle tecniche assertive e delle tecniche costruttiviste per decostruire e ricostruire il modo di rapportarsi alla materia e alla prof. e ci ha messo 3 ore per fare questo, con colloquio e tutto.

    ... ecco nello specifico io avrei adottato un metodo diverso. avrei fatto un colloquio approfondito (1 ora), un test per valutare le capacità cognitive e lo stato d'ansia (1 ora) e poi avrei proceduto ad una serie di colloqui per rafforzare l'autostima e tenere sotto controllo l'ansia. e penso ce ne sarebbero voluti almeno 4 (4 ore). dunque in totale avrei utilizzato 6 ore per rispondere alla domanda della persona. certo, non c'è dubbio, che avrei fatto un lavoro più approfondito e probabilmente sarei andata a toccare anche altre "corde" della persona ... perchè forse una persona che ha questo problema ha anche altro da valutare ... ... ma è questo che la persona mi chiedeva? o voleva solo risolvere quel problema senza andare più a fondo?

    ... il counselor non risponde ad una domanda di conoscenza, approfondimento personale e cambiamento (da quello che ho capito), ma ad una richiesta precisa e ben strutturata di ottenere strumenti operativi per affrontare una determinata situazione. almeno così ho capito dalla ragazza.

    ... io credo che lo psicologo (in Italia) possa ottenere risultati supriori di un counselor negli stessi casi, perchè siamo ben preparati e siamo psicologi, ma credo che lo faccia attraverso strumenti diversi ... dunque in sostanza non è un counselor.
    ... non vorrei dire una cavolata, passatemi il paragone, ma è come il medico e l'infermiere ... certo sarebbe assurdo dire ad un medico che non può misurare la temperatura perchè il termometro è strumento dell'infermiere ... però sono e restano figure diverse ...

    ... infine è anche vero che la ragazza mi ha detto che ha notato che in Italia c'è troppa libertà e confusione. e che ci sono persone che stanno veramente abusando dell'etichetta counselor e che un caso come quello della biologa-counselor che tratta un lutto in inghilterra non sarebbe permesso ... almeno così mi ha detto.

    ripeto ... sarebbe meglio mettersi a tavolino e risolvere una volta per tutte questa cosa ...

  5. #50
    Partecipante L'avatar di sempresmile
    Data registrazione
    15-10-2004
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    rutigliano
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    31
    Originariamente postato da dott.ssaConfusa
    Che poi scusa, con una laurea quinquennale ti senti meno di uno che ha fatto, che ne so, giurisprudenza, e poi ha seguito un anno di counselling?
    A posto siamo...




    va bhe oh che te devo di'...tanto abbiamo capito che non si puo' avere una camunicazione bidirezionale ma a quanto vedo e' unidirezionale con te!!!beata te..!!!!!!.....e ribadisco beata te !!!

  6. #51
    Partecipante Esperto
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    19-09-2005
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    380

    Il Counselor può essere un professionista!

    A tutti i partecipanti al 3d,

    ho già scritto in molti altri 3d sulla figura del Counselor in Italia: può diventare con Corsi seri ed un percorso serio (e impegnativo) un vero professionista.
    Basta distinguere bene, come qui molti di noi hanno già tentato di fare, con la figura dello psicoterapeuta, figure che in un paese europeo come l'Inghilterra convivono perfettamente senza nessuna concorrenza o rivalità.
    Il sottoscritto lavora da dieci anni nelle aziende come Consulente, ha conseguito il titolo di Trainer in PNL negli Stati Uniti, ha seguito un Corso triennale sul Counseling aziendale e si sta diplomando con una tesi sull'Approccio orientato alla Soluzione e per iscriversi ad una Ass. di categoria ha anche concluso il suo percorso individuale.
    Dopo tutto ciò oggi mi sento un Professionista e lo verifico nei risultati. La tecnica aiuta molto all'inizio, ma con il tempo si affina sempre più: cioè capisci non solo cosa fare, ma quando è più opportuno farlo (quella che Insoo Kim Berg chiama "Arte").
    Quindi insieme alla Tecnica si possono e devono acquisire i Principi e i Valori (se uno già non li ha dentro).

    Se nei casi a) e b) sopra esposti il Counselor ha impiegato un tempo minore non è xchè "sa fare meno", ma xchè la brevità ha una sua ragion d'essere e spesso, soprattutto nei contesti organizzativi (ma non solo) "non si può approfondire" x volontà dello stesso committente.

    Oggi sono iscritto al II anno di Psicologia e verifico che tutto si riesce ad inscrivere nel quadro di riferimento più grande della Psicologia, ma questo non c'entra direttamente nulla con la professione di Counselor, come già altri hanno ben spiegato nella pag. precedente.
    In ogni caso non bastano tre anni di Corso, ma ci vogliono molti anni di esperienza, così come anche non bastano quattro di Scuola di specializzazione per essere un buon "psicoterapeuta" sul campo.

    Inoltre, se, oltre a chiedere testimonianze, riuscite ad aprire e leggere un Manuale inglese di Counseling, scoprirete che là sono ormai andati oltre i classici tipi di Scuole (rogersiana, gestaltica, sistemico-relazionale, ecc.) ed hanno creato Metodi integrati di Counseling estremamente pragmatici ed efficaci.

    In Italia c'è molto ancora da fare, tenendo conto che i Corsi di Counseling sono nati e condotti proprio in Scuole di Psicoterapia ed erogati dagli stessi Psicoterapeuti.

    Ciao e a presto,
    psi_net

  7. #52
    Partecipante Super Esperto L'avatar di dott.ssaConfusa
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    08-09-2005
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    535
    Sempresmile: non è questione di comunicazione bidirezionale o meno. Non hai risposto alla mia domanda: credi che un ingegnere, un avvocato o un biologo, fatto un corso annuale di counselling, sia da equiparare a te che hai fatto 5 anni di psicologia (ed eventualmente anche il corso di counselling?). Il problema sta proprio nella confusione che c'è! A me, se permetti, sapere che un biologo col suo bel corso di counselling affronta i casi a) e b) fa girare le scatole, perchè mi chiedo cosa ho studiato a fare allora. Se proprio vogliamo differenziare lo psicologo dal counsellor, facciamo almeno in modo che diventi counsellor chi ha delle fondamenta che non si basano solo su un corso in più frequentato.
    Poi, che nella nostra professione contino spesso più le doti personali e caratteriali che la preparazione, è un dato di fatto, ma cerchiamo di tutelarci tra noi, senza aggiungere altro caos.
    Credo sia giusto il paragone fatto tra medico e infermiere: restano due professioni diverse, però, almeno in teoria, il medico dovrebbe saper fare quello che fa l'infermiere, come misurare la febbre o fare un prelievo.
    Cmq, come scrissi qualche messaggio fa, è come se stessimo discutendo chi è nato ptrima tra uovo e gallina: non se ne verrà fuori.

  8. #53
    Partecipante Super Esperto L'avatar di dott.ssaConfusa
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    535
    IT_Modeler: grazie del tuo contributo. Cmq qui il problema non è nella differenza tra counsellor e psicoterapeuta (che è chiarissima a tutti), ma tra counsellor e psicologo.
    E cmq per me è impossibile sperare che qui in Italia le cose vadano come in altri paesi europei. Noi siamo sempre un passo indietro, purtroppo.

  9. #54
    Partecipante L'avatar di sempresmile
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    rutigliano
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    Re: Il Counselor può essere un professionista!

    [QUOTE]Originariamente postato da IT_Modeler
    [B]A tutti i partecipanti al 3d,

    ho già scritto in molti altri 3d sulla figura del Counselor in Italia: può diventare con Corsi seri ed un percorso serio (e impegnativo) un vero professionista.
    Basta distinguere bene, come qui molti di noi hanno già tentato di fare, con la figura dello psicoterapeuta, figure che in un paese europeo come l'Inghilterra convivono perfettamente senza





    ti ho mandato un messaggio privato per chiederti delle informazioni..

  10. #55
    Partecipante Esperto
    Data registrazione
    19-09-2005
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    Un po' - confusione...

    Dott.ssa Confusa,

    è vero ho ribadito il concetto della differenza tra Counselor e Psicoterapeuta, ma anche quella con lo Psicologo, visto che ho scritto che con il percorso di Laurea attuale non c'entra nulla con la professione di Counselor.
    Io spero, invece, nel Cambiamento e nel Progresso della Psicologia e, soprattutto, delle Professioni collegate alla Psicologia in Italia.

    Negli Stati Uniti, ad es., durante il percorso di Laurea si fa già pratica, mentre in Italia l'iter formativo è esclusivamente teorico.

    Purtroppo andrebbero aggiornati i Piani di studio e il metodo d'insegnamento che potrebbe già essere indirizzato, infine, ad una Selezione ed un Orientamento.
    Quindi, secondo me, la Laurea in Psicologia non dovrebbe avere più il carattere "generalista" che ha ora, per cui per specializzarsi, a parte Psico. del Lavoro, bisogna quasi x tutti iscriversi ad una quadriennale di Psicoterapia.

    Altrimenti sembrerebbe davvero che il meccanismo sia "infernale": da una parte l'Università sforna Psicologi generalisti, dall'altra le Scuole quadriennali aspettano iscritti "a braccia aperte" e a rette sempre più alte, senza però nessun collegamento con la realtà esterna dove c'è bisogno di professionisti che lavorino non solo con la patologia, ma nell'orientamento professionale, nel cambiamento individuale e/o aziendale (dove ci sono sempre... persone), nella relazione d'aiuto nella malattia anche grave o incurabile, nello sport, ecc.

    Questa è la situazione attuale...per questo bisogna guardare all'estero e...l'Inghilterra non è molto lontana...l'obiettivo non è svalutare gli esami sostenuti a Psicologia, ma prendere coscienza della realtà esterna all'Università e sarebbe opportuno che anche il legislatore e chi governa lo sviluppo universitario se ne rendesse conto.
    psi_net

  11. #56
    Novembre '99
    Ospite non registrato
    Non so quanto riuscirò a chiarirvi le idee, dal momento che anche le mie sono abbastanza confuse.
    Qualche mese fa, in preda all'ansia post-lauream, ho fatto un colloquio per accedere ad un corso triennale di counseling ad indirizzo sistemico.
    Mi hanno detto che con il counseling si lavora solo con la parte cosciente della persona e, a differenza di uno psicologo, il counselor indaga solo gli aspetti positivi, cioè con ciò che "funziona", tentando di superare lievi problemi, come ad esempio la difficoltà nella scelta del lavoro.


    " Il counsellor non propone un aiuto psicologico, non offre soluzioni, non esprime interpretazioni o giudizi. Parte da un presupposto di normalità e di capacità del cliente nella ricerca dei comportamenti più adeguati alla sua situazione.
    IL counselling è un intervento breve, al termine del quale il cliente non avrà cambiato il suo modo di essere, ma il suo modo di fronteggiare il problema per il quale ha chiesto l'intervento del counsellor, avrà raccolto nuove informazioni, avrà ampliato le sue ipotesi, avrà scoperto nuovi punti di vista"

    [www.counselling.it]

  12. #57
    Partecipante Esperto
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    Orientamento alla Soluzione

    Novembre '99 e tutti gli altri del 3d,

    ciò che Ti hanno detto è proprio il fondamento del Counseling breve orientato alla Soluzione (già prima delle Terapie brevi orientate alla Soluzione).
    Tra l'altro il sito che indichi appartiene alla Società Italiana di Counseling (SICo) dove mi sembra al titolo di "Counselor clinico" possono accedere solo i laureati in Psicologia. Per tutti gli altri è disponibile (sempre dopo Corso triennale e percorso individuale) il titolo di Counselor.

    Quindi, in questo caso un riconoscimento x i laureati in Psicologia c'è...!
    psi_net

  13. #58
    Partecipante Super Esperto L'avatar di dott.ssaConfusa
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    No vi prego!
    Ora pure la differenza tra counsellor normale e counsellor clinico! Ho sempre più l'impressione che si stia adattando questa professione ad ogni esigenza, e la cosa mi rattrista assai.
    IT_Modeler, anch'io spero che in futuro ci sia una riforma universitaria che lasci spazio anche alla pratica, però per ora dobbiamo fare i conti con quello che abbiamo a disposizione: un percorso quinquennale per diventare psicologi, in cui si può scegliere tra 4 indirizzi, un anno di tirocinio pratico (che se ti va bene, ti servirò moltissimo, come nel mio caso) e, se uno vuole proseguire, 4 anni di specializzazione per diventare psicoterapeuta.
    Dubito che in futuro si potrà mai diventare psicoterapeuta senza frequentare la specializzazione. Per quanto riguarda il counselling, bisognerebbe importare il modello estero, ma io, anche in questo caso, lo limiterei a persone che cmq hanno alle spalle una preparazione universitaria in area umanistica (scusate ma sono proprio contraria all'idea del biologo counsellor!).
    A prescindere dal fatto che si voglia considerare counsellor e psicologo come professioni diverse oppure uguali, io penserei a tutelare entrambi, e soprattutto a tutelare chi si fa il mazzo per crearsi una base di competenze adeguata.

  14. #59
    Partecipante Esperto
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    La Confusione è circolare!

    Dott. Confusa,

    sulla prima affermazione sono d'accordo con Te e pure su quanto affermi sul Biologo-Counselor; sulla Laurea umanistica anche xchè anch'io sono laureato in una di queste, c'è...però un altro problema quello dell'esperienza acquisita (nel mio caso in azienda) in anni e anni (non solo un periodo limitato di tirocinio) e della formazione acquisita (nel mio caso soprattutto all'estero).
    Il Corso universitario che frequento non riconosce nè l'esperienza acquisita, nè un Corso di quelli frequentati all'estero e neppure Corsi di Inglese e di Informatica frequentati.
    Le nuove professioni della Psicologia (comprese quelle "del Lavoro") x il sistema universitario non esistono. E se uno la Professionalità (di cui leggo molto poco su questo 3d... e su gli altri pure) se l'è creata con il sacrificio personale, la passione e l'investimento di Risorse proprie...come mai l'Università la ignora??
    Esiste al momento solo per i lavoratori provenienti da alcune P.A.!!

    Occorre il tirocinio OK, ma sul mercato il tirocinio andrà proseguito x anni e con Risultati xchè è da quelli ke si valuta la Professionalità ed è quella che valutano nei colloqui di Selezione in azienda.

    E spero ke sia così anke sugli altri luoghi di lavoro. Compreso x gli Psicoterapeuti.

    Questa è la mia esperienza. Per il resto l'Università crea "meccanismi circolari" da cui non ha interesse a uscire, ma a mantenere, ma anke la Confusione non ammette vie d'uscita.
    Ultima modifica di IT_Modeler : 11-12-2006 alle ore 14.00.28
    psi_net

  15. #60
    psicosarix
    Ospite non registrato

    Re: La Confusione è circolare!

    Originariamente postato da IT_Modeler
    [...] Per il resto l'Università crea "meccanismi circolari" da cui non ha interesse a uscire, ma a mantenere, ma anke la Confusione non ammette vie d'uscita.
    quoto questa frase in pieno!
    non finirò mai di dirlo ... credo che psicologia dovrebbe tornare al vecchio ordinamento: 5 anni, biennio comune e triennio specialistico. poi sulla laurea si scrive l'area di studi (clinico/comunità, generale/sperimentale, lavoro/organizzazioni e sviluppo/scolastico ) e poi si fa 1 anno di tirocinio nell'area di laurea. e si lavora con la laurea e come psicologi!!! e chi vuole specailizzarsi lo fa per scelta e non per necessità!!!

    il counseling e i suoi fratelli diventano lauree triennali di area psicologica ... così si evitano stranezze ... in più si ottiene una preparazione migliore e più ampia ... si fanno più ore che a una scuola il fine settimana!!!
    e se una persona vuole approfondire ... ad es. il counseling per il suo lavoro ... con tre anni se la cava e non si hanno strane commistioni con il lavoro di psicologo ...

    ... perchè riconosciamolo ... il problema è uno solo la confusione ...

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