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Discussione: il male di mussolini

  1. #46
    Partecipante Esperto L'avatar di maryflower
    Data registrazione
    06-06-2006
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    stavo ripensando a quello che ho scritto ieri. e pensavo che parlavo di eventi storici che...perdio, forse stiamo ancora vivendo. intendo dire che ciascuno di noi viene da famiglie che nel loro piccolo hanno fatto la storia. willy ha avuto i familiari partigiani, e sappiamo cosa volesse dire. Io ho avuto un nonno che essendo figlio di un console della milizia è stato perseguitato nel dopoguerra. voglio dire: ciascuno di noi ha la propria verità costruita non solo sui libri, ma anche e soprattutto sulla memoria delle nostre famiglie. quando il figlio di un partigiano per esempio guarda mio nonno penserà "fa parte di quella gente che ha perseguitato mio padre", mio padre guardando un ex partigiano penserà "fa parte di quella gente che ha perseguitato mio padre". Tutte queste verità sono apparentemente inconciliabili eppure innegabili da ambo le parti. forse è solo dopo molto tempo che tutte queste verità formano, messe insieme, LA verità.

  2. #47
    psicologiaela
    Ospite non registrato
    quel che dici Mary è verissimo......e il rischio maggiore secondo me è proprio che si utilizza la propria verita' spacciandola per verita' oggettiva...
    basti pensare per es. a comportamenti estremi come il razzismo.......io, uomo di colore proprio per la sofferenza subita per mano del tuo popolo, odio te, uomo bianco e ti considero un tutt'uno con i tuoi predecessori...........e la STORIA SI RIPETE..... inevitabilmente......e cè ne sarebbero milioni di esempi.....
    Ultima modifica di psicologiaela : 20-02-2007 alle ore 21.28.44

  3. #48
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Originariamente postato da maryflower
    stavo ripensando a quello che ho scritto ieri. e pensavo che parlavo di eventi storici che...perdio, forse stiamo ancora vivendo. intendo dire che ciascuno di noi viene da famiglie che nel loro piccolo hanno fatto la storia. willy ha avuto i familiari partigiani, e sappiamo cosa volesse dire. Io ho avuto un nonno che essendo figlio di un console della milizia è stato perseguitato nel dopoguerra. voglio dire: ciascuno di noi ha la propria verità costruita non solo sui libri, ma anche e soprattutto sulla memoria delle nostre famiglie. quando il figlio di un partigiano per esempio guarda mio nonno penserà "fa parte di quella gente che ha perseguitato mio padre", mio padre guardando un ex partigiano penserà "fa parte di quella gente che ha perseguitato mio padre". Tutte queste verità sono apparentemente inconciliabili eppure innegabili da ambo le parti. forse è solo dopo molto tempo che tutte queste verità formano, messe insieme, LA verità.
    Bello questo tuo intervento! Davvero.
    Sai la mia storia è la mia. Ovvio che ho assorbito una serie di cose. Ma ho avuto anche modo di vedere che le ostilità possono terminare. Il padre del mio vicino di casa era podestà tra il '43 e il '45. Mio padre era partigiano. Se si fossero incontrati allora, con tutta probabilità, uno dei due non sarebbe tornato alla propria casa. Ma, per quel che ho modo di ricordare, non li ho mai visti litigare, e si trattavano con rispetto, pur non essendo amici.
    Se vedessi tuo nonno, penserei che è tuo nonno. Il mio giudizio sul fascismo è un giudizio politico, non riguarda le persone. Le persone che hanno aderito al fascismo l'hanno fatto perché pensavano fosse giusto farlo, avevano le loro ragioni. A volte più chiare, altre meno. Ma non agivano a vanvera. E tra loro vi erano persone buone, meno buone e malvagie.
    Vedi, mia nonna mi diceva sempre che a lei i fascisti stavano sulle scatole perché avevano dato il potere ai più imbecilli; a gente che - per carattere, per modo di fare - era stata sempre ai margini e che col fascismo aveva trovato spazi per riscattarsi e per salire di grado nella struttura sociale (lei lo diceva in altro modo, e in bergamasco, ma il succo è questo).
    Così come era molto chiara nel dire che, terminata la guerra, tanti partigiani non riuscivano a tornare alla vita normale. Il giorno prima comandavano uomini, decideano della vita e della morte. Il giorno dopo dovevano essere al lavoro, e obbedire ad altri. Anche da lì sono nate vendette e rappresaglie.

    Continuiamo a raccontare, per favore. La storia che conta, spesso non sta nei libri, ma nella memoria e nel cuore.

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  4. #49
    Partecipante Leggendario L'avatar di pinga
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    Originariamente postato da Antopsi
    C'è troppa gente convinta che Mussolini sia stato un grandissimo uomo che ha fatto solo del bene risollevando un paese barbaro e inutile. Non scherziamo con le cose serie! Il fascismo era una dittatura che come tutte le dittature del mondo moderno aveva l'unico scopo di controllare al massimo i propi cittadini.
    si, era una dittatura, ma sono venti anni della nostra storia. perchè ridurre tutto a bene o tutto a male? piume in parte ha ragione: si dovrebbe spiegare bene come sono andate le cose, ma non solo per parlare di fascismo, bensì perchè dipendiamo fortemente da quegli anni: dalla burocrazia alla mentalità.
    ecco, io vorrei spezzare un'arancia a favore di piume, prendendo il buono di ciò che ha detto: ricordiamo che siamo figli di quell'era, non c'è nulla da fare. non è giusto che insegnanti schierati ci raccontino, quando va bene, quando ci si rientra coi programmi, tutto il bene o tutto il male: è giusto che ci raccontino la storia, ed è giusto che noi giovani su questo ci documentiamo, prima di dire "questo è tutto buono" o "questo è tutto cattivo", "mi astengo".
    la storia è storia, è giusto saperla tutta, è giusto accendere un dibattito, è giusto dire che era una dittatura ma è anche giusto dire che forse qualcosa di buono è stato fatto. nulla di male: questo non scagionerà il fascismo, non lo giustificherà. ma i permetterà di criticare meglio un ventennio, di valutarlo nei suoi aspetti più poliedrici, e non di rifiutandosi a priori che in fondo qualcosa di buono, ok, l'ha fatto: in vent'anni doveva pur farla

    e poi: io sono assolutamente per lo studio più approfondito dell'ultimo secolo a scuola: ci imbottiscono di storia greca e romana, di concili di trento. ciò è giusto, ma mi piacerebbe che poi non si arrivasse al 900 per il rotto della cuffia.
    ciao!

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