[QUOTE]Originariamente postato da maryflower
[B]Originariamente postato da willy61
Ne deduciamo, ad esempio che Hitler avrebbe dovuto essere premiato, non combattuto. Alla sua comunità di riferimento, in effetti, aveva offerto moltissimo: aumento di potere e di status, maggiore ricchezza e lavoro, posizione sociale... perché no?
Estremizzo, ovviamente, ma perché mi piace discutere più a fondo, e non mi accontento delle cose che mi sento ripetere da più parti.
L'efficienza è un merito. Non importa se proviene da fonti esterne. Ma il merito non era una caratteristica dell'individuo? E, se non è dell'individuo, che ne rimane?
Forza, Parsifal, un po' di coraggio...
Per una volta sono d'accordo, e pienamente, con Willy. Sono convinta che il successo personale di ognuno di noi sia dovuto in parte alle capacità personali e in buona parte alle contingenze esterne. perchè una persona potrà essere preparata e intelligente finchè ogliamo, ma non potrà esprimere le sue capacità a meno che non si creino le condizioni adatte per poterle esprimere. Questo sul piano pratico.
Buttandola sul filosofico.....mi viene in mente il concetto a noi tanto caro di "indipendenza", parola con la quale tutti noi, io in testa, ci sciacquiamo la bocca almeno 20 volte al giorno. Mi considero abbastanza realizzata: ho un bel lavoro, una bella casa, ho studiato....ma sono proprio sicura che tutto ciò sia dovuto alla mia incommensurabile intelligenza? Ho studiato perchè in famiglia c'erano le condizioni per consentirmi di farlo. ho un bel lavoro perchè ad un certo punto dela mia vita ho potuto scegliere di fare questo lavoro: merito solo mio? o forse di chi, educandomi, mi ha portato a una posizione in cui si può scegliere? Voglio dire: se non fossimo tutti, nessuno escluso, dipendenti l'uno dall'altro, saremmo davvero così indipendenti? Se qualcun'altro, anni addietro (filosofi, governatori eccetera), non avesse indirizzato il pensiero moderno verso il concetto di indipendenza, saremmo lo stesso così indipendenti? E se siamo così dipendenti da forme di pensiero che si sono formate secoli fa, come possiamo pensare di non dipendere da cose, situazioni, concetti molto più concreti che fanno parte della vita di tutti i giorni? Come possiamo pensare che se arriviamo a certi livelli nella vita sia solo grazie a noi?
Ho fatto forse un ragionamento cervellotico e forse anche un pò estremo, mi rendo conto, ma penso anche che il discorso che stiamo affrontando sia, in sè, per certi versi paradossale.
Ok ogni effetto ha una causa,così si può risalire indietro fino a dove vogliamo, e possiamo farlo anch in modo del tutto logico e razionale.ma in base a questo come organizziamo la società?
Rifacendomi al solito esempio; un professore è meglio di un altro perchè ha studiato di più ad esempio: ok,non è un merito suo avere studiato di più,ma dei suoi che lo hanno sostenuto economicamente,della famiglia formata da laureati,dei geni che si è ritrovato alla nascita,del temperamento o dell'apprendimento che lo hanno reso più capace di gestire lo sforzo ( e lui non ha scelto nè temperamento nè apprendimento) ecc ecc.verissimo.
A questo punto però: a chi si dà il posto di professore? a quello più bravo,anche se lo è per combinazioni più o meno casuali di cause,o indifferentemente a uno dei due?






