in che senso "non esistono più i manicomi"? è vero, c'è stato basaglia, qualcosa è cambiato, ma quanto? basta cambiare nome a un'isitituzione per renderla qualcosa di diverso, qualcosa che non sia *istituzione*. l'elettroshock è elettroshock anche se si chiama terapia elettroconvulsivante, la contenzione è contenzione anche se viene attuata attraverso l'abuso di psicofarmaci e non con la camicia di forza. certo, esistono realtà in cui tutto funziona bene, in cui il paziente è una persona, in cui la cura è cura della persona e non della malattia: ma quante sono le realtà che ripropongono il modello manicomiale, se pure in modo più sottile, al passo coi tempi?
non esistono più i manicomi, dici, ma i matti esistono ancora, esistono i cronici che in manicomio ci sono cresciuti, esistono i pazienti che non sono mai stati in manicomio ma passano da un ricovero all'altro, rimbalzati tra ospedale e famiglia e comunità senza guarire mai.
l'arap non ha ragione. l'arap non ha ragione perché esige il trattamento coatto di quei pazienti che non sanno o non possono o non vogliono essere curati, l'arap non ha ragione perché si basa su una visione medicalizzata della malattia in cui il ruolo del farmaco è centrale e "castrante". l'arap è una associazione delle e per le famiglie, che certo, si trovano a "sopportare" il peso di un familiare malato e di una rete sociale di supporto assente o quasi, ma è la loro voce, non quella di chi soffre: ed è una voce che, ovviamente, ha interessi diversi da quelli dei "matti".