Ciao a tutti!Originariamente postato da Alessia Va
Spero di non risultare "blasfema" se dico che forse quella di Rasputin non voleva essere ne una provocazione ne una ridicolizzazione.
A volte, infatti, l'idea del suicidio porta in se' un sentimento che e' possibile definire come nostalgia...come quando si e' lontani da casa e si desidera con tutte le forze di poterci tornare...
Posso riportare la mia esperienza, che ho visto essere di tante persone, che sono arrivate vicine al compimento di questo gesto.
Ho sempre avuto, con il Creatore, che considero come La Fonte, da cui tutti veniamo, un legame tutto particolare. Per me e' stato spesso Il Senza Nome, perche' non trovato potesse coincidere con le definizioni che gli si davano.
Fin da piccola parlavo con questo Senza Nome, percepivo la presenza di un regno piu' sottile, un luogo dell'Oltre, una casa che era diversa da qui...
E sentivo una profonda nostalgia...
Quando poi ho sperimentato momenti cosi dolorosi, cosi difficili da arrivare a desiderare di compiere l'atto del suicidio, il pensiero che mi trascinava verso quella "meta" era: "tornero'a casa, finira' questa lontananza, finira' il dolore, e saro' di nuovo a casa"...
Poi, grazie a una serie di concidenze, a un risveglio dentro che mi ha fatto capire che non avrei comunque risolto nulla, e che dovevo restare, per superare quei momenti e combattere....allora ho preso una strada diversa e non ho lasciato questo mondo.
Ma il sentimento di "desiderio di quell'oltre" era stato davvero forte.
Un sentimento che ancora mi porto dentro, solo che ora so che ci arriveremo comunque, in quell'oltre, ma quando sara' il momento giusto e avremo appreso tutto quanto c'e' da apprendere...
Aggiungo anche che, nonostante si tenda a evitare di parlarne, l'idea del suicidio passa per la mente a tanti...veramente tanti...
Ed e' un problema che tutti quanti, piu' o meno apparentemente forti, ci troviamo ad affrontare prima o poi in questa o in altre vite.
So che qualcuno storcera' il naso davanti ad alcune mie affermazioni.
Ma facendo parte della mia esperienza, mi sento di condividerle.
Mi inserisco nella discussione perché secondo me Alessia Va ha toccato un nocciolo fondamentale.
Non mi sento di fare associazioni tra Depressione e Suicidio o Fede e Suicidio anche perché nel caso in questione (Don Agazzi) non ho dati o info che mi orientano.
Però, in base al mio sentire concordo con Alessia quando dice che che alla fine, é una sorta di "Risveglio" quello che ti fa propendere per continuare l'esistenza terrena.
Io credo infatti che quel "Risveglio" o "Sentimento che ci si porta dentro" sia molto più vicino alla nostra parte emozionale, alle nostre emozioni e al nostro "sentire", rispetto alla nostra parte razionale o cognitiva (non sto parlando di cognitivismo per inteso) in base alla quale costruiamo i nostri significati, idee o pensieri.
Io credo che prima della "mente" ci sia il "cuore" ed allora penso che quando crollano i significati o i valori, questo sia una "mazzata" dalla quale si può riuscire a risollevarsi perché non sono imperituri, ma quando ci si accorge di aver perso la propria capacità di "sentire" o doi "provare sentimenti", allora ci sente veramente spacciati...Forse ci si sente anestetizzati da qualsiasi cosa.
In questo caso, nessun sistema dottrinale, filosofico, religioso o psicologico può reggere, come neppure nessun affetto o emozione, perché si é probabilmente arrivati al punto in cui non si "sente internamente" più nulla...Da qui il passo é breve...Credo.







