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  1. #46
    Postatore OGM L'avatar di Tara_McLay
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    21-04-2005
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    Sul trono degli dei [Tronista inside]
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    Originariamente postato da nonsolopsycho
    ma tu sei gay o sei una portavoce ?!?

    Se vuoi te lo spiego io, che lesbica lo sono.
    E lo sono da sempre.
    Non ho mai desiderato un ragazzo in vita mia, non mi ha mai neanche sfiorato il pensiero di un ragazzo.
    Della mia compagna di banco al liceo si invece.
    E della mia ex ragazza anche.
    E l'avrei sposata molto volentieri per quello che significa per me il momento del matrimonio, sia che lo veda fare a due miei amici eterosessuali, sia che lo veda fare (in tv solo per ora) a una coppia di belle e innamorate ragazze in Spagna o altrove. Per me significa - Scelgo te e nessun altro al mondo - E' un momento simbolico, certo, però...

    Perdonatemi l'OT, ma una volta che si può fare il conto con l'oste...

    Per il resto:
    ovvio che penso che sia "un fatto naturale" [la scelta semmai è - Mi accetto/non mi accetto; me lo vivo/non me lo vivo].
    Ed è giusto che abbiano la possibilità di sposarsi ed avere figli, con la speranza che intorno si sappia intessere una rete tale da sostenere la famiglia.
    Come si dovrebbe fare con qualunque famiglia adottiva d'altra parte.
    - Diversamente Intelligente - Ha l'amore di tutti ma non è l'amore di nessuno

  2. #47
    Postatore Epico L'avatar di Ember
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    22-07-2002
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    Stavo già iniziando a pensare che la discussione fosse un pò troppo frustrante per la mancanza di un punto di vista da direttissimo interessato (o quasi)

    Inutile ripetermi, comunque ti capisco perfettamente... e trovo veramente strambo che altre persone non riescano, tanto è naturale e ovvio...

  3. #48
    nonsolopsycho
    Ospite non registrato
    grazie tara, apprezzo molto la tua risposta.
    Convinto di non contraddirmi, semmai di ripetermi,
    io capisco quello che scrivi e che senti,
    -il sentimento che proviamo è lo stesso -


    l'unica perplessità di cui io ho parlato in questo thread riguarda la possibilità di sposarsi e di adottare dei figli.
    una perplessità che per quanto abbia gradito l'intervento di tara, confesso che mi rimane. Ma lo dico io per primo, sono un antiquato. E il mio no viscerale, come lo abbiamo battezzato, probabilmente nasconde qualcosa..
    paura ?!
    difesa dei valori 'tradizionali' !?!?

    non saprei... ci devo sbattere ancora un po' la testa...


  4. #49
    Postatore Epico L'avatar di Ember
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    22-07-2002
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    Tutti vorremmo difendere certi valori... ci sono tradizioni alle quali secondo me rinunciare sarebbe un peccato vero e proprio ad esempio... ma qui si parla della libertà e della dignità altrui, mica bruscoline... non credo ci sia una tradizione che superi l'importanza di questo, specie se non comporta che tu in prima persona vi rinunci.

    Riguardo ai figli in adozione a coppie gay mi sono già espressa, ma credo anche che non sia così urgente come il matrimonio, oggi come oggi (poi ci si penserà di certo). Anche perchè abbiamo già molte difficoltà noi etero ad adottare bambini, figuriamoci i gay. Bisogna riconsiderare l'intero sistema.
    Ultima modifica di Ember : 16-05-2007 alle ore 00.07.05

  5. #50
    Banned L'avatar di jenny_blu
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    Accidenti quanti post! bravi

    Cè un problema di fondo da chiarire, ma cercherò di esprimermi meglio...

    Se dico sono contraria alle unioni gay e mi viene risposto: sei una insensibile, perchè devi discriminarli ? sono anche loro persone

    Sono contraria anche per le adozioni: ed in tal maniera dicono gli omosessuali sono persone dolcissime e con tanta capacità di dare amore, perchè non darli i bimbi?

    A questo mi chiedo il matrimonio io lo vedo in maniera tradizionale, cioè quello fondato su uomo e donna.

    In realtà il nocciolo della società è sempre stato almeno in passato la base portante della società.

    Poi una cosa nel matrimonio omosessuale chie è la moglie chi è il marito? e quando adottano un bimbo, quest'ultimo a chi deve mamma o papà?.


    Io sono etero... qui non giudica la capacità di amare, di chi etero non è, ma non è possibile parlare della famiglia gay come di una famiglia etero perchè non è cosi.

    è chiaro che non si discrimina nessuno, discriminare significa negarli il diritto di lavorare, di essere curato, di istruirsi, di socializzare.

    Ecco cosa vuol dire discriminare; qualcuno dirai se tu gli impedisci di sposarsi lo discrimini! no! perchè io come persona e come stato non gli impedisco di stare col suo compagno o compagna, non li sto negando il diritto di amare!..

  6. #51
    Angelus_Laguna
    Ospite non registrato
    Non gli neghi il diritto di amare, ma gli neghi il diritto di stare accanto alla persona amata se stà male, gli neghi il diritto di avere le agevolazioni delle altre coppie per mettere su casa, ect ect.

    In generale.
    Ma tant'è, chi se ne frega vero? Loro sono gay, sono distanti da noi, non vengano a seccarci con le loro richieste, anzi che ora possono circolare per strada senza bastonate...
    Una cosa è certa, c'è una mentalità forte che non vuole l'integrazione di persona sane e piene d'amore perchè amano "soggetti" diversi dalla norma etero.
    Lo trovo ingiusto, disonesto e arbitrario.
    Un uomo e una donna che non voglion oavere figli si possono sposare e avere i vantaggi riservati agli sposati. Nessuno nega loro i fondi se non faranno mai un bambino o non lo adotteranno: sono cavoli loro.
    PEr gli omosessuali invece, due pesi e due misure.
    La mia modesta opinione invece, dice che molti "benpensanti" non hanno la minima idea di cosa sia la base di una famiglia.
    PArlano solo per parlare, con un concetto di realtà fisso fermo statico e stantio che dà loro un minimo senso di realtà, non perchè vero ma perchè IMPOSTO come vero.
    E si sentono i "leader".
    Amore , senso del sacrificio, lealtà, costanza dell'impegno, queste sono le basi delle unioni.
    Chi è marito e chi moglie? Ma cos'è uno scherzo? O magari sono fatti loro?
    E se a loro sta bene? Ci sono un sacco di donne etero che sono maschiacci e "portano i pantaloni" , e uomini più delicati e sensibili pur rimanendo etero . Ma loro sono etero, e tutto è concesso e dovuto....
    Per i figli, intanto diamo loro il diritto di coppie VISTO CHE SONO TALI, quando si amano e si danno impegno reciproco. Magari eh.

  7. #52
    Partecipante Assiduo L'avatar di M. Lucia
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    Nella bella sicilia!
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    ciao a tutti
    penso che il matrimonio esiste in quanto esistono due persone uomo e donna che costituiscono un nucleo familiare pronto ad accogliere la "vita"che nasce dal loro amore...questo NON VULDIRE che altre coppie non abbiamo il diritto di avere diritti e per questo chredo sia giusto trovare e creare altri tipi di unioni civili che semplicemente si chiamino in modo diverso....
    Se il matrimonio è quello che è sarebbe più opportuno trovare un nome alle unioni che non hanno le caratteristiche del matrimonio...tutto qua!
    Alla fine si tratta di dare il nome giusto alle cose!
    ciao ciao
    "Guida da te la tua canoa..."B.P.

  8. #53
    Postatore Epico L'avatar di Ember
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    Io penso che il matrimonio sia l'unione civile di due persone che si amano, per cui perchè non chiamarlo così?

    I figli si fanno anche prima del matrimonio, senza matrimonio, senza amore, senza uomo tangibile, con un uomo che non si ama, per sbaglio... insomma... i figli non nascono dal matrimonio checchè ne dica qualcuno e il matrimonio non nasce necessariamente dal voler mettere al mondo dei figli. Ci sono coppie sposate che non ne vogliono e mai è sfiorata loro l'idea di farne... allora non sono sposati?

  9. #54
    Postatore Compulsivo L'avatar di ianaiana
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    Penso che il vero problema sia il concetto a senso unico che un pò tutti abbiamo della "famiglia".
    Anche dai vostri post traspare l'idea che la famiglia è quella nucleare-tradizonale composta da padre, madre e figli... insomma la pubblicità del mulino bianco..

    Ritengo che soprattutto in quanto attuali o futuri psicologi dovremmo renderci conto che definire a priori cosa sia una famiglia significa partire con dei preconcetti.
    Io sono etero e sono cattolica e proprio per questo mi si drizzano i capelli quando sento "la gerarchia" bigotta che si permette di dire che i gay sono dei peccatori... forse che Dio dovrebbe venire da loro a chiedere il permesso per amarci tutti? Chiedo scusa per l'OT ma io ho perso i miei genitori quando ero piccola, fortunatamente avevo i miei nonni, ma se non li avessi avuti credo che avrei preferito vivere protetta dall'amore di una coppia omosessuale piuttosto che finire in una delle tante case famiglia che ci sono in giro.

    Molti di voi hanno giustamente fatto notare che dalle ricerche svolte in altri paesi si è constatato che i bambini che crescono con coppie omosessuali non presentano nessun tipo di "trauma"... il problema semmai è la discriminazione o le prese in giro che devono subire.
    A questo punto però il problema non consiste nel fatto che gay e lesbiche devono rinunciare al loro desiderio di fare famiglia, ma siamo noi che dobbiamo cambiare la nostra visione su questo oggetto sociale.
    Io amo definire la mia famiglia "sgarruppata", ma è la mia famiglia e mi caratterizza, non vorrei che nessuno si permettesse di dire che non è una famiglia o che al massimo è quanto di più vicino ci possa essere ad una famiglia.. penso che lo stesso valga per le coppie omosessuali.
    "Le cose che possiedi alla fine ti possiedono." FIGHT CLUB

    "C'è un solo problema con i soldi puliti... sono difficili da fare" LORD OF WAR

    "Ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate un colpevole non c'è che da guardarsi allo specchio." V PER VENDETTA

  10. #55
    Partecipante Leggendario L'avatar di schizofrenico
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    [QUOTE]Originariamente postato da ianaiana
    [B]Penso che il vero problema sia il concetto a senso unico che un pò tutti abbiamo della "famiglia".
    Anche dai vostri post traspare l'idea che la famiglia è quella nucleare-tradizonale composta da padre, madre e figli... insomma la pubblicità del mulino bianco..

    Ritengo che soprattutto in quanto attuali o futuri psicologi dovremmo renderci conto che definire a priori cosa sia una famiglia significa partire con dei preconcetti.
    Io sono etero e sono cattolica e proprio per questo mi si drizzano i capelli quando sento "la gerarchia" bigotta che si permette di dire che i gay sono dei peccatori... forse che Dio dovrebbe venire da loro a chiedere il permesso per amarci tutti? Chiedo scusa per l'OT ma io ho perso i miei genitori quando ero piccola, fortunatamente avevo i miei nonni, ma se non li avessi avuti credo che avrei preferito vivere protetta dall'amore di una coppia omosessuale piuttosto che finire in una delle tante case famiglia che ci sono in giro.

    d'accordissimo!
    La questione,secondo me,è la definizione di famiglia,anche perchè i politici DOVREBBERO (E RIPETO DOVREBBERO) seguire la Costituzione Italiana (e non la fede religiosa e quanto mai la Chiesa,visto che siamo in uno stato laico) per legislare,Costituzione Italiana la quale sancisce che l'Italia è fondata sulla famiglia.
    Che cos'è la famiglia?
    Un padre una madre e dei figli? D'accordo. Ma secondo voi è solo questa la famiglia? Secondo molti dei nostri politici tanto moralisti quanto ipocriti( tutti divorziati etc etc) questo è l'unico schema di famiglia che può chiamarsi FAMIGLIA,perchè serve al proseguimento della società in quanto si fanno figli.
    Allora chiedo:
    Un uomo e una donna che si amano e decidono di non avere figli non sono una famiglia?
    un uomo è una donna che si amano e non POSSONO avere figli non sono una famiglia?
    Una donna che vive da sola con il figlio perchè il compagno l'ha abbandonata non è una famiglia? (e viceversa)
    Due omossessuali che si amano e vivono assieme non sono una famiglia?
    Due divorziati che hanno figli e che li amano pur non vivendo più assieme non sono una famiglia?
    riflettete,gente,riflettete.

  11. #56
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di vinbellini
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    Originariamente postato da jenny_blu

    A questo mi chiedo il matrimonio io lo vedo in maniera tradizionale, cioè quello fondato su uomo e donna.

    In realtà il nocciolo della società è sempre stato almeno in passato la base portante della società.

    Poi una cosa nel matrimonio omosessuale chie è la moglie chi è il marito? e quando adottano un bimbo, quest'ultimo a chi deve mamma o papà?.


    Io sono etero... qui non giudica la capacità di amare, di chi etero non è, ma non è possibile parlare della famiglia gay come di una famiglia etero perchè non è cosi.

    è chiaro che non si discrimina nessuno, discriminare significa negarli il diritto di lavorare, di essere curato, di istruirsi, di socializzare.

    Ecco cosa vuol dire discriminare; qualcuno dirai se tu gli impedisci di sposarsi lo discrimini! no! perchè io come persona e come stato non gli impedisco di stare col suo compagno o compagna, non li sto negando il diritto di amare!..
    Discorso logico, di una logica stringente, ma la logica, si sa, è sopravvalutata.
    Penso che discriminare voglia semplicemente dire questo: ciò che Tizio può fare, Caio non lo può fare. Ecco perchè, senza troppi sillogismi, impedire il riconoscimento delle coppie di fatto è un atto discriminatorio e ingiusto. Aggiungo che, come al solito, noi italiani siamo indietro anni luce dal resto d'Europa, visto che tutti i grandi paesi eruopei hanno una legge sulle coppie di fatto: siamo RIDICOLI.
    Invece di tutelare i più deboli, quelli che pagano le conseguenze più pesanti quando una convivenza finisce, ci mettiamo a pontificare sulla definizione di famiglia, ma per piacere!!!!
    Come si fa a stabilire quale amore sia più autentico? In realtà gli amori sono tutti uguali...
    Membro del Club del Giallo - Tessera n° 21

  12. #57
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di musicafelicia
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    Mi sono trovata diverse volte a discutere di questo argomento,lo sento mio in quanto lesbica.
    Il riconoscere il matrimonio anche alle coppie omosessuali è un modo per riconoscere dignità.
    Le frasi che si sentono tra la gente e in televisione del tipo :”per me possono fare quello che vogliono basta che lo facciano a casa” ,sono una pugnala al cuore ,sono discorsi che non portano da nessuna parte anzi. qui nn si tratta di togliere qualcosa alla famiglia cosiddetta tradizionale ma semplicemente di aggiungere altre forme ugualmente rispettabili.
    Alla persona con cui condividerò la mia vita ho voglia di darle sicurezza,ho voglia di poterle dire che se starà poco bene io le starò accanto e tutto questo ora non è possibile.
    Poi ho l’impressione che ancora oggi ci sia molta ignoranza,nel senso che si ignora la realtà omosessuale sembra là,lontana,i figli omosessuali sono sempre quelli degli altri e magari scherzo del destino è proprio il tuo.
    Anche se a parer mio oltre al matrimonio ci sono molti altri aspetti da considerare:
    perchè non posso camminare mano per la mano con la mia compagna?
    perchè devo trovare ogni volta una scusa diversa per invitarla a casa dei miei?
    perchè alla domanda”hai il ragazzo?” nn posso dire semplicemente “no,ho la ragazza”?
    penso che prima di tutto venga il rispetto della persona,il riconoscerla per quello che è,darle valore che questa sia etero o omo anche attraverso il matrimonio.
    Per quanto riguarda l’adozione penso che i tempi nn siano ancora maturi ma non metto in dubbio la capacità di due persone omosessuali di crescere un figlio. Poi si sa cattivi genitori possono essere omosessuali ma anche etero.

    Buona giornata a tutti!
    musicafelicia

  13. #58
    *Rachel*
    Ospite non registrato
    Credo che uno dei "fattori di protezione" per la crescita "sana" di un bambino sia avere nella sua vita figure di riferimento maschili e femminili. E credo che queste figure di riferimento non siano solo da ricercare all'interno delle mura domestiche. Una coppia di genitori omosessuali ha, a mio parere, ogni diritto ad avere e crescere un figlio, ma rispetto alla coppia eterosessuale credo debba avere un'attenzione particolare a non porsi come un nucleo chiuso, sufficiente per il bambino. In altre parole, credo sia necessario offrire al bambino/a l'opportunità di entrare a contatto con il genere diverso da quello delle persone con cui vive, attraverso la frequentazione di coppie eterosessuali, parenti e amici di genere diverso. L'apertura in una coppia è sembre auspicabile ma in una coppia omosessuale è una condizione fondamentale per non far mancare al bambino le occasioni di confronto con entrambi i generi.
    Detto questo, sono d'accordo con chi dice che la "normalità" di una coppia non sia affatto una maggior garanzia di crescita sana per i figli rispetto alla coppia omosessuale e sono convinta che i danni peggiori li facciano i pregiudizi e l'ignoranza contro chi "va contro natura" (secondo quelli), chi "segue la propria natura" (secondo me).
    Ma non sarà sempre così difficile, io ne sono sicura. Qualcosa si è mosso, si sta muovendo da tempo e continuerà a farlo, finchè a TUTTI sarà riconosciuto il diritto di amare.

  14. #59
    **Luce**
    Ospite non registrato
    Innanzitutto non vorrei dare una risposta precisa alla domanda su cosa sia o meno l'omosessualità, nient'altro da dire se non che è un orientamento sessuale tanto quanto l'eterosessualità. Non è secondo me una scelta di vita, nè un modo di essere con cui si nasce in modo rigido ed etichettabile. E' un orientamento che nella vita ci si può trovare a scegliere, più o meno stabilmente, per un milione di motivi.
    I bambini.
    Avere un figlio deve essere un progetto sano, non una scelta egoistica e poco razionale, perchè purtroppo dovrai misurarti con un'altra vita fuori da te. Credo che ogni persona debba mettere la massima responsabilità nel valutarsi più o meno in grado, ma detto questo non credo assolutamente che possano esistere dei criteri di "prevista felicità".
    Come fai a sapere che il bambino che sta per nascere avrà un futuro facile? I suoi genitori dovrebbero essere sani, persone equilibrate, possibilmente con qualche soldo, con una casa, un lavoro stabile e chi più ne ha più ne metta. Sono troppi troppi troppi i criteri che universalmente dovrebbero essere valutati.
    La patente di genitori non si può togliere a prescindere ad esempio ad una donna solo perchè ama un'altra donna, e ad esempio non ad una donna depressa e nevrotica ma con il suo bel maritino. Le schematizzazioni fanno solo male. Ad un bambino secondo me fa molto male sentirsi dire dai suoi genitori che sono rimasti insieme solo per lui, vederli litigare da mattina a sera, o nascere da chi non può provvedere al suo sostentamento...chi lo dice che tutto questo fa MENO male piuttosto che nascere in una famiglia *diversa*?? Certo, è più dura. Bisogna lottare contro i pregiudizi, offrire alternative valide al concetto di famiglia tradizionale, bisogna far sentire l'amore ancora più forte ed infondere valori ancora più validi, offrire, come diceva Rachel, figure di riferimento di ambo i sessi.
    E detto questo è la coscienza, di ogni persona, a dover valutare e giudicare. Se stessa, non gli altri.
    Ultima cosa. Rachel...dici che qualcosa si sta muovendo...io guardo family day e via dicendo e mi cadono le braccia... sei molto ottimista o hai una sfera di cristallo ?
    Ultima modifica di **Luce** : 04-06-2007 alle ore 16.05.35

  15. #60
    *Rachel*
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da **Luce**


    Ultima cosa. Rachel...dici che qualcosa si sta muovendo...io guardo family day e via dicendo e mi cadono le braccia... sei molto ottimista o hai una sfera di cristallo ?
    Sono ottimista ma non solo... il solo fatto che tantissime persone siano così preoccupate secondo me fa ben sperare

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