la mia esperienza:
... abilitata da 3 anni ... sono riuscita anche a fare qualcosa come psicologa e pure ad essere pagata per un progetto (... ma avrei preso di più in pizzeria, come cameriera ... davvero!!!).
ho accettato tutti lavori fuori dalla psicologia ... perchè non mi interessava lavorare in ambiti limitrofi (lavorare come educatrice, ecc ... lo trovavo inutile per per la mia formazione) e perchè negli altri lavori pagavano meglio e con orari migliori .. anche per frequentare corsi e/o stage come psicologa ( ... ma naturalmente è una questione strettamente personale ... dipende dalle preferenze di ognuno)
... sono contenta delle scelte fatte ... certo i lavori che ho fatto erano part-time nella maggior parte ... i full time ti rendono quasi impossibile il resto
... concordo non ci si deve arrendere ... però dico anche che per gli psicologi è davvero troppo dura ... ci vuole una bella dose di pensiero positivo e sostegno da parte delle persone che ti vogliono bene (sostegno psicologico prima che economico) ...
mi unisco alla domanda di Princesa76 ... secondo voi ha veramente senso la scuola di specializzazione??? io sono ad un punto in cui forse dovrei farla ... ma non so ... vedo che le mie amiche che l'hanno fatta non ha cambiato poi così tanto ... in termini di lavoro intendo ... per intenderci ... non è che se ti specializzi poi le cose vanno tanto meglio ...
in bocca la lupo a tutti noi
Temo che a questa domanda non ci sia risposta univoca, come per tante altre, e mi viene da dire un bel vivaddio, da atea...
Io ho iniziato la scuola di specializzazione l'anno scorso ed ero laureata da molti anni (oltre sette), perchè allora non sapevo cosa volevo davvero fare, non avevo nè i soldi nè un lavoro semistabile, perchè stavo progettando sentimentalmente altro e via dicendo. E questi anni passati non sono stati di vuoto.
Personalmente sono arrivata alla decisione, onerosa in termini di risorse economiche, ma anche di energie di scegliere la scuola di specializzazione con questa consapevolezza e maturità di capire cosa desidero fare, cosa sono in grado di sacrificare per farlo, e con un esame di realtà che tenga in conto i momenti si e i no, ché nel frattempo non è che il mondo si fermi, per me è stata un'ottima scelta, come conoscenze tecniche ed applicative, ma soprattutto perché in gioco mi sono ri-messa io, la terapia personale, i miei sogni concretizzabili, i miei limiti. E il ritorno c'è, non economico ora, ma a livello di personalissima soddisfazione.
Non si vive solo di stipendio, per quanto questo sia necessario a sopravvivere. Mi pare un distinguo non da poco.
Coraggio, tenacia e passione
Pat
su quanto hai detto, ti do ragione.
Anche a me piacerebbe fare la scuola di specializzazione e precisamente la sistemico-relazionale, ma ho sentito i prezzi che si aggirano intorno ai 6000, 6800 euro l'anno. E' una cifra improponibile se penso che in un anno di servizio civile ho messo da parte circa 4000 euro l'anno. Adesso per mantenermi ho trovato un part-time in un centro di aggregazione giovani, poi faccio ripetizioni a un bimbo e il sabato faccio la babysitter a una bimba disabile e per finire tra tre settimane ho l'esame di stato.
Lo stipendio è quello che è , bisogna accontentarsi e comunque cogliere il meglio dalle opportunità perchè tutto fa esperienza.
Non so se riuscirò a pagarmela, però sono d'accordo che è diventata una professione d'èlite. In bocca al lupo!
cerca nei siti delle scuole http://www.psicologia-psicoterapia.i...coterapia.html e chiedi informazioni precise e dettagliate a quelle che ti interessano, le cifre sono alte, ma quelle da te citate non le ho mai lette.
Pat
Che ti devo dire? Per me, in questa fase della mia vita, ha senso sì. L'anno scorso non ne aveva. Due anni fa nemanco per idea.
Perché? Perché, ad esempio, non sapevo bene che tipo di scuola scegliere. Avevo fatto colloqui a una scuola psicoanalitica, a una di analisi transazionale, a una sistemica. Ma, pur se mi interessavano tutte e tre, mancava qualcosa. Mancava un'esperienza mia, mancava la possibilità di "provare". Mancava anche la capacità di crederci in quel che sapevo e potevo fare, nella mia capacità di "abbassare l'asticella", di non pensarmi necessariamente come futuro premio Nobel della psicologia clinica.
Così, per due anni ho fatto corsi di espressione corporea, ho tenuto un gruppo di genitori di adolescenti per una parrocchia, ho cercato di aiutare mia figlia a crescere, mi sono innnamorato, insomma, ho cercato di vivere.
Poi ho iniziato. In fondo, per me è più semplice che per molti di voi. Dopotutto, ho 46 anni. Diventare psicoterapeuta a 49, a 50 o anche più in là non è cosa che mi preoccupi chissà quanto. Mentre per chi è più giovane mi pare ci sia molto la sensazione che "bisogna prendere il treno rapidamente". Ma pensateci: quando avrete 70 anni, sarà così importante aver inizato un anno prima o dopo? E non potrebbe essere parte della formazione di un terapeuta anche il masticare la vita adulta, fuori dal mondo dello studio?
Inoltre, io mi accorgo che la scuola di specializzazione (almeno, per me è così) non è solo un'acquisizione di nozioni. E' soprattutto un'esperienza pratica, concreta, quasi quotidiana, di crescita professionale ed umana. Mi sta dando strumenti che un anno fa non possedevo. Se ora riesco a "leggere" la postura e il corpo degli altri, mi ritrovo praticamente obbligato a leggere anche il mio, ad esempio. E a ritrovarmi di fronte ad una consapevolezza non sempre semplice da sostenere, ma bella e importante. E adesso mi sento di poter iniziare a condurre i gruppi di bioenergetica, cosa che un anno fa non avrei nemmeno saputo da che parte iniziare a fare.
Porta soldi? Qualcuno sì. E saranno pochi, ma - se le cose andrano bene - mi ci pagherò la scuola, quantomeno.
Insomma, ognuno avrà la sua risposta. Ma, francamente, a me pare assurdo che psicologi laureati e magari masterizzati si iscrivano a scuole di counselling, ad esempio. Il counselling è qualcosa che uno psicologo, alla fine dell'università, dovrebbe saper fare senza bisogno di corsi. Credo sarebbe preferibile vivere per due - tre anni. Vivere, semplicemente. Cercando di imparare da quel che la vita ci riserva ogni giorno. Leggendolo con le nozioni che abbiamo appreso, lasciando la porta aperta all'inaspettato, al colpo che butta in aria le carte. Dopo ci si potrebbe accorgere, con piacere e sorpresa, che non si ha bisogno di scuole, non di quel tipo.
Troppo lungo, lo so. Ma mi fa piacere parlarne. E ho dentro tante cose che prima non riuscivo a raccontare.
Buona vita
Guglielmo
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
Mi ritrovo propio d'accordo con te...anche io credo che non si debba fare una scuola di specializzazione perchè si sente come passaggio obbligato...bisogna sentirne l'esigenza..per una crescita soprattutto personale. E sono d'accordo anche con chi dice che non si vive di solo stipendio, certo i soldi ci fanno sopravvivere però la soddisfazione personale è altrettanto necessaria.
fiore1969
Sono d'accordo con Ghiretto ,e sono nella tua stessa situazione.. sto finendo tirocinio, a breve l'abilitazione e cerco lavoro per mantenermi..al momento però mi pesa l'idea di "rinunciare" provvisoriamente ai miei sogni.. ma se penso l'alternativa sarebbe:
continuare a non avere un soldo neanche per mangiare una pizza fuori;
vivere eternamente ocn i miei;
Frustrazioni a non finire nella ricerca di un lavoro nel settore ( ago in un pagliaio, si sa) ..
Perderei l'entusiasmo anche per tutto il resto, e nno penso ne valga la pena.
Risultato?
Sto facendo colloqui su colloqui, e tra le tante boiate proposte ne arrivano a volte anche di carine, certo non il mio sogno, ma intanto penso che avere gia uno stipendino mi serve, magari mi compro una macchina, e mi costruisco una mia autonomi,a continuando a cercare lavoro nel mio settore.
Prima o poi verrà anche la proposta giusta..
Si spera: nel frattempo mai dormire sugli allori, mai.
In bocca al lupo
Però su una cosa vorrei dire la mia: a 70 anni forse si, non ci sembrerà cosi importante averla iniziata prima o dopo, ma ora dopo 25 anni nel migliroe dei casi che dedichi la tua vita allo studio, cambia un anno. E anche parecchio.
E sopratutto, non trascurerei il fattore economico: capisco che non è un lavoro come un altro, e io per prima lo sento più come uan vocazione, però il fattore economico è DETERMINANTE, sopratutto per chi non ha la possibilità di contare ad esempio sulla possbilità di vedersi pagata la scuola privata.
E' importante, determinante.
purtroppo![]()
Ultima modifica di Rae : 09-11-2007 alle ore 14.51.39
Ma contro i sentimenti siamo disarmati, poiché esistono e basta, e sfuggono ad una qualunque censura. Possiamo rimproverarci un gesto, una frase, ma non un sentimento: su di esso non abbiamo alcun potere.
M. Kundera
"Non siamo uomini di buona volontà se ci limitiamo a piangere ciò che si è perso, se ricordiamo solo ciò che non può più tornare. Lo saremo solo se diventiamo consapevoli di ciò che di meglio c'è in noi, di più vitale, e se seguiamo la voce di questa Coscienza" H.Hesse![]()
"Non sono cattiva.. è che mi disegnano così"
Per gentile concessione del Lupo Solitario![]()
fondatrice con Ele* del f.c.f.c.[fancazziste fan club]con sede in una bella spiaggetta della Croazia...e con una nuova adepta!!Benarrivata Claudina!!
...La farfalla , si dice, non sa cos'è il dolore..vive un giorno felice..e poi per sempre muore....
cari ragazzi, sono contenta che aumentano le sperienze raccontate da voi....secondo me però bisogna anche fare attenzione ad una cosa...non vorrei che questa discussione finisca come al solito nelle solite considerazioni retoriche del tipo....fare lo psicoterapeuta è una vocazione, bisogna "essere"prima di avere, nessuno nella vita ci regala nulla...ecc..ecc..se volete ne dico altredunque il mio discorso è molto semplice e ribadisco che fare paragoni con gli altri lo so da sola che è inutile nn credo serva nella vita a prescindere in qualunque situazione, ma occorreva fare determinate distinzioni sopratutto per tutti quelli che insistono con lo sbandierare bellissime frasi come" anche fare la baby sitter" o l educatrice è arricchente perche ecc ecc...poi un giorno realizzarai il tuo sogno..ecco io credo che sia vero per carità ma ad OGGI fare questi lavori nn mi apre nessuna porta perche io per piu di un anno mi sono affannata a cercare "l attinenza" e non è facile mettersi i soldi da parte per la scuola, seppure hai certezze per il primo anno, se ti dice bene che lavori e poi??Cosa racconto se non ce la faccio piu a pagarla o se non trovo nessuno che mi fa un bellissimo contratto a progetto di pochi mesi? Che è meraviglioso lavorare nel campo nonostante io non riesca materialmente a pagarmi nulla tantomeno crearmi una indipendenza?..mmmhh c'e qualcosa nei racconti di alcuni(nn tutti)che mi convince poco, perche non vivo nel mondo delle favole, e i conti in tasca me li sono fatti...ci mancherebbe non voglio assolutamente sia chiaro farli a voi e fortunati quelli che riescono bene guadagnando poco....io non ci credo molto e senz' altro la mia vita prenderà la strada che ora reputo piu adatta, qualunque cosa che mi dia indipendenza anche "mentale" perche credetemi, ora bene non sto neanche mentalmente per quanto questa situazione mi fa star male. Una cosa posso dirvi, che mi ha fatto piacere parlare con chi può comprendere cosa provo, perchè molte persone a me vicine amici o conoscenti storcono il naso quando gli dici che non trovi lavoro o trovi cose che non c'entrano un tubo come se fossi un'aliena...ebbene, se lo fanno anche con voi, mi capirete...ma quanto sono amici c'e da chiedersi
![]()
mi ritrovo tantissimo in quello che dici
Sento amiche che parlano di esperienze splendide come volontarie, educatrici etc..ma penso sempre : si ok, ma esperienze del genere bisogna anche poterselo permettere.. nel senso, poter stare anni senza lavorare, fare tutto gratis, ok arricchisce, ma i soldi? l'indipendenza?? Chi paga loro la benzina per andare a fare volontariato? e il master? e l'appartamento dove è il master?
La vita è fatta di cose concrete: come il fare un lavoro che ci piace ok, ma anche dopo il lavoro potersi permettere una pizza con gli amicicosa non cosi scontata , almeno non per mee
Non voglio chiedere soldi ai miei, e sto facendo tantissimo sacrifici e come altri qui, mi sto chiedendo quanto ne valga la pena, la frustrazione aumenta di giorno in giorno e non viene ripagata gran che, perchè se a 19 anni vivevo le esperienze di tirocinio e lavoro male retribuito comunque in maniera positiva e "formativa" ora inizio seriamente a stancarmi.. all'estero il tirocinio non è gratis, e mi chiedo perchè sono io la
a continuare una vita cosi..
Quindi prendo in considerazione l'idea di accettare lavori che non c'entrino molto![]()
La scuola di special io proverò a entrare in quella pubblica, perchè quelle private sono totalmente fuoir dalla mia portata, però vedrò che tipo di frequenza richiedono, se saàr giornaliera settimanale ci penserò 1000 volte prima di farla..
per quanto riguarda l'orientamento..prenderò quello che passa il conventoe qui verrò linciata da molti di voi, ma non posso permettermi di fare i colloqui a quelle private, di vedere quale sia più adatta a me etc, ho bisogno del titolo per entrare nei concorsi pubblici, e probabilmente vi sembrerò cinica e magari molti di voi penseranno che sarò una pessima psicologa, ma tutti i terapeuti con cui son venuta in contatto la pensano come me e hanno fatto cosi, avere il titolo e buttarsi sul campo, poi le esperienze e l'orientamento lo si sceglie camminando e lavorando
L'ideale sarebbe potersi permettere la scuola privata , la psicoterapia individuale, etc.. ma mica è da tutti ...
Nel frattempo ho sentito di chi faceva cameriere, consegna a domicilio di pizze etc..
Adoro l'idea di poter fare questo lavoro, lo sottolineo, mi farebbe impazzire anche poter fare la psicoterapia, ma condivido in pieno i problemi incontrati da Princesa76purtroppo
i tempi son questi e a noi non resta che adeguarci secondo me
Uccidetemi pure ora![]()
Ultima modifica di Rae : 09-11-2007 alle ore 19.55.29
Ma contro i sentimenti siamo disarmati, poiché esistono e basta, e sfuggono ad una qualunque censura. Possiamo rimproverarci un gesto, una frase, ma non un sentimento: su di esso non abbiamo alcun potere.
M. Kundera
"Non siamo uomini di buona volontà se ci limitiamo a piangere ciò che si è perso, se ricordiamo solo ciò che non può più tornare. Lo saremo solo se diventiamo consapevoli di ciò che di meglio c'è in noi, di più vitale, e se seguiamo la voce di questa Coscienza" H.Hesse![]()
"Non sono cattiva.. è che mi disegnano così"
Per gentile concessione del Lupo Solitario![]()
fondatrice con Ele* del f.c.f.c.[fancazziste fan club]con sede in una bella spiaggetta della Croazia...e con una nuova adepta!!Benarrivata Claudina!!
...La farfalla , si dice, non sa cos'è il dolore..vive un giorno felice..e poi per sempre muore....
concordo con molte delle opinioni che sono state scritte ...
è la sensazione che "il treno passi" (come dice willy) quella che ora mi "attanaglia" di più! e te la fanno venire in ogni modo e ogni giorno ... sembra che perdere il treno sia terribile, irrimediabile ... che se non sei in pari con la "tabella di marcia" sarai tagliato fuori ... ed ho la sensazione che ora come ora sia vero perchè il lavoro scarseggia ...
non mi sono iscritta fino ad ora proprio perchè volevo fare esperienza come psicologa e soprattutto volevo uscire dal campo clinico e psicoterapeutico ... che non sento come il mio campo d'azione congeniale.
ci sono riuscita ... ho "tirocinato", "stegiato", "lavorato" nell'ambito della prevenzione e della salute ed è stato bellissimo per me ... mi sono setita soddisfatta e capace ed ho conquistato la fiducia e la stima di quelle persone che inizialmente non "credevano" nella psicologia (ommioddio!!!!come odio 'sta cosa del credere ... mica è una religione??? ma ancora esiste questa cosa del "crederci").
adesso sento di aver bisogno di nozioni nuove e di conoscenze e di esperienze che vadano ad accrescere il quadro ...
però non vivendo nel mondo delle fate ho anche bisogno di denaro per questo e poi devo anche considerare le esigenze del mio compagno e non posso più chiedere aiuto ai miei ...
allora, mi sento in bilico ... da una parte ci sono i desideri e dall'altra la realtà di una situazione precaria (lavorativamente parlando) che rende mi insicura... penso che sia un po' anche il problema di Princesa76 e di altri come noi... vero???
Ultima modifica di psicosarix : 09-11-2007 alle ore 21.07.39
Deve essere sfuggito qualche passaggio di quelli postati dai più attempati...
- che ci vogliono anni a racimolare i soldi da investire nella scuola, tempo in cui si vive, si impara, si sperimenta, ci si ascolta, in questo mondo, le fate e similia se le trovate per la rata del mutuo mio, raccomandatemi
-che nessuno di noi che, frequenta la scuola di specializzazione in età da fossa (questo messaggio trapela dalle vostre parole), fa questo come attività unica. Ci si smazza per andare a lavoro, quello pagato che non adori, ma ti da da vivere, e poi si toglie tempo al riposo ed ai piaceri altri per incastrare tirocinio e studio e tesi e...
- continuo a percepire un paradigma di base O/O , se diventasse E/E?
Pat
immagino che in questo post non ci fosse alcuna nota polemica ... dunque sono sicua che anche nel mio non ne verranno ravvisate ...
<<ma deve essere sfuggito qualche passaggio di quelli postati dai più "giovinetti"...>>
- forse sfugge che moltissimi "giovinetti" trovano sovente lavori a tempo determinato e mal pagati, che di fatto rendono davvero difficile risparmiare i soldi per la specializzazione
-che il paradigma o/o non è dovuto alla "bamboccionite di Padoaschippana memoria", ma ad una reale difficoltà a fare e/e ...
-che forse ascoltarsi e cose simili è un lusso che non puoi permetterti quando la società ti invita a "non perdere il treno se no sei fuori" ... a me durante un colloquio hanno detto che a 30 anni sei letteralmente "fuori mercato" ... ("oltre che possibile portatrice sana di fecondità" ... naturalmente ...)
-che "come te ce ne sono altri 100" ... minimo ... dietro la porta ...
ciao a tutti![]()