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  1. #46
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di manuelas
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    Ciao a tutti, vi ringrazioper tutti questi interventi...
    non ho più risposto perchè riesco a stare poco su ops e rispondere a cose così complesse richiede molta concentrazione...ma via via ho letto tutti gli spunti e mi è stato molto utile per ragionare..grazie..
    non mi vogli addentrare in questioni teoriche, che qui non mi sembrano utili a nessuno e inevitabilm sfociano nella polemica.
    provo a raccogliere gli spunti di tutti e chiedo scusa se me ne sfuggirà qualcuno, vi prego fin da ora di richiamare la mia attenzione se mi perdo dei pezzi...
    grazie ancora a tutti



    Citazione Originalmente inviato da ziogargamella Visualizza messaggio
    da quanto racconti io ho pensato in primo luogo ad una organizzazione di personalità di tipo psicosomatico (dap), ...

    In quanto all'attacco di panico e alla situazione poco congrua dell'abbigliamento pesante in una situazione di caldo io ho pensato ad una vera e propria disorganizzazione con tratti dissociativi....
    ...Se tu poi parli di attacchi di panico (che escludo che in questo caso rimandino ad una organizzazione di tipo fobico) la disorganizzazione della tua paziente è ancora più plausibile e con essa l'eventualità di stati dissociativi.
    allora,per le psicosomatosi ho portato in supevisione il caso fino a dove ero arrivata e questa è la strada che per il momento mi sembra piu adeguata. ho cercato di documentarmi meglio su quetsi diturbi ma non ho trovato niente di adatto..conosci manuali specifici?
    questa ipotesi è rinforzata dal fatto che ci sono diversi disturbi (cuore, fegato, pelle, cefalee) che si ripetono e alternano nella storia del soggetto.
    per ora sono finiti gli attacchi "di panico" (scusate semplifico perchè siamo sempre su internet e non voglio essere troppo esplicita e specifica....casomai rimando a pm più dettagliati...) e sono ricominciati disturbi alternativi che impediscono il corretto svolgimento della vita quotidiana..siamo daccapo...

    per un po' il ritmo normale e le prestazioni normali erano riprese, ora sono di nuovo soggette ai disturbi di salute pressochè quotidiani...

    puoi approfondire meglio il discorso sui disturbi dissociativi per favore?
    spiegami meglio al momento ho un gran macello in testa... grazie
    Ultima modifica di manuelas : 02-01-2008 alle ore 15.05.22

  2. #47
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di manuelas
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    Citazione Originalmente inviato da Aleida Visualizza messaggio
    L'uso di maglioni ampi, anche se fa caldo, è tipico delle ragazze anoressiche che non vogliono farsi "scoprire"... ed è ovvio che la risposta è "ho freddo"...
    E' solo uno dei tanti trucchi che usano...

    In ogni caso, se lei ti porta il problema degli attacchi di panico, è un po' azzardato indagare su altri (eventuali) sintomi di cui NON lei ti parla... o non vuole parlare, almeno per il momento.
    Secondo me se ti attieni ai disturbi che lei ti ha portato, se è davvero anche anoressica prima o poi salta fuori...
    per ora accolgo quello che lei porta, ma tengo accesi alcuni campanelli d'allarme...
    dai racconti pare che l'alimentazione sia regolare, fatta eccezione per l'evitamento di alcuni cibi specifici, ma non carne.
    al momento siamo al ritardo mestruale, circa un mese...che mi ha portato da poco...direi che il campanello inizia a suonare...
    grazie anche a te

  3. #48
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di manuelas
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    Citazione Originalmente inviato da el loco Visualizza messaggio
    intanto auguri Manu..
    qualche pensiero.
    - Poi quanto è alta.. nel senso 40 kg per quanti cm? Se è 40 kg 1.65 (bassina?) non so. dicci.

    L'idea è di continuare qualche tempo sulla domanda.
    Aspettando e SOPRATTUTTO tollerando l'incertezza, il vuoto che bisogna ci sia perchè si formi pensiero e domanda.

    ...non potrebbe essere che il freddo (che non c'è in realtà) di cui parla la paziente 19 enne e da cui si difende con maglioni spropositati sia quello che sente nella sua psicologa, ... Teme la gravità forse, non so... qualcosa comunque.
    ...
    Attende forse di sentire il calore, la tolleranza al dolore che porta con se, per potersi spogliare, lasciare andare il maglione e metterlo sulla scrivania, dichiararsi.
    ciao anche a te salentino
    è alta circa 1.50 credo...molto minuta...
    per il resto lo so che tu vai molto sull'interpretativo e non me ne stupisco, mi sarei aspettata esattament una risposta del genere da te
    come ovvio, a me sembra azzardata, ma capisco che a te sembrerà ovvio il fatto che a me sembri azzardato
    io per formazione e per inesperienza tendo a stare molto sul concreto, sul dato, più che su quello che io sento, perchè a questo punto della mia formazione, che oscilla molto pericolosamente sul baratro dell'inesperienza credo che lanciarmi in interpretazioni così ardite e simboliche sia scorretto e poco funzionale per la relazione e per la paziente.
    quando e se avrò anni di conoscenze e tecnica consolidata e ore di supervisione alle spalle forse inizierò a lavorare anche su questo, ma ora no, sto sui dati e lavoro prima sulla diagnosi (dsm a parte) con i colloqui, i test, l'osservazione, il non verbale...
    e da lì parto e formulo ipotesi, che non sono etichette, ma strade da percorrere assolutamente modificabili, ma comunque strade da percorrere specie in un labirinto così intricato...

    per l'ultima parte io spero sia così e sto lavorando in tal senso...molto più sulla relazione che sulla diagnosi, perchè con lei è molto difficile essere sicuri che torni e che sia sincera...

    credo sia giusto così...e comunque io lo so fare solo così per ora...
    grazie anche a te...

  4. #49
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di manuelas
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    Citazione Originalmente inviato da milemila Visualizza messaggio
    altra cosa, per rispondere al discorso dei sintomi:
    sono d'accordo sul non indagare troppo in base alle tue idee, ma è un buon segno di apertura che tu te le sia poste, indica sensibilità...altrimenti si rischia di rimanere fissati solo su ciò che dice la persona e noi come psicologi dovremmo sapere che i pazienti sono anche bravi, a volte inconsapevolmente e soprattutto all'inizio, a non volersi scoprire troppo e a coprire il vero problema con un contorno di altre preoccupazioni che ci mostrano...

    grazie dei suggerimenti preziosi...
    si vede che conosci bene il tema...è molto difficile capire come muoversi sembra sempre di rompere le uova...

    grazie ne terrò conto sicuramente...
    intanto tengo presente anche altre cose...

  5. #50
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di manuelas
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    Citazione Originalmente inviato da ziogargamella Visualizza messaggio
    buona vita anche a te.

    ...questi fenomeni di risonanza diventano importanti. Ma *non* in fase di diagnosi. Perchè sarebbe una cosa mia, non della paziente. Perchè la paziente ci riporta un *dato oggettivo*, il freddo che sente. Che questo venga letto da noi come freddezza di rapporti e di comunicazione, è una roba nostra, non della nostra paziente. E noi dobbiamo (e questo anche in terapia) metterci *dietro* il paziente, lasciare che sia lui a dare delle interpretazioni e dei significati ai resoconti che ci porta, altrimenti la psicoterapia la faremmo noi, non il paziente. Noi siamo li da supporto, per indirizzare, per guidare, non per mettere in bocca al paziente *cose nostre*. La risonanza è importante, ma deve esserci in primo luogo dentro di noi la consapevolezza che è una *roba nostra*. Vedo molto spesso che i *metodi* della diagnosi vengono scambiati con le *procedure* di una psicoterapia. Sono due mondi legati ma diversi e lontani.
    non avrei saputo dirlo meglio.
    grazie.
    io credo che la parola diagnosi sia demonizzata e risvegli vecchi terrori di tempi bui della psichiatria..se si parlasse di ipotesi diagnostica forse sarebbe più chiaro a tutti il concetto, anche perchè mi pare che tutti concordiamo sul fatto che si fanno ipotesi che poi ovviamnete si possono modificare nel corso della eventuale terapia...
    in questo marasma che la pz porta non credo si autile metterci in mezzo anche le mie risonze emotive DA SUBITO, perchè se no tutti i suoi sintomi con annessi e connessi me li perdo per strada, e lei ha bisogno SUBITO di sentirsi accolta IN TUTTE QUESTE MANIFESTAZIONI e che le siano riconosciute e restituite. da lì si parte, secondo me.

  6. #51
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    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    - In fase di "diagnosi", come del resto in fase "di terapia", la mia domanda è: "Chi è questa persona?", non: "Cos'ha questa persona?". Questa io la vedo come la differenza più grande tra il mio approccio ed il tuo. E non mi piace affatto la domanda "La mia paziente è anoressica?", perché un essere umano è qualcuno, non qualcosa. Perché ridurre la complessità di un soggetto ad una serie di sintomi non mi dice nulla.
    infatti io credo che l'equivoco sia proprio qui.
    io non ritengo, credo nessuno lo ritenga, che fare una diagnosi corrisponda a dire cos'ha questa persona...anche se poi nel discorso il concetto si semplifica per comodità, ma solo perchè si dà per scontato (almeno io lo do per socntato) che ci siano premesse condivise in questa categoria e in questo forum per cui TUTTI CAPIAMO che se io dico dico L'ANORESSICA si intende "la ragazza di 19 anni che studia questo, che lavora o non lavora, la cui famiglia è così, il cui moroso è cosà, i cui amici o non amici sono così e fanno questo, che ha la tale storia medica alle spalle, che al momento si presenta in consultazione con la tale domanda e portando il tale sintomo, che si presenta nel tal modo eccc......"

    è ovvio che non ho il sintomo davanti, ma lei...ma è tutto un insieme di cose in cui da qualche parte devo pur partire...e credo che iniziare a parlare di altro che non sia il suo "problema manifesto" non vada bene, perchè lei lì porta quello e io lo devo accogliere e da lì iniziare, per piccoli passi, a fare una fotografia di come lei è ora...se no, come diceva un vecchio saggio...MIAGOLO NEL BUIO

    la mia teoria mi insegna che ho tre grandi compiti vitali in cui devo capire come il soggetto si muove che sono
    relazioni sociali
    amore
    lavoro-scuola
    in cui il soggetto "si gioca" l'immagine di sè, degli altri, della relazione tra se e gli altri...(e per altri intendo tutti..)
    io sto cercando di capire questo in questa fase diagnostica...
    ma nessuno mette paletti o schemi o etichette. certo che se (per assurdo) una mangia e vomita tutto ogni volta che esce con la madre forse va considerato......................

  7. #52
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    Citazione Originalmente inviato da sonysa Visualizza messaggio
    mi par di aver capito che stai vedendo la pz per una consulenza....... ma l'assessment l'hai fatto? Mi pare di no! e se lo stai facendo e naturale che tu debba far delle domande per capire quali siano i problemi della tua pz........Comunque dato che mi sembri in difficoltà ti consiglio di riportare il caso in supervisione!!!!
    cosa intendi tu per assessment?

  8. #53
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    Citazione Originalmente inviato da Leeonardo Visualizza messaggio
    Da quanto ha esposto manuelas, io sarei pronto a confermare che possa trattarsi di anoressia.

    non si potrebbe considerare anche la possibilità che faccia uso di droghe ?

    si potrebbe..ma non credo sia possibile.
    ma anche lì, sono mie supposizioni...come faccio a esserne certa?

  9. #54
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di manuelas
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    Citazione Originalmente inviato da kendykendy Visualizza messaggio

    gli attacchi di panico nel suo caso (relativi allo studio) mi fanno pensare o ad una voglia di deresponsabilizzazione " non sono io a non voler studiare e di conseguenza a non poter andare a scuola ma sono il rischio di avere attacchi di panico che me lo impedisce
    ciao grazie...
    è la strada che sto seguendo
    credo anche io che in qualce modo c'entri l'immagine di sè, che mmi pare molto compromessa, inoltre c'è un rapporto molto conflittuale con figure significative, che lei ritiene non l'approvino pe quello che è...credo la chiave di volta si lì, ma ci stiamo lavorando...grazie tanti auguri anche a te

  10. #55
    Partecipante L'avatar di kendykendy
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    prego!!
    comunque chiedigli che immagine ha di sé e che cosa pensano gli altri secondo lei...
    Ribadiscigli il concetto che sei lì per aiutarla e che qualsiasi problema o cosa di venga in mente di raccontarti è libera di farlo senza vergogna e senza pudore...cioè di dire quello che nel profondo sente come un macigno insostenibile, ingiusto, o chicchessia...e non ha il coraggio di dire!
    Adesso, nel tuo studio ha l'opportunità di farlo e senza conseguenza alcuna..se non per cercare di trovare una soluzione insieme.

    ps: se tra le varie problematiche della ragazza il dubbio dell'anoressia diventa concreto, ti consiglio di rivolgerti a qualche psicologa esperta in disturbi alimentare,anche solo per pura informazione. L'anoressia è un problema molto serio. Di anoressia si può anche morire (so che è inutile ribadirlo),e anche quando si esce da questo tunnel non si è mai del tutto liberi (mi rifaccio a trasmissioni viste in TV di esperienze raccontate da ex anoressiche).

    Un'altra cosa: durante il tirocinio post-laurea presso il C.I.M. della mia città una pz che soffriva di anoressia, non ancora in trattamento, era stata inviata per un rorschach dalla dott. di questo centro x i disturbi alimentari. La mia tutor, nonostante avesse la scheda della pz con la sua anamnesi le chiese:
    1) come ti vedi fisicamente?
    paziente: cicciona (in realtà pesava 38 kg)
    2) hai mai subito violenze, maltrattamenti ecc?
    paziente: sono stata viol...... da mio fratello all'età ecc.

    La cosa strana è che questo episodio spiacevolissimo, non era menzionato nell'anamnesi della pz.
    Che cosa voglio dire con questo?
    CHE SE CHIEDI TI VERRA' DETTO!!!
    La dottoressa del centro non aveva pensato di fargli questa domanda, pensando forse ingenuamente, che chi ha un problema così grave sicuramente
    te lo viene a dire....

    Ancora buona lavoro. ciao e a presto!

  11. #56
    Postatore Compulsivo L'avatar di riversky
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    Citazione Originalmente inviato da manuelas Visualizza messaggio
    in realtà sì porta quello, ma non solo...il mio problema è infatti proprio sapere come muovermi visto che lei non lo porta come sintomo...temo di ignorare una cosa importante è un quadro molto complicato per me che sono all'inizio e volevo sapere cosa ne pensate voi...grazie
    ciccilla, non ho letto tutti i post, per cui, magari, han già risposto.
    premetto che non sono psicoterapeuta e non desidero neanche diventarlo...secondo me, le categorie diagnostiche sono state inventate per aiutarci, non per incasellare le persone.
    Ti assicuro che non ho un approccio molto "scientifico", pero, secondo me, dovresti esaminare con questa ragazza quello che lei ti porta.
    compreso il suo aspetto. Quanto è alta? 40 chili son un peso un po' così. Se riesci a calcolare body mass index , almeno un criterio ce lo hai o lo escludi. In automatico, l'amenorrea dovrebbe essere collegata(anche se la mettono come criterio a parte). Tuttavia, se lei non ti accenna a problemi col cibo, è un po' difficiole parlarne, non trovi?
    Secondo me potresti continuare a fare quello che stai già facendo: offrirle uno spazio di ascolto e le tecniche tdi cui sei in possesso o che(suppongo) ti stiano insegnando per affrontare i suoi problemi. il fatto che non ti porti un problema in seduta(suppongo) è collegabile al fatto che, magari, per lei, al momento, altri problemi sono più importanti.
    Mi è piaciuta molto l'interpretazione in termini psicosomatici(uno dei primi interventi fatti).
    Mi scuso se avevi già risposto alle domande o se avevi già trovato una risposta ai tuoi dubbi. pensavo a qualcosa di simile proprio giorni fa' e la conclusione è: sì, ma a cosa serve una diagnosi se non a fornire delle linee guida?
    Tu comunicheresti mai una diagnosi ad un paziente?
    "The road of excess leads to the palace of Wisdom..." W. Blake



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