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  1. #46
    Neofita
    Data registrazione
    12-01-2008
    Residenza
    Firenze
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    3

    Non credo che la psicodiagnostica sia tutto. Possiamo parlarne?

    Colgo l'occasione. come tupayayopaca. per postare nuovamente il mio pensiero, sperando che ci siano spiragli di confronto. Del resto se non ci mettiamo in discussione noi psicologi....

    Mi sono iscritto a psicologia generale e sperimentale all'età di 25 anni, dopo aver fatto il rappresentante ed il ristoratore per un totale di 8 anni; ho abbandonato lavori

    sicuramente più redditizi di quanto possa mai auspicare con questa professione. Credevo che "psicologia generale" fosse "veramente" generale, ma purtroppo mi sono trovato 4

    corsi tra statistica e analisi dei dati, metodologia e strumenti testistici. Un buon corso per un aspirante scienziato, ma per tutti questi anni mi chiedevo dove fosse la

    Psicologia (intesa come studio dell'anima). Fortunatamente la mia curiosità mi ha portato a leggere Lowen, Reich, Rogers, Hillman, Grof, Downing etc. ma anche Gurdjieff,

    Nisargadatta, Capra, Naranjo.
    Queste letture, e la psicoterapia che sto continuando a fare, mi ha permesso di preparare la mia persona e non solo la mia mente a questa professione.

    Sono sempre stato molto attento ai piani bassi della piramide di Maslow: respirazione, alimentazione, sessualità, postura, salute fisica in generale. Valori ormai in crisi oggi.

    Per inciso in Spagna hanno inventato un robot per ragazzi che risponde alle domande sulla sessualità, sollevando i genitori anche da questo compito...
    Una volta da piccolo, avevo un'etichettatrice a pressione con il quale davo i nomi alle cose (lasciamo perdere come l'ho avuta). La palla era una "ballona", i pattini erano i

    "rotati" e via dicendo. Mi sentivo come Adamo nel Paradiso Terrestre. Dare i nomi alle cose, sapere come chiamarle mi dava un senso di potere. Ricordo che quando si ruppe il mio

    giocattolo fui molto triste, perchè sentivo che le cose, non potendo più portare qualcosa di mio, non mi appartenessero più, ma mi sbagliavo. Quelle cose non erano mai state

    mie.

    Ora che sono alla fine di questo iter burocratico denominato università non penso di essere ancora un vero psicologo, se avete capito il significato che intendo con questo

    termine. All'università vedo ragazzi più giovani di me che alzano la mano e sputano diagnosi come sentenze e tutto questo mi fa più paura dell'onorevole Cancrini. Beh prima o

    poi cresceranno.

    Sono anche io contro all'ingerenza che medici, e di conseguenza aziende farmaceutiche, hanno nei confronti della psicologia, ma al tempo stesso vedo l'uso dei farmaci, in alcuni

    casi, utile per arrivare a stabilire un rapporto psicologico. Mi pongo questa domanda: Forse questa ingerenza non viene dalla pretesa della psicologia di affermarsi come

    scienza? Che vantaggio può portare l'affermarsi come scienza? Un conto sono le neuroscienze cognitive, un altro è esperire quella Psichè che non sarà mai scienza esatta perchè

    terra di confine tra il conosciuto e l'esoterico. Non credo di avere molto da spartire con un medico: non curo, non guarisco, non opero a distanza tramite telecamera.
    Non credo di aver bisogno di tutti questi "acronimi" per mettermi in contatto psicologico con la persona che ho di fronte. WAIS MMPI CBA STAIX BDM.............
    Con tutto il rispetto per gli strumenti testistici tra i quali alcuni sono di ottimo livello ho paura che, a forza di acronimi, fra qualche anno ci ritroveremo dei doppioni.

    Trincerati dietro le scrivanie con una mole smisurata di tecniche e test per non toccare mai direttamente la persona. Proprio quello che sta mandando in malora la classe medica

    a vantaggio dell'omeopatia, della fitoterapia etc. Loro si che ti stanno ad ascoltare! Rispetto ad uno psichiatra che ti tiene 20 minuti e ti dà 3 pasticche, altri ti ascoltano

    per 90 minuti e magari non ti fanno niente, ma la persona sta meglio. La gente viene per essere ascoltata, non etichettata; poi la trova da sè la strada per andare avanti.
    Aiutare la persona che sta davanti, ad orientarsi verso il miglior setting: una buona relazione di amore verso la vita che le è stata concessa.
    Del resto, come disse il professor Riccardo Luccio, Siamo "operatori di sofferenza".
    __________________

  2. #47
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di manuelas
    Data registrazione
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    modena
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    1,268
    Citazione Originalmente inviato da Tesla_77 Visualizza messaggio
    Colgo l'occasione. come tupayayopaca. per postare nuovamente il mio pensiero, sperando che ci siano spiragli di confronto. Del resto se non ci mettiamo in discussione noi psicologi....

    ...... All'università vedo ragazzi più giovani di me che alzano la mano e sputano diagnosi come sentenze e tutto questo mi fa più paura dell'onorevole Cancrini. Beh prima o

    poi cresceranno.

    __________________
    ADDDDDDDDDDDOOOOOOOOOOOOOORo quest'uomo
    grazie, approvo moltissimo questo intervento.
    stiamo facendo casino perchè ci sono 2 3d simii...ma leggete quello che ho scritto si là, secondo me è utile..
    grazie, ti stravoto!

  3. #48
    tupayayopaca
    Ospite non registrato
    Io invece credo proprio che per uno psicologo, soprattutto per alcune figure professionali come quella del consulente tecnico (alla quale io appartengo) la psicodiagnosi sia tutto.

    Quello che mi sembra che (alcuni) di voi non capiscono è il pericoloso precedente che questa legge rappresenta per la nostra professione...

    Soffermarci a constatare che "per il momento" la legge in questione non ci danneggia più di tanto equivale a sottovalutare la portata di una legge che può portare ad una delegittimazione delle nostre competenze in tutti gli ambiti riguardanti la professione di psicologo.

    Faccio un esempio concreto:
    quale giudice può nominare come CTU uno psicologo la cui consulenza può essere giudicata nulla perchè non legittimato ad effettuare la psicodiagnosi?

  4. #49
    Partecipante
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    Roma
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    55
    Tanto per esser chiari espongo subito le mie convinzioni.
    Ritengo che il momento della diagnosi sia il fulcro dell'intero lavoro psicologico (rivolto alle persone, ai gruppi, alle comunità).
    Non credo nelle petizioni e quindi non ho firmato nemmeno questa.
    Rispetto alla proposta di legge in questione posso dire che non la condivido, ma basta leggere la frase che conclude la definizione di ogni disturbo sul dsm per capire perché uno psicologo non può fare una diagnosi. Così è, così sarà, finché come categoria professionale non ripenseremo i nostri modelli, affrancandoci dalla metodologia medica ed evitando di cadere in ogni spirale filosofica.
    Ammiro comunque chi sta lottando in buona fede per difendere la propria professione. Non posso però che rimarcare ancora una volta la mia tristezza per il fatto che la mobilitazione di ordini, associazioni e professionisti sia sorta ancora una volta quando ad essere interessato è un fenomeno ristretto come quello della psicoterapia. Siamo psicologi, lottiamo da psicologi e per la psicologia. Mobilitiamoci per una seria modifica della legge che istituisce la nostra professione. Il rispetto di una professione è un lavoro che va portato avanti giorno per giorno, non attraverso una mobilitazione a tema.
    Sempre me stesso: ovunque e comunque.

  5. #50
    E' pazzesco...............da nn crederci, speriemo che le firme portino a qualcosa e soprattutto che FIRMINO in tanti

  6. #51
    Matricola L'avatar di aaaaaaaa
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    Bisogna Scendere In Piazza A Protestare Altrimenti Ci Faranno Sparire Come Hanno Fatto Con I Sociologi... Che Paese Ignorante.

  7. #52
    Matricola L'avatar di aaaaaaaa
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    Bisognerebbe avvisare della nostra situazione la stampa, la televisione, striscia la notizia... sputtaniamoli! c'è in ascolto qualche psicologo anziano che può interessarsi di questo? 10 anni fà esisteva il partito degli psicologi qualcuno ne sa qualcosa?

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