Anche io sono d'accordo sul fatto che bisogna studiare all'università..
..nel senso, siccome hai scelto di farla, perchè non studi???
Non siamo più alla scuola dell'obbligo,
si può andare a lavorare..
..comunque è la mia opinione![]()
Anche io sono d'accordo sul fatto che bisogna studiare all'università..
..nel senso, siccome hai scelto di farla, perchè non studi???
Non siamo più alla scuola dell'obbligo,
si può andare a lavorare..
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Bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella danzante.
{ ~Friedrich Wilhelm Nietzsche }
♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥
Concordo...soprattutto se si è studenti fuori sede non ha senso buttar via soldi e non acquisire competenze...credo cmq che l'organizzazione degli esami induca, in un certo senso, a sperare nella buona sorte...tanti del mio corso abbiamo studiato in "parallelo" ps.sociale e psicometria, e non nascondo che mi sia concentrato di più sulla seconda...dedicare un mese alla buona preparazione di un esame-ahimè- hanno potuto farlo solo quelli del V.O
Esatto.. se noi avessimo la possibilità di ridare l'esame al 2° e al 3° appello,
invece che solo al 3°.. la gente non andrebbe a tentare o non rimarrebbe indietro..
..chi tenta studia poco, chi rimane indietro è chi studia troppo (o chi non studia proprio)..
..io ho preparato due esami insieme, ma si esaurisce.. ve lo assicuro![]()
Bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella danzante.
{ ~Friedrich Wilhelm Nietzsche }
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Concordo pienamente!!!
Sociale è un esame propedeutico per tutti, ma secondo me serve soprattutto a quelli che studiano nel corso di psicologia del lavoro, in quanto è la base per tanti altri esami che partono proprio da certi concetti...lo stesso discorso vale con fondamenti per noi di generale. Comunque, lo ammetto, sociale fu l'unico esame al quale, a suo tempo, mi presentai con una preparazione piuttosto frammentaria e con la consapevolezza di poter contare su qualche suggerimento. Lo preparai in una settimana-dieci giorni, presi 23, e naturalmente non ricordo nulla. Mi dispiace, perchè la materia è interessante, il libro è scritto bene e in maniera accattivante e purtroppo, all'epoca, non studiai questa materia come avrei voluto.
Per quanto riguarda il "provare" gli esami, beh, diciamo che tanti lo fanno e che io mi ritengo uno dei pochi "bischeri" contrari a questa politica: forse non avrò la media del 30 e sarò piuttosto indietro, ma non mi riesce andare a un esame se non sono sicuro di padroneggiare per bene la materia...per uno che, come me, studia soprattutto per passione, il voto è importante, ma è molto più importante la preparazione, anche se non sempre quest'ultima è premiata in maniera meritocratica. Dopotutto, io penso che quasi tutte le materie un giorno potranno essere utili e/o indispensabili, anche in un contesto lavorativo, e non ci si potrà di certo giustificare con frasi del tipo: "mi dispiace, ma questa cosa non mi riesce perchè all'esame copiai e non ricordo nulla".
Però io credo anche che, se alla maggior parte degli esami si presenta tanta gente intenzionata a "provare" o a "vedere come l'è il compito" -cosa a mio avviso assolutamente insensata, perchè è sempre meglio evitare bocciature gratuite e scegliere altri mezzi per informarsi senza esporsi di persona-, sia spesso colpa dell'organizzazione della nostra facoltà: troppi esami a crocette, troppi test nozionistici e troppo pochi esami orali...
Sono d'accordo su tutto eccetto sugli orali, fabrighiglie: all'orale un Prof
si indispone con quello prima di te e lui se la rifà con te.
Non mi piacciono gli orali perchè vanno "a emozione del Prof".
Io se il Prof è indisposto mi indispongo..
..se è calmo sono calma..
..mi piacciono + gli scritti perchè sono uguali per tutti.
Nessuna simpatia, nessuna eccezione.
ps_ io sono di Lavoro e gli scritti per noi non sono
con le crocette.. sono domande aperte..![]()
Bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella danzante.
{ ~Friedrich Wilhelm Nietzsche }
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Secondo me, invece, gli orali sono meglio degli scritti perchè sono senza dubbio più meritocratici, e poi perchè non c'è da fare i conti col tempo che passa e che ti può portare a scrivere risposte avventate. Inoltre, il dialogo dovrebbe essere una capacità fondamentale per uno psicologo, no?
Dicevo solo che non è giusto che
uno ci rimetta per le cose dette dalla gente
prima o per l'umore del Prof..
Lo psicologo dovrebbe essere quello estroverso, altruista,
in grado di dialogare, in grado di ascoltare..
..ma non sempre è così..
..questo è il ritratto ideale..
..scusate l'ot.
Bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella danzante.
{ ~Friedrich Wilhelm Nietzsche }
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Scusate una cosa: siccome all'orale siamo in 72 se non ho sbagliato a fare i conti, come pensate si organizzi la prof ? Ce la fa in un giorno, mattina e pom, a farci tutti?
luoghi comuni e "riduzionismo" gratuito in questo topic.
comunque non ce la farà sicuramente quindi una fetta ( 1/2 o 2/3) dei 72 riuscirà a sostenere l'orale, il resto del gruppo verbalizza il voto.
il tutto a sua indiscrezione.
@scarpetterosa
se è vero che "Io se il Prof è indisposto mi indispongo..
..se è calmo sono calma.." è bene che tu ne faccia allora ;-)
a mio avviso meglio esporre a voce + scrivere ( l'esame perfetto).
p.s. a me il metodo Lapi però piace. possiamo parlarne utenti del forum e vi svelo i motivi.
Ultima modifica di barlow85 : 15-06-2008 alle ore 21.42.47
Sinceramente nemmeno a me dispiace il suo metodo (anche se non ho ancora "testato" l'orale). Scritto+orale credo anch'io sia perfetto!!! Poi scusate, dovremmo essere abb adulti da puntare sulla preparazione personale: uno all'uni che punta solo sul copiare è una persona poco responsabile che ne pagherà le conseguenze, cmq. Il metodo conterebbe poco se la tt la gente avesse la passione per la psicologia, secondo me.
Ps: Ma sapete all'orale in che ordine comincia a interrogare (matricola, cognome, prenotazione)???
bella domanda psiche...secondo me (sparo la mia) va per nome.
vorrei aggiungere che la meritocrazia è un concetto difficilmente raggiungibile in ambito scolastico-universitario per mia esperienza e vedute. e lo sanno anche i docenti.
e credo anche che in un futuro messo in esempio da fabri sarà difficile citare frasi del tipo
"mi dispiace, ma questa cosa non mi riesce perchè all'esame copiai e non ricordo nulla" credo che il punto è chi e cosa ci guida dopo la laurea.
e dalla specialistica usufruendo di un rapporto più "intimo" coi docenti ne potremmo percepire un idea, che sia sottoforma di consiglio, raccomandazione o idea.