
Originalmente inviato da
willy61
Posto questo, poi aspetto un po', altrimenti diventa un va e vieni tra te e me,e mi piace sentire il parere anche di altri e altre.
Posso capire il fatto che ti metti con una persona che ti assomiglia. Lo fanno in tanti. Altri si mettono con persone del tutto diverse da loro. Come dire che ci sono modi diversi di attaccamento. Ma io penso che il tempo, l'esperienza e la maturazione delle persone, oltre che gli avvenimenti esterni alle persone, ci portino a cambiamenti. Nulla ti può garantire rispetto al fatto che la tua partner cambierà modo di intendere l'amore nel corso del tempo. E, a mio parere, è un'indice di poca flessibilità dire "voglio questo, e se non avrò proprio questo non voglio nulla!". Questo me lo può dire mia figlia a 5 anni, e le rispondo che l'erba voglio non cresce neanche nel giardino del re.
Comunanza, condivisione, benissimo. Come dici tu, non è che si debba essere poprio proprio "identici". Ma condividere quanto? E cosa? A me non dà fastidio sapere che ci sono parti della vita della mia partner che non ha intenzione di condividere con me. E trovo sia anche giusto mantenere un'area di non condivisione. Uno spazio privato del Sé, un "campo lasciato a maggese", come diceva Masud Khan.
Io (ma è un parere e un pensiero mio, non prenderla come una critica, non sto dicendoti quel che dovresti fare) vedo questo desiderio di condivisione totale in parte come una profonda sfiducia nei condronti del partner (se mi fido, mi fido. Non ho bisogno di sapere tutto.), in parte come il tentativo di controllare un mondo giudicato come pericoloso. Una posizione un po' onnipotente, insomma, che ha più a che vedere con il narcisismo che con l'amore.
Ah, anche a me importa molto di quel che c'è nel cuore e di quel che ci spinge ad agire. Ma molto non è tutto. E, per me, il pensiero e l'azione continuano ad essere due cose molto diverse.
Ri buona vita
Guglielmo