seguendo questa linea teorica come si forma, crea, origina, risolve,definisce, quello che nella discussione in cui siamo è denominato disagio esistenziale?
giustimassimo
Il passare continuamente da un bagaglio di conoscenze e credenze all'altro ribadisce in realtà l'essenza di una condizione non definita una volta per tutte:la dimensione tipicamente umana della possibilità. Cercare degli 'equivalenti generali' per ridurre o cercare di controllare ciò che dell'esistenza risulta impenetrabile e che la definisce 'sostanzialmente' significa ribadire ciò che essa dischiude come ventaglio di infinite possibilità che in quanto tali sono inesplicabili. Mi viene in mente Jung:
''Essendo una parte l'uomo non può intendere il tutto,è alla sua mercé...l'amore non viene mai meno sia che si parli la lingua degli angeli sia che tracci la vita della cellula con esattezza scientifica risalendo fino al suo ultimo fondamento. Se possiede un granello di saggezza l'uomo deporrà le armi e chiamerà l'ignoto con il più ignoto...cioè con il nome di dio. Sarà una confessione di imperfezione,di dipendenza,di sottomissione ma,al tempo stesso,una testimonianza della sua libertà di scelta tra la verità e l'errore''.
Saluti,
Luigi
Sarebbe una risposta troppo complessa, perchè il costruttivismo è sia un fondamento teorico di alcune scuole analitiche (relazionali), così come è il presuppposto di altri orientamenti, tipo la TBS; uno dei modelli della pnl si basa sul conoscere i nostri 6 bisogni umani, e sarebbe fondamentale, seguire la mission interna diversa da persona a persona
Potresti dare per cortesia, se è possibile, in poco spazio, una definizione del concetto di mission, secondo la PNL? Te lo chiedo perchè potrebbe venire il dubbio se equipararla al concetto di motivazione, ma ho l'impressione che invece sia qualcosa di diverso e di piu' prettamente personale delle motivazioni di cui hai parlato, che forse potrebbero accrescere la spinta o meno della persona vs la propria mission? Scusami se non è cosi', ma è proprio per capire meglio che te lo chiedo.
Ti ringrazio.
Gaia
Tessera n° 15 Club del Giallo
Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4
Secondo me, è proprio all'interno di una visione di qs tipo che è realmente possibile inserire il concetto di disagio esistenziale, che è poi il contesto in cui si è tentato di esplicarlo; il disagio esistenziale in quanto "tale", credo possa essere compreso solo all'interno di una visione fenomenologica della psichiatria o psdicopatologia nel suo intersercarsi con la filosofia esistenzialista, di cui testimoni sono appunto Binswarger, Jaspers, Minkonski ed altri; pero' suppongo che tu abbia ragione nel dire che sei stato "breve" anche solo per fare un accenno della loro portata, soprattutto per chi non è addentrato in qs visione altra della psicopatologia o vi rifugge. Anche se penso che almeno come patrimonio culturale, non dovrebbe mancare almeno una sua base ad ogni psicologo, per potercisi almeno confrontare.
Poi, la necessita' di categorizzare per etichette diagnostiche è un discorso diverso, che si rivela talmente complesso da poter usare molte categori diverse per definire il vissuto esperenziale della sofferenza personale.
Ultima modifica di RosadiMaggio : 16-07-2008 alle ore 10.57.54
Gaia
Tessera n° 15 Club del Giallo
Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4
sono passati ormai quattro lunghi mesi da quando senza nessuna spiegazione o motivo valido,quello ke pensavo fosse il mio amore x la vita,senza possibilita di replica,e andato via.avevo kiesto e ottenuto l'annullamento del mio matrimonio x sposarlo.sono stata ferita profondamente,ero sicura di non farcela,un disagio esistenziale ormai mi divorava e mi impediva di vivere.tutte le mie giornate erano vissute con enorme sofferenza interiore unita aduna voragine interiore incolmabile.pensavo di non superare questo momento di solitudine..invece eccomi qua di nuovo serena e felice.kiedetemi come ci sono riuscita e sarolieta di rispondere.ps e la prima volta ke partecipo a un forum e forse la mia piu ke una risposta e uno sfogo liberatorio percio...perdonatemi
ombrello, intanto ti dò il benvenuto su ops ma devo farti notare che nel regolamento di Ops (punto 15) è espressamente scritto che non è consentito parlare di casi personali e/o chiedere o fare consulenza psicologica....
per il resto, se questo sfogo comunque un pochino ti ha sollevata dalla tua tristezza, ben venga allora....buona serata.
Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi era entrato.
(Haruki Murakami)
La mission è la tua ragione di essere. Una dichiarazione su chi sei tu, sul perchè esisti e cosa intendi realizzare, la mission è diversa da persona a persona. Non esistono regole sul come scriverla, ma è preferibile farlo da soli in un posto che ti dia serenità.
perchè sei qui?
qual è lo scopo della tua vita?
"cos'è realmente importante nella mia vita?"Quali sono i tuoi talenti e i tuoi punti di forza?"
"Quali caratteristiche ha la tua filosofia di vita?"
Per alcuni la mission potrebbe essere di insegnare alle altre persone.
Altri, dare amore e far apprezzare a se stesso e agli altri la bellezza della vita
oppure contaggiare gli altri con la mia energia
La pnl, poi passa dalla mission, alla vision, perchè ritiene che non esista differenza tra una esperienza reale e immaginaria, e vederti con la mente compiere la tua missione, ti aiuterà a fare in modo che ciò accadrà
Ultima modifica di bella primavera : 16-07-2008 alle ore 02.30.53
in questa discussione mi interessava sapere proprio il punto di vista teorico che segui ed il ruolo delle emozioni da quel punto di vista, fuori da una discussione di altro genere, senza instaurare un dibattito sulle domande a cui risponde il construttivismo e quelle a cui non risponde, gia affrontato altrove. E nello specifico il modo di concepire il "disagio esistenziale" di questo punto di vista.
Comunque grazie lo stesso.
giustimassimo
Ti ringrazio per la risposta; un'ultima domanda, per non uscire dal 3d, la vision, ha i suoi presupposti in Richard Bandler e Robert Dilts?
Non potresti provare a far comprendere il ruolo delle emozioni, in qs contesto, se ti è possibile, come ha chiesto anche massimomassimo? Io so che nella PNL, ce l'hanno e molto importante, da quel che capito, pero' non sarei in grado di dargli il senso appropriato, nè rispetto alla teoria nè rispetto al discorso specifico del disagio esistenziale.
Grazie
Ultima modifica di RosadiMaggio : 16-07-2008 alle ore 11.09.46
Gaia
Tessera n° 15 Club del Giallo
Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4
[QUOTE=RosadiMaggio;1590302]Ti ringrazio per la risposta; un'ultima domanda, per non uscire dal 3d, la vision, ha i suoi presupposti in Richard Bandler e Robert Dilts?
Non potresti provare a far comprendere il ruolo delle emozioni, in qs contesto, se ti è possibile, come ha chiesto anche massimomassimo? Io so che nella PNL, ce l'hanno e molto importante, da quel che capito, pero' non sarei in grado di dargli il senso appropriato, nè rispetto alla teoria nè rispetto al discorso specifico del disagio esistenziale.
Grazie[/QUOTE
La pnl ti insegna la gestione emozionle, dove la fisiologia e le emozioni si influenzano a vicenda, in un loop cibernetico, piacere e dolore, sono queste due le chiavi che muovono il comp umano, le persone rifuggono dal dolore per ricercare il piacere.
E su queste due leve, bisogna lavorare per ottenere un controllo del nostro comportamento ed una buona gestione dei nostri stati emotivi
La vision si rifà soprattutto in Dilts
Ultima modifica di bella primavera : 17-07-2008 alle ore 01.00.53