"Guardatemi, signori...sono un uomo di sessant'anni e ho il corpo di un ragazzino.Ce l'ho in frigo."
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Buon giorno
chiedo a tutti voi se potete aiutarmi a risolvere un dubbio.
Nella terza prova nella stesura di un progetto è bene mantenere un continuo linguaggio ipotetico di intervento come e' bene adottare nel ipotesi diagnostica ?
Penso che la prudenza sia d'obbligo per noi neolaurati ma mi chiedevo se è opportuno usare lo stesso tipo di linguaggio ipotetico in entrambe o se nella terza no.
A volte ho paura che la mia prudenza possa essere confusa con incertezza e confusione, in realta secondo me e resposabile per noi poco esperti essere cauti nel proporre qualsiasi soluzione,
E' una cosa che interessa anche a me
Mi è difficile (ormai lavoro da due anni ma l'esame devo ancora darlo, forse lo proverò a Novembre) scorporare la teoria dalla pratica quando si tratta di costi, sopratutto nella terza prova
Se dovessi progettare un intervento formativo completo a livello teorico potrei arrivare sui 130.000 euro per 40 ore di formazione, contando analisi dei bisogni, consulenza di progettazione, erogazione, valutazione e follow up![]()
"Guardatemi, signori...sono un uomo di sessant'anni e ho il corpo di un ragazzino.Ce l'ho in frigo."
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Buon giorno e buon inizio di settimana a tutti.
Rispondo a Silviona: il linguaggio ipotetico è sacrosanto in un caso clinico ed in generale nella nostra professione, considerato che quando si parla di persone dobbiamo sempre parlare in termini probabilistici.
Nei progetti, tuttavia, stiamo operando un'azione predittiva, enunciamo ciò che ci auspichiamo avvenga. Il concetto è senza dubbio ipotetico, ma personalmente preferisco un linguaggio un po' più assertivo. Innanzitutto il progetto non deve essere troppo discorsivo, ma più che altro schematico (chi ha letto il mio libro ha visto gli esempi concreti). Quanto al linguaggio, parlo sempre a livello personale, utilizzo una forma ipotetica nella parte di introduzione e formulazione teorica di base, ma mi esprimo al futuro o addirittura al presente indicativo nella trattazione delle fasi progettuali, anche per rafforzare l'idea di una struttura più definita delle attività.
Rispondo a Biz: attenzione, un progetto deve essere effettivamente attuabile, non è proponibile nella realtà un progetto di formazione di 40 ore che abbia un costo di 130.000 euro! Secondo lei, chi sarebbe disposto ad investire una cifra simile? Da dove derivano questi costi? Al di là dell'ortodossia, ricordiamoci che dobbiamo fare i conti con i piedini ben piantati per terra. Anche nell'esame di stato occorre tener presente un dato di realtà: è naturale che non sia possibile una stima esatta al centesimo perché comunque si tratta di una prova d'esame che non ha tutti gli elementi conoscitivi necessari, ma non bisogna fare esercizio di teoria, ricordatevi che sarà valutata la capacità di tradurre nella pratica professionale le conoscenze teoriche.
Buon lavoro a tutti
Buongiorno, Daniela.
Non c'è una comunicazione dopo la prima prova. Tutti i candidati sosterranno le tre (o due se V.O.) prove scritte. Successivamente sarà comunicata l'ammissione alla prova orale. Saranno ammessi all'orale i candidati che avranno avuto almeno la sufficienza in tutte le prove scritte.
Sono a disposizione se ha altri dubbi.
Buon proseguimento di giornata
Professore, ma con le proteste per la riforma gelmini secondo lei c'è il rischio che venga rinviato l'esane di stato?
Penso di no ma, visto che ha tirato fuori l'argomento, mi permetta di esprimere il mio sostegno a quanti in questi giorni si stanno impegnando nelle proteste contro l'approvazione del decreto Gelmini. Sono profondamente convinto che la scuola italiana vada riformata, a tutti i livelli, ma un cambiamento deve portare a migliorare, non a peggiorare!
Spero che si possa uscire presto da questo tunnel oscurantista, grazie alle energie giovani di tanti studenti che hanno voglia di lottare per assicurarsi un futuro migliore.
Detto questo, so bene che l'esame di stato è per lei una priorità e mi auguro che non si arrivi ad un rinvio, però - mi perdoni - l'aver terminato gli studi non deve renderla insensibile ai problemi che si verranno a creare per chi viene dopo di lei (anche i suoi futuri figli, per esempio...).
Buona continuazione a tutti.
Professore, è vero che va a Chieti a fare una conferenza? C'è una mia amica di Pescara che potrebbe essere interessata.
Ci sono novità sull'esame qui a Padova? Come saremo distribuiti nelle due commissioni? Grazie
Buongiorno, Lory.
Sì, è vero, il 13 novembre sarò a Francavilla a Mare per un incontro di preparazione sulla prova progettuale per l'esame di stato. Maggiori info sul mio sito.
Per Padova, come avevo già detto, occorre attendere il quadro delle iscrizioni all'Eds che si completerà oggi, dopodiché si vedrà la distribuzione. In ogni caso le commissioni si parlano tra loro, non sono separate ed utilizzano analoghi criteri di valutazione, quindi non cambia nulla essere in una commissione o in un'altra...
A margine: continua la mobilitazione sulla riforma Gelmini di studenti, famiglie e personale tutto della scuola e dell'università. Ho pubblicato sul mio sito la lettera del rettore dell'Università di Padova che mi sembra una presa di posizione importante ed ufficiale: http://www.eugeniorollo.it/download/...i_famiglie.pdf
Buongiorno professore,
mi unisco anche io al coro di studenti/esse ansiose che la ringraziano per il suo aiuto e la sua disponibilità.
CHi le scrive è una persona assolutamente terrorizzata da quest'esame, anche perchè in questo periodo mi ritrovo divisa tra lo studio, il lavoro, e la stesura della tesi finale del master.
La mia domanda riguarda la seconda prova (io sosterrò l'esame per la laurea specilistica): a livello pratico, come va stesa la discussione del caso clinico?
C'è una linea discorsiva che è meglio seguire? Osservazioni di fare ed altre che invece è meglio tralasciare? Da cosa si comincia e come si conclude?
Io ho comprato il DSM-IV casi clinici ed il Falabella: il mio metodo è di leggere i casi e provare a fare la diagnosi. Alla fine confronto la mia diagnosi con quella riportata nel libro e, se ci sono dei punti che non mi sono chiari, vado a rivedermeli nel Falabella...pensa che sia un buon metodo? Se no lo abbandono...
Ora torno ad angosciarmi sulla tesi e sull'Atkinson...la ringrazio in anticipo per la sua gentile risposta.
Buona giornata
Salve, Pecchiolina.
Fa bene ad essere terrorizzata da quest'esame. In effetti, già all'ingresso, lei si troverà circondata da ferocissimi Commissari, pronti a colpirla alle spalle. Li riconoscerà dal mantello nero e i canini particolarmente sviluppati, oltre ad un evidente pallore e l'assoluta incapacità di affrontare la luce del sole. Per difendersi le suggerisco di munirsi di un robusto paletto d'argento purissimo!
L'alternativa è prepararsi bene... Il metodo che sta seguendo è assolutamente appropriato. La dr.ssa Falabella ha scritto un buon testo che sostengo pienamente (tra l'altro lei, io e Fulvio Frati terremo un corso di preparazione all'esame di stato in Abruzzo). Ovviamente il DSM IV è il riferimento principale, quindi condivido appieno la sua scelta.
Per quanto concerne l'analisi del caso, innanzitutto è bene riepilogare i termini di riferimento forniti nella traccia, magari fare un cenno all'approccio utilizzato, quindi formulare una IPOTESI di diagnosi, non una diagnosi definitiva, in primo luogo perché la traccia non potrà mai contenere esaustivamente gli elementi necessari ad una diagnosi vera e propria; in secondo luogo perché, nella pratica professionale, il nostro lavoro è fondato su ipotesi da verificare ed occorre evitare le interpretazioni selvagge. Se richiesto, si può formulare una ipotesi di intervento, sempre specificando l'approccio.
Spero di esserle stato utile. Il suggerimento, comunque, è sempre lo stesso: faccia "vivere" il caso, immagini come realmente esistente la persona ed il setting proposto, si proietti come una professionista che deve cercare una soluzione realistica.
Sempre, in bocca al lupo!