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  1. #46
    darlinda
    Ospite non registrato

    Riferimento: dubbio sui test e la loro affidabilita'

    Purtroppo tutte queste certezze sono convinzioni personali perchè la psicologia come oggetto di studi non ha un oggetto ma soggetti come lo stesso studioso che appartiene alla medesima categoria di soggetti.Per questo la psicologia non è una scienza esatta come altre ed è umanistica perchè si occupa di uomini,infatti più che altro sforna teorie o assunti teorici che poi deve provare con le quantificazioni,ma sono le teorie il punto forte della riflessione della psicologia sull'uomo e la sua natura.

  2. #47
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: dubbio sui test e la loro affidabilita'

    una persona presa singolarmente dice che una linea è lunga 10 centimenti, e messa insieme ad un gruppo di persone che tutte dicono che la linea è lunga 20 centimenti, questa persona si adegua e dice la stessa cosa che dicono gli altri, pur sapendo di sbagliare.
    Si fanno tanti esperimenti, si ripete questa situazione con delle varianti, si nota che succede sempre così, e quindi si giunge alla conclusione che esiste un "conformismo alla maggioranza". Tutto ciò l'ha fatto Asch negli anni '50 e ha elaborato la sua teoria sul conformismo.
    Perciò non si tratta di "convinzioni personali", ma di dati empirici oggettivi e osservabili, che provengono da situazioni sperimentali (c'è il problema dell'esperimento in psicologia e della controllabilità delle variabili, ma questo è in altro discorso).

    se allo stesso modo sono state prodotte varie conoscenze ("sfornate", come dici tu) sul funzionamento dell'essere umano...perché sostieni che la psicologia non è una scienza?
    Il "punto forte" non sono le speciulazioni teoriche (altrimenti sarebba una branca della filosofia), ma i dati che provengono dagli esperimenti.
    Ultima modifica di Johnny : 05-12-2009 alle ore 12.08.40

  3. #48
    darlinda
    Ospite non registrato

    Riferimento: dubbio sui test e la loro affidabilita'

    No, mi dispiace contraddirti Jonny, la parte migliore della psicologia è quella teorica e il Positivismo è passato di moda e che la filosofia qualcosa c'entri con la psicologia è certo ma se ci si ostina a negarlo,io che ci posso fare?

  4. #49
    Matricola
    Data registrazione
    16-06-2008
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    26

    Riferimento: dubbio sui test e la loro affidabilita'

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    difatti, nella somministrazione e interpretazione dei test bisogna tenere presente alcuni "rischi" che possono invalidare o influenzare il risultato. Uno di questi è la soggettività dell'esaminatore, che può manifestarsi in vari modi...
    Anche se la somministrazione del test deve essere il più possibile oggettiva e standardizzata, comunque la somministrazione di un test è una forma di interazione (dinamica) in cui sono coinvolti 3 elementi: il soggetto, l'esaminatore, il test. Come in tutte le interazioni possono esserci atteggiamenti favorevoli o sfavorevoli, da parte dell'esaminato, nei confronti sia del test, sia dell'esaminatore.
    Il test, infine, non va preso come "oro colato" (questo è un luogo comune spesso diffuso nell'opinione pubblica). Il test è solo uno strumento, che va usato (secondo una certa logica) e integrato con altri dati ottenuti con strumenti qualitativi, ad esempio il colloquio.




    appunto, se non sei una paziente e non hai problemi...e dai test che hai fatto è risultato che non hai problemi....non vedo qual è il problema (scusa il gioco di parole) sulla validità dei test




    perché non è da usare "in nessun caso"? se una persona si rivolge a un professionista (medico, o psicologo, o altro) richiedendo un aiuto specialistico perché è in una situazione di sofferenza, può essere definito "paziente" (l'etimo infatti significa: "portatore di una sofferenza"). Ciò non significa togliergli dignità, anzi al contrario significa riconoscere che tra il professionista e il paziente esiste una relazione a-simmetrica, il che comporta per il professionista una serie di obblighi etici e morali oltre che professionali.



    a me sinceramente non sembra, visto che parti da pposizioni preconcette e difendi la tua posizione senza tener conto delle informazioni che ti stiamo dando nella discussione. Poi ovviamente possono esserci psicologi più o meno bravi (come in ogni altro ambito professionale) che possono sbagliare a usare i test (infatti la scelta dei test più adeguati allo scopo che si vuole raggiungere è tutt'altro che facile. ma in questo caso il problema non è il test in sé, ma l'operato dell'esaminatore).



    quando parlo di "motivazioni" non mi riferisco a "risvolti patologici": tutto ciò che facciamo sottende delle motivazioni....comunque non mi riferivo nello specifico a te, ma a un ipotetico soggetto che, sottoposto a un test o una valutazione, pensa a priori di manipolarne i risultati dando per scontato che essi siano fallaci.

    ciao
    la parola PAZIENTE non e' piu' usata per legge, aggiornati.
    Il Tribunale del malato puo' darti delucidazioni in merito, io mi sentirei non solo offesa ma anche insultata ad essere chiamata paziente, perche' non intendo ne'0 essere trattata da tale ma solo essere considerata come persona che ha bisogno TECNICO di intervento.
    secondo
    sugli apetti psicologici da lei paventati in merito alle motivazioni che posso avere o meno CONTRO , a questo punto, la tecnica usata oggi in "psicodiagnosi" , e' un'altro sistema di bvaso livello difensivo che adottano le persone che hanno paura di ammettere la fallacita' del sistema syesso ( mi ricorda l'atteggiamento dei responsabili sicurezza quando porto le prove di una intrusione non tracciata dal team sicurezza).Le informazioni che state dando alla sottoscritta non sono ne' probatorie di certezza e sono soggette ad una variabilita' estrema sui risultati, che non essendo assolutamente certi, sono erratici ergo ne' indicativi ne' di alcuna valenza in ambiti prettamente scientifici.
    I test li ho pilotati portando gli operatori verso conclusioni errate e che IO avevo scelto.
    A tal proposito domani ho un incontro con due neurofisiologi e tre psichiatri universitari di Roma che sono perfettamente d'accordo con le mie conclusioni ed a cui forniro' tutta la documentazione conforme all'originale al fine di aiutarli a redigere una pubblicazione scientifica in tal senso.
    Se si fosse piu' disposti a vedere i limiti di un sistema si sarebbe anche pronti a cercarne altri meno fallaci e forvianti, ma d'altra parte i metodi scentifici vanno poco d'accordo con filosofie e teorie.

  5. #50
    Matricola
    Data registrazione
    16-06-2008
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    26

    Riferimento: dubbio sui test e la loro affidabilita'

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    una persona presa singolarmente dice che una linea è lunga 10 centimenti, e messa insieme ad un gruppo di persone che tutte dicono che la linea è lunga 20 centimenti, questa persona si adegua e dice la stessa cosa che dicono gli altri, pur sapendo di sbagliare.
    Si fanno tanti esperimenti, si ripete questa situazione con delle varianti, si nota che succede sempre così, e quindi si giunge alla conclusione che esiste un "conformismo alla maggioranza". Tutto ciò l'ha fatto Asch negli anni '50 e ha elaborato la sua teoria sul conformismo.
    Perciò non si tratta di "convinzioni personali", ma di dati empirici oggettivi e osservabili, che provengono da situazioni sperimentali (c'è il problema dell'esperimento in psicologia e della controllabilità delle variabili, ma questo è in altro discorso).

    se allo stesso modo sono state prodotte varie conoscenze ("sfornate", come dici tu) sul funzionamento dell'essere umano...perché sostieni che la psicologia non è una scienza?
    Il "punto forte" non sono le speciulazioni teoriche (altrimenti sarebba una branca della filosofia), ma i dati che provengono dagli esperimenti.

    ti rispondo in modo sintetico
    la psicologia non e' scienza poiche' si basa solo su statistiche e non su prove scientifiche di laboratorio, al contrario della neurofisiologia.
    lo psicologo non tiene minimamente conto della biochimica cerebrale, del funzionamento cerebrale ( in quanto organo) delle influenze delle variazioni ormonali, enzimatiche, proteiniche e di patologie che possono alterare il corretto funzionamento della macchina dinamica ( organo) cervello.

  6. #51
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: dubbio sui test e la loro affidabilita'

    Citazione Originalmente inviato da serevisc Visualizza messaggio
    ti rispondo in modo sintetico
    la psicologia non e' scienza poiche' si basa solo su statistiche e non su prove scientifiche di laboratorio, al contrario della neurofisiologia.
    lo psicologo non tiene minimamente conto della biochimica cerebrale, del funzionamento cerebrale ( in quanto organo) delle influenze delle variazioni ormonali, enzimatiche, proteiniche e di patologie che possono alterare il corretto funzionamento della macchina dinamica ( organo) cervello.
    ti informo che la classificazione di una disciplina come scientifica deriva dal metodo. Se pensi che la psicologia non tiene conto della variabili che hai esposto, ti invito a rileggerti gli ultimi 50 anni di storia della neuropsicologia e della psicologia cognitiva e soprattutto in relazione agli studi sullo stress. Inoltre è vero che lo psicologo non tiene conto solamente della "macchina dinamica cervello", per il semplice motivo che il funzionamento della cosiddetta "psiche" (in termini generici) non deriva solo dal cervello, ma dalle complesse relazioni tra il soggetto, la sua biochimica, l'ambiente, le variabili cognitive, le aspettative, i valori, ecc.. e la ricerca deve tener conto di tutti questi aspetti.
    Insomma, proprio perché si rispetta la dignitià della persona in quanto tale si cerca di evitare il riduzionismo che tuttavia negli ultimi tempi sembra essere sempre in agguato (si pensi ad esempio a chi dice che il disturbo di panico è causato solo dall'amigdala).



    io mi sentirei non solo offesa ma anche insultata ad essere chiamata paziente, perche' non intendo ne'0 essere trattata da tale ma solo essere considerata come persona che ha bisogno TECNICO di intervento.
    secondo
    sinceramente non capisco il tuo ragionamento. Paziente significa "portatore di una sofferenza" e non vedo nessun insulto a definire in modo tale una persona che porta una sofferenza ad un professionista della salute. Inoltre tu parli di rispetto della persona, ma considerare una persona come una macchina che ha un bisogno TECNICO di intervento (anziché umano) è quanto di più irrispettoso si possa pensare. Peggio dei più accaniti riduzionisti che che vedono l'essere umano e i suoi stati interiori come un coacervo di reazioni chimiche "aggiustabili" con una pillola. Una pillola per ogni disturbo, per ristabilire in modo ortopedico la normalità, perché l'uomo che sta male è anormale e malato. E' questa la visione a cui rimanda l'intervento "tecnico" di cui parli.
    Ultima modifica di Johnny : 06-12-2009 alle ore 18.11.02

  7. #52
    Matricola
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    Riferimento: dubbio sui test e la loro affidabilita'

    Citazione Originalmente inviato da antonio.m Visualizza messaggio
    Ciao a tutti,
    Rispetto a questa discussione è opportuno puntualizzare alcune cose:

    1- I test psicologici si chiamano così poichè rispondono a dei requisiti statistici.
    2- Sono degli strumenti da utilizzare in un processo di Assessment.
    3- Il loro utilizzo NON costituisce da solo la diagnosi.
    4- I professionisti che li utilizzano hanno alle spalle un training di addestramento.
    5- E' presente la possibilità di falsificazione ma nell'interpretazione dei risultati si tiene sempre conto degli indicatori di distorsione motivazionale (volontari o non consapevoli) che incorrono nel processo di valutazione.


    a presto
    Antonio
    e' un fatto che sia il lolloquio che i test non sono affidabili, come prenderli, allora come base di una valutazione per un'assunzione, nella richiesta di cambio di sesso o nella valutazione in sede di procedimento giudiziario?
    quando si parla gia' di "interpretazione" mi vengono i brividi, un test non di deve interpretare, ma letto nei suoi risultati univoci e trarre una diagnosi in base ai valori di risultato ( vedasi diagnostica per immagini o ematochimici)

  8. #53
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: dubbio sui test e la loro affidabilita'

    Citazione Originalmente inviato da serevisc Visualizza messaggio
    quando si parla gia' di "interpretazione" mi vengono i brividi, un test non di deve interpretare, ma letto nei suoi risultati univoci e trarre una diagnosi in base ai valori di risultato ( vedasi diagnostica per immagini o ematochimici)
    ma figurati. I risultati di un test vanno non solo interpretati, ma anche integrati con dati provenienti da altri strumenti (che aiutano nell'interpretazione). Non è facile e infatti serve una preparazione specifica e molta esperienza.
    Proprio tu, che ti professi esperta sui paricoli dell'uso dei test, dovresti sapere queste cose
    Ultima modifica di Johnny : 06-12-2009 alle ore 21.08.02

  9. #54
    Matricola
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    Riferimento: dubbio sui test e la loro affidabilita'

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    ti informo che la classificazione di una disciplina come scientifica deriva dal metodo. Se pensi che la psicologia non tiene conto della variabili che hai esposto, ti invito a rileggerti gli ultimi 50 anni di storia della neuropsicologia e della psicologia cognitiva e soprattutto in relazione agli studi sullo stress. Inoltre è vero che lo psicologo non tiene conto solamente della "macchina dinamica cervello", per il semplice motivo che il funzionamento della cosiddetta "psiche" (in termini generici) non deriva solo dal cervello, ma dalle complesse relazioni tra il soggetto, la sua biochimica, l'ambiente, le variabili cognitive, le aspettative, i valori, ecc.. e la ricerca deve tener conto di tutti questi aspetti.
    Insomma, proprio perché si rispetta la dignitià della persona in quanto tale si cerca di evitare il riduzionismo che tuttavia negli ultimi tempi sembra essere sempre in agguato (si pensi ad esempio a chi dice che il disturbo di panico è causato solo dall'amigdala).




    sinceramente non capisco il tuo ragionamento. Paziente significa "portatore di una sofferenza" e non vedo nessun insulto a definire in modo tale una persona che porta una sofferenza ad un professionista della salute. Inoltre tu parli di rispetto della persona, ma considerare una persona come una macchina che ha un bisogno TECNICO di intervento (anziché umano) è quanto di più irrispettoso si possa pensare. Peggio dei più accaniti riduzionisti che che vedono l'essere umano e i suoi stati interiori come un coacervo di reazioni chimiche "aggiustabili" con una pillola. Una pillola per ogni disturbo, per ristabilire in modo ortopedico la normalità, perché l'uomo che sta male è anormale e malato. E' questa la visione a cui rimanda l'intervento "tecnico" di cui parli.

    gli ultimi 50 anni hanno prodotto solo teorie, puntualmente smentite.
    Le cosiddette RELAZIONI dei "vissuti" e robe simili , accoppiate alle teorie hanno , ad esempio, trattato l'omosessualita' come "disturbo" con una etiogenesi "relazionale" ed "evolutiva" sconfessata proprio da come la percentuale di individui omosessuali sia stabile al variare delle condizioni relazionali , specie quelle parentali, ad oggi e' una variante normale della condizione umana, cosi' come sara' , presto, considerato il transessaulismo che nulla ha a che vedere con le cervellotiche dimostrazioni della sua genesi fatte dai testi di psicologia, ma e' di Etiogenesi biochimica, come dagli studi neurofisiologici terminati poco piu' di un anno fa.
    sul termime PAZIENTE, oltre che OFFENSIVO, ti rimando alla corcolare del ministero del Welfare con cui si dice chiaramente che TUTTI gli utilizzatori di servizi dell'SSN sono UTENTI e non PAZIENTI e , per finire, la MACCHINA umana e' un complessivo composto di numerosi sottocomplessivi, e si cura con farmaci e chirurgia, almeno sino a prova contraria.
    Gli attacchi di panico sono generati e risiedono nella amigdala, ed e' un fatto scientifico.Le cause sono da ricercarsi su malfunzionamenti o attivita' anomala di tale regione, o , anche, in percorsi neurali atipici.
    Forse anche l'epilessia e' di natura psicogena? O forse una persona e' Transessuale perche' ha avuto rapporti conflittuali con la madre o i genitori? Oppure lo stesso se sono Omosessuale?, Sono Ossessiva Compulsiva perche' ho una serie di problematiche del mio vissuto?.
    Sono malfunzionamenti di aree ben precise del cervello e si cureranno, a breve spero, con terapie farmacologiche adeguate.
    Ultima modifica di serevisc : 07-12-2009 alle ore 01.42.08

  10. #55
    Matricola
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    Riferimento: dubbio sui test e la loro affidabilita'

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    ma figurati. I risultati di un test vanno non solo interpretati, ma anche integrati con dati provenienti da altri strumenti (che aiutano nell'interpretazione). Non è facile e infatti serve una preparazione specifica e molta esperienza.
    Proprio tu, che ti professi esperta sui paricoli dell'uso dei test, dovresti sapere queste cose
    proprio io ho portato a conclusioni pilotate due espertissimi Psicodiagnosti di Roma.
    dimostratemi il contratio, io le diagnosi le ho qua, firmate da quei blasonati e rispettati esperti e professionisti.
    la colpa non e' loro, ma del sistema che e' fallace, inesatto ed inaffidabile.
    Ultima modifica di serevisc : 07-12-2009 alle ore 01.42.51

  11. #56
    Partecipante Affezionato
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    09-05-2008
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    115

    Riferimento: dubbio sui test e la loro affidabilita'

    il Rorschach suscita moltissimi dubbi anche in esperti diagnosti e in ambito peritale oggi viene molto spesso rifiutato ( lo so perchè molti dei miei prof che lavorano anche in ambito giuridico ne hanno discusso più volte).
    inoltre bisognerebbe ricordare che la lettura dinamica di questo test non è l'unica possibile , anzi personalmente trovo molto più informativa la lettura fatta da exner , che tra l'altro permette di aumentare affidabilità e validità del test che altrimenti risulta veramente privo di basi scientifiche

  12. #57
    darlinda
    Ospite non registrato

    Riferimento: dubbio sui test e la loro affidabilita'

    Vorrei dire a Serevisc che sono d'accordo sulla relatività dei test ma non con l'onnicomprensività della scienza del malfunzionamento cerebrale,i farmaci non sono sufficienti perchè l'essere umano è più complesso di una macchina che va semplicemente in tilt.Per jonny il test sul conformismo che io ho studiato in sociologia e che non è un test ma un esperimento sociologico,non pone tanto problemi di natura metodolocica sulla sua scientificità,pone gravi interrogativi di ordine morale sulla natura umana,non è un bene questa influenzabilità umana davanti alle intimidazioni del gruppo,è un male,anzi un difetto da correggere come la storia ci ha tristemente insegnato,tramite la cultura e la conoscenza e l'evoluzione dei costumi.

  13. #58
    Partecipante Esperto
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    11-09-2008
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    289

    Riferimento: dubbio sui test e la loro affidabilita'

    Il Rorschach e altri test proiettivi sottoposti a una severa metanalisi
    Il testo integrale di questo articolo si trova sul numero di maggio di «Le Scienze». di qualche anno fa

    Recenti studi dimostrano che la concordanza è forte SOLO PER CIRCA META' DELLE CARATTERISTICHE ESAMINATE; per le altre variabili, gli esaminatori potrebbero dare valutazioni molto differenti. Altrettanto sconcertante è che

    LE ANALISI INDICANO L'INEFFICACIA DEL RORSCHACH NELL'INDIVIDUARE MOLTE CONDIZIONI PSICOPATOLOGICHE. Il metodo non individua in modo costante depressione, ansia o personalità psicopatica. Inoltre, per quanto gli psicologi somministrino il Rorschach per stabilire la propensione alla violenza, all’impulsività e al comportamento criminale, le ricerche fanno ritenere che nemmeno per questi obiettivi il test sia valido.

    I risultati tratti dalle macchie d’inchiostro SONO ANCORA PIU' FUORVIANTI PER LE MINORANZE Numerose ricerche hanno mostrato che le valutazioni degli afroamericani, dei nativi americani, dei nativi alaskiani, degli ispanici e dei centro- e sud-americani divergono notevolmente dalla norma.

    IL COMPLESSO DELLE RICERCA SOLLEVA SERI DUBBI SULL'USO DEL RORSCHACH
    negli studi di psicoterapia e nei tribunali(..)I risultati delle nostre ricerche servono forse a contrastare un quadro delle tecniche proiettive eccessivamente roseo. I nostri risultati offrono anche una lezione più ampia per chi pratica nelle cliniche, per gli studenti di psicologia e anche per il grande pubblico: perfino i professionisti di più lunga esperienza possono essere ingannati dalle loro intuizioni e dalla loro fiducia in strumenti la cui efficacia non trova conforto nei dati.
    Fonte:
    LeScienze

    i test intelletivi? IDEM
    I TEST INTELLETTIVI NON MISURANO L'INTELLIGENZA
    Secondo un articolo pubblicato dalla prestigiosa rivista New Scientist,

    il QI non è tutto, ci dicono gli esperti di ragionamento e psicologia dello sviluppo di alcuni tra i più importanti centri di ricerca del mondo. A guidare la rivolta contro i famigerati test dell'intelletto è Keith Stanovich, professore di sviluppo umano e psicologia applicata all'università di Toronto, in Canada.
    Stanovich ha passato circa 15 anni della sua carriera a lavorare alla tesi per cui anche i cervelloni possono agire in maniera stupida, e viceversa. Il problema, dal suo punto di vista, sta nel modo in cui viene comunemente valutata l'intelligenza di una persona.

    In particolare, il QI non sarebbe un valido indicatore di razionalità o "good thinking", come si dice in termini tecnici. Essere "clever" sulla carta - vale a dire "intelligenti" - non vuol dire necessariamente essere "smart", ossia "pronti", "svegli", "reattivi" alle circostanze.

    Secondo Stanovich e altri studiosi, i test per misurare il QI sono in grado di valutare solo certe facoltà mentali, tra cui l'attitudine alla logica e al ragionamento astratto, la velocità di apprendimento e le capacità mnemoniche: tutte informazioni legate alla quantità di "materiale" che un individuo riesce a contenere nel proprio cervello.

    Da questi indicatori resterebbe completamente esclusa l'abilità di giudicare e prendere decisioni nelle situazioni reali: il cosiddetto ragionamento "intuitivo" o "spontaneo", così importante da poter far diventare "smart" un "fool", e "fool" un "clever".

    Per David Perkins, docente di scienze del ragionamento alla Harvard Graduate School, avere un quoziente intellettivo alto è un fattore positivo, ma non è certo sinonimo di intelligenza tout court. "Avere un buon punteggio di QI è come l'altezza per un giocatore si pallacanestro", spiega con una metafora. "Certamente non guasta, ma da ci sono molte altre dimensioni da considerare. Essere un buon cestista implica molto di più di essere alti. Allo stesso modo - prosegue - essere un buon pensatore va ben oltre un quoziente intellettivo sopra la media".

    Critiche allo strapotere del QI arrivano anche dall'università di Plymouth, nel Regno Unito. Secondo Jonathan Evans, professore di psicologia cognitiva, "i test del quoziente intellettivo sono sopravvalutati in gran parte delle nostre società, dal momento in cui determinano la carriera accademica e professionale di milioni di persone in tutto il mondo". Ogni anno, infatti, l'accesso a università, concorsi e incarichi pubblici di alto respiro è assegnato sulla base di un punteggio che, nei fatti, "rappresenta solo una parte del nostro essere smart".

    La sfida, per gli psicologi e i guru del ragionamento, è trovare un modo per "misurare" entrambe le dimensioni della cognizione umana: vale a dire l'intelligenza in senso stretto (intesa come capacità di ragionamento astratto) e il pensiero pratico razionale. Un'impresa non facile, se si pensa alle innumerevoli variabili che guidano i comportamenti e le scelte quotidiane. Alcuni studiosi, tra cui lo stesso Keith Stanovich, hanno proposto di affiancare ai grattacapi matematici dei test per valutare il "quoziente razionale", coniando per l'occasione la sigla RQ (da "rationality-quotient"). Peccato che, anche in questo caso, i dubbi si moltiplichino dando origine a nuove domande.
    Tra cui:
    come assegnare un numero alla capacità di reazione dei singoli? E come decidere quale azione è razionalmente migliore di un'altra? E ancora, come garantire una valutazione oggettiva delle intuizioni? La risposta al più intelligente... Ops, al più smart, sempre che i nuovi test siano in grado di scovarlo tra tanti.

  14. #59
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: dubbio sui test e la loro affidabilita'

    Citazione Originalmente inviato da simunafo Visualizza messaggio
    i test intelletivi? IDEM
    I TEST INTELLETTIVI NON MISURANO L'INTELLIGENZA
    Secondo un articolo pubblicato dalla prestigiosa rivista New Scientist,

    il QI non è tutto, ci dicono gli esperti di ragionamento e psicologia dello sviluppo di alcuni tra i più importanti centri di ricerca del mondo. .
    quello di "intelligenza", è un concetto molto complesso, si sono susseguite varie teorie a riguardo (prevalentemente dai primi del '900) e non esiste una definizione univoca di "intelligenza", tant'è che una delle definizioni è: "l'intelligenza è ciò che misurano i test di intelligenza".

    Questo perché ci sono tanti modi di intendere questo concetto e a seconda della teoria di riferimento, derivano gli strumenti di misurazione.

    Quando tu parli di QI fai riferimento a un certo modo di intendere l'intelligenza, ma non è l'unico. Un test di intelligenza che misura il QI (la scala Wechsler, ad esempio), viene costruita in modo che sia standardizzata, e va somministrato a soggetti che appartengono al campione normativo (per confrontare i punteggi) altrimenti è ovvio che non è valida.
    Perciò è stato introdotto il concetto di "culture fair" e "culture free", da cui derivano strumenti che si lasciano meno influenzare dalla cultura di appartenenza (ad esemio le Matrici di Raven), tuttavia questi misurano l'intelligenza fluida, che è cosa diversa dal QI della WAIS
    Ultima modifica di Johnny : 22-01-2010 alle ore 16.44.41

  15. #60
    Partecipante Esperto
    Data registrazione
    11-09-2008
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    289

    Riferimento: dubbio sui test e la loro affidabilita'

    nelle comunità per minori e nelle scuole i piccoli che vengono inviati alle ASL per una valutazione sono quelli scelti esclusivamente sulla base del rendimento scolastico e più raramente quando hanno una certa inibizione sociale che inevitabilmente si ripercuote sul rendimento scolastico. alcuni, sottoposti ai test weis compresa hanno diagnosi di ritardo mentale lieve.
    in pratica cosa hanno confermato i test? che non hanno particolari abilità matematiche e/o linguistiche.
    molti di questi piccoli però sembrano professionisti nel gioco del pallone alcuni fanno disegni che un adulto non si sognerebbe mai di fare e altri suonano piano e tromba come altri non sanno.
    Nella nostra cultura tuttavia ciò che conta è il rendimento scolastico e questo fa da padrone.

    immaginate se i piccoli non fossero inviati alla ASL sulla base del rendimento scolastico ma sulla base delle loro INCAPACITA' extrascolastiche e i test valutassero non le abilità logico-matematiche e verbali ma quelle creative e musicali.
    be avremmo una epidemia di ritardati mentali. e questo perchè è sulla base del rendimento scolastico che si è deciso di fare la differenza.
    (il discorso esula dai ritardi di tipo organico si intende)

    durante il colloquio ci si accorge che questi piccoli "ritardati" ragionano perfettamente comprendono raccontano o inventano storie su richiesta e spiegano cosa accade nei disegni che si chiede loro di fare. ma dov'è il ritardo? be c'è perchè non sanno risolvere problemini matematici o perchè hanno minori capacità dialettiche.

    poi emerge che vengono da un contesto familiare in cui non esiste NESSUNA SPINTA MOTIVAZIONALE alla scuola e questa certo non emerge da nessuna parte .

    ma cosa testa realmente un "test di intelligenza"?

    facciamo un esempio.
    possiamo definire una serie di parametri operativi per definire l'intelligenza.
    stabiliamo che essa è la capacità di risolvere determinati problemi aritmetici.
    oppure (per assurdo ma non troppo)
    la capacità di abordare più donne .
    qualcuno eccelle nella prima e un altro nella seconda.

    il genio matematico che risolve problemi di aritmetica è intelligente (per quel parametro che abbiamo stabilito)

    ma anche il tizio che garantisce una certa continuità alla specie (ciò che il genio matematico non fa perchè impegnato a risolvere problemi e imbranato nelle relazioni umane)è intelligente sulla base di un parametro che abbiamo stabilito.

    Per quest'ultimo parametro il paly boy è intelligente il matematico no!

    nella ricerca scientifica ogni misura è considerata sulla base di una serie di criteri definiti operativamente dal ricercatore.

    gli studi sull'intelligenza non si sottraggono a questo.
    il fattore di intelligenza generale è puramente illusorio!
    sarebbe come cercare di valutare la bontà generale di un idividuo o la sua generosità ecc.
    Devi innanzitutto stabilire dei parametri che indichino operativamente cosa si intenda per bontà (la quantità di regali che una fa? l'assenza di giudizio negativo verso un comportamento? la capacità di porgere l'altra guancia in particolari condizioni? ecc)

    ma questi non sarebbero definitivi per stabilire un fattore di bontà generale poichè altri 1000 fattori potrebbero spiegarla.

    Per l'intelligenza il discorso è analogo.
    Chi si considera più intelligente di un altro sulla base del QI dovrebbe sapere che NON è più intelligente in senso lato di colui che ha un QI più basso, ma semplicemente ha maggiori abilità in quella particolare performance che il test richiede. Nulla di più!

    Se considerassimo il criterio "adattamento sociale" per stabilire l'intelligenza molti geni della storia sarebbero dei veri "ritardati"

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