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  1. #586
    Partecipante Affezionato L'avatar di evvivaa
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Che mi dite di questo? io sono un po' confusa

    L. è una giovane donna di 30 anni. Figlia unica, ha avuto un'infanzia priva di eventi macroraumatici, ma connotata da un clima affettivo molto conflittuale tra i genitori, che si sono separati quando L aveva 8 anni. Il padre viene descritto dalla paziente come sfuocato e debole. La madre ha sempre avuto una modalità di relazione con la figlia molto "operativa", orientata più all'investimento narcisistico che alla reciprocità. All'età di 18 anni, L. ha lasciato la casa materna iniziando una vita on the road, con esperienza di droghe leggere e pesanti e condotte sul filo dell'antisocialità. In questo periodo ha numerose esperienze affettive e sessuali, tumultuose e in rapida alternanza. Tra i 18 e i 24 anni L. si sottopone a tre interruzioni volontarie di gravidanza. Attorno ai 25 anni inizia una relazione con un uomo che ha con lei un comportamento violento e maltrattante. A 28 anni, inizia un lavoro come segretaria d'azienda, che conduce con discreto successo e soddisfazione economica. Riduce ma non interrompe l'uso di droghe. Si rivolge allo psicolofo di un CSM perchè non ce la fa a interrompere la relazione con il suo compagno, diventata ormai per lei troppo dolorosa e perchè vuole ricucire il rapporto con i suoi genitori. Inoltre è spaventata dalla tendenza, negli ultimi temp, ad aumentare l'uso di eroina.
    Se io potrò impedire a un cuore di spezzarsi
    non avrò vissuto invano
    Se allevierò il dolore di una vita o guarirò una pena
    o aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido
    non avrò vissuto invano


  2. #587
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Per le ipotesi dici? Dunque, io questo l'ho svolto qualche giorno fa: a me sembrò un disturbo borderline di personalità (impulsività, storie tumultuose, sforzi disperati di evitare l'abbandono), però in differenziale si può considerare l'istrionico, visti i termini che usa. A tal fine si dovrebbero approfondire altri aspetti, come il modo di comportarsi.
    «O siamo capaci di sconfiggere le idee contrarie con la discussione, o dobbiamo lasciarle esprimere. Non è possibile sconfiggere le idee con la forza, perché questo blocca il libero sviluppo dell'intelligenza.»
    Ernesto Guevara de la Sierna


    Il mio blog di ricette

  3. #588
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    [QUOTE=ntegnomo;2383755]
    Citazione Originalmente inviato da Distillers Visualizza messaggio
    ti riporto solo la parte delle ipotesi:

    La sintomatologia riportata (sudorazione, contrazioni muscolari, accelerazione del ritmo cardiaco, difficoltà respiratorie, paura di morire) ed il suo carattere ricorrente mi farebbero ipotizzare un Disturbo d'Ansia (asse I), più specificamente un Disturbo da Attacco di Panico. Il fatto che rinunci ad un lavoro per il timore di dover prendere l'autostrada (condotte di evitamento) potrebbe far pensare ad una Fobia Specifica di Tipo Situazionale, ma per capire se ciò sia effettivamente vero bisognerebbe capire se, ad esempio, R. si renda conto dell'irragionevolezza della sua paura. Nella sua storia personale, però, sembrerebbero sussistere condizioni che rimandano ad una possibile storia di ansia di separazione, nonché somatizzazione forse connessa ad un'esposizione sociale (campionato di calcio) che lo avrebbe sottoposto al giudizio altrui e al confronto. È, dunque, possibile che si siano verificati episodi di fobia sociale che, forse, possono averlo portato a sviluppare un Disturbo Dipendente di Personalità (asse II), come farebbe pensare il suo comportamento verso la fidanzata, ma comunque dal protocollo non si evince la presenza di sintomi caratteristici come la paura di essere lasciato solo a badare a se stesso, la difficoltà a prendere decisioni da solo, la necessità che altri si assumano le responsabilità. Il fatto che sia così attaccato alla ragazza potrebbe anche far pensare ad una Agorafobia, connessa all'ipotizzato Disturbo da Attacco di Panico. Per cui bisogna approfondire se il suo comportamento nella relazione sentimentale sia improntato più ad una dipendenza dovuta ai tratti di personalità o all'ansia (paura di trovarsi da solo in preda ad un attacco di panico, paura di non riuscire ad andar via da luoghi o situazioni, ecc).


    ma comunque continuo a pensarci e ripensarci, e anch'io avrei messo evitante.

    secondo me la tua diagnosi è fatta cmq bene perchè hai correttamente motivato le eventuali diagnosi differenziali!!
    Molto molto interessante questo caso. Dunque io in asse I avrei pensato ad un disturbo di panico con Agorafobia piuttosto che a fobia sociale perchè dalla traccia mi sembrava che il motivo dell'evitamento (guidare in autostrada) fosse connesso con la paura del ripresentarsi di un ADP in tale circostanza in cui, trovandosi da solo alla guida, sarebbe stato difficile ricevere aiuto. Sicuramente da approfondire sono i nessi tra l'attuale crisi con la ragazza e l'insorgenza degli ADP...trovo molto importante quanto avete detto riguardo al fatto di verificare se l'attaccamento a lei conseguente o meno agli ADP (che altrimenti potrebbero essere anche una reazione ansiosa ai tentativi di svincolo della fidanzata dalla relazione adesiva e dipendente che lui ha instaurato). Anch'io metterei che presenta tratti di personalità dipendente (senza soddisfare i criteri per un DDP) e possibile pregressa ansia da separazione.
    Per quanto riguarda la sua ipersensibilità alle critiche e ricerca di continue conferme, tendo più ad associarla ai suoi tratti dipendenti di personalità che alla fobia sociale, cioè: mi sembrerebbe soprattutto dipendente dal giudizio altrui per la propria autostima piuttosto che esserne fobicamente spaventato...più che evitarlo mi sembra che lo cerchi x ottenenre continue conferme.
    Comunque secondo me sia un'ipotesi di fobia sociale che non possono andar bene purché il ragionametno diagnostico sia fatto bene...non direi che questo caso richieda una diagnosi categorica e univoca...

  4. #589
    Partecipante Super Esperto L'avatar di roberta80
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    ma supportivo e espressivo nn si deve associare solo all'approcc psicodinam

  5. #590

    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Citazione Originalmente inviato da roberta80 Visualizza messaggio
    ma supportivo e espressivo nn si deve associare solo all'approcc psicodinam
    non è chiaro sicuramente l'approccio pwsicodinamico/psicoanalitico va bene da associare alla dicitura supportivo espressivo
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    "figliuolo è in momenti drammatici come questo che un padre... SI METTE A URLARE COME UNA RAGAZZINA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHH!!!!"

    di questo passo diventerò un grande attore di prozac

  6. #591
    Partecipante Esperto L'avatar di irenesotgia
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Citazione Originalmente inviato da roberta80 Visualizza messaggio
    ma supportivo e espressivo nn si deve associare solo all'approcc psicodinam
    sul falabella non dice che va associato solo all' approccio psicodinamico..
    iri

  7. #592
    Partecipante Super Figo L'avatar di skarlet82
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Scusate ma state parlando di questa cosa in continuazione. Sul Falabella dice che l'intervento può essere espressivo, supportivo o supportivo-espressivo e poi può essere di vari orientamenti (psicodinamico, cognitivo-comportamentale, sistemico, ecc.). Se lo ha scritto lei che presiede pure agli esami di stato credo che potremmo pure registrare questa informazione e passare oltre.

  8. #593
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Possiamo chiarire una volta per tutte questa cosa?
    Dunque: le terapie supportiva/espressiva/supportivo-espressiva non escludono alcun tipo di approccio teorico. Per cui in un disturbo d'ansia, ad esempio, si può dire che si proporrebbe una terapia espressiva a carattere cognitivo-comportamentale per favorire l'interpretazione e rielaborazione dei termini del conflitto che sta alla base del disagio e per sostituire pensieri disfunzionali con altri più funzionali.
    «O siamo capaci di sconfiggere le idee contrarie con la discussione, o dobbiamo lasciarle esprimere. Non è possibile sconfiggere le idee con la forza, perché questo blocca il libero sviluppo dell'intelligenza.»
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  9. #594

    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    stavo notando che ultimammente si è parlato di strumenti specifici per i vari disturbi, a tal proposito vorrei ricordare un paio di cose magari ovvie, ma comunque fonti di facile errore:
    1 più si va nello specifico più si rischia di sbagliare, non viene richiesto un test specifico, ma generici approfondimenti ergo MMPI II e SCID I o II vanno benisssimo (chiunque abbia passato l'eds può confermare). Basta che un test non abbia validazione italiana o che sia troppo specifico rispetto all'ipotesi che si è fatto un errore
    2 attenzione alla concordanza terapia suggerita-test se suggerisci una terapia cognitivo comportamentale e poi proponi un test proiettivo è considerato un errore grave
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    "figliuolo è in momenti drammatici come questo che un padre... SI METTE A URLARE COME UNA RAGAZZINA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHH!!!!"

    di questo passo diventerò un grande attore di prozac

  10. #595

    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    stavo notando che ultimammente si è parlato di strumenti specifici per i vari disturbi, a tal proposito vorrei ricordare un paio di cose magari ovvie, ma comunque fonti di facile errore:
    1 più si va nello specifico più si rischia di sbagliare, non viene richiesto un test specifico, ma generici approfondimenti ergo MMPI II e SCID I o II vanno benisssimo (chiunque abbia passato l'eds può confermare). Basta che un test non abbia validazione italiana o che sia troppo specifico rispetto all'ipotesi che si è fatto un errore
    2 attenzione alla concordanza terapia suggerita-test se suggerisci una terapia cognitivo comportamentale e poi proponi un test proiettivo è considerato un errore grave

    insomma da buon romano vi dico: "troppo stroppia" e visto che puntiamo tutti a passare la prova e non al voto (ininfluente come quello della maturità) cerchiamo di specificare solo ciò che ci viene espressamente richiesto
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    "figliuolo è in momenti drammatici come questo che un padre... SI METTE A URLARE COME UNA RAGAZZINA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHH!!!!"

    di questo passo diventerò un grande attore di prozac

  11. #596
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Io infatti quasi sempre uso la SCID I e II e il MMPI, mai quelli proiettivi. Comunque grazie mille del consiglio

  12. #597
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Alma G. ha 34 anni, coniugata, due figli di 10 e 7 anni, lavora part-time come ragioniera. E' una bella donna,
    magra e curata nell'aspetto. Si rivolge allo psicologo perché due anni fa ha subito un incidente d'auto e da
    allora ha un'incombente paura di morire che le altera completamente stile e qualità di vita.
    Vorrebbe rinunciare a lavorare pur di non dover uscire la mattina, ma è consapevole di dover continuare a
    portare i figli a scuola e a far condurre loro una normale vita di relazione. Per cui... finge.
    "Continuo a fare tutto come prima, ma dentro scoppio, mi formicola tutto il corpo, mi sento una tenaglia che
    mi stringe il petto, e un nodo alla gola che prima o poi mi soffocherà".
    Solo con il marito Anna si permette di esprimere quello che sente, tanto che dall'epoca dell'incidente non
    hanno più avuto rapporti sessuali, ed approfitta della disponibilità dell'uomo per fargli fare tante cose fuori
    casa che a lei incutono terrore.
    Ma soprattutto è la paura di avere un "brutto male" che angoscia Anna, la quale tuttavia non vuole sottoporsi
    ad accertamenti medici per paura di scoprire qualche malattia, ne vuole prendere in considerazione eventuali
    prescrizioni di tarmaci.
    Afferma che il momento peggiore è quando si sveglia al mattino, ed il primo pomeriggio quando si rilassa un
    po' sul divano: "Allora mi arriva addosso di tutto, non c'è parte del corpo che non mi faccia male, soprattutto
    la testa e il collo, ma anche l'addome, il cuore sembra scoppiarmi e poi questo maledetto formicolio
    dappertutto".
    Dai colloqui che seguono Anna si rivela con tratti di personalità rigida e con un tono dell'umore orientato in
    senso depressivo come conseguenza delle sue paure e della mancanza di fiducia nel futuro.
    Il/la candidato/a indichi:
    a) quale ipotesi diagnostica prenderebbe in considerazione, specificando gli elementi ritenuti importanti
    a giustificazione dell'ipotesi avanzata;
    b) la diagnosi differenziale e gli altri eventuali dati da elaborare;
    e) di quali strumenti psicodiagnostici si avvarrebbe;
    d) se ritiene necessario un trattamento, specificando il tipo di orientamento, obiettivi, setting
    iri

  13. #598
    Partecipante Super Esperto L'avatar di roberta80
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    terapia supportiva-espressiva a carattere psicodinam di gruppo giusto?

  14. #599

    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Citazione Originalmente inviato da skarlet82 Visualizza messaggio
    Io infatti quasi sempre uso la SCID I e II e il MMPI, mai quelli proiettivi. Comunque grazie mille del consiglio
    quello era solo un esempio ovviamente io intendo la cosa in senso più generale
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    "figliuolo è in momenti drammatici come questo che un padre... SI METTE A URLARE COME UNA RAGAZZINA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHH!!!!"

    di questo passo diventerò un grande attore di prozac

  15. #600
    Partecipante Super Esperto L'avatar di roberta80
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    ragazze allora utilizzando un approccio cognitivo-comportamentale:
    che strumenti per i disturbi dell'ansia, della personalità e dell'umore mi aiutate grazie

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