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  1. #601

    Riferimento: [857-841]Psicologia della personalità - Iachini

    francy io ti stavo inviando nome, cognome e matricola però mi dice che non ricevi messaggi privati. Io sono disponibile allo spostamento dell'esame, ma sono fuori sede e più di tanto non posso fare, contattami se ti servono i miei dati.
    Ciau
    "Chi ti ama c'è sempre, c'è prima di te, c'è prima di conoscerti..."

  2. #602

    Riferimento: [857-841]Psicologia della personalità - Iachini

    SIIII...la maggior parte delle persone saranno daccordo!!!quindi attiviamoci.....facci sapere....

  3. #603
    Postatore Epico L'avatar di psychodany
    Data registrazione
    19-03-2006
    Messaggi
    11,484

    Riferimento: [857-841]Psicologia della personalità - Iachini

    Citazione Originalmente inviato da crazymariuccia Visualizza messaggio
    IO SONO PIENAMENTE DACCORCO CON LA TUA IDEA....CREDO KE DOVREMMO SBRICARCI X POTER RACCOGLIERE QST FIRME NN SOLO QUI MA ANKE IN SEDE AD ESEMPIO ALL'ESAME DEL 6 DI INFO!....MA SECONDO VOI POTREBBE ESSERE UNA COSA FATTIBILE??? ASPETTO NOTIZIE AL PIù PRESTO grande genialata..SBRIGHIAMOCI!!!....SAREBBE VERAMENTE UN' ANCORA DI SALVEZZA!
    ciao.
    ti invito a consultare il regolamento del forum che potrai trovare consultando questo link ---> http://www.opsonline.it/forum/psicol...rum-65821.html

    Ti ricordo che non è consentito scrivere col linguaggio abbreviato degli sms e in stampatello (equivale ad urlare).
    Poche e semplici regole da seguire per utilizzare al meglio il forum

  4. #604

    Riferimento: [857-841]Psicologia della personalità - Iachini

    scusatemi....è la forza dell'abitudine....grazie comunque!

  5. #605

    Riferimento: [857-841]Psicologia della personalità - Iachini

    Citazione Originalmente inviato da crazymariuccia Visualizza messaggio
    scusatemi....è la forza dell'abitudine....grazie comunque!
    sono super d'accordo..anche io...con l'idea di francypsico...fatemi sapere subito..nel frattempo io le ho lasciato un messaggio privato con la mia matricola..spero che ci faccia sapere presto..grazie per l'idea...

  6. #606
    Partecipante Affezionato L'avatar di accela85
    Data registrazione
    03-12-2006
    Residenza
    caserta
    Messaggi
    77

    Riferimento: [857-841]Psicologia della personalità - Iachini

    Ragazzi chi di voi sa delle dispense?!
    Per favore se le avete me le potreste mandare?!

  7. #607
    Partecipante Assiduo L'avatar di PsykoPatika
    Data registrazione
    16-12-2007
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    Aversa (CE)
    Messaggi
    112

    Riferimento: [857-841]Psicologia della personalità - Iachini

    anche io sono con voi per spostare l'esame, fatemi sapere cosa dobbiamo fare e come, che nn mi è molto chiaro.. grazie!

  8. #608
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    30-10-2008
    Residenza
    Provincia di Caserta
    Messaggi
    91

    Riferimento: [857-841]Psicologia della personalità - Iachini

    Citazione Originalmente inviato da samana084 Visualizza messaggio
    io ancora non mi sono prenotata per il 19, lo farò a breve..a me lo slittamento di una settimana andrebbe benissimo!!

    p.s. sono ancora in cerca di qualcuno che mi passi i 2 articoli... mi appello al vosto buon cuore...!!!
    questa è la traduzione di uno dei due articoli in inglese:

    Predire il controllo cognitivo dall’età prescolare alla tarda adolescenza e prima maturità.

    RIASSUNTO – In questo studio longitudinale, la proporzione di bambini della scuola d’infanzia (bambini d’età prescolare) che ha distolto l’attenzione dagli stimoli di ricompensa durante un compito con ricompensa ritardata è stato associato positivamente (maggiore velocità senza riduzione di precisione) ad efficienza nel rispondere ai bersagli in un ‘go/no-go task’ più di 10 anni dopo. I risultati complessivi suggeriscono che la capacità dei bambini della scuola d’infanzia di distogliere efficacemente la loro attenzione da aspetti invitanti delle ricompense in un compito con ricompensa ritardata può essere un precursore di sviluppo della capacità di realizzare in anni successivi compiti inibitori come il ‘go/no-go task’. Poiché il rendimento (prestazione) nel ‘go/no-go task’ è stato in precedenza caratterizzato dall’attivazione di regioni fronto-striatali, i presenti risultati suggeriscono anche che la prestazione nel compito con ricompensa ritardata può servire come primo indicatore delle differenze individuali nell’integrità funzionale di questo sistema di circuiti.

    Il controllo cognitivo è il fondamento della capacità di guidare e controllare il comportamento e ottimizzare i risultati (Braver & Cohen, 2001; Miller & Cohen, 2001). Quando gli individui svolgono un compito per un obiettivo desiderato, il controllo cognitivo permette loro di eliminare l’attenzione e le risposte ad un’informazione irrilevante anche quando questa informazione è altamente saliente (Allport, 1987). Sebbene le differenze individuali nel controllo cognitivo sembrino essere evidenti già al diciottesimo anno d’età (Rothbart, Derryberry, & Poster, 1994), non è stato valutato a che livello queste differenze individuali della prima infanzia possano permettere di prevedere il controllo cognitivo dell’età adulta. La presente indagine longitudinale ha esaminato questa capacità in compiti con ricompensa ritardata svolti da bambini d’età prescolare e nel paradigma ‘go/no-go’ svolto da parte di questi bambini in età adolescenziale e adulta. Entrambi i compiti richiedono che il soggetto controlli efficacemente le risposte attenzionali e comportamentali ad un’informazione saliente, marchio del controllo cognitivo e dello sviluppo cognitivo (Casey, Durston, & Fossella, 2001).

    Molti studi sullo sviluppo hanno mostrato che il controllo cognitivo diventa più efficiente (cioè più veloce e più accurato) con lo sviluppo (Keating & Bobbitt, 1978), e non raggiunge la piena maturità se non dopo il dodicesimo anno d’età. L’aumento nell’efficienza dalla prima infanzia all’adolescenza è segnato da una diminuzione nella suscettibilità del soggetto all’interferenza derivante da informazioni in concorrenza (per es. Casey, Tottenham, & Fossella, 2002). Per studiare il controllo cognitivo nei bambini e adolescenti, i ricercatori hanno usato una gamma di compiti, inclusi compiti simili al test di Stroop (Tipper, Bourque, Anderson, & Brehaut, 1989), ‘directed-forgetting’ (oblio intenzionale?) (Harnishfeger & Bjorkland, 1993), e ‘go/no-go’ (Luria, 1961). Nel compito ‘go/no-go’, un ben studiato metro del controllo cognitivo, si richiede ai partecipanti di rispondere a stimoli target, ma di trattenersi dal rispondere agli stimoli non target. I bambini tra i 7 e i 12 anni mostrano maggiore difficoltà degli adulti in questo compito (complessivamente il doppio degli errori e un tempo di reazione più lento; Durston, Thomas, Yang, et al., 2002). Inoltre si è rilevato un aumento nella difficoltà del compito all’aumentare parametrico del numero di stimoli target (go) precedenti uno stimolo non target (no-go). Nello specifico, a mano a mano che il numero di prove ‘go’ consecutive aumentava, i soggetti mostravano una maggiore proporzione di falsi allarmi in risposta a prove ‘no go’ (Durston, Thomas, Worden, Yang, & Casey, 2002) e maggiori tempi di reazione alle prove ‘go’ (Liston et al., 2006). Questa manipolazione fornisce un’indagine particolarmente sensibile dei cambiamenti dello sviluppo nel controllo dell’attenzione (Durston, Thomas, Yang, et al., 2002; Listo et al., 2006).

    E’ stato mostrato che il rendimento nel classico compito con ritardo di gratificazione riflette la capacità dei bambini in età prescolare di controllare la propria attenzione di fronte alla tentazione (Mischel, 1974; Mischel, Shoda, & Rodriguez, 1989). In questo paradigma, i bambini di età prescolare provano a posticipare la gratificazione immediata al fine di ottenere in seguito un risultato di maggior valore (per esempio, due biscotti invece di uno solo). La ricerca che usa questo paradigma ha prodotto convincenti prove di significative differenze individuali nel controllo cognitivo (Rodriguez, Mischel, & Shoda, 1989). Sebbene alcuni bambini siano capaci di aspettare per l’intero periodo di 15 minuti per ottenere la ricompensa di maggior valore, altri bambini non lo sono. Una vasta ricerca ha mostrato che un ingrediente chiave del successo nella situazione di ricompensa ritardata è la capacità di ripartire l’attenzione strategicamente durante il periodo di attesa (Mischel et al., 1989). Specificamente, quei bambini che sono capaci di distogliere l’attenzione dagli stimoli connessi alla ricompensa nel compito (low temptation focus – bassa concentrazione sulla tentazione) sono capaci di aspettare più a lungo di quei bambini che indirizzano la loro attenzione verso gli stimoli connessi alla ricompensa (high temptation focus – alta concentrazione sulla tentazione).
    Il compito con ritardo di gratificazione è stato ampiamente studiato, in parte perché il rendimento dei bambini di 4 anni in questo compito è diagnostico dei conseguenti risultati di lungo termine, inclusi il funzionamento sociale adattativo, e quello cognitivo ed emotivo in età adulta. Per esempio si è scoperto che i bambini di 4 anni che riescono maggiormente ad aspettare nella situazione di gratificazione ritardata, da adolescenti sono più attenti, più capaci di concentrarsi e di manifestare maggiore autocontrollo e tolleranza delle frustrazioni rispetto ai loro compagni (Mischer, Shoda, & Peake, 1988; Shoda, Mischel, & Peake, 1990). Essi inoltre ottengono punteggi più alti nel test SAT (test di ammissione al college) e sono visti da genitori e compagni come più capaci nelle relazioni interpersonali (Mischel et al., 1989). Ci sono minori probabilità che da adulti facciano uso di droghe (Ayduk et al., 2000).
    Va notato che ci sono significative differenze procedurali nel compito con gratificazione ritardata e nel compito go/no-go. Ciononostante i due paradigmi condividono una caratteristica fondamentale: in entrambi i compiti, il rendimento richiede il controllo di una risposta dominante, sia che si produca una risposta comportamentale nel compito go/no-go, sia che si presti attenzione alle tentazioni nel compito di gratificazione ritardata. Il rendimento nei due compiti può in parte dipendere da un simile circuito neurale. Il paradigma go/no-go è stato connesso allo sviluppo del circuito fronto-striale e ai circuiti correlati (Booth et al., 2003; Casey, Trainor, Orendi, et al., 1997; Durston, Thomas, Worden, et al., 2002; Vaidya et al., 1998). Sebbene nessuno studio empirico abbia esaminato direttamente la base neurale e biologica del rendimento nel paradigma con gratificazione ritardata, la ricerca attuale (per esempio Rothbart et al., 1994) suggerisce che il circuito prefrontale può rendere conto delle differenze individuali nella capacità di dispiegare efficacemente e flessibilmente l’attenzione durante questo compito (Mischel & Ayduk, 2004). Quindi prove dettagliate indicano che la prestazione nel compito con gratificazione ritardata e nel compito go/no-go riflette sistemi biologici e neurali simili.
    Nel presente studio, abbiamo esaminato se la quantità di tempo che i bambini in età prescolare hanno trascorso nell’indirizzare la loro attenzione verso stimoli allettanti nel compito con gratificazione ritardata avrebbe permesso di fare previsioni circa la prestazione in un compito go/no-go degli stessi soggetti in età tardo-adolescenziale e nella prima parte dell’età adulta. Precedenti lavori longitudinali (Carlson, Mandell, & Williams, 2004) hanno dimostrato che le differenze individuali nel funzionamento esecutivo, incluso l’uso dell’attenzione nei compiti con ritardo di gratificazione, sono relativamente fisse tra i 24 e i 39 mesi d’età. In ogni caso non è stata ancora esaminata la misura in cui le differenze individuali durante l’infanzia predicono le capacità della tarda adolescenza e della prima maturità. Noi ipotizziamo che in confronto con i bambini di età prescolare che si concentravano sugli aspetti salienti e allettanti della situazione di ritardo (soggetti con alta concentrazione sulla tentazione – high temptation focus), quelli che riuscivano a distogliere la propria attenzione da questi elementi (soggetti con bassa concentrazione sulla tentazione – low temptation focus) sarebbero stati più capaci di concentrarsi sulle task demand (le unità di richiesta del tipo di compito da svolgere) nel compito go/no-go (cioè rispondere ai target ma non ai distrattori), come indicizzato dalle più veloci reazioni alle prove ‘go’ e dal numero più basso di falsi allarmi a prove ‘no-go’. Il numero di prove ‘go’ consecutive che precedono una prova ‘no-go’ è stato usato per aumentare la tendenza a rispondere e, di conseguenza, il bisogno di controllo cognitivo, come è discusso in modo più dettagliato nella sezione Metodo. Abbiamo previsto, quindi, che le differenze individuali nel controllo cognitivo sarebbero più visibili in condizioni in cui le esigenze cognitive erano più alte (cioè quando prove ‘go’ multiple e consecutive precedevano una prova ‘no-go’).

    METODO

    Partecipanti
    Quindici femmine e 19 maschi hanno partecipato ad una valutazione con ritardo di gratificazione quando avevano circa 4 anni (età media = 4 anni e 10 mesi, DS (Deviazione standard) = 3 mesi; oscillazione/gamma = 4,33 – 5,25 anni). Nelle valutazioni successive, i partecipanti erano più grandi di circa 14 anni (età media = 18 anni e 2 mesi, DS = 3 anni e 3 mesi; oscillazione/gamma = 11,36 – 22,82 anni). Il quoziente intellettivo medio stimato dei partecipanti, basato sui test della Wechsler Abbreviated Scale of Intelligence (Scala Abbreviata d’Intelligenza di Wechsler) (Wechsler, 1999), era di 119 (DS = 10, oscillazione = 105 – 138). Il consenso scritto (e l’assenso quando applicabile) è stato ottenuto prima del test, e i procedimenti hanno seguito tutte le linee-guida applicabili ai soggetti coinvolti nella ricerca umana.

    Procedimento

    Situazione con ritardo di gratificazione
    All’età di 4 anni, ad ogni partecipante è stato chiesto da parte di un ricercatore di sesso femminile di indicare una preferenza tra una ricompensa piccola (per esempio un biscotto) ed una ricompensa più grande (per esempio due biscotti). Tutti i bambini hanno selezionato la ricompensa maggiore. Il ricercatore ha poi spiegato a ciascun bambino le regole del gioco. Al bambino è stato detto che il ricercatore avrebbe dovuto lasciare la stanza per un momento per preparare l’attività successiva. Se il bambino aspettava che il ricercatore tornasse senza mangiare la ricompensa o senza alzarsi dalla sedia, avrebbe ricevuto la ricompensa più grande. Se, invece, il bambino/a non voleva aspettare, poteva suonare un campanello posto su una scrivania per richiamare il ricercatore e ricevere la ricompensa più piccola. Dopo la conferma che il bambino avesse capito il gioco, il ricercatore ha fatto sedere il bambino ad un tavolo con le due ricompense e un campanello. Nella stanza non c’erano giocattoli, libri, immagini, o altri oggetti che potessero distrarre. Il ricercatore ha lasciato la stanza e non è tornato se non dopo 15 minuti o se non dopo che il bambino abbia suonato il campanello, abbia mangiato la ricompensa, si sia alzato o abbia mostrato segni di agitazione.
    Il comportamento del bambino durante il periodo di attesa è stato videoregistrato senza che il bambino se ne accorgesse attraverso uno specchio unidirezionale ed è stato successivamente codificato secondo dopo secondo per fornire delle minuziose misurazioni del controllo dell’attenzione. La concentrazione sulla tentazione (temptation focus) è stato il periodo di tempo che il bambino ha trascorso nel dedicarsi ad aspetti consumatori del compito, nello specifico guardare o toccare il campanello o le ricompense. Questo punteggio oscilla tra 0 (nessun periodo di tempo dedicato al campanello o alle ricompense) ad 1,0 (100% del tempo dedicato al campanello o alle ricompense). Il tempo di ritardo (delay time) è stato registrato come numero di secondi in cui il bambino è riuscito ad aspettare prima di suonare il campanello, di mangiare le ricompense, o di lasciare la sedia.

    Il Paradigma Go/No-Go
    Il compito go/no-go, guidato dal computer (vedi Figura 1), comportava che il soggetto premesse un pulsante ogni volta che era presente uno stimolo target (‘go’) (75% delle prove), ma che non lo premesse di fronte a stimoli nontarget (‘no-go’) presentati non molto frequentemente (25% delle prove). Il compito includeva una manipolazione del contesto (cioè il numero delle prove ‘go’ consecutive che precedevano una prova ‘no-go’). Le prove ‘no-go’ sono state presentate in modo pseudocasuale seguendo una serie che andava da 0 a 6 prove ‘go’. Questa manipolazione ha fornito anche prove ‘go’ che sono state presentate in modo pseudocasuale seguendo una serie che andava da 0 a 5 prove ‘go’. Quindi “no-go 1” si riferisce alle prove ‘no-go’ che seguivano una singola prova ‘go’, “no-go 2” a quelle che seguivano 2 prove ‘go’ in una serie, e così via. “Go-1” si riferisce a prove ‘go’ che seguivano immediatamente una prova ‘no-go’, “go-2” a prove ‘go’ che seguivano una singola prova ‘go’ e così via. C’erano 16 prove in ogni condizione ‘go/no-go’, con l’eccezione di go-6 (prove ‘go’ che seguivano 5 prove ‘go’) e no-go-6 (prove ‘no-go’ che seguivano 6 prove ‘go’), per le quali c’erano 8 prove per ciascuna condizione, al fine di mantenere il progetto equilibrato. Mano a mano che il numero sequenziale di prove ‘go’ aumentava, aumentava anche la salienza delle risposte “go”, come anche la probabilità di avere una prova ‘no-go’ (per esempio la probabilità di una prova ‘no-go’ successiva ad una singola prova ‘go’ era pari a 18; la probabilità di una prova ‘no-go’ successiva ad una serie di 5 prove ‘go’ era pari a 66). Con la manipolazione parametrica consistente nell’aumentare il numero delle prove ‘go’ che precedono quelle ‘no-go’, quindi, si prevedeva di aumentare il conflitto tra le due opzioni di risposta, richiedendo un maggior controllo cognitivo per svolgere il compito

    Fig. 1. Rappresentazione schematica del compito ‘go/no-go’. Gli stimoli sono stati presentati per 500 ms (millisecondi), e l’intervallo tra uno stimolo e l’altro era di 1000 ms (durata della prova = 1500 ms). Ai partecipanti fu data istruzione di “dare da mangiare ad un topo premendo per ottenere il formaggio, e, diversamente, di non premere.” Lo stimolo target (‘go’) era l’immagine del formaggio; lo stimolo nontarget (‘no-go’) era l’immagine di un gatto. L’illustrazione rappresenta (a) la sequenza di prove relativa alla condizione no-go-1 (cioè una prova ‘no-go’ preceduta da una prova ‘go’) e (b) la sequenza relativa alla condizione no-go-3 (cioè una prova ‘no-go’ preceduta da 3 prove ‘go’). Il compito consisteva in 384 prove divise in due serie da 192 prove, ed è durato 576 secondi. Sono stati scelti disegni (cartoni animati) perché studi correlati (per esempio Davidson et al., 2004) hanno trovato che essi sono appropriati e motivanti sia per i bambini che per i giovani

    RISULTATI

    Nel compito con gratificazione ritardata, i bambini hanno aspettato per una media di 530 s, o 8,8 min (oscillazione = 12 – 900 s, DS = 365 s). Un totale di 13 bambini ha aspettato per l’intero periodo di 900 s, mentre 21 non lo hanno fatto. Come in studi precedenti (Peake, Hebl, & Mischel, 2002), i bambini che hanno aspettato per tutti i 900 s, in proporzione hanno prestato attenzione al campanello per un tempo minore rispetto agli altri bambini (7%, DS = 0,05 contro 13%, DS = 0,11), t(31,06) = 2.04 (t del test corretto per le varianze disuguali), p = .05,prep (cioè la probabilità di una replica esatta; Killeen, 2005) = .92, d di Cohen = 0,62. Abbiamo creato gruppi ad alta e bassa concentrazione sulla tentazione dividendo il campione al punteggio mediano della concentrazione sulla tentazione (.35). La tavola 1 presenta i dati demografici relativi ai due gruppi.

    Età e prestazione nel compito Go/No-Go
    Gli errori di falso allarme nelle prove ‘no-go’ (M = .15, DS = .15) sono state correlate negativamente all’età nei compiti proposti successivamente nel tempo, r = - .64, p = .02; no-go-3, r = - .64, […]
    Allo stesso modo, sebbene le risposte mancate (cioè prove ‘go’ non risposte) non siano state frequenti […], esse erano correlate con l’età […].
    Questi risultati suggeriscono che i partecipanti più grandi davano meno falsi allarmi e risposte mancate rispetto a quelli più piccoli. Per testare l’interazione fra età e contesto nei dati relativi ai falsi allarmi, abbiamo diviso i partecipanti in gruppi di più giovani (dai 18 anni in giù) e gruppi di più grandi (dai 19 anni in su). Un’analisi mista della varianza (ANOVA) con l’età come fattore tra i soggetti (between-subjects factor) e i sei livelli di contesto (cioè il numero di prove ‘go’ che precedono una prova ‘no-go’) come il fattore entro i soggetti (within-subjects factor), ha indicato una significativa interazione Età × Contesto […]. Come mostrato nella Figura 2, il tasso dei falsi allarmi è aumentato all’aumentare del numero delle prove ‘go’ precedenti; il test del contrasto lineare è stato significativo, F(1, 32) = 10,10; p = .003, prep = .98, η2 = .24, indicando che la manipolazione del contesto ha aumentato efficacemente aumentato la difficoltà del compito. Inoltre, la differenza tra i tassi di falso allarme tra gli adolescenti e gli adulti aumentava linearmente (interazione di contrasto lineare Età × Contesto) all’aumentare del numero di prove ‘go’ precedenti; cioè i partecipanti più piccoli producevano un numero relativamente più alto di falsi allarmi all’aumentare del numero di prove ‘go’ precedenti, sebbene l’aumento non fosse significativo […]. Per l’intero campione, il tempo di reazione medio nelle prove ‘go’ era di 318 ms (DS = 37 ms). L’età non è stata associata in modo significativo con i tempi di reazione medi nelle prove ‘go’ (r = - .24, p = .18). I risultati di ANOVA hanno mostrato un significativo effetto del contesto sul tempo di reazione […] con una funzione cubica statisticamente significativa […] e nessun effetto significativo dell’età, o dell’interazione Età-Contesto […].

    1 Per evitare risposte strategiche, abbiamo incluso anche 8 no-go-0 prove a trabocchetto (prove ‘no-go’ che seguono un’altra prova ‘no-go’). I risultati di queste prove non sono stati analizzati

    Differenze individuali nella prestazione nel Delay Task (compito con ritardo di gratificazione) e nel Go/No-Go Task (compito Go/No-Go).
    Non sono state trovate correlazioni significative tra il ritardo e i falsi allarmi […], risposte mancate […], o tempo di reazione medio […]; i risultati erano essenzialmente identici quando il ritardo è stato registrato cronologicamente (log-transformed) […]. Quindi il ritardo non è stato messo in relazione in modo significativo con la prestazione nel compito go/no-go, valutato più di 10 anni più tardi. Considereremo ulteriormente questi risultati nulli nella sezione Discussione.
    La concentrazione sulla tentazione, definita come il periodo di tempo che il bambino ha trascorso dedicandosi alla ricompensa e al campanello, è stata correlata positivamente al tempo di reazione medio alle prove ‘go’ […]. Le correlazioni tra concentrazione sulla tentazione e tempi di reazione nelle prove ‘go’ come funzione del numero delle prove ‘go’ precedenti sono state le seguenti: go-1 […]. La concentrazione sulla tentazione non è stata associata in modo significativo con falsi allarmi o risposte mancate, sebbene le correlazioni (r = .15, p .40, e r = .10, p = .56, rispettivamente) erano nella direzione prevista. I risultati ANOVA hanno mostrato un significativi effetto del contesto sui falsi allarmi […] e nessun effetto della concentrazione sulla tentazione […], o dell’interazione Concentrazione sulla Tentazione × Contesto […]. I tassi di falsi allarmi e di risposte mancate, comunque, erano molto bassi, soprattutto tra i partecipanti più grandi, come negli studi precedenti (Durston, Thomas, Yang, et al., 2002), e il risultante effetto pavimento (floor effect) può aver mascherato le differenze individuali.

    I tempi di reazione non sono stati correlati in modo significativo a risposte mancate […] o falsi allarmi […], indicando che tempi di reazione più veloci nelle prove ‘go’ non erano a scapito di errori maggiori (cioè non erano dovuti ad una compensazione della precisione nella velocità). In aggiunta, la concentrazione sulla tentazione e i tempi di reazione sono rimasti significativamente correlati quando si è controllato il QI […], l’età […], e l’accuratezza […]. Questi risultati indicano che i soggetti che distoglievano l’attenzione dagli aspetti allettanti nella situazione di ritardo, erano, nella media, più veloci, sebbene non meno accurati, nello svolgere compiti go/no-go, dei soggetti che si concentravano più sulle tentazioni nella situazione di ritardo. Un ANOVA misto compiuto sulla divisione mediana (median split) […] della concentrazione sulla tentazione ha mostrato un significativo termine di interazione Contesto × Concentrazione sull’Attenzione […] (vedi Figura 3).

    Inoltre il test dell’effetto lineare dell’interazione contesto-concentrazionesullatentazione era statisticamente significativo […], supportando la nostra previsione che se la necessità di controllo cognitivo aumentasse, anche le differenze nei tempi di reazione in prove ‘go’ riscontrate tra soggetti appartenenti al gruppo con bassa concentrazione sulla tentazione e soggetti appartenenti al gruppo con alta concentrazione sulla tentazione aumenterebbero. La scoperta che l’importanza dell’effetto della concentrazione sulla tentazione dipendeva dal contesto del compito suggerisce che le
    differenze nella prestazione in funzione della concentrazione sulla tentazione non sono dovute semplicemente a differenze nella velocità generale nel gestire il compito (per esempio Kail & Salthouse, 1994), ma riflettono differenze nelle capacità di controllo cognitivo.
    Anche l’effetto complessivo della concentrazione sulla tentazione è stato significativo […]. Questo risultato, che è in accordo con le correlazioni riportare prima, indica che il gruppo con bassa concentrazione sulla tentazione ha manifestato complessivamente tempi di reazione più veloci. Anche l’effetto principale del contesto è stato significativo […].

    DISCUSSIONE

    Il controllo cognitivo, definito in termini generali, comporta la capacità di inibire risposte irrilevanti ai fini di un compito che possono manifestarsi in diverse fasi del processo (Casey et al., 2002). Un aspetto degno di nota della presente scoperta è che il controllo cognitivo dei bambini in età prescolare al livello della selezione degli stimoli, valutato nella situazione con ricompensa ritardata, ha permesso di prevedere la prestazione realizzata più di 10 anni dopo in un compito che richiedeva un controllo cognitivo al livello dell’esecuzione della risposta. Specificamente, confrontati con i bambini d’età prescolare che hanno indirizzato la loro attenzione verso gli aspetti gratificanti della classica situazione con ritardo di ricompensa (il gruppo con alta concentrazione sulla gratificazione), i bambini d’età prescolare che hanno distolto la loro attenzione da quegli elementi (il gruppo con bassa concentrazione sulla gratificazione) erano più veloci nel portare a termine il compito go/no-go senza commettere un numero maggiore di errori. Sebbene i tassi di falso allarme siano solo una direzione verso l’indicizzazione del controllo cognitivo, le presenti scoperte sono coerenti con la ricerca che dimostra gli effetti sui tempi di reazione delle prove ‘go’ (Liston et al., 2006), come anche con il classico effetto Stroop e una varietà di paradigmi di soppressione dell’interferenza nei quali il controllo cognitivo si riflette nei tempi di reazione (per esempio Fan, Fossella, Sommer, Wu, & Poster, 2003).
    Il compito go/no-go nel presente studio ha incluso anche una manipolazione parametrica finalizzata ad aumentare la necessità di controllo cognitivo. Mano a mano che i partecipanti si imbattevano in un numero crescente di prove ‘go’ consecutive, la risposta “go” diventava sempre più saliente e automatica. Allo stesso tempo la probabilità che la prova successiva fosse un ‘no-go’ aumentava. Di conseguenza un numero maggiore di prove ‘go’ consecutive aveva come risultato un maggior conflitto tra le due opzioni di risposta, il che, a sua volta, richiedeva un maggior controllo cognitivo per far sì che il compito venisse compiuto velocemente e accuratamente
    Come nella ricerca precedente (Durston, Thomas, Worden, et al., 2002; Durston, Thomas, Yang, et al., 2002), e nella ricerca che fornisce sostegno alla tesi secondo la quale la manipolazione parametrica ha aumentato la difficoltà del compito, i tassi di falso allarme sono aumentati all’aumentare del numero di prove ‘go’ precedenti, e questo effetto era più pronunciato per i partecipanti più giovani rispetto a quelli più grandi. Sebbene non sia stata osservata un’interazione età-contesto relativamente ai tempi di reazione nelle prove ‘go’, c’era un’interazione di concentrazione sulla tentazione e contesto. Nello specifico, le differenze tra i gruppi con alta concentrazione sulla tentazione e i gruppi con bassa concentrazione sulla tentazione erano maggiori all’aumentare del numero delle prove ‘go’ consecutive che precedevano le prove ‘no-go’. Ciò suggerisce che al fine di portare a termine il compito con un tasso d’errore basso, simile a quello dei partecipanti con bassa concentrazione sulla tentazione, i partecipanti con alta concentrazione sulla tentazione hanno compensato rallentando la velocità di risposta, in particolare nelle prove che seguivano ad un grande numero di prove ‘go’ consecutive.
    Sorprendentemente, le scoperte non hanno indicato un rapporto tra prestazione nel compito go/no-go e il numero di secondi che costituivano il tempo d’attesa misurato nel compito con gratificazione ritardata svolto più di 10 anni prima. Una possibile spiegazione di questi risultati nulli risiede nel fatto che la distribuzione della variabile tempo-di-ritardo, anche quando è stata registrata cronologicamente, è stata caratterizzata da una significativa proporzione di punteggi al livello massimo (13 partecipanti hanno aspettato per l’intero periodo di 15 minuti). Più in generale, può essere che il tempo di ritardo dipenda non solo da un efficace controllo dell’attenzione, ma anche da un numero di altri fattori, come la motivazione ad ottenere delle ricompense ritardate. La concentrazione dei bambini d’età prescolare nel compito di gratificazione ritardata, in contrasto, è una misura più diretta del controllo dell’attenzione, che sembra essere particolarmente euristico nel prevedere la competenza autoregolativa (per esempio Derryberry & Rothbart, 1988; Sethi, Mischel, Aber, Shoda, & Rodriguez, 2000).
    Una possibile interpretazione alternativa dei risultati presenti è che il rapporto tra controllo attenzionale nel compito con ritardo della gratificazione e il tempo di reazione nel compito go/no-go riflette una più generale capacità di regolazione della velocità nello svolgere il compito (Kail & Salthouse, 1994) piuttosto che il controllo cognitivo. Comunque, se i risultati fossero dovuti soprattutto a differenze nella velocità di svolgimento, i gruppi con alta e bassa concentrazione sulla tentazione avrebbero dovuto differire nel tempo di reazione indipendentemente dal numero di prove ‘go’ precedenti le prove ‘no-go’, ovvero la manipolazione da noi operata della necessità di controllo cognitivo. Le differenze di tempo di reazione tra partecipanti con alta concentrazione sulla tentazione e partecipanti con bassa concentrazione sulla tentazione, invece, aumentavano in funzione del numero di prove ‘go’ passate (cioè aumentavano quanto maggiore era il controllo cognitivo richiesto per affrontare l’interferenza tra task demands in conflitto).
    Questo risultato è coerente con la nostra interpretazione secondo la quale le differenze individuali all’età di 4 anni permettono di prevedere il controllo cognitivo valutato dal compito go/no-go. Studi precedenti hanno documentato impressionanti differenze individuali nell’efficacia del controllo cognitivo (Fan, McCandliss, Sommer, Raz, & Poster, 2002) e, inoltre, hanno scoperto promettenti collegamenti tra queste differenze individuali e la variabilità genetica (Fan et al., 2003). Portando avanti questo lavoro, i presenti risultati suggeriscono che un efficace sistema di controllo dell’attenzione, riflesso nella capacità dei bambini d’età prescolare di distogliere l’attenzione dagli aspetti invitanti delle ricompense in un compito con gratificazione ritardata, può condividere un meccanismo comune con, o fare da precursore della capacità di lungo termine di inibire le risposte attenzionali e comportamentali, riflessa in anni successivi nella prestazione manifestata nel compito go/no-go. Inoltre, poiché è stato ben documentato che la prestazione inefficiente nel compito go/no-go è associata allo sviluppo immaturo del circuito fronto-striatale e di quelli correlati (Booth et al., 2003; Casey, Trainor, Giedd, et al., 1997; Davidson et al., 2004; Durston, Thomas, Yang, et al., 2002; Durston et al., 2003; Konishi et al., 1999; Vaidya et al., 1998), le scoperte suggeriscono che la concentrazione sulla tentazione nel compito con ritardo di gratificazione svolto all’età di 4 anni possa già essere un indicatore dello sviluppo successivo all’interno di questo sistema di differenze individuali nell’adolescenza e nell’età adulta.

  9. #609
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    Riferimento: [857-841]Psicologia della personalità - Iachini

    Questo è l'altro articolo..ma è in inglese..non ho trovato la traduzione che avevo fatto..

    ABSTRACT—Two studies examined how Olympic performance is explained in American and Japanese contexts. Study 1, an analysis of media coverage of the 2000 and 2002 Olympics, shows that in both Japanese and American contexts, performance is construed mainly in terms of the actions of persons. However, Japanese and American accounts differ in their explanations of the nature and source of intentional agency, that is, in their models of agency. In Japanese contexts, agency is construed as conjoint and simultaneously implicates athletes' personal attributes (both positive and negative), background, and social and emotional experience. In American contexts, agency is construed as disjoint, separate from athletes' background or social and emotional experience; performance is explained primarily through positive personal characteristics and features of the competition. Study 2, in which participants chose information to be included in an athlete's description, confirms these findings. Differences in the construction of agency are reflected in and fostered by common cultural products (e.g., television accounts).

  10. #610

    Riferimento: [857-841]Psicologia della personalità - Iachini

    salve!!
    allora stamattina ho parlato con alcuni rappresentanti e mi hanno detto che parleranno anche loro con la prof.Iachini per vedere se è possibile spostare l'esame.nel frattempo mandatemi nome, cognome e matricola!poi il 6 febbraio provvederò a raccogliere altre firme!vi terrò aggiornati...però dobbiamo essere tanti...mi raccomando!
    kisssssss

  11. #611

    Riferimento: [857-841]Psicologia della personalità - Iachini

    Domgiu grazie per gli articoli, alla fine ho risolto; un'altra gentilissima del forum me li ha inviati sia in inglese sia tradotti.. Grazie comunque.. Se ti dovessero servire mandami il tuo indirizzo email in privato e te l'invierò
    "Chi ti ama c'è sempre, c'è prima di te, c'è prima di conoscerti..."

  12. #612

    Riferimento: [857-841]Psicologia della personalità - Iachini

    salve,
    ragazze/ i dovete mandarmi in pvt nome, cognome e matricola se volete che s sposti l'esame!!m sn resa conto che avevo disattivato i messaggi privati...sorry!ora però sono attivi!magari chi m aveva già mandato il messaggio me lo ri-mandi!!x piacere fate girare la voce...dobbiamo essere più della metà dei prenotati altrimenti la prof. non sposterà l'esame!
    vi tengo aggiornati!
    kissss

  13. #613

    Riferimento: [857-841]Psicologia della personalità - Iachini

    ciao!!
    vi dò le ultime novità...ho parlato con la prof.Iachini e ha detto che cercherà di spostare l'esame..anche se dipende dall'organizzazione di aule, date e amministrazione!se riesce ad avere la disponibilità lo sposta!vi faccio sapere!kisss..xò continuate a mandarmi nome cognome e matricole!!
    baci

  14. #614

    Riferimento: [857-841]Psicologia della personalità - Iachini

    wow..speriamo riesca a spostarlo, per fortuna è disponibile..io sto indietrissimo, incrociamo le dita..
    "Chi ti ama c'è sempre, c'è prima di te, c'è prima di conoscerti..."

  15. #615
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    Riferimento: [857-841]Psicologia della personalità - Iachini

    Ciao a tutti, volevo fare una domanda che credo interessi a tutti. Quante firme siete riusciti a raccogliere ??? Che possibilità c'è che l'esame venga rinviato ?

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