invece per l'analisi transazionale e' semplicemente il risultato di ingiunzioni negative da parte del genitore
Mi sembra uno considerazione oziosa. In realta e' semplicemente una decisione esistenziale da attribuire alla scontentezza nei rapporti umani. In particolare con i genitori o simili. Viene presa nei primi anni di vita.La definisce archeologia pulsionale, più pulsionale, più forte, di quel principio del piacere di cui alla fine non tiene più in nessun conto(forse per la sua malattia che si era già manifestata).E' la traccia di questo "più forte" che condurrà Lacan ad affermare che ogni pulsione è, in quanto tale, affine alla zona della morte.
Mi pare una ovvieta'.L'attualità di Freud, dice Recalcati , sta nell'aver inaugurato una clinica dell'al di là del principio del piacere, del godimento, del peggio, non del benessere.Quale psicoterapeuta non si è sentito dire dai pz che il loro problema è che non si vogliono sufficentemente bene?
Il non volersi bene, cioe' una autostima sotto i tacchi, e sorretta dalla posizione esistenziale:- Io non mi sento ok-.
Posizione presa nei primi anni di vita, base del copione personale, ristrutturata nell'adolescenza e portata a termine nel finale del copione.
Ogni atto diventera' semplicemente la ricerca della conferma alla propria scelta iniziale.
Come dire:- Io non mi sento degno di vivere. Faro' in modo di confermare questa mia decisione con le mie scelte operative-.
Vale il discorso sopra. Oggi sono molte le ingiunzioni che vogliono il bambino subito uomo, autosufficente, integrato e produttivo. Tutte ingiunzioni che vengono dai genitori fisiologici e dai genitori istituzionali.Le forme più attuali di psicopatologie, gli eccessi come la tossicodipendenza o la bulimia o la depressione e l'anoressia, indicano i due poli di un'economia del godimento tipico dei nostri giorni. Il consumismo compulsivo, lo stress, gli eccessi
, il narcotizzarsi per distaccarsi
, rinunciare alla vita. Il peggio non si aggancia al desiderio e di conseguenza si manifesta solo come distruzione e morte.
La conseguenza e' il senso di inadeguatezza, e per cui di autolesionismo, rinuncia, appartamento e soppressione.
Cioe' realismo e semplicita'.Freud consegna agli psicanalisti il compito di essere"sentinelle del reale" e a costruire come sostiene Lacan "un'etica adeguata alla necessità dei nostri tempi" e dunque, come ho già detto, a ridurre la spinta verso il desiderio mortifero e distruttivo, incanalandola verso una realizzazione positiva e vitale.![]()
Aumentare la dose di auto-carezze, e darsi quei permessi che la societa' [il genitore] non ci vuole concedere.
Compito della psicoterapeuta e' aiutare a far cambiare la posizione esistenziale del paziente, partendo dall'assunto che:- Cambiare si puo'-, cosi come si puo' delegittimare il padre per incompetenza.
Si puo'. Ma il tranfert non e' altro che la capacita' di ri-genitorializzarsi. Cioe' di crearsi un nuovo genitore interiore, Grazie alla consapevolezza dell'adulto e al recupero della spontaneita e dell'intimita del bambino libero.Ma perchè non si ricomincia a parlare di transfert? Queste elucubrazioni mortifere mi fanno deprimere!Tanti ciao
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E mi sembra che anche tu sia alla ricerca di un genitore piu' soddisfacente...[opss...scusa se mi sono permesso..]








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, gli eccessi
, il narcotizzarsi per distaccarsi
, rinunciare alla vita. Il peggio non si aggancia al desiderio e di conseguenza si manifesta solo come distruzione e morte.
Tanti ciao
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