Vi è certo un'invidiabile ingenuità nei pensamenti di questo bravo giovane, il quale chiama umiltà la pretesa di aver per le mani la ricetta per guidare il mondo a buon fine. Egli sente certe cose, sente l'aspirazione a certe cose, per non cadere in peccato di superbia a presumere di spiegarle col suo cervello, egli mette a tacere le sue più elementari esigenze logiche che sono per lui questione di vita o di morte, le mette a tacere e poi, umilmente, dice che col cuore sente tutto, capisce tutto: tutto, beninteso, quel po' che gli basta a starsene tranquillo per l'avvenire, ché a saper tutto proprio sarebbe nera superbia. Certo è ingenuità, nient'altro che ingenuità. Beato lui! Ma la vita gli dirà qualcosa ancora. [...] Almeno aveste il coraggio di dire forte come me: Non ci capisco niente, vado avanti così godendo il più possibile e soffendo il meno, ma non ci capisco niente.
[Cesare Pavese - Vita attraverso le lettere]








"Non sono cattiva.. è che mi disegnano così"
