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  1. #646
    squirrel
    Ospite non registrato
    Pandora, è bellissima!

  2. #647
    Partecipante Figo L'avatar di Pandora
    Data registrazione
    21-02-2005
    Residenza
    Roma, nata e vissuta :)
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    906
    E' vero, è molto bella anche tradotta, ma in lingua originale con tutte le rime è un vero capolavoro di musicalità

    Dove c'è la Ragione c'è il dispotismo, dove ci sono le ragioni c'è la libertà.
    (P. Martinetti)

    Giace l'alta Cartago, appena i segni
    dell'alte sue ruine il lito serba.
    Muoiono le città, muoiono i regni
    copre i fasti e le pompe arena et erba...

    (T. Tasso)

    -Membro del Club Del Giallo - tessera n°6-SEGRETARIA DI REDAZIONE

    TUTTO CIO' CHE NON CI UCCIDE CI RENDE PIU' FORTI

  3. #648
    lialy
    Ospite non registrato
    DOPO TUTTO..... Prevert

    Nella casa della libertà tutto era del tutto passato,il futuro era arrivato.

    D'improvviso, dalla bocca di un testimone, si udì qualcosa di insospettato: il futuro aveva un passato.

    Nella casa della fidanzata, è ancora ieri eppure è già domani, ma dal futuro siamo lontani.

    Abbiamo il cesto vuoto, le porte sono chiuse, le tende già tirate.

    Non c'è presente, non fa regali il tempo.

  4. #649
    Malkavian
    Ospite non registrato
    Sempre vieni dal mare - Cesare Pavese

    "Sempre vieni dal mare
    e ne hai la voce roca,
    sempre hai occhi segreti
    d'acqua viva tra i rovi,
    e fronte bassa, come
    cielo basso di nubi.
    Ogni volta rivivi
    come una cosa antica
    e selvaggia, che il cuore
    già sapeva e si serra.
    Ogni volta è uno strappo,
    ogni volta è la morte.
    Noi sempre combattemmo.
    Chi si risolve nell'urto
    ha gustato la morte
    e la porta nel sangue.
    Come buoni nemici
    che non s'odiano più
    noi abbiamo una stessa
    voce, una stessa pena
    e viviamo affrontato
    sotto povero cielo.
    Tra noi non insidie,
    non inutili cose -
    combatteremo sempre.
    Combatteremo ancora,
    combatteremo sempre,
    perchè cerchiamo il sonno
    della morte affiancati,
    e abbiamo voce roca
    fronte bassa e selvaggia
    e un identico cielo.
    Fummo fatti per questo.
    Se tu od io cede all'urto.
    segue una notte lunga
    che non è pace o tregua
    e non è morte vera.
    Tu non sei più. Le braccia
    si dibattono invano.
    Fin che ci trema il cuore.
    Hanno detto un tuo nome.
    Ricomincia la morte.
    Cosa ignota e selvaggia
    sei rinata dal mare."


    Il gioco in cui ci troviamo - Juan Gelman

    "Se mi dessero da scegliere, io sceglierei
    questa salute di sapere che siamo molto malati,
    questa felicità di trovarci tanto infelici.

    Se mi dessero da scegliere, io sceglierei
    quest'innocenza di non essere innocente,
    questa purezza in cui mi trovo impuro.

    Se mi dessero da scegliere, io sceglierei
    questo amore con cui odio,
    questa speranza che mangia pani disperati

    E' qui che succede, signori,
    che mi gioco la morte."


    Non chiederci la parola - Eugenio Montale

    "Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
    l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco
    lo dichiari e risplenda come un croco
    perduto in mezzo a un polveroso prato.

    Ah l'uomo che se ne va sicuro,
    agli altri ed a se stesso amico,
    e l'ombra sua non cura che la canicola
    stampa sopra uno scalcinato muro!

    Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
    sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
    Codesto solo oggi possiamo dirti,
    ciò che non siamo, ciò che non vogliamo."


    Xenia I - Eugenio Montale

    "Avevamo studiato per l'aldilà
    un fischio, un segno di riconoscimento.
    Mi provo a modularlo nella speranza
    che tutti siamo già morti senza saperlo.
    Non ho mai capito se io fossi
    il tuo cane fedele e incimurrito
    o tu lo fossi per me.
    Per gli altri no, eri un insetto miope
    smarrito nel blabla
    dell'alta società. Erano ingenui
    quei furbi e non sapevano
    di essere loro il tuo zimbello:
    di esser visti anche al buio e smascherati
    da un tuo senso infallibile, dal tuo
    radar di pipistrello."

  5. #650
    Partecipante Figo L'avatar di Pandora
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    ...dal sacro, al profano!

    IO TI AMO

    io ti amo
    e se non ti basta
    ruberò le stelle al cielo
    per farne ghirlanda
    e il cielo vuoto
    non si lamenterà di ciò che ha perso
    che la tua bellezza sola
    riempira l'universo

    Io ti amo
    e se non ti basta
    vuoterò il mare
    e tutte le perle verrò a portare
    davanti a te
    e il mare non piangerà
    di questo sgarbo
    che onde a mille, e sirene
    non hanno l'incanto
    di un tuo solo sguardo

    Io ti amo
    e se non ti basta
    solleverò i vulcani
    e il loro fuoco metterò
    nelle tue mani, e sara ghiaccio
    per il bruciare delle mie passioni

    Io ti amo
    e se non ti basta
    anche le nuvole catturerò
    e te le porterò domate
    e su te piover dovranno
    quando d'estate
    per il caldo non dormi
    E se non ti basta
    perché il tempo si fermi
    fermerò i pianeti in volo
    e se non ti basta
    vaffanculo



    Stefano Benni

    Dove c'è la Ragione c'è il dispotismo, dove ci sono le ragioni c'è la libertà.
    (P. Martinetti)

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    Muoiono le città, muoiono i regni
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    TUTTO CIO' CHE NON CI UCCIDE CI RENDE PIU' FORTI

  6. #651
    Partecipante Figo L'avatar di Pandora
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    21-02-2005
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    ...torniamo al sacro!

    Dualismo

    Son luce ed ombra; angelica
    farfalla o verme immondo
    sono un caduto cherubo
    dannato a errar sul mondo,
    o un demone che sale,
    affaticando l'ale,
    verso un lontano ciel.

    Ecco perché nell'intime
    cogitazioni io sento
    la bestemmia dell'angelo
    che irride al suo tormento,
    o l'umile orazione
    dell'esule dimone
    che riede a Dio, fedel.

    Ecco perché m'affascina
    l'ebbrezza di due canti,
    ecco perché mi lacera
    l'angoscia di due pianti,
    ecco perché il sorriso
    che mi contorce il viso
    o che m'allarga il cuor.

    Ecco perché la torbida
    ridda de' miei pensieri,
    or mansueti e rosei,
    or violenti e neri;
    ecco perché con tetro
    tedio, avvincendo il metro
    de' carmi animator.

    O creature fragili
    dal genio onnipossente!
    Forse noi siamo l'homunculus
    d' un chimico demente,
    forse di fango e foco
    per ozioso gioco
    un buio Iddio ci fe'.

    E ci scagliò sull'umida
    gleba che c'incatena,
    poi dal suo ciel guatandoci
    rise alla pazza scena
    e un dì a distrar la noia
    della sua lunga gioia
    ci schiaccerà col pie'.

    E noi viviam, famelici
    di fede o d'altri inganni,
    rigirando il rosario
    monotono degli anni,
    dove ogni gemma brilla
    di pianto, acerba stilla
    fatta d'acerbo duol.

    Talor, se sono il demone
    redento che s'indìa,
    sento dall'alma effondersi
    una speranza pia
    e sul mio buio viso
    del gaio paradiso
    mi fulgureggia il sol.

    L'illusion-libellula
    che bacia i fiorellini,
    -l'illusion-scoiattolo
    che danza in cima i pini,
    -l'illusion-fanciulla
    che trama e si trastulla
    colle fibre del cor,

    viene ancora a
    sorridermi
    nei dì più mesti e soli
    e mi sospinge l'anima
    ai canti, ai carmi, ai voli;
    e a turbinar m'attira
    nella profonda spira
    dell'estro ideator.

    E sogno un'Arte eterea
    che forse in cielo ha norma,
    franca dai rudi vincoli
    del metro e della forma,
    piena dell'Ideale
    che mi fa batter l'ale
    e che seguir non so.

    Ma poi, se avvien che l'angelo
    fiaccato si ridesti,
    i santi sogni fuggono
    impauriti e mesti;
    allor, davanti al raggio
    del mutato miraggio,
    quasi rapito, sto:

    e sogno allor la magica
    Circe col suo corteo
    d'alci e di pardi, attoniti
    nel loro incanto reo.
    E il cielo, altezza impervia,
    derido e di protervia
    mi pasco e di velen.

    E sogno un'Arte reproba
    che smaga il mio pensiero
    dietro le basse immagini
    d'un ver che mente al Vero
    e in aspro carme immerso
    sulle mie labbra il verso
    bestemmiando vien.

    Questa è la vita! L'ebete
    vita che c'innamora,
    lenta che pare un secolo,
    breve che pare un'ora;
    un agitarsi alterno
    fra paradiso e inferno
    che non s'accheta più!

    Come istrion, su cupida
    plebe di rischio ingorda,
    fa pompa d'equilibrio
    sovra una tesa corda,
    tal è l'uman, librato
    fra un sogno di peccato
    e un sogno di virtù.

    Arrigo Boito

    Dove c'è la Ragione c'è il dispotismo, dove ci sono le ragioni c'è la libertà.
    (P. Martinetti)

    Giace l'alta Cartago, appena i segni
    dell'alte sue ruine il lito serba.
    Muoiono le città, muoiono i regni
    copre i fasti e le pompe arena et erba...

    (T. Tasso)

    -Membro del Club Del Giallo - tessera n°6-SEGRETARIA DI REDAZIONE

    TUTTO CIO' CHE NON CI UCCIDE CI RENDE PIU' FORTI

  7. #652
    tati81
    Ospite non registrato
    Il Passato
    -Emily Dickinson

    E' una curiosa creatura il passato
    Ed a guardarlo in viso
    Si può approdare all'estasi
    O alla disperazione.

    Se qualcuno l'incontra disarmato,
    Presto, gli grido, fuggi!
    Quelle sue munizioni arrugginite
    Possono ancora uccidere!

  8. #653
    Super Postatore Spaziale L'avatar di sinonimo
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    Quant'è bella giovinezza che si fugge tuttavia
    del doman non v'è certezza
    chi vuol essere lieto sia

    Lorenzo il Magnifico ( mi sembra)
    Buona vita a tutti!

  9. #654
    squirrel
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da sinonimo
    Quant'è bella giovinezza che si fugge tuttavia
    del doman non v'è certezza
    chi vuol essere lieto sia

    Lorenzo il Magnifico ( mi sembra)
    e ti sembra bene: è proprio di Lorenzo il Magnifico!

  10. #655
    Super Postatore Spaziale L'avatar di sinonimo
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    Originariamente postato da squirrol
    e ti sembra bene: è proprio di Lorenzo il Magnifico!


    grazie
    Buona vita a tutti!

  11. #656
    Partecipante Super Figo L'avatar di Agony
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    Dai sospiri

    Dai sospiri nasce qualcosa,
    Ma non dolore, questo l’ho annientato
    Prima dell’agonia; lo spirito cresce,
    Scorda, e piange;
    Nasce un nonnulla che, gustato, è buono;
    Non tutto poteva deludere;
    C’è, grazie a Dio, qualche certezza:
    Che non è amore se non si ama bene,
    E questo è vero dopo perpetua sconfitta.

    Dopo siffatta lotta, come il più debole sa,
    C’è di più che il morire;
    Lascia i grandi dolori o tampona la piaga,
    Ancora a lungo egli dovrà soffrire,
    E non per il rimpianto di lasciare una donna in attesa
    Del suo soldato sporco di parole
    Che spargono un sangue così acre.

    Se ciò bastasse, se ciò bastasse a dar sollievo al male,
    Il provare rimpianto quando quello è perduto
    Che mi rendeva felice nel sole,
    Quanto felice il tempo che durava,
    Se ambiguità bastassero e abbondanza di dolci menzogne,
    Potrebbero le vacue parole sostenere tutta la sofferenza
    E guarirmi dai mali.

    Se ciò bastasse, osso, tendine, sangue,
    Il cervello attorcigliato, i lombi ben fatti,
    Cercando a tastoni la materia sotto la ciotola del cane,
    L’uomo potrebbe guarire dal cimurro.
    Ché tutto quello che va dato, io l’offro:
    Briciole, stalla, e cavezza.

    Dylan Thomas

  12. #657
    lialy
    Ospite non registrato
    .......

    La Follia decise di invitare i suoi amici a prendere un caffè da lei. Dopo il caffè, la Follia propose: "Si gioca a nascondino?".
    "Nascondino? Che cos'è?" - domandò la Curiosità.
    "Nascondino è un gioco. Io conto fino a cento e voi vi nascondete. Quando avrò terminato di contare, cercherò e il primo che troverò sarà il prossimo a contare".
    Accettarono tutti ad eccezione della Paura e della Pigrizia.
    "1,2,3. - la Follia cominciò a contare.
    La fretta si nascose per prima, dove le capitò.
    La Timidezza, timida come sempre, si nascose in un gruppo d'alberi.
    La Gioia corse in mezzo al giardino.
    La Tristezza cominciò a piangere, perché non trovava un angolo adatto per nascondersi.
    L'Invidia si unì al Trionfo e si nascose accanto a lui dietro un sasso.
    La Follia continuava a contare mentre i suoi amici si nascondevano.
    La Disperazione era disperata vedendo che la Follia era già a novantanove.
    "CENT! - gridò la Follia - Comincerò a cercare.
    La prima ad essere trovata fu la Curiosità, poiché non aveva potuto impedirsi di uscire per vedere chi sarebbe stato il primo ad essere scoperto. Guardando da una parte, la Follia vide il Dubbio sopra un recinto che non sapeva da quale lato si sarebbe meglio nascosto. E così di seguito scoprì la Gioia, la Tristezza, la Timidezza. Quando tutti erano riuniti, la Curiosità domandò:
    "Dov'è l'Amore?".
    Nessuno l'aveva visto. La Follia cominciò a cercarlo. Cercò in cima ad una montagna, nei fiumi sotto le rocce. Ma non trovò l'Amore. Cercando da tutte le parti, la Follia vide un rosaio, prese un pezzo di legno e cominciò cercare tra i rami, allorché ad un tratto sentì un grido. Era l'Amore, che gridava perché una spina gli aveva forato un occhio. La Follia non sapeva che cosa fare. Si scusò, implorò l'Amore per avere il suo perdono e arrivò fino a promettergli di seguirlo per sempre.
    L'Amore accettò le scuse.
    Oggi, l'Amore è cieco e la Follia lo accompagna sempre.......


    buon san valentino a tutti....

  13. #658
    Johnny
    Ospite non registrato
    Senti quella pelle ruvida
    Un gran freddo dentro l'anima
    Fa fatica anche una lascima a scendere giù
    Troppe attese dietro l'angolo
    Gioie che non ti appartengono
    Questo tempo inconciliabile gioca contro di te

    Ecco come si finisce poi
    Inchiodati a una finestra noi
    Spettatori malinconici di felicità impossibili
    Tanti viaggi rimandati e già
    Valigie vuote da un'eternità
    Quel dolore che non sai cos'è
    Solo lui non ti abbandonerà... mai, oh mai

    È un rifugio quel malessere
    Troppa fretta in quel tuo crescere
    Non si fanno più miracoli
    Adesso non più

    Non dar retta a quelle bambole
    Non toccare quelle pillole
    Quella suora ha un bel carattere
    Ci sa fare con le anime

    Ti darei gli occhi miei per vedere ciò che non vedi
    L'energia, l'allegria per strapparti ancora sorrisi
    Dirti sì, sempre sì e riuscire a farti volare
    Dove vuoi, dove sai senza più quel peso sul cuore
    Nasconderti le nuove, quell'inverno che ti fa male
    Curarti le ferite e poi qualche dente in più per mangiare
    E poi vederti ridere e poi vederti correre ancora
    Dimentica, c'è chi dimentica distrattamente un fiore una domanica
    E poi silenzi
    E poi silenzi
    Silenzi

    Nei giardini che nessuno sa si respira l'inutilità
    C'è rispetto grande pulizia, è quasi follia
    Non sai com'è bello stringerti
    Ritrovarsi qui a difenderti
    E vestirti e pettinarti sì e sussurrarti non arrenderti
    Nei giardini che nessuno sa quanta vita si trascina qua
    Solo acciacchi piccole anemie, siamo niente senza fantasie

    Sorreggili, aiutali, ti prego non lasciarli cadere
    Esili, fragili non negargli un po' del tuo amore
    Stelle che ora tacciono, ma daranno un senso al quel cielo
    Gli uomini non brillano se non sono stelle anche loro

    Mani che ora tremano perché il vento soffia più forte
    Non lasciarli adesso no, che non li sorprenda la morte


    Siamo noi gli inabili che pur avendo a volte non diamo
    Dimentica, c'è chi dimentica distrattamente un fiore una domanica
    E poi silenzi
    E poi silenzi
    Silenzi

  14. #659
    Musica dell'indifferenza
    cuore tempo aria fuoco sabbia
    del silenzio frana d'errori
    copri le loro voci ch'io
    non mi senta più
    tacere.

    [S. Beckett]
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  15. #660
    tati81
    Ospite non registrato
    IT PT
    Amo tutto ciò che è stato
    -Fernando Pessoa

    Amo tutto ciò che è stato,
    tutto quello che non è più,
    il dolore che ormai non mi duole,
    l’antica e erronea fede,
    l’ieri che ha lasciato dolore,
    quello che ha lasciato allegria
    solo perché è stato, è volato
    e oggi è già un altro giorno.

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