Dunque.
Sono ottimi.
Il principio che ne sta alla base, in parole molto semplici, e' prendere la sostanza attiva di una pianta (fiore) e diluirlo, poi diluire ancora il diluito, poi diluire di nuovo...e cosi via per un certo numero di volte.
Alla fine in teoria non dovrebbe restare che...acqua...
Ma in realta' Bach sosteneva che in qualche modo l'energia del principio curativo della pianta rimaneva, con questo processo, come "impressa" o "memorizzata" dal liquido che se poi assunto favoriva la risoluzione dei disturbi correlati.
Di norma e' un omeopata che prescrive la terapia con i fiori di bach.
Ma oggi si trovano anche in erboristeria e uno degli altri sistemi usati per capire quale faccia al caso nostro e' fare, sul posto con l'erborista (che se e' bravo lo fara' in modo preciso) un piccolo test che ci consenta di capire quale preparato usare.
Io ne ho trovato giovamento, ma solo per periodi di tempo limitati.
Poi il mio fegato, molto sensibile, li rifiutava.
Allora era come se il mio corpo mi avvisasse che il disturbo era curato e non ne avevo piu' bisogno.
Qui un sito utile
http://www.fioridibach.it/