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  1. #661
    Partecipante Affezionato L'avatar di Anymore89
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Ciao a tutti,ho Letto,quasi tutta la vostra discussione e l'ho trovata molto interessante,ma ho ancora alcuni dubbi,visto che non sono un "Adetta ai Lavori",volevo chiedervi alcune cose che ancora non mi sono chiare.Scusate la mia ignoranza.Non c'è una qualche tecnica per bloccare il Transfert?(Da parte del paziente) L'espressione della rabbia,provocata dal transfert,fino a che punto può compromettere la terapia?Quali benefici si possono trarre dal transfert?e in quanto tempo? Come si può capire se anche il terapeuta risponde con un controtransfert?ci sono dei segnali?può essere pericoloso?
    Scusate ma sono un'pò confusa sull'argomento...vorrei risposte sincere e accessibili,da specialisti e da chi stà affrontando lo stesso problema,Grazie dell'attenzione!!

  2. #662
    Johnny
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Anymore89 Ciao a tutti,ho Letto,quasi tutta la vostra discussione e l'ho trovata molto interessante,ma ho ancora alcuni dubbi,visto che non sono un "Adetta ai Lavori",volevo chiedervi alcune cose che ancora non mi sono chiare.Scusate la mia ignoranza.[/QUOTE]


    Non c'è una qualche tecnica per bloccare il Transfert?(Da parte del paziente)
    e perché lo vuoi bloccare? Non è possibile poiché si instaura spontaneamente in ogni situazione.


    L'espressione della rabbia,provocata dal transfert,fino a che punto può compromettere la terapia?
    può compromettere la terapia se non viene elaborata nella terapia stessa. Lìinterpretazione di transfert è uno dei punti centrali del processo analitico (secondo la teoria classica)


    Quali benefici si possono trarre dal transfert?e in quanto tempo?
    dal transfert in sè nessun beneficio. Il beneficio lo si ottiene dalla sua analisi nel corso della terapia. Il tempo è variabile, credo che possa variare da minuti, a settimane, a anni a seconda di molte variabili in gioco.


    Come si può capire se anche il terapeuta risponde con un controtransfert?ci sono dei segnali?può essere pericoloso?
    ad ogni transfert corrisponde un controtransfert. Esso non è un semplice transfert dell'analista verso il paziente, ma è una risposta al transfert del paziente quindi il tipo di controtransfert dipende dal transfert del paziente e dal "mondo interno" dell'analista.
    Sulla "pericolosità" del controtransfert (forse meglio dire: la sua "funzione") ci sono vari punti di vista, da Freud fino ad oggi, diversi tra loro. In generale potremmo dire che siccome l'analista ha fatto una sua analisi personale, è in grado di "osservare" il controtransfert e di utilizzarlo in senso terapeutico, quindi non c'è nessun pericolo insito nel controtransfert, perché viene usato come strumento e risorsa per la terapia.

  3. #663
    Partecipante Affezionato L'avatar di Anymore89
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    e perché lo vuoi bloccare? Non è possibile poiché si instaura spontaneamente in ogni situazione.
    Per avere un'pò più di controllo delle emozioni che questo potrebbe sprigionare...

    può compromettere la terapia se non viene elaborata nella terapia stessa. Lìinterpretazione di transfert è uno dei punti centrali del processo analitico (secondo la teoria classica)
    si lo sò,su questo argomento ho letto molte cose,però ho paura che a livello personale la mia rabbia possa far del male alla mia psicoterapeuta,perchè è sempre un essere umano,con la sua sensibilità,e io non vorrei mai ferirla,ormai gli voglio troppo bene,non sopporterei di vederla soffrire.

    ad ogni transfert corrisponde un controtransfert. Esso non è un semplice transfert dell'analista verso il paziente, ma è una risposta al transfert del paziente quindi il tipo di controtransfert dipende dal transfert del paziente e dal "mondo interno" dell'analista.
    Sulla "pericolosità" del controtransfert (forse meglio dire: la sua "funzione") ci sono vari punti di vista, da Freud fino ad oggi, diversi tra loro. In generale potremmo dire che siccome l'analista ha fatto una sua analisi personale, è in grado di "osservare" il controtransfert e di utilizzarlo in senso terapeutico, quindi non c'è nessun pericolo insito nel controtransfert, perché viene usato come strumento e risorsa per la terapia.[/QUOTE]
    Ciao Johnny,ti ringrazio per le informazioni che mi stai dando,Spero di riuscire a gestire questa terapia nel modo giusto...
    Ultima modifica di Anymore89 : 29-11-2008 alle ore 22.51.51

  4. #664
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Io non sono molto d'accordo, non ho mai parlato di "regole" tantomeno di "regole basi" (di queste ne conosco 1 sola, ed è la "regola fondamentale"), quella della neutralità non è una regola tecnica, ma una posizione in cui si installa l'analista per permettere il lavoro analitico, il lavoro dell'inconscio del soggetto. In ogni caso, non è fondamentale per l'efficacia della cura, quanto per la sua direzione, anche perchè parlare di "efficacia della cura" apre una serie di questioni etiche, cliniche ed epistemologiche che in questo trhread abbiamo solo sfiorato...

    Saluti,
    ikaro
    Ciao Ikaro.
    Vorrei tanto capire meglio, il perchè tu sostieni che questa posizione di neutralià,(che poi è il concetto opposto a partecipazione) è così basilare per consentire lo svolgimento del lavoro analitico?
    Forse perchè se non fosse rigorosamente osservata, il paziente potrebbe subire condizionamenti e dunque il suo cambiamento in generale o relativo ad esempio alle sue convinzioni rispetto ai volori religiosi, morali o sociali non essere autonomo, individuale ma manipolato dal medico?
    Ciao
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  5. #665
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Se intendi la sublimazione in senso "classico" però, non è accostabile all'idealizzazione. Se la prima rappresenta l'impiego migliore che la libido possa assumere, la seconda è invece la negazione di vissuti di odio ed invidia nei confronti dell'analista (ad esempio nell'ottica kleiniana).
    Gieko ciao.
    Io non ho mai parlato di idealizzazione, ma di intellettualizzazione(o sublimazione).
    In questo thread si è parlato di transfert, da "quasi" tutte le angolazioni, ma non si è mai cercato di fare ipotesi generiche di spiegazione di un transfert. Perchè, ad esempio alla fine di un'analisi, ben riuscita, il paziente capisce che per trovare il suo equilibrio deve cambiare lavoro, o partner, o allontanarsi dai genitori? Sono esempi banali che hanno spiegazioni vissuti personali , storie di vita diverse.Naturalmente il pz arriva a queste consapevolezze dopo anni di analisi, influenzato da un transfert che man mano, viene alla luce e si chiarisce.
    Nella stessa maniera, può avvenire che un paziente si rende conto che, forse per un desiderio inconscio di restare legato alla terapia o al terapeuta , quando il percorso analitico si avvia alla fase finale, trasferisce i suoi interessi verso la psicologia, anche se nella vita svolge un altro lavoro. C'e chi, potendoselo permettere si inscrive addirittura in psicologia , e poi svolge quella professione( i casi storici e recenti sono tanti), altri coltivano solo un interesse personale pe la materia come hobby.
    Capisco che non è facile rispondere, che ogni percorso analitico è unico. Ma per essere un fatto che accade così frequentemente, ci deve essere un motivo ben preciso che accomuna i transfert di tutti quei pazienti che si abbonano a riviste, leggono libri, frequentano gruppi, scrivono nei forum come OPS, anche dopo la fine del loro percorso terapeutico.
    Se invece tutto questo accade all'inizio della terapia, potrebbe essere un modo per essere più consapevoli, documentandosi, il perchè ad es. di tanto distacco del terapeuta e dunque anche, di questo fenomeno inspigabile ai profani che è il transfert.
    Scusate se il mio quesito è posto in modo non molto chiaro.....Ma parliamone.
    Ciao
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  6. #666
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Sappiamo che invece nelle psicoanalisi classiche qualunque gesto o contatto viene considerato un inammissibile acting, un vero e proprio errore professionale. Questa è una delle regole base della psicoanali classica, insieme a quella della neutralità rigorosa, regole che voi esperti , tu per primo, insieme a Gieko, Ikaro, johnny, Luigi, e altri, avete sempre condiviso e ritenute fondamentali per l'efficacia della cura.
    premesso che non sono "esperto", direi che la neutralità è importante perché (semplificando al massimo) il paziente avvia una terapia per cambiare e modificare i propri comportamenti, i propri modi di agire le relazioni. E quando il paziente arriva dall'analista, inconsciamente, cerca di coinvolgere l'analista in queste sue dinamiche patologiche (se non fossero patologiche - nel senso di pathos: patire, soffrire - non avrebbe motivo di volerle cambiare) e l'analista deve mantenere la neutralità per non farsi coinvolgere in tali dinamiche e cambiarle, dare spazio invece alla parola, intesa come Logos. Si passa dal "fare" al "dire".

    Certo che "neutralità" non significa "fobia del contatto", in questo caso diventerebbe una difesa dell'analista.




    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    neutralià,(che poi è il concetto opposto a partecipazione) è così basilare per consentire lo svolgimento del lavoro analitico?
    Mangini scrive che "neutralità" non è opposto al concetto di partecipazione, perché la neutralità seve all'analista per raggiungere quell'assetto mentale necessario a "ricevere" e partecipare nel modo migliore possibile alle comunicazioni che giungono dal paziente


    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    Perchè, ad esempio alla fine di un'analisi, ben riuscita, il paziente capisce che per trovare il suo equilibrio deve cambiare lavoro, o partner, o allontanarsi dai genitori? Sono esempi banali che hanno spiegazioni vissuti personali , storie di vita diverse.Naturalmente il pz arriva a queste consapevolezze dopo anni di analisi, influenzato da un transfert che man mano, viene alla luce e si chiarisce.
    forse perché l'analisi serve per ampliare lo spazio del pensiero e dunque alla fine di una terapia il paziente può pensare cose di cui prima non riusciva ad avere consapevolezza
    Ultima modifica di Johnny : 30-11-2008 alle ore 10.53.58

  7. #667
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da Anymore89 Visualizza messaggio
    Scusa se mi intrometto,ma cosa intendi per atteggiamento asimmetrico dal punto di vista umano?
    Intendo esattamente che l'asimmetria terapeutica non va confusa con un atteggiamento di superiorità personale ed umana, del tipo "il paziente non sa, il terapeuta è detentore della verità".
    Ultima modifica di gieko : 30-11-2008 alle ore 13.59.44
    gieko

  8. #668
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    Gieko ciao.
    Io non ho mai parlato di idealizzazione, ma di intellettualizzazione(o sublimazione).
    E' vero. Ma anche l'intellettualizzazione non è la stessa cosa della sublimazione.

    Per il resto il discorso mi sembra veramente soggettivo, per cui gli ex-pazienti analitici che rimangono o diventano interessati alla psicologia possono avere i motivi più disparati, sani e patologici. Ed è questa la funzione specifica dell'analisi didattica per coloro che vogliono intraprendere a loro volta il percorso di training.

    Saluti
    gieko

  9. #669
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    E' vero. Ma anche l'intellettualizzazione non è la stessa cosa della sublimazione.

    Per il resto il discorso mi sembra veramente soggettivo, per cui gli ex-pazienti analitici che rimangono o diventano interessati alla psicologia possono avere i motivi più disparati, sani e patologici. Ed è questa la funzione specifica dell'analisi didattica per coloro che vogliono intraprendere a loro volta il percorso di training.

    Saluti
    Possono essere questi ,allora, i casi di psicoanalisi che durarano tutta ..........la vita?..............
    Ma tu non mi vuoi proprio rispondere
    Ultima modifica di francesca63 : 30-11-2008 alle ore 15.15.20
    FRANCESCA

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  10. #670
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    cara francesca, in che senso non ti voglio rispondere?
    gieko

  11. #671
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    Caro Gieko, ci tenevo a conoscere il tuo parere su queste mie considerazoni.

    .... può avvenire che un paziente si rende conto che, forse per un
    desiderio inconscio di restare legato alla terapia o al terapeuta , quando il percorso analitico si avvia alla fase finale, trasferisce i suoi interessi verso la psicologia, anche se nella vita svolge un altro lavoro.

    Se invece tutto questo accade all'inizio della terapia, potrebbe essere un modo per essere più consapevoli, documentandosi, il perchè ad es. di tanto distacco del terapeuta e dunque anche, di questo fenomeno inspigabile ai profani che è il transfert.
    Ciao
    FRANCESCA

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  12. #672
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Francesca, non è che non ti voglia rispondere, ma francamente ritengo che non ci sia una risposta unica. Il tuo punto di vista può essere una tra le tante letture che si potrebbero fare nei diversi momenti di una terapia.

    Un saluto
    gieko

  13. #673
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    A.M.Nicolò sostiene che oggi assistiamo ad un'utile cross-fertilization tra varie scuole analitiche di pensiero:il focus della terapia si sposta dal paziente col suo mondo interno, alla coppia analitica e dunque ad un transfert co-costruito. Le concezioni costruttiviste si contrappongono a quelle obiettiviste degli psicologi dell'io.
    La cross-fertilization sta guadagnando sempre più terreno con poche eccezioni,tra cui sopratutto,
    la psicoanalisi francese; ieri molto spazio ha dedicato la Repubblica, ad un articolo sulla concezione del transfert secondo Lacan. Gli accesi dibattiti su alcune questioni di base come il rapporto tra transfert e controtransfert, transfert e persona dell'analista, soggettività e oggettività nel setting, neutralità dell'analista, hanno fatto sì che oggi non esiste nessun autore di rilievo che non mostri un'ampia contaminazione con modelli anche contrapposti a quello che denuncia come il suo. Sicuramente temi, come ad es. una posizione più attenta alle critiche del paziente, non sarebbero state prese in considerazione con tanta forza, se non avessero costituito la ragione del contendere tra autorevoli analisti di differenti approcci.
    Ma il coraggio di praticare terapie integrate, che sicuramente hanno un potenziale terapeutico maggiore, o di derogare al momento necessario, al rispetto dei loro rigorosi principi. spaventa e blocca ancora tanti analisti che forse, o perchè troppo vecchi o al contrario troppo giovani e poco esperienti, si barricano dietro la dottrina, essendo incapaci di essere flessibili, di saper gestire certe situazioni o per paura di essere troppo egualitari: brutta bestia il transfert, difficile da addomesticare, non solo per il paziente, ma anche per l'analista.
    Ciao
    Ultima modifica di francesca63 : 07-12-2008 alle ore 14.47.51
    FRANCESCA

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  14. #674
    Johnny
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    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    brutta bestia il transfert, difficile da addomesticare, non solo per il paziente, ma anche per l'analista.
    Ciao
    nessuno ha mai detto il contrario, il transfert (e quindi il controtransfert) sono questioni fondamentali (sempre se parliamo di Psicoanalisi, ovviamente), soprattutto nella concezione moderna della psicoanlisi, dalla teoria del campo in poi.
    Ma più che una "brutta bestia" preferisco considerarli una importante risorsa per l'analisi stessa, perché è grazie alla loro comprensione e interpretazione che procede il processo analitico.
    Ultima modifica di Johnny : 07-12-2008 alle ore 10.52.40

  15. #675
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    nessuno ha mai detto il contrario, il transfert (e quindi il controtransfert) sono questioni fondamentali (sempre se parliamo di Psicoanalisi, ovviamente), soprattutto nella concezione moderna della psicoanlisi, dalla teoria del campo in poi.
    Ma più che una "brutta bestia" preferisco considerarli una importante risorsa per l'analisi stessa, perché è grazie alla loro comprensione e interpretazione che procede il processo analitico.
    Caro johnny, grazie per la sollecitudine a rispondere. Solo pochi oltre te, sono sempre equilibrati e disponibili a fornire chiarimenti esaudienti. Complimenti per la tua: "calma terapeutica"....
    Ciao
    Ultima modifica di francesca63 : 07-12-2008 alle ore 22.11.05
    FRANCESCA

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