
Originalmente inviato da
IT_Modeler
Evolution,
ciò che stai riferendo non è più una generalizzazione, ma un fatto preciso.
Tu solo conosci direttamente questa persona e Tu solo puoi approfondire i fatti.
Cmq mi sembra molto complessa, cioè mi sembra molto complesso poter dimostrare in che modo egli abbia potuto (ammesso che lo abbia fatto) <<avere qualche responsabilità>> nell'esito nefasto dell'iter di non so quale terapia la sventurata stesse facendo con lo psichiatra, ammesso che avesse cominciato una terapia. Mancano parecchi dettagli. In ogni caso più che un counselor mi pare un folle, che oltre a ritrovarsi di fronte a un caso che non poteva (in tutti i sensi) gestire, va pure a raccontare in giro il dramma che, a suo dire, sarebbe capitato a lui. Secondo me è capitato alla poveretta. MA, mi permetto di aggiungere solo questo, per me è anche una prova di come alcuni si possano inserire in un sistema palesemente deficitario. Forse gli psichiatri dovrebbero lavorare fianco a fianco con gli psicologi e NON permettere l'inserimento di altri. Il mio dentista lavora fianco a fianco con un osteopata (titolo anch'esso non riconosciuto, ma il cui training dura 9 anni! Credo sia cmq un fisioterapista, quello del mio caso) che lo affianca x integrare il suo lavoro durante i lavori di ortodonzia, per i riflessi che questi ultimi possono avere sui i distretti della cervicale e altri, la postura, ecc.
Forse si potrebbe mutuare l'esempio per creare qualcosa di simile tra psichiatri e psicologi. Per <<l'infermiere-counselor>> NON ho parole.