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  1. #676

    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da Anymore89 Visualizza messaggio
    e perché lo vuoi bloccare? Non è possibile poiché si instaura spontaneamente in ogni situazione.
    Per avere un'pò più di controllo delle emozioni che questo potrebbe sprigionare...

    ho paura che a livello personale la mia rabbia possa far del male alla mia psicoterapeuta,perchè è sempre un essere umano,con la sua sensibilità,e io non vorrei mai ferirla,ormai gli voglio troppo bene,non sopporterei di vederla soffrire.
    Se posso esprimere un mio parere...

    In te e' forte la spinta:- Compiacimi...-, cioe':- Io ti vorro' bene, e percio' sarai ok, solo se mi compiacerai...-.

    La spinta veniva probabilmente dalla mamma ed ora tu vedi nella psicoterapista una mamma che vuoi compiacere, e per questo hai paura delle tue emozioni, che potrebbero, nel tuo pensiero magico di bimba, compromettere il vostro rapporto.

    Proprio come avevi paura di compromettere il rapporto con tua madre, esprimendo le tue emozioni autentiche.

    Cosi' facendo agisci nello stesso copione insoddisfacente che ti ha creato problemi, e che ti ha portato in terapia.

    La tua preoccupazione non dovrebbe essere quella di non urtare la terapista, ma di liberare le tue emozioni, cioe' provare quella paura di abbandono, quella rabbia repressa, quella tristezza contenuta che si sono accumulate in te.

    Sei li per questo, e non per compiacere eternamente la mamma.

    Le emozioni che provi ora non sono autentiche, ma false e parassite.

    Digli finalmente cosa pensi di lei... [della mamma, del babbo, e di tutti gli altri che cerchi di compiacere, calpestando i tuoi desideri piu' autentici].

    Ciao.

  2. #677
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Se posso esprimere un mio parere...

    In te e' forte la spinta:- Compiacimi...-, cioe':- Io ti vorro' bene, e percio' sarai ok, solo se mi compiacerai...-.

    La spinta veniva probabilmente dalla mamma ed ora tu vedi nella psicoterapista una mamma che vuoi compiacere, e per questo hai paura delle tue emozioni, che potrebbero, nel tuo pensiero magico di bimba, compromettere il vostro rapporto.

    Proprio come avevi paura di compromettere il rapporto con tua madre, esprimendo le tue emozioni autentiche.

    Cosi' facendo agisci nello stesso copione insoddisfacente che ti ha creato problemi, e che ti ha portato in terapia.

    La tua preoccupazione non dovrebbe essere quella di non urtare la terapista, ma di liberare le tue emozioni, cioe' provare quella paura di abbandono, quella rabbia repressa, quella tristezza contenuta che si sono accumulate in te.

    Sei li per questo, e non per compiacere eternamente la mamma.

    Le emozioni che provi ora non sono autentiche, ma false e parassite.

    Digli finalmente cosa pensi di lei... [della mamma, del babbo, e di tutti gli altri che cerchi di compiacere, calpestando i tuoi desideri piu' autentici].
    Boccaccia mia statti zitta!!

  3. #678
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    Se posso esprimere un mio parere...

    In te e' forte la spinta:- Compiacimi...-, cioe':- Io ti vorro' bene, e percio' sarai ok, solo se mi compiacerai...-.

    La spinta veniva probabilmente dalla mamma ed ora tu vedi nella psicoterapista una mamma che vuoi compiacere, e per questo hai paura delle tue emozioni, che potrebbero, nel tuo pensiero magico di bimba, compromettere il vostro rapporto.

    Proprio come avevi paura di compromettere il rapporto con tua madre, esprimendo le tue emozioni autentiche.

    Cosi' facendo agisci nello stesso copione insoddisfacente che ti ha creato problemi, e che ti ha portato in terapia.

    La tua preoccupazione non dovrebbe essere quella di non urtare la terapista, ma di liberare le tue emozioni, cioe' provare quella paura di abbandono, quella rabbia repressa, quella tristezza contenuta che si sono accumulate in te.

    Sei li per questo, e non per compiacere eternamente la mamma.

    Le emozioni che provi ora non sono autentiche, ma false e parassite.

    Digli finalmente cosa pensi di lei... [della mamma, del babbo, e di tutti gli altri che cerchi di compiacere, calpestando i tuoi desideri piu' autentici].

    Ciao.
    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Boccaccia mia statti zitta!!
    Stando zitta la tua, provo ad aprire la mia.

    Oscar, con tutto il rispetto che ho per l'Analisi Transazionale, questa cosa delle "emozioni parassite" mi sta qua sul gargarozzo!

    Come se esistessero emozioni "autentiche" ed emozioni "finte". Mi spieghi da dove la tiri fuori un'emozione "finta"? Un'emozione è composta da una sensazione somatica ed una valutazione cognitiva sul continuum piacere-dispiacere. Il tutto a livello inizialmente non cosciente, con tempi rapidissimi e con funzioni di segnalazione di uno stato interno ad altri.

    Fingere le emozioni non è semplice nemmeno per un consumato attore e, in certi casi è del tutto impossibile (prova a fingere un sorriso di gioia e ti accorgerai che nel sorriso finto alcuni muscoli del viso non vengono attivati).

    Giuro che mi piacerebbe proprio sapere da dove tiri fuori la distinzione tra emozioni vere e finte (e non dirmi "L'ha detto Berne", per favore.).

    Quanto al resto, chissà, potresti anche avere ragione. Ma mi sembra un po' come la smorfia napoletana: un personaggio=un numero. A 'sto punto, mi metto a raccontarti cosa sogno e domani mi fai vincere al lotto!

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  4. #679

    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    Possono essere questi ,allora, i casi di psicoanalisi che durarano tutta ..........la vita?..............
    Ma tu non mi vuoi proprio rispondere

    .... può avvenire che un paziente si rende conto che, forse per un
    desiderio inconscio di restare legato alla terapia o al terapeuta , quando il percorso analitico si avvia alla fase finale, trasferisce i suoi interessi verso la psicologia, anche se nella vita svolge un altro lavoro.
    Si.
    Lo fa perche' nel suo Bambino interiore c'e' il pensiero magico che se rimane legato alla mamma, sara' sempre salvo. Lei provvedera' a salvarlo. Per sempre.

    La posizione esistenziale scelta e':- Io non sono ok, perche' ho paura. Tu si, perche' sei forte e mi proteggerai.

    Da Adulto, contaminato dal Bambino adattato negativo, e dal Genitore iperprotettivo o negato, egli razionalizza questa esigenza ed eleva al ruolo di protettore chi si occupa di lui.

    Lo psicoterapista e' una ulteriore razionalizzazione, perche', fra tutti, e' il mago della mente e dei pensieri, e la sua protezione equivale alla proiettata protezione materna onnipotente.

    Se perde la persona, l'ulteriore passo verso una disperata autosufficenza, e' quella di imparare Tutto su questi segreti magici, come Morgana fa con Merlino, per possedere l'autosufficenza, cioe' la sicurezza affettiva.

    Allora non gli basta piu' possedere la persona fisica, perche' essa la puo' abbandonare [come la mamma o lo psicoanalista], ma vuole possedere la materia che la manterra' legata a questo pensiero magico di onnipotente autonomia, che disperatamente agogna.

    Cio' gli permettera' anche di restare avvinghiato a coloro che possiedono questi poteri, come divinita' genitoriali a cui illudersi di far parte.

    Tutto questo per trovare quella sicurezza che non c'e', e vincere quella paura dell'abbandono inveterata, che e' la ragione di tutti i suoi sforzi, manifestando la rabbia difensiva verso chi attenta al suo cordone ombelicale, da cui, nel suo immaginario, dipende la sua stessa vita.

    ...acc...non ho resistito

  5. #680
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Si.
    Lo fa perche' nel suo Bambino interiore c'e' il pensiero magico che se rimane legato alla mamma, sara' sempre salvo. Lei provvedera' a salvarlo. Per sempre.

    La posizione esistenziale scelta e':- Io non sono ok, perche' ho paura. Tu si, perche' sei forte e mi proteggerai.

    Da Adulto, contaminato dal Bambino adattato negativo, e dal Genitore iperprotettivo o negato, egli razionalizza questa esigenza ed eleva al ruolo di protettore chi si occupa di lui.

    Lo psicoterapista e' una ulteriore razionalizzazione, perche', fra tutti, e' il mago della mente e dei pensieri, e la sua protezione equivale alla proiettata protezione materna onnipotente.

    Se perde la persona, l'ulteriore passo verso una disperata autosufficenza, e' quella di imparare Tutto su questi segreti magici, come Morgana fa con Merlino, per possedere l'autosufficenza, cioe' la sicurezza affettiva.

    Allora non gli basta piu' possedere la persona fisica, perche' essa la puo' abbandonare [come la mamma o lo psicoanalista], ma vuole possedere la materia che la manterra' legata a questo pensiero magico di onnipotente autonomia, che disperatamente agogna.

    Cio' gli permettera' anche di restare avvinghiato a coloro che possiedono questi poteri, come divinita' genitoriali a cui illudersi di far parte.

    Tutto questo per trovare quella sicurezza che non c'e', e vincere quella paura dell'abbandono inveterata, che e' la ragione di tutti i suoi sforzi, manifestando la rabbia difensiva verso chi attenta al suo cordone ombelicale, da cui, nel suo immaginario, dipende la sua stessa vita.
    Se si verifica tutto questo non c'è stata psicoanalisi.

    Saluti,
    ikaro

  6. #681
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    Si.
    Lo fa perche' nel suo Bambino interiore c'e' il pensiero magico che se rimane legato alla mamma, sara' sempre salvo. Lei provvedera' a salvarlo. Per sempre.

    La posizione esistenziale scelta e':- Io non sono ok, perche' ho paura. Tu si, perche' sei forte e mi proteggerai.

    Da Adulto, contaminato dal Bambino adattato negativo, e dal Genitore iperprotettivo o negato, egli razionalizza questa esigenza ed eleva al ruolo di protettore chi si occupa di lui.

    Lo psicoterapista e' una ulteriore razionalizzazione, perche', fra tutti, e' il mago della mente e dei pensieri, e la sua protezione equivale alla proiettata protezione materna onnipotente.

    Se perde la persona, l'ulteriore passo verso una disperata autosufficenza, e' quella di imparare Tutto su questi segreti magici, come Morgana fa con Merlino, per possedere l'autosufficenza, cioe' la sicurezza affettiva.

    Allora non gli basta piu' possedere la persona fisica, perche' essa la puo' abbandonare [come la mamma o lo psicoanalista], ma vuole possedere la materia che la manterra' legata a questo pensiero magico di onnipotente autonomia, che disperatamente agogna.

    Cio' gli permettera' anche di restare avvinghiato a coloro che possiedono questi poteri, come divinita' genitoriali a cui illudersi di far parte.

    Tutto questo per trovare quella sicurezza che non c'e', e vincere quella paura dell'abbandono inveterata, che e' la ragione di tutti i suoi sforzi, manifestando la rabbia difensiva verso chi attenta al suo cordone ombelicale, da cui, nel suo immaginario, dipende la sua stessa vita.

    ...acc...non ho resistito

    Cambiamo la domanda. Ma se dopo un'analisi transazionale il paziente (pardon, cliente), che prima faceva l'idraulico, decide di fare l'analista transazionale, vale lo stesso percorso?

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  7. #682

    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio

    Oscar, con tutto il rispetto che ho per l'Analisi Transazionale, questa cosa delle "emozioni parassite" mi sta qua sul gargarozzo!

    Come se esistessero emozioni "autentiche" ed emozioni "finte". Mi spieghi da dove la tiri fuori un'emozione "finta"?

    Giuro che mi piacerebbe proprio sapere da dove tiri fuori la distinzione tra emozioni vere e finte (e non dirmi "L'ha detto Berne", per favore.).

    Quanto al resto, chissà, potresti anche avere ragione. Ma mi sembra un po' come la smorfia napoletana: un personaggio=un numero. A 'sto punto, mi metto a raccontarti cosa sogno e domani mi fai vincere al lotto!

    Buona vita

    Guglielmo
    Ti suggerisco:
    I.Stewart, V. Joines, L' analisi transazionale, Garzanti, 1998, Cap. XXI, Cap. XXII,

    in particolare cito un passo: definiamo una emozione parassita come una emozione appresa e incoraggiata nell'infanzia, vissuta nelle situazioni di stress e inadatta quale mezzo adulto di risoluzione dei problemi. pag. 207

    e poi: ogniqualvolta provate una emozione parassita siete nel copione, pag. 208

    cioe' state riproponendo una strategia che avete imparato da bambini per fronteggiare una situazione di stress, che fosse permessa, invitata, o accettata dalla figura genitoriale.

    L'A.T. usa elencare quattro emozioni autentiche: Rabbia, tristezza, paura, felicita'. pag. 273

    Per esempio:- Io scrivo una cosa sul forum.
    Dai presenti viene sentita come una aggressione alla propia incolumita' [dal Bambino Adattato], e razionalizzata ad una provocazione di tipo professionale [Adulto contaminato dal Bambino adattato].

    La risposta istintiva e' rabbia [irritazione], paura [smarrimento] che sono emozioni autentiche.

    L'emozione viene pero' mascherata da un'emozione parassita che abbiamo imparato ad usare da bambini adattati, cioe' educati a manifestare le emozioni secondo i desideri genitoriali.

    Questa emozione parassita puo' essere fastidio, noia, disgusto, antipatia, gelosia, invidia, repulsione, insofferenza, ripugnanza, ironia, sarcasmo, avversione, ecc ecc..

    Il fine dell'emozione parassita e' sempre svalutativo, e non adatto a risolvere il problema.

    La reazione equilibrata dovrebbe essere di curiosita', interesse, verifica.
    La posizione esistenziale Io sono ok, tu sei ok.

    Cioe' quella che opportunamente e' stata presentata qui...

    ..ps Se hai qualche buon numero dammelo, che io non ne indovino uno...

  8. #683
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    La reazione equilibrata dovrebbe essere di curiosita', interesse, verifica.
    La posizione esistenziale Io sono ok, tu sei ok.

    Cioe' quella che opportunamente e' stata presentata qui...
    Scusa il sarcasmo, ma non mi sembri propriamente curioso e interessato a qualcosa che non sia AT. Noi non siamo ok e su questo non ci piove. Ma tu?

    Salute,
    ikaro

  9. #684
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    Ti suggerisco:
    I.Stewart, V. Joines, L' analisi transazionale, Garzanti, 1998, Cap. XXI, Cap. XXII,

    in particolare cito un passo: definiamo una emozione parassita come una emozione appresa e incoraggiata nell'infanzia, vissuta nelle situazioni di stress e inadatta quale mezzo adulto di risoluzione dei problemi. pag. 207
    E qui nasce il primo problema. Le emozioni non si apprendono. Al massimo si apprende come reagire alle emozioni degli altri in un modo approvato dagli altri. Non è che impari le emozioni man mano che cresci. Al massimo impari come regolarle. Che è cosa differente. Mi pare.

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    e poi: ogniqualvolta provate una emozione parassita siete nel copione, pag. 208

    cioe' state riproponendo una strategia che avete imparato da bambini per fronteggiare una situazione di stress, che fosse permessa, invitata, o accettata dalla figura genitoriale.
    Cioè, state riproponendo una strategia di regolazione del comportamento interattivo. Che è cosa differente dalle emozioni. Quanto poi a definirla "parassita", è sicuramente un'immagine "brillante", ma dice poco, a mio parere.

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    L'A.T. usa elencare quattro emozioni autentiche: Rabbia, tristezza, paura, felicita'. pag. 273
    Izard ne elenca cinque. E noto che nel tuo elenco mancano sia ansia che angoscia. Curioso. Chissà a che età si imparano, dato che sembrano non essere primarie...

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    Per esempio:- Io scrivo una cosa sul forum.
    Dai presenti viene sentita come una aggressione alla propia incolumita' [dal Bambino Adattato], e razionalizzata ad una provocazione di tipo professionale [Adulto contaminato dal Bambino adattato].

    La risposta istintiva e' rabbia [irritazione], paura [smarrimento] che sono emozioni autentiche.

    L'emozione viene pero' mascherata da un'emozione parassita che abbiamo imparato ad usare da bambini adattati, cioe' educati a manifestare le emozioni secondo i desideri genitoriali.

    Questa emozione parassita puo' essere fastidio, noia, disgusto, antipatia, gelosia, invidia, repulsione, insofferenza, ripugnanza, ironia, sarcasmo, avversione, ecc ecc..
    Questi sono sentimenti, non emozioni. Capisco che la distinzione possa essere sottile (roba da psicologi, insomma), ma non è banale.

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    Il fine dell'emozione parassita e' sempre svalutativo, e non adatto a risolvere il problema.

    La reazione equilibrata dovrebbe essere di curiosita', interesse, verifica.
    La posizione esistenziale Io sono ok, tu sei ok.

    Cioe' quella che opportunamente e' stata presentata qui...

    ..ps Se hai qualche buon numero dammelo, che io non ne indovino uno...
    Interessante questo passaggio. Così tu, che non sei me, che hai una storia diversa dalla mia e un corpo diverso dal mio, sei anche in grado di dirmi che emozioni dovrei provare? Quale dovrebbe essere la reazione equilibrata?
    Ma davvero esistono, secondo te, emozioni che dovrebbero essere?

    Buona vita

    Guglielmo

    P.S.: 4-12-57-90-41
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  10. #685
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    La spinta veniva probabilmente dalla mamma ed ora tu vedi nella psicoterapista una mamma che vuoi compiacere, e per questo hai paura delle tue emozioni, che potrebbero, nel tuo pensiero magico di bimba, compromettere il vostro rapporto.
    perché la mamma e non la nonna?
    ps: ma tu hai problemi con tua madre?

  11. #686

    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Cambiamo la domanda. Ma se dopo un'analisi transazionale il paziente (pardon, cliente), che prima faceva l'idraulico, decide di fare l'analista transazionale, vale lo stesso percorso?

    Buona vita

    Guglielmo

    non te lo so dire, ma....come per la pnl, l'analisi transazionale puo servire ancche per nedere le enziclopedie.

    E' come la magia: Puo' essere bianca o nera.
    Sta al mago la scelta sull'utilizzazione.

  12. #687

    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    perché la mamma e non la nonna?
    ps: ma tu hai problemi con tua madre?
    dipende...se la figura genitoriale di riferimento era la nonna...allora vale la nonna.
    Anche il corsaro nero amava sopratutto sua nonna.

  13. #688
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    dipende...se la figura genitoriale di riferimento era la nonna...allora vale la nonna.
    Anche il corsaro nero amava sopratutto sua nonna.

    ecco, io in un certo senso invidio la sicurezza con cui parli di persone che non conosci minimamente, se non tramite 3 post in un forum

  14. #689

    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    E qui nasce il primo problema. Le emozioni non si apprendono. Al massimo si apprende come reagire alle emozioni degli altri in un modo approvato dagli altri. Non è che impari le emozioni man mano che cresci. Al massimo impari come regolarle. Che è cosa differente. Mi pare.



    Cioè, state riproponendo una strategia di regolazione del comportamento interattivo. Che è cosa differente dalle emozioni. Quanto poi a definirla "parassita", è sicuramente un'immagine "brillante", ma dice poco, a mio parere.



    Izard ne elenca cinque. E noto che nel tuo elenco mancano sia ansia che angoscia. Curioso. Chissà a che età si imparano, dato che sembrano non essere primarie...
    ansia ed angoscia sono paura, cioe' sensazioni spiacevoli relative al futuro.
    Ma non sottilizzerei troppo si queste faccende, perche diventerebbero il moscerino scolato, e il cammello inghiottito.


    Questi sono sentimenti, non emozioni. Capisco che la distinzione possa essere sottile (roba da psicologi, insomma), ma non è banale.



    Interessante questo passaggio. Così tu, che non sei me, che hai una storia diversa dalla mia e un corpo diverso dal mio, sei anche in grado di dirmi che emozioni dovrei provare? Quale dovrebbe essere la reazione equilibrata?
    Ma davvero esistono, secondo te, emozioni che dovrebbero essere?

    Buona vita

    Guglielmo

    P.S.: 4-12-57-90-41
    Mi riferivo all'esempio citato, e non alla gamma infinita di situazioni.

    E' ovvio che le reazioni equilibrate possono essere anche rabbia, paura , tistezza e felicita', se la situazione reale le suscita.

    Ma penso che in un contesto tranquillo la serenita', cioe' la mancanza di emozioni, sia lo stato d'animo piu' costruttivo.

    Ma , cosa vuoi, io sono un'epicureo....

    ps e la ruota?

  15. #690

    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    ecco, io in un certo senso invidio la sicurezza con cui parli di persone che non conosci minimamente, se non tramite 3 post in un forum
    grazie...in effetti ne sono soddisfatto anch'io.

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