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Discussione: Cattolica 2012

  1. #691
    Partecipante Super Figo
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    06-02-2003
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    Riferimento: Re: Cattolica 2012

    Citazione Originalmente inviato da Marcia17 Visualizza messaggio
    Non mi è chiaro come possano essere la stessa cosa dal momento che uno è classificato come disturbo di personalità e uno come disturbo d'ansia...
    testuali paroli del DSM: Il Disturbo Evitante di Personalità condivide diverse caratteristiche con la Fobia Sociale e sembra sovrapporsi estesamente alla Fobia Sociale, Generalizzata. Il Disturbo Evitante di Personalità può essere una variante più grave della Fobia Sociale, Generalizzata, che non è qualitativamente distinta. Per gli individui con Fobia Sociale, Generalizzata, dovrebbe essere presa in considerazione la diagnosi addizionale di Disturbo Evitante di Personalità.

    Sembra esservi una notevole sovrapposizione tra il Disturbo Evitante di Personalità e la Fobia Sociale, Tipo Generalizzato, tanto che possono essere concettualizzazioni alternative di condizioni uguali o simili. L’evitamento caratterizza anche sia il Disturbo Evitante di Personalità che il Disturbo di Panico con Agorafobia, e possono anche coesistere. L’evitamento nel Disturbo di Panico con Agorafobia inizia tipicamente dopo l’esordio degli Attacchi di Panico, e può variare in base alla loro frequenza ed intensità. Al contrario, l’evitamento nel Disturbo Evitante di Personalità tende ad avere un esordio precoce, in assenza di chiari fattori precipitanti, e un decorso stabile.
    Ultima modifica di LemureGatta : 12-07-2012 alle ore 19.35.54

  2. #692
    Partecipante
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    Riferimento: Re: Cattolica 2012

    Di sicuro esiste un'alta comorbità tra ddp evitante e fobia sociale ma non credo proprio siano la stessa cosa

  3. #693
    Partecipante
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    16-06-2010
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    53

    Riferimento: Re: Cattolica 2012

    Citazione Originalmente inviato da LemureGatta Visualizza messaggio
    testuali paroli del DSM: Il Disturbo Evitante di Personalità condivide diverse caratteristiche con la Fobia Sociale e sembra sovrapporsi estesamente alla Fobia Sociale, Generalizzata. Il Disturbo Evitante di Personalità può essere una variante più grave della Fobia Sociale, Generalizzata, che non è qualitativamente distinta. Per gli individui con Fobia Sociale, Generalizzata, dovrebbe essere presa in considerazione la diagnosi addizionale di Disturbo Evitante di Personalità.

    Sembra esservi una notevole sovrapposizione tra il Disturbo Evitante di Personalità e la Fobia Sociale, Tipo Generalizzato, tanto che possono essere concettualizzazioni alternative di condizioni uguali o simili. L’evitamento caratterizza anche sia il Disturbo Evitante di Personalità che il Disturbo di Panico con Agorafobia, e possono anche coesistere. L’evitamento nel Disturbo di Panico con Agorafobia inizia tipicamente dopo l’esordio degli Attacchi di Panico, e può variare in base alla loro frequenza ed intensità. Al contrario, l’evitamento nel Disturbo Evitante di Personalità tende ad avere un esordio precoce, in assenza di chiari fattori precipitanti, e un decorso stabile.
    Ma infatti dice che sembra sovrapporsi e che spesso c'è una comorbità ma non che sono la stessa cosa.

  4. #694
    Partecipante
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    16-06-2010
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    Riferimento: Cattolica 2012

    Di sicuro si assomigliano molto ma appartengono a due assi diversi (asse I e asse II). Di sicuro l'esacerbazione della fobia sociale può facilmente sfociare in ddp evitante (come da DSM)...questo sempre secondo me ovviamente

  5. #695
    Partecipante
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    16-06-2010
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    53

    Riferimento: Re: Cattolica 2012

    Citazione Originalmente inviato da LemureGatta Visualizza messaggio
    Questo mi terrorizza non poco (l'hanno proposto come esercitazione nel forum di caserta e non so se sia una traccia realmente uscita)

    Giovane adulta, 19 anni, contenuti dei primi tre colloqui diagnostici.
    Caso di R.
    Quando R. telefona per prenotare un appuntamento, è indecisa e confusa rispetto allo specialista a cui rivolgersi (psichiatra o psicologo).
    Al primo incontro vedo una ragazza alta, molto obesa, infagottata in una tuta con un bel viso deturpato dall'acne. R. ha 19 anni. Mi dice che da tempo le è stato consigliato dal Centro per la cura delle amenorree del Sant'Anna di rivolgersi ad uno psicologo.
    Non solo ha rimandato a lungo di farlo, ma, poiché non riesce a perdere peso, ha rinunciato a recarsi a quel centro, dove le sembra di essere giudicata e colpevolizzata per la sua obesità. Si esprime con lucidità e proprietà di linguaggio.
    Si è decisa ora perché da quando ha iniziato a lavorare come analista contabile in una amministrazione pubblica, soffre di crisi d'ansia e di sintomi somatici (nausea, vomito, sensazione di svenimento senza perdita di coscienza) che attribuisce alla cattiva accoglienza delle colleghe. Dal colloquio emerge che, brillante negli studi, ha assunto, controvoglia, l'impiego, vinto in un concorso con un ottimo punteggio, in base alla supposizione che i familiari, soprattutto i fratelli, l'avrebbero giudicata male se non l'avesse fatto. Avrebbe preferito proseguire gli studi e, anzi, già inizialmente si sarebbe orientata verso la formazione all'insegnamento. Narra di essere la terzogenita di tre figli, i primi, maschi, sono sposati. Emerge in seguito un rapporto molto conflittuale con il secondogenito che giudica rigido, rozzo, poco sensibile, un po' ottuso, si scontra spesso con lui per divergenze politiche. (Lui leghista, lei di sinistra).
    Quando R. aveva 16 anni, la madre, cinquantenne, impiegata in una amministrazione pubblica, è morta in un incidente d'auto. Erano andate a nuotare insieme, solo casualmente R. non si trovava in auto con lei.
    Racconta di vedere ancora l'immagine della madre morente che la chiama, "Solo lei e non i fratelli" , la cosa sembra turbarla, dice che ha a che fare con il "né viva né morta", da morta non l'ha più impressionata.
    La morte è avvenuta dopo un viaggio a Lourdes in cui "per la prima volta ha la mamma tutta per sé" dice che prima del viaggio aveva sognato che la Madonna le avrebbe portato via la madre. In seguito alla morte della madre è comparsa amenorrea (menarca a dieci anni) e bulimia (la mamma si preoccupava di aiutarla nella cura dell'aspetto). Ora vive sola con il padre con cui descrive un rapporto caldo ed armonioso, in cui condividono anche gli impegni domestici, ha "scoperto" il valore del padre da quando la madre non c'è, prima egli era meno presente nella sua vita.
    Discutono solo quando le sembra che prenda le parti dei fratelli. Non vede di buon occhio l'attuale partner del padre "con cui lui non si sposa per non dispiacerle". Lei non ha mai avuto una relazione sentimentale.
    Nel secondo colloquio emerge "voracità" e bisogno di piacere in tutti gli ambiti di vita.
    Emerge che si fa accompagnare ovunque dal padre, narra il sintomo agorafobico in termini egosintonici.
    Nel terzo colloquio mi parla del suo oscillare tra disordine e precisione, euforia e depressione, è ossessionata dalla puntualità, ma perde o dimentica l'orologio, salta i pasti o si abbuffa. Vorrebbe tornare bambina ed essere già in pensione. Dai dieci, undici anni ha goduto di quella che giudica una libertà esagerata, a cui poi ha rinunciato, perché dice di essersi spaventata per i rischi corsi (allude vagamente a quelli che sembrano rischi sessuali, ma anche di uso di sostanze).

    ci vogliono anni per farlo mi sa
    Questo è bello tosto! Dopo cena mi ci metto e provo a tirar fuori qualcosa

    Buon appetito a tuttiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!

  6. #696
    Partecipante Assiduo
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    Re: Riferimento: Re: Cattolica 2012

    Citazione Originalmente inviato da Marcia17 Visualizza messaggio
    Ma infatti dice che sembra sovrapporsi e che spesso c'è una comorbità ma non che sono la stessa cosa.
    dice che non c'è differenza qualitativa, ma solo quantitativa. quindi è + o - la stessa cosa ma + o - grave

  7. #697
    Partecipante Super Figo
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    Riferimento: Re: Riferimento: Re: Cattolica 2012

    Citazione Originalmente inviato da iamghost Visualizza messaggio
    dice che non c'è differenza qualitativa, ma solo quantitativa. quindi è + o - la stessa cosa ma + o - grave
    anche io sono d'accordo!a dirla tutta il DSM non mi piace proprio come metodo diagnostico (troppo superficiale secondo me),ma purtroppo non ne conosco altri

  8. #698
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    Riferimento: Re: Riferimento: Re: Cattolica 2012

    Citazione Originalmente inviato da iamghost Visualizza messaggio
    dice che non c'è differenza qualitativa, ma solo quantitativa. quindi è + o - la stessa cosa ma + o - grave
    Sono in parte d'accordo con te perchè dice che "possono essere concettualizzazioni alternative di condizioni uguali o simili"...quindi ci sono casi in cui arrivano a sovrapporsi (essendo simili) e casi in cui non succede. Altrimenti perchè li avrebbero distinti?
    Insisto solo perchè ho la convinzione che l'evitante abbia principalmente paura di essere criticato da persone con cui si mette in relazione e il fobico sociale provi un'ansia smisurata di fronte a situazioni e prestazioni sociali (per esempio lavorative o esibirsi in pubblico o attirare l'attenzione in qualche modo). Per il resto concordo pienamente sul fatto che siano in alcuni casi entrambi presenti in uno stesso soggetto o che addirittura si sovrappongano fino a divenire la stessa cosa. Credo che ci siano però casi dove può esserci solo uno o l'altro.

    Va a finire che stiamo dicendo la stessa cosa

  9. #699
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    Riferimento: Re: Riferimento: Re: Cattolica 2012

    Citazione Originalmente inviato da LemureGatta Visualizza messaggio
    anche io sono d'accordo!a dirla tutta il DSM non mi piace proprio come metodo diagnostico (troppo superficiale secondo me),ma purtroppo non ne conosco altri
    Completamente d'accordo con te...il DSM non mi piace per niente!!!

  10. #700
    Partecipante Assiduo
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    Re: Cattolica 2012

    MAMMA SANTISSIMA che caso assurdo °_° non so da che parte cominciare, vi scrivo i pensieri che ho fatto.. aiuto...!


    Indecisa sullo specialista → analisi della domanda: cosa cerca? Cosa chiede? Quali aspettative?

    le sembra di essere giudicata e colpevolizzata per la sua obesità. → evitante, paranoide, fobia sociale

    da quando ha iniziato a lavorare come analista contabile in una amministrazione pubblica, soffre di crisi d'ansia e di sintomi somatici (nausea, vomito, sensazione di svenimento senza perdita di coscienza)

    crisi d’ansia → qualsiasi DA, ma anche DU, somatoformi e psicotici
    a loro volta i sintomi somatici possono derivare da DA

    supposizione che i familiari, soprattutto i fratelli, l'avrebbero giudicata male se non l'avesse fatto. → paranoide? Dipendente?

    si scontra spesso con lui per divergenze politiche. (Lui leghista, lei di sinistra). → non ha paura a dire la propria, non è dipendente..

    Racconta di vedere ancora l'immagine della madre morente che la chiama, "Solo lei e non i fratelli" , la cosa sembra turbarla, dice che ha a che fare con il "né viva né morta", da morta non l'ha più impressionata.

    Non è PTSD perchè non ha assistito alla morte… può essere 1 allucinazione, quindi disturbo psicotico?


    La morte è avvenuta dopo un viaggio a Lourdes in cui "per la prima volta ha la mamma tutta per sé" → dipendente? Border?

    dice che prima del viaggio aveva sognato che la Madonna le avrebbe portato via la madre. In seguito alla morte della madre è comparsa amenorrea (menarca a dieci anni) e bulimia (la mamma si preoccupava di aiutarla nella cura dell'aspetto).

    → DAL… può essere parte di un disturbo border…?

    Ora vive sola con il padre con cui descrive un rapporto caldo ed armonioso, in cui condividono anche gli impegni domestici, ha "scoperto" il valore del padre da quando la madre non c'è, prima egli era meno presente nella sua vita.

    (Boh….)

    Nel secondo colloquio emerge "voracità" e bisogno di piacere in tutti gli ambiti di vita. → dipendente, narci?

    Emerge che si fa accompagnare ovunque dal padre, narra il sintomo agorafobico in termini egosintonici. → egosintonia mi fa pensare + al dipendente che non all’agorafobia, che di solito dà molto disagio… non è fobia sociale perché l’accompagnatore farebbe peggiorare il tutto… anche l’istrionico volendo può starci…

    Nel terzo colloquio mi parla del suo oscillare tra disordine e precisione, euforia e depressione, è ossessionata dalla puntualità, ma perde o dimentica l'orologio, salta i pasti o si abbuffa. → tratti DOC, ma principalmente direi Border, dato che è molto oscillante


    libertà esagerata, a cui poi ha rinunciato, perché dice di essersi spaventata per i rischi corsi (allude vagamente a quelli che sembrano rischi sessuali, ma anche di uso di sostanze). → sostanze e rischi sessuali → border


    ricapitolando... farei diagnosi border VS dipendente... ma mooolto a spanne e a casaccio!

  11. #701
    Partecipante Super Figo
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    Riferimento: Cattolica 2012

    alla fine sembra un casotto ma tutti i sintomi portano al borderline e il bisogno di piacere a tutti costi forse anche istrionico per labilità emotiva e modo di raccontare le cose impressionistico (ma nel testo non sono soddisfatti tutti i criteri,almeno 5),bulimia a causa dell'impulsività tipica del border.io il ddp narcisista lo escluderei e il ddp dipendente si esclude appunto perchè non è una tipa sottomessa e debole

    poi ci sono altri disturbi vari...mammiaa che mal di testa questo caso!;P
    Ultima modifica di LemureGatta : 12-07-2012 alle ore 21.09.49

  12. #702
    Partecipante Super Figo
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    Riferimento: Re: Cattolica 2012

    comunque questo caso proposto quasi sicuramente non è una traccia di un esame di stato....impossibile secondo me...
    Ultima modifica di LemureGatta : 12-07-2012 alle ore 21.41.26

  13. #703
    Partecipante Esperto L'avatar di Picciosa
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    Re: Cattolica 2012

    Rieccomi, scusate l'assenza, ma oggi è stata una giornata delirante a livello lavorativo (e, a livello di studio, ho concluso poco o nulla)

    Ho riletto la discussione, sui casi non riesco a mettermici ora (qualcuno è tra quelli che ho già fatto anche io, tipo quello del consulente bancario con ipotesi diagnostica principale Disturbo Narcisistico)...

    Per quanto riguarda la fobia sociale e il distubo evitante, vanno immaginati lungo un continuum così articolato:

    Timidezza --> Timidezza patologica --> Fobia sociale --> Fobia sociale generalizzata --> Disturbo Evitante di Personalità

    Per la diagnosi differenziale tra i due, bisogna prendere in considerazione tre aspetti:

    SINTOMI SOMATICI D'ANSIA: sono presenti nella Fobia Sociale (fino all'attacco di panico) ed anche in nell'Evitante (anche qui fino all'attacco di panico, sebbene non compaia nei criteri diagnostici)

    PERVASIVITA': la Fobia Sociale può essere circoscritta a specifiche situazioni, l'Evitante è pervasivo

    ONSET: la Fobia Sociale può emergere anche dopo l'adolescenza, mentre l'evitante emerge intorno al periodo adolescenziale, prima dell'età adulta ed è stabile nel tempo (quindi direi che uno degli aspetti da indagare per fare diagnosi differenziale è proprio l'età di insorgenza)
    Ultima modifica di Picciosa : 12-07-2012 alle ore 22.17.31
    E' meglio avere rimorsi che rimpianti...

  14. #704
    Matricola
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    Riferimento: Cattolica 2012

    Domanda: c'è sempre una caso clinico di pz adulto? o non è detto? voi avete studiato anche i disturbi di infanzia, adolescenza, fanciullezza?? io sono stra in ansia perchè penso che forse dovrei studiarli ma ho poco tempo....
    buono studio a tutti

  15. #705
    Partecipante Esperto L'avatar di pimpa_07
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    Riferimento: Cattolica 2012

    Ho tirato su un nel polverone con quella domanda evitante "vs" fobia sociale...
    Mi uccidete se chiedo ancora?
    Ma voi per la diagnosi differenziale scegliete il disturbo da "confrontare" con l'ipotesi principale basandovi sui sintomi informazioni della traccia o vi basate sulla differenziale da dsm???
    Ele!

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