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Discussione: Pavia Novembre 2008

  1. #691
    gnappo 1976
    Ospite non registrato

    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    Niiiiiicoooooo??!! Bravo! Bravo! Come al solito..anzichè studiare ti ritrovi a ...
    Comunque sono ben 131 i sopravvissuti del nuovo ordinamento e 40 quelli del vecchio...ma sai contare?
    Bravo Nik che hai passato il primo scoglio, siamo orgogliosi di te! Bravo! Bravo!

  2. #692
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    30-09-2008
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    106

    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    EEEEEEEH senti bello quando parli con me devi stare zitto!
    E poi io sono sono già matricola mentre tu sei ancora un povero neofita... AH!

    Scherzi a parte, ora sono preoccupato per sta seconda prova perché è un terreno davvero scivoloso... meno male ora ho giusto uno schema da seguire, però è un po' caotico in sé e fin troppo variabile...

    A proposito, dimenticavo anche che bisogna aggiungere al monitoraggio la possibilità di modificare il piano di intervento...

    Riporto di seguito le indicazioni del Prof. Rovetto:


    • Analisi della domanda: cosa mi è stato “davvero” chiesto?
    • Quali variabili ed attori emergono come significativi?
    • Come operazionalizzo le variabili?
    • Come valuto, concretamente, la situazione / i bisogni / le
    risorse? Che strumenti posso usare?
    • Che altre figure devo coinvolgere? Come mi interfaccio?
    • Come programmo i tempi e le attività? Su che criteri?
    • Come organizzo ed integro le diverse attività proposte?
    • Come le implemento, in pratica? Con che metodologie, e
    perché proprio quelle e non altre?
    • Come verifico i processi in atto? Ho inserito adeguate
    procedure di feedback?
    • Come valuto il raggiungimento degli obbiettivi? Con che
    strumenti? A chi riporto?
    • Ho previsto valide procedure di verifica/rimodulazione delle
    attività? Che faccio se succedono problemi o imprevisti?

    Madò che angoscia!!! tra l'altro se poi si passa e si arriva all'orale, non c'è neanche un giorno per studiarsi il codice deontologico!! aòòòò!!
    Ultima modifica di nicodifro : 29-11-2008 alle ore 22.47.19

  3. #693
    gnappo 1976
    Ospite non registrato

    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    eeeeeeeeeh, a parte che sono iscritto come professionista... ABC! ABC! Calma Nico, ristrutturati! ci sono altre due prove prima dell'orale, ricorda passettino dopo passettino, -sessione dopo sessione la terarpia funziona- e poi il codice è di 42 articoli, 2 articoli al giorno...circa 10 righe in tutto, quando vai al cesso li puoi anche leggere no?

  4. #694
    Partecipante Affezionato
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    22-07-2008
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    79

    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    Grazie Levais...per l'ennesima volta, grazie...
    E grazie anche nicodifro...la tua scaletta torna proprio utile!!
    Sto facendo una fatica immensa per questa prova, che credevo facile e di rapida preparazione...speriamo in bene!!
    Oggi preparo un progetto di riabilitazione...ma la voglia è sotto i piedi!

  5. #695
    Partecipante Figo L'avatar di levais75
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    milano
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    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    che ansia ragazzi... ci affidiamo alla dea bendata...??
    e non c'è il tempo di far nulla...
    levais75

  6. #696
    Partecipante Assiduo
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    05-04-2007
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    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    Forza, ormai la parte peggiore è andata. dovete passare il progetto giovedì perchè volgio vedervi tutti il 10. siamo arrivati insieme fin qui, dobbiamo finire insieme...
    lella

  7. #697
    Partecipante Affezionato
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    30-09-2008
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    106

    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    Buongiorno a tutti! Ho recuperato le slide di psicologia di comunità e di psicologia della salute, e vi ho ritrovato queste definizioni di prevenzione primaria, secondaria e terziaria:

    Caplan, 1964:
    • primaria, per individui a rischio, ma non affetti dal disturbo,
    • secondaria: individuazione dei sintomi del soggetto presunto sano, prima dell’insorgenza della malattia,
    • terziaria: cura e riabilitazione per prevenire il progredire della malattia o dell’handicap fisico o psichico, ossia intervento mirato a stimolare l’autonomia di queste persone


    Inoltre ho trovato 3 definizioni di burnout a partire da 3 modelli teorici differenti, che possono essere utili per la prova:

    L’espressione “burnout” comincia ad essere usata negli anni ’30, nell’ambito della medicina e della psicologia dello sport, in riferimento a quegli atleti che, dopo alcuni successi, a causa dello stress da competizione e degli allenamenti troppo pesanti, andavano incontro ad una diminuzione delle prestazioni.

    Dal punto di vista esplicativo i principali modelli teorici che si rintracciano nel panorama scientifico sono fondamentalmente tre:

    - quello psico-sociale di Maslach e Jackson;

    - quello di Pines e Aronson che individua il proprio focus nella prospettiva esistenziale;

    - quello di Cherniss che colloca il problema del burnout in una prospettiva organizzativa e di comunità.

    MALSACH:
    il burnout è “una reazione ad uno stress lavorativo cronico”, caratterizzata da tre componenti:

    • esaurimento emotivo e fisico. Esso consiste nella sensazione di essere svuotati, logorati, inariditi; è uno stato soggettivo di malessere sperimentato a seguito di un sovraccarico lavorativo legato alla tensione emotiva che si genera nella relazione d’aiuto;
    • la “depersonalizzazione” si manifesta nell’atteggiamento distaccato, cinico, freddo, che l’operatore assume nei confronti dell’utente;
    • la diminuita attività lavorativa del soggetto che comporta una ridotta realizzazione personale, un senso di mancata efficacia e di ridotta competenza professionale.

    Ricordare il Maslach Burnout Inventory (MBI) di Maslach C., Jackson S. (1981)

    -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

    MODELLO DI PINES:

    Burnout Measurement (BM). Pines A., 1993

    Nel BM il burnout viene considerato come un insieme di sintomi che coesistono nel soggetto:
    il senso di impotenza, la disperazione, la diminuzione di entusiasmo, l’irritabilità e la ridotta autostima. Nessuno di essi è strettamente ancorato al contesto di lavoro o al contesto delle relazioni professionali.

    -------------------------------------------------------------------------------------------------------

    MODELLO DI CHERNISS:

    La visione che Cherniss propone del processo di burnout è molto
    legata al concetto di stress:

    Lo stress può essere considerato una condizione caratterizzata da uno squilibrio tra richieste e risorse disponibili.

    I concetti di stress e burnout non coincidono l’uno con l’altro: il burnout consiste in una particolare forma di risposta a certe condizioni di stress.

    “concettualmente lo stress è il genere e il burnout è la specie” (Walsh, 1987)

    Cherniss sostiene l’esistenza di un susseguirsi di fasi che conducono al burnout, rifacendosi al modello processuale di stress di Seyle.

    H. Selye: “General Adaption Syndrome” (teoria dell’adattamento allo stress biologico, 1936): una serie di alterazioni fisiologiche identificate come una risposta non specifica ai diversi stimoli nocivi.

    Nella prima fase, o REAZIONE D’ALLARME: uno squilibrio tra la richiesta e le risorse disponibili.

    Durante la seconda fase, o FASE DELLA RESISTENZA: l’energia mobilitata viene consumata, più o meno rapidamente, nel tentativo di far fronte alla situazione.

    Nel corso della terza fase, o ESAURIMENTO, quando le energie residue sono state consumate e il peso delle richieste diventa insostenibile, si verifica una rottura nelle precarie capacità di adattamento che hanno resistito fino a quel momento.

    Cherniss si riferisce in modo specifico all’ambito delle helping professions.

    Reazione dall’allarme --> FASE DELLO STRESS detta anche FASE DELL’ESAURIMENTO, ed è anch’essa caratterizzata da uno sbilanciamento tra richieste e risorse disponibili.

    Fase della resistenza --> FASE DELLA “CRISI INTERIORE” o DELLA TENSIONE NERVOSA in cui si mobilita energia per far fronte alla situazione: sintomi di ansietà, tensione, fatica, irritabilità, esaurimento, insonnia, mal di testa, disturbi gastrointestinali.

    Fase dell’esaurimento --> FASE DELLA DIFESA: “difendersi è la risposta naturale allo stress”. Come già aveva osservato Seyle, solitamente quando le risorse sono giunte ad esaurimento e la pressione dello stimolo è percepita come troppo pesante, l’individuo è motivato ad intraprendere delle azioni che rimedieranno alla situazione.

    Riassumendo, in riferimento ai tre stadi del processo di burnout Cherniss (1980):

    FASE DELL’ESAURIMENTO: prevalgono sintomi fisici

    FASE DELLA “CRISI INTERIORE”: esclusivamente sintomi emotivo- affettivi.

    FASE DELLA DIFESA: caratterizzata dai soli sintomi comportamentali.

    ------------------------------------------------------------------------------------------------

    Bene, adesso l'esaurimento sta venendo a me!! madò che casino...mi sa che con questi schemi e definizioni mi sto solo complicando la vita... via, ora sotto con un progetto! Che voglia...

    Saluti

  8. #698
    Partecipante Figo L'avatar di levais75
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    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    grande lella!!!!
    ...sperem...
    levais75

  9. #699
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    Per i costi come vi regolate??
    Io non ne ho idea, nel senso che se programmo un intervento complesso, magari con 20 incontri di gruppo, un sacco di figure professionali coinvolte...che ne so di quanto può costare?????

    Cara Levais...sconfiggi l'ansia perchè sei preparatissima e meriti questa abilitazione!!! Tra l'altro sei l'unica che ha idee chiare sui progetti, per cui, sei in una botte di ferro!!

    un bacio...che domenica bestiale!

  10. #700
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    Secondo me x i costi non bisogna mettere proprio una cifra esatta, ma scrivere che i costi saranno quelli del materiale usato, eventualmente degli spazi se sono a pagamento, e ovviamente delle figure professionali coinvolte.
    Io però ho un dubbio sui numeri di soggetti da coinvolgere: stavo guardando giusto ora un progetto della Provincia di Milano sull'educazione stradale ai ragazzini di 14-15 anni che si approcciano al motorino senza alcuna nozione di educazione stradale: beh qui sono stati coinvolti 15 MILA ragazzi!!!!
    Sono troppi per questo tipo di progetto? Nel senso, considerando che è un progetto reale, si potrebbe ipotizzare nel nostro, se dietro ci fosse un'istituzione come la Provincia? Lory aiutaci tu!

  11. #701
    Partecipante Figo L'avatar di levais75
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    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    Io ho fatto dei progetti piuttosto contenuti e con un numero di soggetti di gran lunga inferiore... tipo: 20 alunni, 2 classi di scuola primaria, insomma cose del genere. Personalmente NON mi azzarderei mai a fare un progetto di così grosse proporzioni sinceramente, anche perchè se fossi un commissario mi sembrerebbe un atteggiamento quantomeno supponente...
    Riguardo ai costi, si come ti ho detto ieri io ho rimandato al tariffario degli psy e ai costi del materiale.
    levais75

  12. #702

    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    Citazione Originalmente inviato da nicodifro Visualizza messaggio
    Sì Simo me li devono ancora mandare, ma intanto posso darvi delle slide di psicologia della salute sulla cooperazione internazionale, c'è anche uno schema sulle tappe logiche di un intervento...
    Non so bene come prapararmi x questa prova, soprattutto dopo che al tema hanno bocciato così tanto!
    Ciao Niko!!!posso beneficiare anch'io dei tuoi esempi di progetti???io sto cercando su internet e leggendo più progetti possibili ma il problema è che non so bene come li vuole la commissione!!!!tu lo stai dando a Pavia? io si,,,
    intanto ti do la mia mail : [email protected]. Mi hanno detto che può uscire un progetto di intervento o di prevenzione ma sul forum leggo anche altre coseeee aiutatemiiiiiiiiiiii
    chiunque voglia darmi dritte a riguardo è ben accetto. ,,,,,
    grrrrrrraaazie,,,
    Yamu

  13. #703
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    Ma, dubbio (uno dei tanti) : i prgetti di educazione (es: educazione sessuale, educazione alla legalità) sono prevenzione?????
    O dove diavolo li metto???
    bacio, tutta sta progettazione mi snerva...

  14. #704
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    Direi nella prevenzione primaria, ciaoè su quella popolaizone che potrebbe essere a rschio di sviluppo di quel determianto disagio, o di quella spcifica patologia, ma ancora non ha sviluppato segnali.
    in questo gruppo rientrano sia i progetti di educazione sessule che quelli di educazione alla legalità.
    Poi se tu lo stesso progetto lo imposti a Scampia, dove la popolazione giovanile è in parte già incline a comportamenti contro la legalità assumerà dimensione di prevenzione secondaria.
    Spero di essere stata chiara
    ciao e se non lo sono stata fammi sapere.
    lella

  15. #705
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Pavia Novembre 2008

    Citazione Originalmente inviato da yamunamai Visualizza messaggio
    Ciao Niko!!!posso beneficiare anch'io dei tuoi esempi di progetti???io sto cercando su internet e leggendo più progetti possibili ma il problema è che non so bene come li vuole la commissione!!!!tu lo stai dando a Pavia? io si,,,
    intanto ti do la mia mail : [email protected]. Mi hanno detto che può uscire un progetto di intervento o di prevenzione ma sul forum leggo anche altre coseeee aiutatemiiiiiiiiiiii
    chiunque voglia darmi dritte a riguardo è ben accetto. ,,,,,
    grrrrrrraaazie,,,
    Yamu
    Sì lo faccio a Pavia... x il resto sto aspettando che mi arrivino!! Ho chiamato il mio collega venerdì...e continuo ad aspettare...
    Appena mi arrivano te li mando

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