Dal mio punto di vista invece rappresenta più propriamente un arroccamento suggerire di non discutere apertamente e rimandare la discussione in una stanza con una singola persona.
Ma poi mi sembra che 404inside non è che abbia deciso di non portare il discorso nella stanza di analisi (mi pare abbia detto anche di voler portare stampata su dei fogli questa stessa discussione all'analista) semplicemente ha deciso di condurlo e portarlo anche fuori dalla stanza, una persona che è in analisi può avere il legittimo dubbio che anche l'analista si sbagli e discutere di questo con altre persone?

Io continuo ad insistere e dire che
ciò che è bene per noi siamo sempre e soltanto noi a deciderlo, un'altra persona può aiutarci solo a condurcì là dove preferiremmo andare davvero, non svelarci traminte una qualche fantomatica sfera magica di cristallo dove vogliamo andare. Certo può provare a suggerirlo, ma una volta osservato che il suggerimento non lo seguiamo credo sia meglio che l'altro si convinca che non è quello che stiamo cercando. Se una persona mi suggerisse che per il mio bene dovrei perdonare qualcuno, io ci penso su, ma se poi non sono d'accordo riguardo a questo, resto nella mia posizione: quale sia
il mio bene in fin dei conti lo decido e scelgo io, significa essere arroccati questo? Io allora resto arroccato quando mi va e credo che sia pure giusto così. Se un altro mi vuole davvero aiutare che si impegni a farmelo raggiungere
il mio bene se dispone di certi strumenti migliori dei miei, ma che sia
quel bene che intendo raggiungere io e non quello che cerca di impormi lui tramite un vago riferimento ad una presunta
guarigione,
guarigione che magari per me non intaccherebbe minimamente i problemi che gli sto ponendo ora e rispetto ai quali magari non rappresenta nemmeno una vera soluzione. Lui mi dice "il tuo bene è questo" io gli rispondo "no è quest'altro, perché io vorrei ottenere tutt'altro" su cosa dobbiamo discutere ancora? Se un altro vuol sostituirsi a me nel definire anche questo, io personalmente potrei anche alterarmi, e questa reazione poi la si scambia per
resistenza alla guarigione o al
cambiamento, certo che se la guarigione in cosa consiste la definisce direttamente l'altro, ma mi sapete dire a cosa può servire
guarire in un senso che non intacca minimamente il mio
irrisolto attuale?
Poi in fin dei conti se una persona fosse ben disposta ad accettare tutte le cosiddette imperfezioni di questa o quella situazione, mi chiedo: quale problema potrebbe mai sussistere?

Già a monte sarebbe già tutto risolto e risolvibile, ma non è detto che sia così.
Io ho avuto l'impressione che 404inside non abbia avvertito una reale comprensione del suo disagio, se una persona ti suggerisce che è necessario perdonare qualcuno per star bene e tu non sei di questo avviso, visto che per te chi ti ha fatto del male l'ha fatta davvero grossa, a cosa serve insistere su questo punto (per raggiungere la guarigione? Secondo la prospettiva di chi?) come fa il suo psicoterapeuta? (questo l'ha scritto nel primo intervento)
A me sembra che la questione posta sia questa, se qualcuno mi suggerisse di continuo, parlando di "resistenze", che per
star bene non dovrei preferire qualcosa, sinceramente quando me l'ha ripetuto una ventina di volte e continua a farlo anche nelle altre sedute, nonostante gli abbia comunicato apertamente che non ho affatto intenzione di seguire la sua idea, io mi sentirei non rispettato nei confronti delle mie preferenze e valori.
Questa non rappresenta un'esortazione a cambiare, questo significa voler cambiare gli altri togliendo qualcosa che già c'era a martellate e con lo scalpello strafregandosene di cosa pensano proprio come farebbe uno scultore con un pezzo di marmo inerte (E già, voi comunicate direttamente con l'inconscio, quel che dice di desiderare o non desiderare, di preferire o non preferire un soggetto che vi siede di fronte non conta proprio nulla).
Ma questo non è un comportamento tanto dissimile da questo: è come se io importunassi una donna di continuo sostenendo poi che inconsciamente era questo quello che lei voleva e desiderava, nonostante questa esprimesse in modo del tutto cosciente e chiaramente di non desiderare affatto le mie avances ed attenzioni. Come si fa a capire poi se inconsciamente mi desiderava e resisteva (esprimendo chiaramente il contrario) oppure direttamente che inconsciamente non desiderava affatto tutto questo?
Saluti