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  1. #61
    Partecipante Assiduo L'avatar di crazy'njoy
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Grazie Fiona.
    Grazie dei consigli pratici e della ventata di ottimismo, che ci voleva. Lo dico senza "però" e senza "ma".

    Ci sono molti punti in cui siamo d'accordo. Primo fra tutti il fatto che un professionista per essere tale deve rappresentare l'eccellenza nel suo settore. Non può non aggiornarsi e integrare le sue conoscenze con altre nuove e più ampie. So e condivido, non solo a parole ma anche nei fatti, che un professionista deve badare oltre che alla propria formazione, al modo in cui renderla fruibile: deve occuparsi di marketing, di pubblic relations, di inglese, deve fare ricerche, letture, farsi dei volantini, scrivere mail, partecipare a convegni, fare terapia, collaborare con i propri colleghi e altri professionisti, costruire un sito, fare mille progetti per vederne concretizzato uno... insomma deve fare tutto quello che abbiamo detto.
    Secondo me questo è un punto su cui bisogna riflettere perchè fare tutto ciò significa lavorare 10 ore al giorno per fatturarne 1. Questo è il motivo per cui lo psicologo, come professionista, deve rispettare dei tariffari quanto meno simili a quelli di tutti gli altri professionisti. Molti nostri colleghi, pur meritandolo , non riconoscono a se stessi il loro valore e quindi se è vero che un nostro collega non preparato ci rovina la piazza (ed è verissimo), è altrettanto vero che un collega che chiede la metà (pur meritando il giusto) ci crea un problema in più, in quanto rende invisibile l'impegno che c'è dietro il nostro lavoro.
    Il problema non è solo quello di di far capire ai non addetti ai lavori, quanto impegno ci sia dietro il nostro lavoro. La prima cosa, sempre secondo me, da cambiare, è il nostro modo di riconoscere il nostro stesso valore come professionisti. Lo psicologo medio si rende conto della delicatezza del suo lavoro ed è per questo che vuole sempre accrescere la propria esperienza, però poi accetta delle condizioni di lavoro non proporzionali. Insomma, dovremmo essere noi i primi a credere nel nostro valore. (questo meccanismo è spiegato molto bene nell'e-book di Nico).
    Quando sento parlare di imprenditoria i nostri colleghi rabbrividisco, perchè gli psicologi non sono imprenditori. Molto spesso non sanno fare i conti: non contano che se io lavoro 10 ore per guadagnare 20 euro, avendone spese 30, non sono stato un buon imprenditore. Preferiscono vedere solo i 20 euro in entrata. Nessun imprenditore investirebbe in un affare simile. Nessun imprenditore manterrebbe in piedi una azienda in passivo per decenni con una probabilità di arricchirsi così bassa.
    Diciamo che siamo psicologi, che facciamo un lavoro difficile ma appagante, se ben fatto, e che siamo professionisti.
    Ultima modifica di crazy'njoy : 03-11-2011 alle ore 00.48.46

  2. #62
    Partecipante Assiduo L'avatar di crazy'njoy
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Citazione Originalmente inviato da fiona774 Visualizza messaggio
    Chiudo con una domanda a cui non riesco mai a dare una risposta: ogni mese ricevo almeno una richiesta da qualche neo laureato che mi chiede di poter fare volontariato nel mio studio. Io non ho spazi né modi per accettare un volontario, ma rispondo sempre con entusiasmo che se però hanno un'idea o un progetto, potremmo parlarne e pensare a una collaborazione. O comunque potrei dare qualche idea su come realizzarla. Non ho mai ricevuto a tutt'oggi nessuna risposta
    Anche questo è emblematico. Un altro punto su cui riflettere. Siamo troppo passivi. Qui però un però lasciamelo mettere, . Io di progetti ne ho fatti centinaia e, quando non se li sono rubati (non sarebbe certo il tuo caso, parlo di altri che so io (!!)), è stata una perdita di tempo (forse tranne un paio di casi). Comunque non si sa mai, magari con un'idea nuova e vincente... Ma per il resto sono d'accordo con il concetto chiave: più creatività e propositività ! Collaborazione! E aggiungerei più sicurezza! Ciao.
    Ultima modifica di crazy'njoy : 03-11-2011 alle ore 01.00.16

  3. #63
    Partecipante
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Direi che di carne al fuoco in questa discussione ne è stata messa veramente tanta. Provo a fare anche io qualche considerazione:
    1. Quando mi sono iscritto alla facoltà di psicologia nel 1993, si diceva che di lavoro per gli psicologi ce n'era parecchio, si parlava di un tasso di occupazione dell'80% a due anni dalla laurea, per cui veniva presentato come uno dei corsi di laurea maggiormente capaci di garantire un futuro radioso. Queste affermazioni erano puramente illusorie.
    2. Lo psicologo libero professionista in genere è un pessimo imprenditore, come evidenzaia giustamente crazy'njoy. Anche io sento parlare colleghi che vanno in perdita: guadagnano 25 euro a seduta e ne spendono 75 in supervisioni... Chi non è in grado di fare questi semplici conti penso proprio che non dovrebbe nemmeno buttarsi nella libera professione. Non dico che si debba essere degli esperti di finanza, però almeno un bilancio con entrate e uscite bisogna saperlo fare.
    3. Lo psicologo professionista inoltre ha molto spesso pessime capacità di marketing e una visione troppo ottimistica del mercato. Ero stato coinvolto in un progetto interessante, di consulenza a genitori in difficoltà su piccole problematiche educative quotidiane. Avevamo fatto un paio di conferenze all'interno delle scuole materne (ottima forma di pubblicità). Poi quando i genitori chiamavano per chiedere la consulenza per il bambino al quale non riuscivano a togliere il pannolino e si vedevano una proposta del tipo: seduta di discussione del problema, 2 osservazioni del bambino nel contesto famigliare, seduta con i genitori per proporre una strategia atta a risolvere il problema, due sedute a casa per verificare sul campo la corretta applicazione dei consigli dati, seduta finale in cui fare il punto della situazione e decidere se proseguire con altri incontri. Totale 7 sedute a 50 Euro l'una, fanno 350 Euro. Ovviamente tutti si tiravano indietro. Un servizio del genere funziona e la richiesta c'è, ma nessuno spenderebbe più di 50 Euro, quando può avere ottimi consigli gratis dalla vicina di casa che ha cresciuto 5 figli. E poi parlate di arrotondare lo stipendio prendendo 5 Euro l'ora in un call-center. Piuttosto che 5 Euro in un call-center onestamente credo sia meglio prenderne 6 come psicologo, guadagno di più e faccio il mio lavoro.
    4. Tariffe minime. Personalmente penso che, nella maggior parte dei casi, siano troppo elevate per il servizio offerto. Poi lo psicologo fa il ragionamento: ma io ho speso una barca di soldi per studiare, e adesso devo guadagnare proporzionalmente. Forse il problema è proprio nei troppi soldi spesi per la formazione. Siamo sicuri che sia così necessario spendere tanto in formazione? E' indispensabile la scuola di psicoterapia? E' indispensabile il master da 10.000 Euro? E' indispensabile la supervisione? Non dico di non aggiornarsi, ma a posteriori dico che i 10.000 Euro che ho speso per il master, avrebbero fruttato molto di più in termini di formazione personale se li avessi investiti in libri e riviste, magari poi discutendone on-line su questo forum. Mi sembra che quello della formazione e della supervisione sia un mercato che si auto-alimenta: non trovo lavoro come psicologo, allora me lo creo facendo un corso ai neo-laureati illudendoli che grazie al mio corso troveranno lavoro.
    5. Concorrenza da settori limitrofi. Tornando all'esempio di prima della consulenza ai genitori a 50 Euro all'ora, miseramente fallita. Lo stesso servizio lo potrebbe proporre agevolmente qualunque comunità educativa a 5 Euro l'ora, senza per questo dover scendere a compromessi. Come è scritto in altri post gli educatori devono essere presenti nelle comunità anche quando i bambini sono tutti a scuola. E in quel caso vengono usati per fare le pulizie, poi quando hanno finito si siedono a leggere il giornale e guardare la tv. Questi momenti buchi potrebbero essere sfruttati per proporre un servizio come quello di cui vi parlavo a prezzi bassissimi. L'educatore prenderebbe 10 Euro l'ora per la sua prestazione di educatore + 5 Euro per la consulenza ai genitori. Guadagnerebbe di più e vedrebbe valorizzata la sua professionalità.
    6. Supervisione: anche qui si può aprire un dibattito infinito. Mi chiedo, ma è mai possibile che dopo una laurea e una specializzazione si debba avere bisogno di una supervisione? E' vero che due occhi vedono meglio di uno, ma quali altre professioni ricorrono a questa pratica? Non metto fuori discussione l'importanza del confronto fra colleghi, ma quando vedo psicologi che spendono in supervisioni più di quanto guadagnano mi viene da mettermi le mani nei capelli.

  4. #64
    fiona774
    Ospite non registrato

    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Citazione Originalmente inviato da crazy'njoy Visualizza messaggio
    Grazie Fiona.
    Grazie dei consigli pratici e della ventata di ottimismo, che ci voleva. Lo dico senza "però" e senza "ma".

    Ci sono molti punti in cui siamo d'accordo. Primo fra tutti il fatto che un professionista per essere tale deve rappresentare l'eccellenza nel suo settore. Non può non aggiornarsi e integrare le sue conoscenze con altre nuove e più ampie. So e condivido, non solo a parole ma anche nei fatti, che un professionista deve badare oltre che alla propria formazione, al modo in cui renderla fruibile: deve occuparsi di marketing, di pubblic relations, di inglese, deve fare ricerche, letture, farsi dei volantini, scrivere mail, partecipare a convegni, fare terapia, collaborare con i propri colleghi e altri professionisti, costruire un sito, fare mille progetti per vederne concretizzato uno... insomma deve fare tutto quello che abbiamo detto.
    Secondo me questo è un punto su cui bisogna riflettere perchè fare tutto ciò significa lavorare 10 ore al giorno per fatturarne 1. Questo è il motivo per cui lo psicologo, come professionista, deve rispettare dei tariffari quanto meno simili a quelli di tutti gli altri professionisti. Molti nostri colleghi, pur meritandolo , non riconoscono a se stessi il loro valore e quindi se è vero che un nostro collega non preparato ci rovina la piazza (ed è verissimo), è altrettanto vero che un collega che chiede la metà (pur meritando il giusto) ci crea un problema in più, in quanto rende invisibile l'impegno che c'è dietro il nostro lavoro.
    Il problema non è solo quello di di far capire ai non addetti ai lavori, quanto impegno ci sia dietro il nostro lavoro. La prima cosa, sempre secondo me, da cambiare, è il nostro modo di riconoscere il nostro stesso valore come professionisti. Lo psicologo medio si rende conto della delicatezza del suo lavoro ed è per questo che vuole sempre accrescere la propria esperienza, però poi accetta delle condizioni di lavoro non proporzionali. Insomma, dovremmo essere noi i primi a credere nel nostro valore. (questo meccanismo è spiegato molto bene nell'e-book di Nico).
    Quando sento parlare di imprenditoria i nostri colleghi rabbrividisco, perchè gli psicologi non sono imprenditori. Molto spesso non sanno fare i conti: non contano che se io lavoro 10 ore per guadagnare 20 euro, avendone spese 30, non sono stato un buon imprenditore. Preferiscono vedere solo i 20 euro in entrata. Nessun imprenditore investirebbe in un affare simile. Nessun imprenditore manterrebbe in piedi una azienda in passivo per decenni con una probabilità di arricchirsi così bassa.
    Diciamo che siamo psicologi, che facciamo un lavoro difficile ma appagante, se ben fatto, e che siamo professionisti.
    Caro Crazy, hai proprio ragione.
    Quale imprenditore investirebbe in un'attività dove è più la spesa (in soldi, energie e tempo) che la resa?
    Sono contraria al volontariato, ai contratti "co.co.co. e poi vediamo", alle 1000 collaborazioni senza l'entrata di profitti, al vergognarsi di chiedere ai pazienti il "giusto" compenso e quindi chiedere poco e rischiare di dare altrettanto (perchè in fondo non si riesce a dare il giusto ad un paziente a cui si chiede un'onorario ridotto). Certo esistono le eccezioni..ma sono eccezioni: un lavoro poco pagato ma in cui vorremmo sperimentarci per qualche mese, la collaborazione "puramente speculativa" con dei colleghi stimolanti, il paziente che davvero è povero e di denaro e di risorse emotive, a cui non possiamo chiedere di più. Ma tutta queste situazioni sono lussi, che uno psicologo può concedersi serenamente nel momento in cui la propria attività è avviata.
    Il mio primo anno di attività privata ho avuto poche entrate: facevo un altro lavoro e quindi ritagliavo spazi durante la giornata per gli appuntamenti di p.r. o altro e la sera restavo a casa a lavorare fino a mezzanotte tutti i giorni.
    Oggi non è più necessario, ma è chiaro che bisogna proprio appassionarsi a questo lavoro, riuscendo comunque a mantenere dei sani spazi per sè e la propria vita privata.
    Un altro aspetto da ricordare, purtroppo, è che oggi in Italia siamo migliaia di psicologi ed altrettanti studenti. Ciò vuol dire che nel futuro non tutti potranno andare a fare questo mestiere, e toccherà reinventarsi un nuovo profilo professionale e nuovi ruoli. Non so cosa ci aspetta.
    In merito ai progetti "rubati": cosa possiamo dire?
    Il mio vecchio terapeuta e maestro diceva che l'importante è che "le idee circolino", quando qualche scaltro collega scopiazzava i suoi articoli o le sue teorizzazioni. Non so. Forse non sono abbastanza "zen"
    Mi sembra davvero vergognoso. Soprattutto quando a farlo sono degli Enti pubblici ( succede, succede ) e non aggiungo altro.
    In realtà a molti io ho dato proprio suggerimenti concreti su progettini o servizi che anche con le nozioni da neo-laureato era possibile realizzare.
    Mah, vabbè. Magari è normale ormai diffidare di chi ci vuole aiutare o essere accogliente, senza ottenere vantaggi economici

  5. #65
    Partecipante Assiduo L'avatar di crazy'njoy
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Citazione Originalmente inviato da fiona774 Visualizza messaggio
    Soprattutto quando a farlo sono degli Enti pubblici ( succede, succede ) e non aggiungo altro.
    :
    Già ! succede! intendevo proprio questo.
    Ultima modifica di crazy'njoy : 03-11-2011 alle ore 16.00.05

  6. #66
    Partecipante L'avatar di derwyddon
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Citazione Originalmente inviato da crazy'njoy Visualizza messaggio
    Stasera prendo un dizionario di inglese e poi rispondo . Scherzi a parte a grandi linee sono d'accordo sul fatto che come dice Giulio sia una semplicissima regola di mercato, quella basata sulla domanda/offerta a rendere poco preziosa e vendibile la nostra laurea, però dico che se ponessimo delle regole, tipo che uno psicologo non prende meno di 40 euro l'ora nel casi di contratti a progetto, quei tanti che lavorano a titolo quasi gratuito avrebbero condizioni dignitose. Anche se non ho idea di cosa sia una" short tail" la risposta individuale al problema della domanda offerta potrebbe essere quella che ho intrapreso io, per ora senza grandi esiti e che credo sia quella che suggerisci tu: la strada di ultraspecializzarmi su nicchie in cui più che altro la domanda va creata. Il punto contratto non è da sottovalutare, perchè le leggi ci sono ma in Italia si fa tutto per amicizia, e solitamente chi ti propone un lavoro o l'ente/organizzazione/amministrazione/privato a cui proponi un lavoro "in amicizia" (vale a dire sulla fiducia, per conoscenza...) ti chiede massima professionalità fino al momento di pagarti. A quel punto arrotonda e si aggiusta il compenso a suo favore, e tu non puoi fare niente, perchè non hai un contratto. Di 10 ore lavorate te ne danno 2 se hai stabilito una tariffa oraria, se hai stabilito un compenso a prestazione di mille euro ad esempio ti rispondono che non te le danno, ad esempio ti dicono che "non hanno i soldi" (esperienza vissuta) e questo, credimi, non è professionale, anzi è molto squalificante e vi assicuro che a quel punto non basta fare un lavoro legato alla materia studiata negli anni per sentirsi gratificato.

    Le parole possono essere molto belle e sfruttamento può essere chiamato nuova forma di lavoro, ma se non mi permette di vivere un lavoro non può essere chiamato tale.
    Con il cliente privato è una storia diversa: inizialmente stabilisci una tariffa e poi sei sicuro che ti paga, ma si aspetta di pagare sempre meno della metà di quanto pagherebbe il dentista o l'avvocato. Perchè?
    Sono completamente d'accordo con te e chiedo anche io: "PERCHE'!!!!????"

  7. #67
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Direi perché quelle del dentista e dell'avvocato sono parcelle ritenute troppo alte, ma comunque indispensabili, mentre quella dello psicologo è troppo alta ma evitabile.
    Se ho un credito di 10.000 Euro da recuperare e l'unica via per farlo è passare tramite avvocato, trovo quasi truffaldina la sua richiesta di 1.000 Euro per i suoi 10 minuti di lavoro (di fatto si limita a mandare una lettera di sollecito), però alla fin fine mi ritrovo con 9.000 Euro in tasca.
    Stesso discorso per un dentista: vai a vedere sui vari forum su internet, oppure fai un sondaggio fra amici e conoscenti, e ti renderati conto che sono percepite come tutt'altro che eque le tariffe dei dentisti. Ma il mal di denti è veramente insopportabile, per cui la gente tira fuori quanto richiesto e si fa fare il lavoro (io onestamente preferisco salire in macchina e farmi 1.000 Km per andare in Ungheria dove spendo la metà), poi va al bar a riempire di insulti il dentista che gira in Porsche e ha la villa con piscina.
    Stesso discorso per lo psicologo, le cui tariffe sono percepite come ecessive, esattamente come per l'avvocato e il dentista. Solo che quelle dello psicologo sono prestazioni non strettamente necessarie, perché spesso ci sono altre soluzioni più buon mercato, magari meno efficaci, ma comunque accettabili (e fra queste il semplie scorrere del tempo). Se una depressione da sola mi passa in un anno, mentre con l'intervento dello psicologo passa in 9 mesi, durante i quali devo andare nel suo studio una volta a settimana dandogli 100 Euro e perdendo mezza giornata di lavoro, allora preferisco aspettare tre mesi in più e usare i giorni di ferie e i 3600 Euro che ho risparmiato per farmi una vacanza in crociera, dove potrò raccontare mentre sono sul lettino a prendere il sole, come sono riuscito ad uscire con le mie sole forze da una brutta depressione.
    Ultima modifica di edobianchi : 13-11-2011 alle ore 23.47.12

  8. #68
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Citazione Originalmente inviato da edobianchi Visualizza messaggio
    Direi perché quelle del dentista e dell'avvocato sono parcelle ritenute troppo alte, ma comunque indispensabili, mentre quella dello psicologo è troppo alta ma evitabile.
    Se ho un credito di 10.000 Euro da recuperare e l'unica via per farlo è passare tramite avvocato, trovo quasi truffaldina la sua richiesta di 1.000 Euro per i suoi 10 minuti di lavoro (di fatto si limita a mandare una lettera di sollecito), però alla fin fine mi ritrovo con 9.000 Euro in tasca.
    Stesso discorso per un dentista: vai a vedere sui vari forum su internet, oppure fai un sondaggio fra amici e conoscenti, e ti renderati conto che sono percepite come tutt'altro che eque le tariffe dei dentisti. Ma il mal di denti è veramente insopportabile, per cui la gente tira fuori quanto richiesto e si fa fare il lavoro (io onestamente preferisco salire in macchina e farmi 1.000 Km per andare in Ungheria dove spendo la metà), poi va al bar a riempire di insulti il dentista che gira in Porsche e ha la villa con piscina.
    Stesso discorso per lo psicologo, le cui tariffe sono percepite come ecessive, esattamente come per l'avvocato e il dentista. Solo che quelle dello psicologo sono prestazioni non strettamente necessarie, perché spesso ci sono altre soluzioni più buon mercato, magari meno efficaci, ma comunque accettabili (e fra queste il semplie scorrere del tempo). Se una depressione da sola mi passa in un anno, mentre con l'intervento dello psicologo passa in 9 mesi, durante i quali devo andare nel suo studio una volta a settimana dandogli 100 Euro e perdendo mezza giornata di lavoro, allora preferisco aspettare tre mesi in più e usare i giorni di ferie e i 3600 Euro che ho risparmiato per farmi una vacanza in crociera, dove potrò raccontare mentre sono sul lettino a prendere il sole, come sono riuscito ad uscire con le mie sole forze da una brutta depressione.
    Quindi sei d'accordo sul fatto che bisognerebbe lavorare anche sull'ignoranza da parte del pubblico, di una serie di cose. E questo è colpa nostra. Dovremmo sapere, e far sapere che
    - una depressione non passa da sola
    - il disagio psichico può essere insostenibile quanto il mal di denti
    - a volte un piccolo problema non gestito può crescere con te e impedirti di vivere una vita felice e serena, altre volte può comportare dei problemi ancora maggiori (sviluppi psicotici o tossicodipendenze, ad esempio), al pari di una carie non curata.
    - per gestire un "piccolo problema" non è necessario fare un'analisi di anni due volte a settimana. Bastano 4-5 sedute. A volte solo una.
    - una consulenza dura massimo un'ora (come un pò di fitness in palestra)
    - tra 100 euro e quanto chiesto da alcuni nostri colleghi c'è un abbisso, motivo per il quale, vanno ripristinati i minimi tariffari

    finchè ci saranno nostri colleghi disposti a lavorare per prezzi irrisori (ho sentito gente disposta a prendersi 10 euro, pur di "giocare a psicologo") il pubblico non capirà perchè dovrebbero dare ad un professionista un prezzo equo (che so? 60-80 euro) e non saprà tutto quello che c'è dietro a quell'ora di consulenza (pagare uno studio, la corrente, il telefono, le specializzazioni, prendersi delle pause tra una consulenza e l'altra, riguardare gli appunti, cercare materiali, archiviare... oltre a tutto quello che abbiamo precedentemente detto, che equivale a fornire un servizio di qualità (io preferisco dare 100 auro ad un dentista di cui mi sento sicuro che ad uno che mi chiede 80 ma non mi garantisce il massimo della qualità.)

  9. #69
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Sul perchè, dal punto di vista individuale,
    direi che perchè molti nostri colleghi eccedono di umiltà, sviluppano una sorta di "deformazione professionale", per cui ascoltano solo i problemi degli altri, provano empatia e cercano di aiutarli in ogni modo, anche al momento di stabilire le condizioni di remunerazione, per cui gli altri si approfittano. Dovremmo avere meno fiducia nell'essere umano, perchè quando si parla di soldi ritornano gli istinti più arcaici e bestiali, anche se sublimati nelle forme moderne. Doremmo imparare a metterci sullo stesso piano e non, sempre, in secondo piano.

  10. #70
    fiona774
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    Citazione Originalmente inviato da crazy'njoy Visualizza messaggio
    Sul perchè, dal punto di vista individuale,
    direi che perchè molti nostri colleghi eccedono di umiltà, sviluppano una sorta di "deformazione professionale", per cui ascoltano solo i problemi degli altri, provano empatia e cercano di aiutarli in ogni modo, anche al momento di stabilire le condizioni di remunerazione, per cui gli altri si approfittano. Dovremmo avere meno fiducia nell'essere umano, perchè quando si parla di soldi ritornano gli istinti più arcaici e bestiali, anche se sublimati nelle forme moderne. Doremmo imparare a metterci sullo stesso piano e non, sempre, in secondo piano.
    Hai ragione su questo problema che hanno molti colleghi a chiedere un compenso equo. Ma io non credo si tratti solo di deformazione professionale o ingenuità. Forse a monte bisognerebbe che un pò tutti gli psicologi si chiedessero (intendo sempre chi lavora in ambito clinico) perchè hanno scelto di lavorare con il disagio e la sofferenza degli altri. Altrimenti c'è il rischio di non rispettare i confini tra il ruolo professionale e altri bisogni personali che andrebbero risolti prima di iniziare a vedere pazienti. Quindi alcuni colleghi meno esperti sentono già di essere stati ripagati: sentendosi importanti per qualcuno, sentendo che loro sono i dottori e gli altri sono i malati, ecc. Un pò di lavoro su se stessi potrebbe aiutare senza troppe difficoltà.

    Comunque se alcune persone pensano che sia meglio investire del denaro in una crociera piuttosto che venire a capo di una depressione che si trascineranno per anni, credo non sia da criticare.
    Ognuno trova il suo modo per sopravvivere alle proprie angoscie e i propri limiti.
    E non possiamo neanche pretendere che tutti quelli che vivono un disagio psicologico, siano in grado di fare un lavoro su di sè o mettersi nella posizione di un paziente che va dallo psicologo e lo paga pure, a conferma, cioè,che ne aveva davvero bisogno.

    Certo altra cosa è il discorso della prevenzione della salute psichica e la promozione di una cultura del benessere. Questo dipende da noi. Anche se non è facile.

  11. #71
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Fiona,
    i tuoi post sono sempre illuminanti. Si sente l'empatia e la competenza. Anche se a volte non sono pienamente d'accordo su tutto, comunque sei sempre di stimolo e riflessione.
    Hai espresso, nell'ultima riga il concetto chiave: "la promozione della cultura del benessere": bisogna far capire al pubblico cosa fa lo psicolgo, quali benefici si possono trarre... per esempio bisogna rompere una serie di stereotipi sbagliati:ad esempio
    - non si va dallo psicologo solo quando si hanno problemi gravi, tipo depressione (anche perchè si andrebbe dallo psicoterapeuta, per chiarezza)
    - si può fare un investimento in "benessere" come dici giustamente: ad esempio si possono potenziare una serie di abilità per essere più efficienti nel lavoro ed avere relazioni interpersonali più appaganti, per evitare di compiere sempre gli stessi errori... e tutto questo non è "essere pazzi"
    - lo psicologo è supportato da ricerche scientifiche, da una deontologia, da tecniche efficaci.... che lo distinguono da altre figure improvvisate (e questo lo spiego nel prossimo post) .

    Invece questo concetto non poteva essere espresso meglio. Fa riflettere... :
    ... "alcuni colleghi meno esperti sentono già di essere stati ripagati: sentendosi importanti per qualcuno, sentendo che loro sono i dottori e gli altri sono i malati, ecc. Un pò di lavoro su se stessi potrebbe aiutare senza troppe difficoltà".
    Ultima modifica di crazy'njoy : 15-11-2011 alle ore 16.04.28

  12. #72
    fiona774
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Citazione Originalmente inviato da crazy'njoy Visualizza messaggio
    Fiona,
    i tuoi post sono sempre illuminanti. Si sente l'empatia e la competenza. Anche se a volte non sono pienamente d'accordo su tutto
    Per fortuna!! Sennò sai che noia a parlare con chi da sempre ragione!!
    E' con la discussione che nascono le mie riflessioni più utili!!

  13. #73
    Partecipante Assiduo L'avatar di crazy'njoy
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Citazione Originalmente inviato da edobianchi Visualizza messaggio
    Direi che di carne al fuoco in questa discussione ne è stata messa veramente tanta. Provo a fare anche io qualche considerazione:
    1. Quando mi sono iscritto alla facoltà di psicologia nel 1993, si diceva che di lavoro per gli psicologi ce n'era parecchio, si parlava di un tasso di occupazione dell'80% a due anni dalla laurea, per cui veniva presentato come uno dei corsi di laurea maggiormente capaci di garantire un futuro radioso. Queste affermazioni erano puramente illusorie.
    2. Lo psicologo libero professionista in genere è un pessimo imprenditore, come evidenzaia giustamente crazy'njoy. Anche io sento parlare colleghi che vanno in perdita: guadagnano 25 euro a seduta e ne spendono 75 in supervisioni... Chi non è in grado di fare questi semplici conti penso proprio che non dovrebbe nemmeno buttarsi nella libera professione. Non dico che si debba essere degli esperti di finanza, però almeno un bilancio con entrate e uscite bisogna saperlo fare.
    3. Lo psicologo professionista inoltre ha molto spesso pessime capacità di marketing e una visione troppo ottimistica del mercato. Ero stato coinvolto in un progetto interessante, di consulenza a genitori in difficoltà su piccole problematiche educative quotidiane. Avevamo fatto un paio di conferenze all'interno delle scuole materne (ottima forma di pubblicità). Poi quando i genitori chiamavano per chiedere la consulenza per il bambino al quale non riuscivano a togliere il pannolino e si vedevano una proposta del tipo: seduta di discussione del problema, 2 osservazioni del bambino nel contesto famigliare, seduta con i genitori per proporre una strategia atta a risolvere il problema, due sedute a casa per verificare sul campo la corretta applicazione dei consigli dati, seduta finale in cui fare il punto della situazione e decidere se proseguire con altri incontri. Totale 7 sedute a 50 Euro l'una, fanno 350 Euro. Ovviamente tutti si tiravano indietro. Un servizio del genere funziona e la richiesta c'è, ma nessuno spenderebbe più di 50 Euro, quando può avere ottimi consigli gratis dalla vicina di casa che ha cresciuto 5 figli. E poi parlate di arrotondare lo stipendio prendendo 5 Euro l'ora in un call-center. Piuttosto che 5 Euro in un call-center onestamente credo sia meglio prenderne 6 come psicologo, guadagno di più e faccio il mio lavoro.
    4. Tariffe minime. Personalmente penso che, nella maggior parte dei casi, siano troppo elevate per il servizio offerto. Poi lo psicologo fa il ragionamento: ma io ho speso una barca di soldi per studiare, e adesso devo guadagnare proporzionalmente. Forse il problema è proprio nei troppi soldi spesi per la formazione. Siamo sicuri che sia così necessario spendere tanto in formazione? E' indispensabile la scuola di psicoterapia? E' indispensabile il master da 10.000 Euro? E' indispensabile la supervisione? Non dico di non aggiornarsi, ma a posteriori dico che i 10.000 Euro che ho speso per il master, avrebbero fruttato molto di più in termini di formazione personale se li avessi investiti in libri e riviste, magari poi discutendone on-line su questo forum. Mi sembra che quello della formazione e della supervisione sia un mercato che si auto-alimenta: non trovo lavoro come psicologo, allora me lo creo facendo un corso ai neo-laureati illudendoli che grazie al mio corso troveranno lavoro.
    5. Concorrenza da settori limitrofi. Tornando all'esempio di prima della consulenza ai genitori a 50 Euro all'ora, miseramente fallita. Lo stesso servizio lo potrebbe proporre agevolmente qualunque comunità educativa a 5 Euro l'ora, senza per questo dover scendere a compromessi. Come è scritto in altri post gli educatori devono essere presenti nelle comunità anche quando i bambini sono tutti a scuola. E in quel caso vengono usati per fare le pulizie, poi quando hanno finito si siedono a leggere il giornale e guardare la tv. Questi momenti buchi potrebbero essere sfruttati per proporre un servizio come quello di cui vi parlavo a prezzi bassissimi. L'educatore prenderebbe 10 Euro l'ora per la sua prestazione di educatore + 5 Euro per la consulenza ai genitori. Guadagnerebbe di più e vedrebbe valorizzata la sua professionalità.
    6. Supervisione: anche qui si può aprire un dibattito infinito. Mi chiedo, ma è mai possibile che dopo una laurea e una specializzazione si debba avere bisogno di una supervisione? E' vero che due occhi vedono meglio di uno, ma quali altre professioni ricorrono a questa pratica? Non metto fuori discussione l'importanza del confronto fra colleghi, ma quando vedo psicologi che spendono in supervisioni più di quanto guadagnano mi viene da mettermi le mani nei capelli.
    Edo, inizialmente avevo ignorato questo post, in quanto non mi sembravano le parole di uno psicologo, credevo si trattasse di una provocazione da parte di qualche figura limitrofa tipo counselor, contrariato per qualcosa che si era detto o che si trattasse solo di un elenco dei luoghi comuni che concorrono creare questa frustrante situazione. Poi invece, mettendo insieme gli ultimi tuoi post, anche negli altri tread, ho capito che non era così. Hai una comunità minorile e hai studiato psicologia?
    Beh, allora ti ringrazio per aver palesato un atteggiamento molto diffuso e assolutamente da combattere:
    Cari studenti di psicologia, ripeto, il mercato su cui vi volete affacciare, va modificato, perchè al momento le due alternative più gettonate sono:
    - lavorare per una cooperativa/associazione/comunità che è pronta ad annullarvi e squalificarvi pur di giustificare il fatto che vi paga menno di una donna che pulisce le scale (con tutto il rispetto, ma ha meno responsabilità, deve aggiornarsi di meno e non ha dovuto studiare una vita per farlo), dicendo:
    "nessuno spenderebbe più di 50 Euro, quando può avere ottimi consigli gratis dalla vicina di casa che ha cresciuto 5 figli... Piuttosto che 5 Euro in un call-center onestamente credo sia meglio prenderne 6 come psicologo, guadagno di più e faccio il mio lavoro". Ma non vi viene mal di stomaco? Che schifo!
    Io personalmente, preferisco andare al mare, piuttosto che lasciarmi umiliare in questo modo. Tanto con 6 euro non ci pago nemmeno la benzina per andare al lavoro. Anzi, risparmio.
    - seconda opzione: aprirsi uno studio, molto più gratificante ma molto più difficile, anche a causa dell'ignoranza circa la psicologia e anche perchè come ogni professionista, ti trovi ad affrontare una serie di spese e dedicare gran parte del tempo a molte attività complementari. E ti trovi a dover competere con altri servizi accessibili a prezzi molto ridotti, senza che la gente abbia la possibilità di paragonare le differenze in termini di qualità, anzi, sono quegli stessi Servizi che concorrono ad alimentare l'idea di pressapochismo verso degli psicologi, in quanto chi è costretto a lavorarci non ha la possibilità di investire nella propria formazione, nell'acquisto di strumenti efficaci e di svolgere il proprio lavoro con l'autonomia e la perizia che la propria deontologia gli imporrebbero.
    Ultima modifica di crazy'njoy : 15-11-2011 alle ore 19.07.20

  14. #74
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Forse mi sono espresso male: quello sui consigli della vicina di casa non era un mio parere, ma è quello che ritengo sia il ragionamento di molti potenziali clienti di quel particolare tipo di servizio che pensavamo di offrire a genitori di bambini di 4-5 anni. Voleva essere una proposta di consulenza educativa su piccoli problemi quotidiani (tipo le difficoltà nel mangiare oppure ad andare a letto). Finchè facevamo la conferenza gratuita nelle scuole materne l'interesse era elevato, e sono convinto che con queste conferenze abbiamo dato una buona immagine della figura di psicologo professionista e abbiamo fatto capire ai genitori che uno psicologo può fornire indicazioni utilissime anche per bambini assolutamente normali, che non presentano particolari problematiche, ma devono semplicemente affrontare un normalissimo percorso di crescita. E infatti c'è stata grandissima richiesta di svolgere altre conferenze e alcuni hanno anche richiesto la consulenza individuale. Però di fronte a una richiesta di 350 Euro per il bambino che fa i capricci a tavola si tiravano indietro. Sono assolutamente convinto che se il prezzo fosse stato più ragionevole, diciamo fra i 50 e i 100 Euro, i clienti sarebbero arrivati e poi il passaparola avrebbe fatto il resto.
    Quello dei 6 Euro come psicologo rispetto ai 5 da telefonista è ovviamente provocatorio. Però onestamente per una ragazza che di professione vuole fare la psicologa, trovo che sia più formativo ed economicamente più remunerativo fare consulenza a dei genitori a 20 Euro a seduta, piuttosto che andare a fare le ADM a 7 Euro l'ora.

  15. #75
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Entro un po' più nel dettaglio del progetto a cui mi riferivo:
    si presenta nella mia comunità per un colloquio di lavoro come educatrice una laureata in psicologia, che sta frequentando la scuola di specializzazione e non riesce a trovare lavoro come psicologa, per cui pur di avere qualche entrata e farsi nel contempo un po' di esperienza vorrebbe laavorare come educatrice.
    Parlando con lei mi rendo conto che è molto preparata e che ha dei progetti veramente interessanti, fra cui appunto quello della consulenza ai genitori, ma non riesce a metterli in atto perché le mancano un po' le capacità di marketing. Le dico che al momento non sono alla ricerca di educatrici, ma il suo progetto mi interessa perché da tempo pensavo a qualche cosa di simile, ma non ho il tempo materiale per buttarmi in un progetto del genere. Coinvolgiamo un terzo psicologo e il progetto parte.
    Pensiamo di farci pubblicità organizzando serate nelle scuole materne su tematiche educative. La ragazza, sebbene molto preparata, ha un blocco a parlare in pubblico, per cui si occupa lei della preparazione delle slide mentre io e l'altro psicologo teniamo le conferenze. Ne facciamo due (scegliamo un tema gettonatissimo: le regole), la partecipazione è buona e il successo delle due serate grandissimo. Qualche potenziale cliente chiama, sente i prezzi (50 Euro all'ora per un minimo di 7 ore) e scappa via. La ragazza si scoraggia e va a fare ADM a 7 Euro, io e l'altro psicologo abbiamo già fin troppo lavoro e il progetto si chiude lì. Purtroppo. Spero in futuro di poter rilanciare l'idea con maggior convinzione.

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