Lasciano perde le polemiche e tornando al nocciolo della discussione... vorrei sottolinerare alcuni punti.
Parlando della psicoterapia che studio io non credo sia una questione di onnipotenza del terapeuta... di solito si parla di empirismo collaborativo, è anche vero che il rapporto è cmq tra una persona che chiede aiuto a una che cerca di darne... se parlassimo di sistemi motivazionali quindi parlerei di quello dell'attaccamento e quello di accudimento... dettto questo è ovvio che il rapporto debba evolvere nel sistema motivazionale che liotti chiama cooperativo... ma ritengo che questo sia un obiettivo che si raggiugne dopo un po' di sedute...
ritengo che il rapporto non sia paritetico all'inizio nemmeno nella terapia sistemica (mia opinione), non credo che che lo specchio unidirezionale o la videocamera faccia la differenza in questo senso... il concetto è un po' quello della supervisione che è trasversale a tutte le scuole.
Ultimamente si parla spesso di co-terapie cioè terapie fatte da più terapeuti, questa è un'altra strada interessante che va sicuramente approfondita...
La terapia sistemica secondo me ha un'importanza fondamentale nei pazienti che vivono in famiglia, anche perchè è impensabile di cambiare certi schemi in un'ora alla settimana se tutto il contesto di appartenenza ci rema contro... per questo la terapia cognitiva utilizza gli homework...
io credo però che se cambia anche un solo elemento del sistema possa cambiare tutto il sistema...







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