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  1. #61
    isaefrenk
    Ospite non registrato
    esiste un'ETERNO PRESENTE che è il TUTTO UNO ASSOLUTO che dall'uomo viene chiamoto o Dio, maumetto budda allà eccecc
    questo non toglie che TUTTO è ASSOLUTO quindi nessuno è fuori da questo e nemmeno ciò che si percepisce che si sogna tutto è nell'UNO Eterno Presente

  2. #62
    synapsis
    Ospite non registrato
    [/QUOTE] Il corpo fisico, quello astrale, quello mentale e quello della coscienza, sono sempre parte di noi, nessuno più importante dell'altro e quindi tutti degni di interesse, ricerca e comprensione, anche perchè l'equilibrio riguarda il buon funzionamento di tutti i nostri corpi che lavorano sempre insieme, inscindibilmente

    Credo fermamente questo, sì. Ma credo vi sia una gerarchia precisa.

    Non un'importanza, maggiore o minore, anche se, chiaramente, il corpo di coscienza, che nel sistema cui faccio riferimento si chiama Io Superiore, è di per sè il ponte verso una dimensione di maggiori spazi, diciamo così, rispetto a questo, in cui abbiamo - per ora - scelto di vivere.

    Comunque non ne faccio una questione d'importanza, bensì di integrazione, un mattone sull'altro.

    Se tu non hai un IO, come lo intende la psicologia, per chiarirci, ben strutturato, ho detto ben, non ho detto iper, è come se l'edificio mancasse di statica. Andresti, in tutta tranquillità, ad abitare in un grattacielo costruito senza struttura portante elastica? Io no... e tanto più in alto crescesse la costruzione, tanto più me ne terrei adeguatamente distante.

    Questo intendevo.

    Spicchi il volo quando hai solide basi. Questo è declinabile in molte aree disciplinari, a cominciare dalla psicologia evolutiva, senza parlare di parapsicologia, per chi se ne spaventasse.

    Mens sana in corpore sano non l'ho inventata io...

    Quindi, certo, attenzione al corpo fisico, attenzione all'astrale - che è il corpo dato dai movimenti animici, emozioni, sentimenti, corpo che abbiamo in comune con gli animali, per altro... -, per salire in alto verso quello mentale, purchè integrato, altrimenti, a sua volta, diventa arido e si risolve nello scientismo fine a se stesso... e poi, quando senti equilibrio in tutto ciò, allora puoi con umiltà approcciarti a... guardare oltre, perchè sotto hai radici salde e nutrienti. Mi spiego?

    In tutto ciò, credo che noi si nasca con lo scopo di evolvere il nostro nucleo spirituale, a ciò ci attrezziamo, dotandoci di un canovaccio esistenziale, nella cui trama entrano le scelte riguardado alla nostra famiglia, al nostro corpo fisico, alle nostre disposizioni affettive, agli eventi cardine della vita... Noi abbiamo il compito di usare la dimensione propria dell'umano, la mente propriamente intesa, in integrazione con la base ma in tensione verso ciò che ci sta sopra, senza credere, onnipotentemente, di essere arrivati al tetto solo quando ragioniamo logicamente, magari "scientificamente".

    Quindi condivido quando dici che la vita ci pone le varie situazioni... ce le porge dinnanzi, in varie forme, davvero tante. Sta a noi riconoscerle, affrontarle in un modo o piuttosto in un altro, reagire od agire, usare il solo "cervello", il solo "cuore", il solo "corpo", oppure corpo, cuore, cervello in buona integrazione mirando a migliorare, evolverci, nella consapevolezza che non solo siamo formiche e che c'è tutto un universo pulsante intorno ma anche che se facciamo il nostro per migliorare noi stessi, aiutiamo davvero tutti coloro che orbitano, anche solo "per caso", intorno a noi... immettendo energia vibrante a frequenza più sottile, anzichè greve.

    Spero di non essere stata troppo criptica.


  3. #63
    isaefrenk
    Ospite non registrato
    IO SONO UN CENTRO DI COSCIENZA, DI INFLUENZA E DI POTERE, DI PENSIERO E DI CONOSCENZA, DI SENSIBILITA’ E DI ESPRESSIONE.
    ATTORNO A ME SI AGGIRA IL MIO MONDO DI CUI IO SONO SIGNORE.
    LA MIA MENTE E’ STRUMENTO DI ESPRESSIONE ED IO SONO INDIPENDENTE DAL CORPO, DALLE SENSAZIONI, DALLE EMOZIONI, DAI DESIDERI, DALLE FACOLTA’ INTELLETTUALI.
    I MIEI VEICOLI SONO UN’ UNICA COSA CON LA MATERIA UNIVERSALE, COSI’ LA MIA VITA CON L’UNICA VITA UNIVERSALE, COSI’ IL MIO SPIRITO CON GLI ALTRI, APPARENTEMENTE DIVISI, E CON L’UNICO CHE LI SOVRASTA E LI ABBRACCIA TUTTI.
    IL DOLORE DEI MIEI FRATELLI E’ IL MIO DOLORE, LA LORO COLPA E’ MIA COLPA; CON ESSI RAGGIUNGERO’, ALLA FINE DEI GIORNI, LA GLORIA SUPREMA.
    IO SONO UNA MANIFESTAZIONE DELLA VITA UNIVERSALE, CHE TUTTO PLASMA ED ANIMA; ESSA VITA E’ IN ME COME IN OGNI ALTRO ESSERE O COSA; IO SONO NEL SUO SENO ED ESSA MI SOSTIENE, NIENTE PUO’ DANNEGGIARMI VERAMENTE. QUALUNQUE COSA POSSA SORPRENDERMI NON E’ CHE UN CAMBIAMENTO NECESSARIO ALLA MIA EVOLUZIONE. NON TEMO DI PERDERMI, NE’ TEMO ALCUN MALE, PERCHE’ SONO UNA MANIFESTAZIONE DELLA REALTA’ E, PER QUESTO, POTENZIALMENTE PIENO DI DIVINO AMORE, DI DIVINO SAPERE, DI DIVINO POTERE.
    RIVOLGO LA MIA ATTENZIONE AL MIO SE’ SUPERIORE, LO SPIRITO, CHE MI GUIDA NELLE LUNGHE PEREGRINAZIONI DELLA CARNE, ACCIOCCHE’ RENDA ATTIVO IN ME CIO’ CHE, PER NATURA, E’ ALLA STATO LATENTE. SONO PRONTO AD ANDARE LA DOVE POSSO ESSERE DI AIUTO; L’UNIVERSO E’ LA MIA PATRIA; L’UMANITA’ LA MIA FAMIGLIA, IL MIO PROSSIMO ME STESSO.

  4. #64
    isaefrenk
    Ospite non registrato
    synapsis , proviamo a trattare un punto alla volta, come pensi che nasca l'io?
    perchè se non sappiamo dove nasce , non riusciamo a capire cos'è , che funzioni ha ecc...
    ok?
    ciao

  5. #65
    synapsis
    Ospite non registrato
    Cara Isa, caro Franco, vorrei non mi fraintendeste, ma da sempre, da quando cioè ho iniziato a farlo, mi approccio a questi argomenti cercando di non <<apparire>>. Non perchè credo siano argomenti sui quali non si possa parlare, no, altrimenti non avrei partecipato al forum, come ho fatto, ma perchè una volta scambiato quanto io sento sia giusto, ottimale, equilibrato, appunto, poi chiudo.

    Chiudo perchè credo che la vera Ricerca, in quest'area, sia individuale e per lo più silenziosa.

    Io ero interessata, quando vi ho scritto la prima volta, a conoscere cosa ne pensaste di questi viaggi astrali un po' garibaldini, per dir così, che ho sentito certe persone fanno, senza molta consapevolezza degli effetti che possano produrre.

    Voi mi avete risposto e di questo vi ringrazio.

    Ho poi chiarito il mio punto di vista, su vostra sollecitazione, perchè mi sembrava corretto anche per gli altri utenti del servizio, per gli altri partecipanti al forum, che oggi sono giustamente a far festa. Ma non perchè io creda sia poi così importante sviscerare "opinioni". Questa non è area di "opinioni".

    Io ho un mio credo, che cerco di mediare con tutte le mie facoltà a raccolta, spero nel modo più pulito possibile. Ma è mio, privato e tale resta. Se lo esterno, normalmente lo esterno nel mio comportamento concludente, in come cerco di essere, nella vita di tutti i giorni. Una volta esposto, seppure "a grandi linee", e solo dietro richiesta, normalmente non ne parlo più, comunque mai in luogo "pubblico", quale è un forum.

    E' una mia scelta che spero accetterete, magari pur non condividendola. per cui è certo che vi continuerò a leggere, ma non prendete come scortesia la mia parsimonia di parole.

    Un abbraccio

  6. #66
    isaefrenk
    Ospite non registrato
    synapsi , rispettiamo il tuo punto di vista pur non condividendolo appieno, in quanto discutere di tutto è ciò che noi cerchiamo di fare per ampliare le ricerche e la comprensione nostra e del simile, senza veli o timori. Comunque grazie della tua partecipazione, così sentita, e siamo certi che ci saranno altre occasioni di scambio.

    un abbraccio forte

  7. #67
    isaefrenk
    Ospite non registrato

    Né caos, né caso

    Né caos, né caso

    Se noi pensassimo all’Eterno Presente come alla pagina di un libro nel quale è raccontata una storia misteriosa, bellissima, non saremmo forse molto lontani. Per capire il senso il lettore deve però scorrere tutta la pagina. Ma la pagina del libro comprende (nell’insieme delle parole, delle lettere, della punteggiatura e via dicendo) questa storia meravigliosa. L’Eterno Presente è oltre questo, perché comprende la storia nel suo svolgersi e comprende le leggi per le quali la storia si svolge come è descritta.
    L’Eterno Presente, come la pagina del libro, è senza tempo; ogni parola è presente nello stesso attimo eterno, così possiamo dire. Ma pure un movimento per il lettore esiste. Certo dire “ il lettore” non significa escludere che qualcuno abbia la capacità di leggere tutte contemporaneamente le lettere insieme e capire egualmente la storia senza dover scorrere riga su riga.
    La storia c’è. Ma il lettore deve ad un certo momento, iniziare dalla prima parola per giungere all’ultima.
    Se l’Eterno Presente non ha tempo l’Assoluto che comprende il Tutto e di cui l’Eterno Presente è condizione di “ esistere” e di “ sentire” (l’Uno-Assoluto) non ha quindi successione né logica né cronologica né di tempo. Come esiste il tempo? Da che punto comincia a nascere? Può esservi “ qualcosa” che pure essendo esistente nell’ Eterno Presente, prenda poi cognizione di esso?
    Tante sono le domande, ma tutte hanno una risposta.

  8. #68
    isaefrenk
    Ospite non registrato

    IL LIBERO ARBITRIO

    IL LIBERO ARBITRIO
    “Se si vuole avere un’idea chiara di quale libertà di arbitrio possono usufruire le creature, si deve paragonare l’entità che organizza la forma più semplice di vita (il cristallo) ad una equazione di primo grado, in cui una sola è la soluzione; le entità superiori a questa, ad equazioni di grado superiore al primo, fino a giungere a Dio – Universo, paragonato ad una equazione di grado infinito in cui infinite sono le soluzioni. La libertà è rappresentata dalle soluzioni disponibili”.
    Ho ripetuto il pensiero del Maestro Pitagora, il più chiaro, profondo, completo, conciso sull’argomento del libero arbitrio. Niente v’è da aggiungere, niente da chiarire: la libertà dell’individuo cresce con il suo evolversi.
    Determinare fino a che punto l’uomo è libero è sempre stato un problema appassionante. Esiste il destino, ovvero una predestinazione? Implicitamente, ammettendo questo, neghiamo che l’uomo possa avere una libertà, conseguentemente una responsabilità dei propri atti. Ma oltre questo, l’assenza della libertà impedisce all’individuo, l’avere delle volute esperienze e quindi l’evolversi della sua coscienza. D’altra parte, non è vero che l’uomo abbia una libertà assoluta, proprio per il fatto di essere uomo, cioè di avere delle necessità fisiche, ovvero delle schiavitù: qualsiasi necessità è una schiavitù.
    Inoltre, per avere la libertà di scegliere il bene o il male, come voi dite, dovete essere al di fuori del bene o del male per non essere influenzati nella scelta.
    Esiste una legge di causa e di effetto alla quale l’uomo sottostà; ciascuna azione comporta un’effetto adeguato, che l’individuo deve subire in una delle prossime esistenze. Ecco in che cosa consiste la predestinazione in certi Karma, per dirla come gli Indù, che dovete scontare e che hanno ragione d’essere come ha ragione d’essere la scottatura che provate avvicinandovi ad una fiamma.
    Naturalmente è l’uomo, con le sue azioni, non il fato, che costruisce l’ossatura della futura esistenza, i particolari li costruirete voi secondo la libertà che godrete, proporzionatamente alla vostra evoluzione.
    Questa libertà condizionata, l’uomo non sa godersela nella sua pienezza, in quanto, spesso, si autolimita, creandosi dei piani, delle regole, dei pregiudizi, che non osa trascendere. Questi è l’uomo limitato, che rifugge ogni innovazione, che giudica e comprende secondo i suoi schemi di pensiero, che non osa andare oltre ciò che altri hanno sperimentato. Liberate l’essere vostro da qualsiasi conformismo che, presto o tardi, conduce alla superficialità, soprattutto valutate il dono prezioso della libertà nel cui ambito l’uomo costruisce la propria coscienza, la personale esperienza, che è capace di aprirvi alla libertà.
    Tenete sempre presente che, se volete che altri rispettino la vostra, dovete rispettare la libertà altrui.


    ciao


    Ultima modifica di isaefrenk : 14-12-2004 alle ore 22.28.46

  9. #69
    isaefrenk
    Ospite non registrato

    LA VERA REALTA’ (C.F.77)

    LA VERA REALTA’
    Vi siete mai domandati cosa andate cercando, cosa volete, quali mire avete? È forse essenziale per l’uomo cercare qualcosa, volere qualcosa, mirare a qualcosa? È tutt’altro che essenziale, è una schiavitù e il superare tutto ciò rappresenta una liberazione che può aprirvi alla vera vita. Naturalmente parlando di vera vita non intendo un modo di vivere che possa soddisfarvi in pieno, che possa colmare la vostra insaziabilità. Questa vera vita di cui vi parlo non può essere descritta, né raffigurata: è qualcosa che può aprirvi all’universo intero, che vi può mostrare la realtà senza limiti né veli.
    Ciascuno di voi cerca qualcosa: chi pace, chi danaro, chi soddisfazioni, chi amore, creandosi delle illusioni le quali, mai soddisfacendovi e sempre illudendovi, fanno di voi dei crudeli.
    Superate la ricerca continua, cesserà la continua inquietudine; convincetevi che la vostra vita non sta in ciò che potete fare, né in ciò che potete dire, ma in ciò che potete sentire. In principio saranno esperienze, ma poi l’essere vostro, trasformato, purificato dalle medesime, vivrà in realtà. Vedrete allora che la vera vita è nell’intimo vostro, che non è preceduta da squilli di tromba, ne da inni di trionfo ma, semplice, sboccia dentro di voi.
    Tutto il fasto che può circondarvi è inutile, tutta la vostra vita è un miraggio se arido è l’intimo vostro.
    Smarrito è l’uomo nella via della vita, continuamente sviato da miraggi ed illusioni. Il suo scopo è quello di imparare non filosofie, non teologie, ma esperienze.
    Così ogni illusione svanita, ogni speranza perduta, è tanto triste quanto utile a questo fine, al fine di trovare la Realtà della vita. Ma cosa è la Realtà? È lo scopo e la meta ultima delle incarnazioni umane. Corrisponde alla comprensione, l’amore del Cristo, la Carità di S. Paolo, il tempio Salomonico dei Massoni, il Messia dei Giudei, la Grande Opera degli Occultisti. Si identifica con la discesa dello Spirito Santo, la purificazione dell’uomo, la sua iniziazione, la comunione con tutti gli esseri del creato.
    Perché è questa la Realtà? Non potrebbe esserlo l’amore egoistico e passionale, la ricchezza, il successo e via dicendo?
    Colui che vive nell’universo non può che giungere alla scoperta dei valori essenziali sui quali è basato questo universo, non può che giudicare visione reale la visione e conoscenza di questi valori; se dalla Realtà è nato, alla Realtà deve tornare. Cosa importa se l’ignoranza dell’individuo lo fa soffermare sull’illusione della forma? Imparerà a sue spese che questa non è la realtà e quando sarà giunto alla scoperta che, inevitabilmente, deve venire, saprà tutte quelle cose senza che nessuno gliele abbia insegnato. Saprà che il dolore insegna la comprensione e libera l’individuo. Saprà che l’umano non è spirito né materia, ma spirito e materia uniti, che non si coltiva la parte spirituale separatamente dalla vita attiva, ma che l’evoluzione è di ogni giorno e giorno per giorno.
    Non esiste pratica o teoria, ma voi siete ciò che siete ogni giorno; non ciò che pensate, bensì CIO’ CHE SENTITE RIVELA IL VOSTRO ESSERE.
    Potete chiamarvi Cristiani, pensare come Cristiani, ma non esserlo affatto. Tutto ciò perché siete abituati al falso puritanesimo all’ipocrisia. Le leggi morali sono belle, ma diventano magnifiche quando sono trascritte nell’intimo vostro, quando di esse siete intimamente convinti, quando non fate alcuno sforzo per seguirle, perché l’esperienza vi ha dato la convinzione. Ma se fate sforzo per seguirle, non fate che ritardare certe esperienze.
    Quando Mosè, iniziato, dette i comandamenti, stimò che ritardare certe esperienze non era poi un grande male in confronto al disordine che sarebbe regnato altrimenti. Ma quando cominciate ad avere una coscienza, gettate pure ogni legge morale, per trovarla poi trascritta in voi in modo incancellabile ed inelusivo.
    Questo vi diciamo oggi: imparate ad usufruire di tutta la libertà che la vostra evoluzione vi concede.
    L’uomo non è nato per essere infelice, da solo crea la propria infelicità; nessuna deità rimane offesa se anela alla gioia; nessuna deità può condannarlo eternamente se non ha cercato di essere infelice.
    Conquistate l’equilibrio intimo e con esso verrà la pace, procuratrice di ogni felicità. Cambiate voi stessi e cambierà il mondo, ma tale cambiamento solo le esperienze della vita possono operarlo. Cercate di rendere proficua di esperienze la vostra esistenza, conquistando la vostra libertà.
    Ricordate che la vita è continua rinnovazione: solo quando è veramente tale è vita; quando subentra il ristagno è morte. Non cristallizzatevi dunque in sistemi di pensiero, non dipendete da alcuna organizzazione, da partiti, religioni, ma rimanete completamente soli, semplici e liberi. Sarete così difficilmente influenzati, non dipenderete più da alcun conformismo, sarete individui messi a nudo, pronti ad ogni chiamata.
    Questo significa in parte: sii sempre te stesso; in seguito constaterete che solo dimenticando se stessi nell’altruismo, si è veramente se stessi.
    Comprensione! Ecco ciò che può rappacificarvi.
    Ciascun uomo, preso a se, è buono; ognuno ha delle angolosità nel proprio carattere che, messe di fronte alle angolosità degli altri, lo mettono in contrasto.
    Essere tolleranti! Ecco la prima forma di altruismo.
    Giungere all’olocausto di se stesso per gli altri! Ecco la vittoria dell’altruismo.
    Aiutatevi dunque reciprocamente ricordandovi che:
    “ E ’ il sapere che vi rende capaci di aiutare;
    è la volontà che dirige il sapere;
    è l’amore che inspira la volontà”.
    Ecco la manifestazione della Trinità dell’uomo.
    L’Uno che è in tutte le cose e tutte le cose che sono nell’Uno.
    Preghiamo il Padre di tutte le cose, rendiamoci degni affinché possa manifestarsi; convinti di questa visione serena della vita, raccomandiamoci a Lui:
    DALLA TENEBRA CONDUCI NOI ALLA LUCE,
    DALL’IRREALTA’ CONDUCI NOI ALLA REALTA’,
    DALLA MORTE CONDUCI NOI ALL’IMMORTALITA’,
    ALLA VITA ETERNA AMEN.

  10. #70
    isaefrenk
    Ospite non registrato
    Vi siete mai domandati cosa andate cercando, cosa volete, quali mire avete? È forse essenziale per l’uomo cercare qualcosa, volere qualcosa, mirare a qualcosa?

  11. #71
    turbociclo
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da isaefrenk
    Vi siete mai domandati cosa andate cercando, cosa volete, quali mire avete? È forse essenziale per l’uomo cercare qualcosa, volere qualcosa, mirare a qualcosa?
    L'uomo mira sempre a qualcosa, ciò lo rende vivo. Io penso che la spinta interiore alla ricerca provenga dai foderi eterni, l'Intelletto e l'Anima, che riporterebbero l'essere all'unione col Tutto da cui proviene. La mente però ci incastra trasformando questa spinta in un gioco di desideri e repulsioni tutti vissuti nella materia (gioco d'altra parte necessario, che connota la nostra stessa dimensione nella forma).
    Alla fine ci si stanca di un certo tipo di esperienze, esse vengono esaurite, e solo a quel punto si vivono degli eventi (libri, persone, fatti di vita significativi), che ti portano ad iniziare un cammino DIVERSO, interiorizzato anziché rivolto all'esterno. Se non mi sto illudendo, a me è accaduto proprio questo. Cerco Dio? Cerco anzitutto il VERO me stesso, e miro a non avere più mire. Maurizio

  12. #72
    isaefrenk
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da turbociclo
    L'uomo mira sempre a qualcosa, ciò lo rende vivo. Io penso che la spinta interiore alla ricerca provenga dai foderi eterni, l'Intelletto e l'Anima, che riporterebbero l'essere all'unione col Tutto da cui proviene. La mente però ci incastra trasformando questa spinta in un gioco di desideri e repulsioni tutti vissuti nella materia (gioco d'altra parte necessario, che connota la nostra stessa dimensione nella forma).
    Alla fine ci si stanca di un certo tipo di esperienze, esse vengono esaurite, e solo a quel punto si vivono degli eventi (libri, persone, fatti di vita significativi), che ti portano ad iniziare un cammino DIVERSO, interiorizzato anziché rivolto all'esterno. Se non mi sto illudendo, a me è accaduto proprio questo. Cerco Dio? Cerco anzitutto il VERO me stesso, e miro a non avere più mire. Maurizio
    ciao Maurizio e ben venuto in questo meraviglioso forum.
    è molto interessante ciò che hai espresso e si avvicina al nostro pensiero e quindi qualche domanda non possiamo fare a meno di fartela,e cioè:
    la differenza fra ,infinito, innumerevoli , molti e assoluto,poichè per il concetto del manifestato e il non monifestato è molto impostante.
    grazie
    Ultima modifica di isaefrenk : 24-12-2004 alle ore 09.47.33

  13. #73
    turbociclo
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da isaefrenk
    ciao Maurizio e ben venuto in questo meraviglioso forum.
    è molto interessante ciò che hai espresso e si avvicina al nostro pensiero e quindi qualche domanda non possiamo fare a meno di fartela,e cioè:
    la differenza fra ,infinito, innumerevoli , molti e assoluto,poichè per il concetto del manifestato e il non monifestato è molto impostante.
    grazie
    Anzitutto buon Natale a tutti, cari Isa e Frenk, da quanto avete detto vi immagino un po' come degli hippies fuori tempo, immagine che mi piace come simbolo di libertà tanto più vera, credo, in quanto collegata ad una seria ricerca interiore.
    Mi spiace deludervi, non sono un filosofo né un fisico, dare definizioni di infinito, innumerevole, assoluto, magari anche "indefinito" per me è assai ostico, imposterò un discorso semplice per quanto possibile, e generale.
    Sul significato stesso che si dà alle parole che si esprimono, specie quando esprimono concetti così astratti e impalpabili,
    può accadere di non intendersi, capita pure di pensare cose simili e non accorgersene, o al contrario, pensare cose diverse e apparentemente andare d'accordo.
    Per logica ritengo anzitutto che esistano INFINITI universi (così come, se vedo una mela, e non ne ho mai viste prima, posso ben pensare che ne esistano molte altre). Credo che in questi infiniti universi esista vita intelligente, fosse pure in un solo pianeta su diecimila. Di conseguenza, negli infiniti universi, troveremmo infiniti esseri intelligenti ad infiniti livelli di coscienza, vicinanza o lontananza da Dio, progresso tecnologico ecc.ecc.. L'essere umano è eterno, la sua anima rispecchia Dio, ma, come quando uno specchio è sporco, ha perso la sua funzione di riflettere. Comunque esiste in ognuno di noi! Per questo si diceva "Tu sei Quello", nessuno si "illumina" perché siamo già il Buddha, occorre solo accorgersene (hai detto niente, dicono qui a Roma).
    Quello che noi chiamiamo MALE è in realtà opera di Dio "in corso", in un meccanismo perfetto di azione - reazione (karma), ostacolo ed apparente pagamento (karmico) che dà l'occasione di evolvere se si arriva a fare gli opportuni collegamenti. Altrimenti, se tutto fosse dovuto al caso, esisterebbe, per chi ci crede, un Dio sadico che colpisce a caso, per cui non varrebbe la pena vivere. Questo Dio (Assoluto) non ha una forma nè una...come dire? Personalità, è infinita Intelligenza, Infinito Amore ed Infinita Energia (un modo per spiegare il simbolo della Trinità-Trimurti). E' un Dio che risiede in Tutto, si può vedere nelle Leggi dell'Universo (dharma). E' un Dio che ovviamente può anche manifestarsi nella forma, sembra che sia accaduto 4000 anni fa (Krishna).
    La creazione, che penso sia anche una specie di AUTOCREAZIONE, è nient'altro che l'eterno movimento divino, la danza di Shiva (mi sa che alcuni fisici ci si stanno avvicinando, vedi ad es. Fritijoff Capra), Dio ha SEMPRE creato e sempre creerà, e il suo movimento è eterno succedersi di vuoto-forma, nello stesso momento in cui scrivo stanno nascendo infiniti universi. Per ora mi fermo, altrimenti mi fate ricoverare (scherzo). Maurizio

  14. #74
    isaefrenk
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da turbociclo
    Anzitutto buon Natale a tutti, cari Isa e Frenk, da quanto avete detto vi immagino un po' come degli hippies fuori tempo, immagine che mi piace come simbolo di libertà tanto più vera, credo, in quanto collegata ad una seria ricerca interiore.
    Mi spiace deludervi, non sono un filosofo né un fisico, dare definizioni di infinito, innumerevole, assoluto, magari anche "indefinito" per me è assai ostico, imposterò un discorso semplice per quanto possibile, e generale.
    Sul significato stesso che si dà alle parole che si esprimono, specie quando esprimono concetti così astratti e impalpabili,
    può accadere di non intendersi, capita pure di pensare cose simili e non accorgersene, o al contrario, pensare cose diverse e apparentemente andare d'accordo.
    Per logica ritengo anzitutto che esistano INFINITI universi (così come, se vedo una mela, e non ne ho mai viste prima, posso ben pensare che ne esistano molte altre). Credo che in questi infiniti universi esista vita intelligente, fosse pure in un solo pianeta su diecimila. Di conseguenza, negli infiniti universi, troveremmo infiniti esseri intelligenti ad infiniti livelli di coscienza, vicinanza o lontananza da Dio, progresso tecnologico ecc.ecc.. L'essere umano è eterno, la sua anima rispecchia Dio, ma, come quando uno specchio è sporco, ha perso la sua funzione di riflettere. Comunque esiste in ognuno di noi! Per questo si diceva "Tu sei Quello", nessuno si "illumina" perché siamo già il Buddha, occorre solo accorgersene (hai detto niente, dicono qui a Roma).
    Quello che noi chiamiamo MALE è in realtà opera di Dio "in corso", in un meccanismo perfetto di azione - reazione (karma), ostacolo ed apparente pagamento (karmico) che dà l'occasione di evolvere se si arriva a fare gli opportuni collegamenti. Altrimenti, se tutto fosse dovuto al caso, esisterebbe, per chi ci crede, un Dio sadico che colpisce a caso, per cui non varrebbe la pena vivere. Questo Dio (Assoluto) non ha una forma nè una...come dire? Personalità, è infinita Intelligenza, Infinito Amore ed Infinita Energia (un modo per spiegare il simbolo della Trinità-Trimurti). E' un Dio che risiede in Tutto, si può vedere nelle Leggi dell'Universo (dharma). E' un Dio che ovviamente può anche manifestarsi nella forma, sembra che sia accaduto 4000 anni fa (Krishna).
    La creazione, che penso sia anche una specie di AUTOCREAZIONE, è nient'altro che l'eterno movimento divino, la danza di Shiva (mi sa che alcuni fisici ci si stanno avvicinando, vedi ad es. Fritijoff Capra), Dio ha SEMPRE creato e sempre creerà, e il suo movimento è eterno succedersi di vuoto-forma, nello stesso momento in cui scrivo stanno nascendo infiniti universi. Per ora mi fermo, altrimenti mi fate ricoverare (scherzo). Maurizio
    Buone festività anche a te.
    Quello che noi scriviamo e sentiamo , prescinde da religioni o usi e costumi, ma è vita vissuta, imput presi durante la nostra vita e ricerche.
    Detto questo, ci sono due o tre punti che non ci sono chiari nel tuo dire e cioè hai appoggiato l'infinito negli universi e nell'Assoluto.
    Secondo noi la parola infinito significa un inizio e non una fine, quindi non può esistere un infinito poichè tutto ciò che ha inizio ha anche fine, quindi appoggiare la parola infinito all'Assoluto è una contraddizione poichè la parola stessa Assoluto implica un non inizio e una non fine.
    Tu dici Dio crea, secondo noi Dio non crea, perchè se mai ipoteticamente dovese creare si amplierebbe e ciò vorrebbe dire che mancava di qualcosa, ma essendo Assoluto è completo in sè, pertanto Dio non può che essere sempre stato, Dio E'.
    Per il fatto di essere preso per pazzo, allora forse è meglio che ti leggi un pò i nostri post, per capire come certe esperienze non siano così fuori dal comune e che ci hanno portati a comprendere certe cose, quindi esistono veramente dei pazzi?

    Un abbraccio

  15. #75
    turbociclo
    Ospite non registrato

    ambiguità delle parole

    Originariamente postato da isaefrenk
    Buone festività anche a te.
    Quello che noi scriviamo e sentiamo , prescinde da religioni o usi e costumi, ma è vita vissuta, imput presi durante la nostra vita e ricerche.
    Detto questo, ci sono due o tre punti che non ci sono chiari nel tuo dire e cioè hai appoggiato l'infinito negli universi e nell'Assoluto.
    Secondo noi la parola infinito significa un inizio e non una fine, quindi non può esistere un infinito poichè tutto ciò che ha inizio ha anche fine, quindi appoggiare la parola infinito all'Assoluto è una contraddizione poichè la parola stessa Assoluto implica un non inizio e una non fine.
    Tu dici Dio crea, secondo noi Dio non crea, perchè se mai ipoteticamente dovese creare si amplierebbe e ciò vorrebbe dire che mancava di qualcosa, ma essendo Assoluto è completo in sè, pertanto Dio non può che essere sempre stato, Dio E'.
    Per il fatto di essere preso per pazzo, allora forse è meglio che ti leggi un pò i nostri post, per capire come certe esperienze non siano così fuori dal comune e che ci hanno portati a comprendere certe cose, quindi esistono veramente dei pazzi?

    Un abbraccio
    Forse diciamo la stessa cosa con termini diversi, o forse non ho ben capito la differenza.
    Dio è insieme vuoto e forma. Inizio e fine sono nella forma, gli universi hanno inizio e fine, è il MOVIMENTO in sè che è terno, senza inizio nè fine. Si diceva che Vishnu muore, il serpente no, ed il serpente è il simbolo di questo eterno movimento nella forma. Vishnu è solo un nome per indicare qualcosa valido per una concezione limitata nel tempo e nello spazio, e muore come qualsiasi concezione umana. Dio è fuori dal concetto di tempo e inisieme dentro il tempo, in assoluto tutto è presente in Lui in un attimo.
    Insomma, credo che l'Assoluto non può avere limitazioni (se è Assoluto...) sia nella forma che nel vuoto, anche se la dualità andrebbe poi superata in una visione onnicomprensiva.
    Dire che Dio"crea" è solo un modo di dire per significare che Dio SI crea dal vuoto alla forma di continuo, e non c'è un perché, chiedereste forse a un bambino perché ad un anno di età inizia a camminare? Certo che Dio non manca di nulla, la creazione non deriva da una mancanza, ma semplicemente dal fatto che FUNZIONA così. Voi, Isaefrenk, non siete forse parte di Dio? Ed il vostro manifestarvi nella forma non è forse dovuto al fatto che nell'unione con Dio mancava la possibilità di arrivare alla COSCIENZA stessa di Dio? Così come l'ombra soltanto può darci la conoscenza della luce (e Lucifero significa non a caso "portatore di luce"), soltanto il nostro manifestarci nella materia può portarci alla coscienza vera dell'Assoluto. Un abbraccio da Maurizio

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