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  1. #61
    samy
    Ospite non registrato
    penso che per prima cosa dobbiamo decidere su cosa verteranno i temi del libro.....scuola?educazione?se non decidiamo ciò non possiamo fare un ndice degli argomenti
    Samy

  2. #62
    Partecipante Super Esperto L'avatar di valevalens
    Data registrazione
    20-10-2004
    Residenza
    Arezzo
    Messaggi
    651

    news (intervento lungo)

    Ok ragazzi! Ho aspettato un pò prima di rifarmi viva sul forum per vedere come si sarebbe evoluta la situazione .
    Ricordate il tread di partenza? Troviamo qualche tema e se la cosa piace, cerchiamo qualche argomento specifico.
    Così, ho riletto velocemente tutti i messaggi per trovare linee comuni, punti di divergenza, possibili equivoci e obiettivi, che come dice giustamente Sirri, sono importanti.

    Dunque, partendo da questi ultimi, io mi sono posta in ordine i seguenti obiettivi. Pubblicare per:

    - fare curriculum
    - soddisfazione personale
    - visibilità (nella mia città, in internet ecc)

    E voi?

    Per quanto riguarda gli equivoci ne ho riscontrati 3:


    1) questione spesa iniziale per la casa editrice - si tratta di un contributo spese che la maggior parte delle case editrici (non tutte) chiedono all'autore, indipendentemente che sia alle prime armi o che sia un professore universitario. La questione editoria sta in questo modo, purtroppo. Non si tratta di valutazione iniziale di un lavoro come buono o cattivo, e che per questo motivo, richiederebbe zero soldi o molti soldi. Si tratta di una normale tariffa standard che quasi tutte le case editrici adottano a carico dell'autore.
    Di solito funziona così: si spedisce l'elaborato alla casa editrice che lo legge, lo valuta e decide se può essere un lavoro interessante; se non interessa, pace...si cerca altra casa editrice; se piace, normalmente la casa editrice, fa firmare un contratto, stampa un tot di copie (molte per una grande casa editrice, poche per una piccola) e richiede un contributo all'autore (che può andare dalle 500 ai 1000 e più euro, sempre in base al tipo di casa editrice e al numero di copie stampate)
    Questo accade ad esempio per la francoangeli, per carocci editore ed altre. Non accade ad esempio nella casa editrice editori riuniti ..su cui eventualmente potremmo puntare una volta terminato l'eventuale libro.
    Poi ci sono altre case editrici che garantisco la pubblicazione a tutti attraverso la formula del "print on demand", stampa su richiesta. Per esempio, la casa editrice lampi di stampa di milano e liguori editore di Napoli. La pubblicazione, con regolare contratto, prevede anche qui un budget di spesa a carico dell'autore, minore rispetto alle altre formule perchè di copie ne vengono stampate un centinaio o poco più, eventualmente ristantabili. La differenza fondamentale sta nel fatto che viene interamente demandata all'autore l'impaginazione del libro, la correzione della bozza, la scelta dell'immagine di copertina ecc..grazie ad un cd apposito che la casa editrice gli invia con tutte le istruzioni.
    Ecco...vi ho detto le attuali prospettive editoriali che so.
    Come le so? Beh...diciamo ke avendo scritto un testo sulla devianza con il direttore del carcere dove ho fatto tirocinio, sono 2 ANNI che stiamo dietro a case editrici di ogni tipo. La FrancoAngeli ci ha tenuto in sospeso 1 anno per poi dirci che nn erano interessati perchè volevano anche un referente universitario che adottasse il libro. Così alla fine ci siamo buttati su lampi di stampa, dato che la nostra finalità è avere la certezza della pubblicazione senza stare a girarci troppo intorno.

    Tornando a noi, suggerirei di meditare un attimo anche su questi aspetti che ci servono a capire dove vogliamo andare a parare...chi conosce una casa editrice di psicologia che non richiede contributi iniziali ? chi ha contatti con docenti o esperti che hanno già pubblicato che potrebbero appoggiarci con qualche casa editrice??Oppure vogliamo anche qui puntare su sicuro e pubblicare con il print on demand mettendo una cifra che divisa per tutti sarebbe piccola?

    2) Secondo equivovo...il link del "rifugio degli esordienti" non è una casa editrice ma un gruppo di giovani autori che danno gratuitamente consigli a tutti i giovani autori che si accingono a voler pubblicare un libro. Nel sito trovate recensioni, schede e opinioni su case editrici, consigli pratici e addirittura gruppi di lettura cui si può inviare un elaborato per farlo valutare nella sua scorrevolezza, correttezza grammaticale ecc.

    3) La necessità di ritrovarsi o meno da qualche parte....ragazzi, sarebbe pure una bella idea. Ma valutiamo un attimo: ringraziando la tecnologia odierna, possiamo benissimo attivare un gruppo apposta su yahoo o dove volete e parlarne lì, scambiandosi idee, proponendo obiettivi. Poi, potremmo comunicare anche con skype facendo sessioni di chat e chiamate vocali...per fortuna internet ci da una mano in questo e ci aiuterebbe ad evitare spese di viaggio, zig-zag tra un impegno e un altro che sinceramente non potrei permettermi.
    Andando per punti, secondo me, una volta aperto uno spazio si tratta di individuare un tema, degli argomenti da sviluppare, darsi un tot di tempo da concordare insieme per poter scrivere il proprio capitolo con la dovuta calma e ricerca di spunti, bibliografia, articoli. Poi potremmo di volta in volta inviarci delle prime bozze, valutare se ci sono ripetizioni tra un capitolo e un altro (immaginate se tutti involontariamente citiamo Piaget....
    ), se altre idee andrebbero forse tolte o aggiunte...
    Una volta deciso, anche con calma (l'importante che il lavoro sia venuto bene), proponiamo il lavoro a una casa editrice e vediamo cosa succede.


    Questione coordinatore: ce ne vorrebbe più di uno, a mio parere, per evitare un sovraccarico di lavoro individuale e perchè avere 2 o 3 figure che si confrontano sull'intero processo servirebbe per avere una prospettiva più ampia.
    Questione temi: ragazzi, a mali estremi estremi rimedi: propongo il tema ADOLESCENTI ...abbastanza vasto, eventualmente alla fine da definire con un titolo accattivante, ma che ci permetterebbe di riflettere la situazione adolescenziale in vari settori (scuola, famiglia, progetti sperimentali...), compresa la cinematografia. Ipotesi: adolescenza e cinematografia , oppure gli adolescenti nel cinema.
    Che ne dite?
    Sto pensando di aprire uno spazio su yahoo apposta, qualcuno mi da una mano che sotto questo fronte non me la cavo bene???

  3. #63
    Partecipante L'avatar di Arioch
    Data registrazione
    23-11-2003
    Residenza
    Vigevano (PV)
    Messaggi
    58
    Grande idea... io con un gruppo di amici stiamo facendo la stessa cosa, ma con un racconto fantasy, e i problemi che si creano sono bene o male gli stessi.


    Verrò a vedere più spesso come andrà avanti questa cosa!!
    Sei vuoi avere più di quello che hai, devi essere più di quello che sei. Jim Rohn

  4. #64
    Partecipante Affezionato L'avatar di psicofreud
    Data registrazione
    13-05-2005
    Residenza
    emilia romagna
    Messaggi
    110

    ottima idea

    Credo sia una buona idea, l'avevo pensato anche io. Al di là della decisione sugli argomenti, urge trovare il modo per poter pubblicare l'elaborato. Un mio amico ha per esempio spedito alcune sue poesie a svariate piccole case editrici e poi ne ha trovata una disponibile a pubblicarle, così è uscito un libro vari poeti in fieri...ovvio però, ha dovuto sostenere delle spese di pubblicazione...lo stesso dovremmo fare noi...facciamo così, chi è interessato può raccogliere una lista di argomenti in cui è ferrato, ci contattiamo e speriamo nella buona sorte. Credo questo sia il primo passo da fare

  5. #65
    Matricola
    Data registrazione
    16-10-2004
    Residenza
    Bologna
    Messaggi
    20
    Rinnovo la mia disponibilità per la stesura del libro.
    Sono molto interessata alla cosa. Sono quella che aveva scritto un po' di tempo fa .
    Sono d'accordo sul tema : l'adolescenza. All'epoca del tirocinio mi sono occupata della stesura di un capitolo proprio su questo argomento. Libro che era stato pensato dai miei tutor per le scuole. Non ho poi mai saputo se è stato pubblicato perchè poi ho terminato il tirocinio ( Centro Adler di Torino) .
    Però mi ricordo che c'eravamo divisi in gruppi da due o tre . Ogni gruppetto si occupava di un capitolo.

    Mi potrei poi occupare di alcune schede tecniche da inserire magari sul cinema (mia grande passione) e/o sulla letteratura che siano attinenti ovviamente all'argomento.

    Siamo d'accordo tutti di farlo sull'adolescenza e io aggiungerei anche una piccola parte sulla preadolescenza.

    Per Valevans anch'io non sono molto ferrata sulla creazione di un forum ma ci posso provare: non dovrebbe essere troppo complicato. Sono riuscita anche a creare un sito tutto mio.
    E poi l'unione fa la forza.
    Magari adesso guardo un po' come si fa. ok?

    Un saluto a tutti

    Sara

  6. #66
    Ospite non registrato
    Ah bene, vedo che l'usanza di far scrivere libri ai tirocinanti è diffusa ...anch'io ho scritto un libro su bullismo e iperattività (e me lo dovevano pubblicare su OPS ma ... boh!) che avrebbe dovuto girare per le scuole ma poi la mia tutor non ha mai avuto tempo di leggerlo (e non era lungo, appena 50 pagine!). Adesso chi lo sa che fine farà la faccenda ... comunque penso di averlo cancellato dal suo computer, anche se conoscendola non lo avrebbe mai pubblicato a suo nome ...
    Ma vedo che volete scrivere un libro sull'adolescenza, mi sembra interessante, io mi sono occupata di questa età durante il tirocinio (e mi interessa la fascia), mi spiegate meglio di cosa si tratta (non mi sono letta tutte e 4 le pagine di post )? Volete una mano con testi sui quali prendere spunto?

    Ciao ciao.

  7. #67
    samy
    Ospite non registrato
    l'idea era fare un libro che parlasse dei problemi dell'adolescenza per aiutare insegnanti e genitori a gestirla meglio.Se hai altre idee son beneaccette
    Samy

  8. #68
    shelly248
    Ospite non registrato

    scriviamo un libro

    Mi piace molto l'idea di scrivere un libro...del resto credo che molte delle tesi scritte da noi siano finite sui libri...noi lavoriamo e i pezzi grossi raccolgono i frutti...
    Io posso dare un contributo per tutto ciò che riguarda l'Arteterapia e la Schizofrenia. Tenetemi presente

  9. #69
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di Dampyr
    Data registrazione
    08-05-2004
    Residenza
    Sardegna
    Messaggi
    1,320
    Io come sempre ci sto ragazzi/e....ADOLESCENTI...davvero bello quanto difficile...bè, io potrei occuparmi di ADOLESCENTI E TEMPO LIBERO/ADOLESCENTI E VACANZE...naturalmente tutto dal puno di vista psicologico s'intende...
    SONO DEI VOSTRI !!!

  10. #70
    Ospite non registrato
    Come ho già detto ho un libretto il bullismo, poi ho una serie di libretti ad approccio psicoanalitico, dove sono riportate riflessioni su un'esperienza di extra-scuola cui ho partecipato durante il tirocinio ... ho un libro dal titolo "Counselling a scuola" (di Alfio Maggiolini) dove spiegano come sviluppare uno sportello d'ascolto per adolescenti ... Inoltre ho la possibilità di reperire informazioni su come si manifestano i disturbi dell'apprendimento in adolescenza ... Cose di questo tipo. Per ora però non ho molto tempo di aiutarvi perchè sto facendo l'EDS ... aiutarvi a selezionare un pò di bibliografia non mi dispiace!

  11. #71
    francesco77
    Ospite non registrato
    secondo me il percorso di pensiero per creare un libro é: essere degli "studiosi" esperti in uno specifico argomento (molto limitato vista l'ampiezza della materia psicologica) e poi scriverlo. Oppure, al contrario, fare qualcosa di estremamente generico/divulgativo per pubblicarlo con una grossa casa editrice. Non mi sembra che scegliere "a priori" di scrivere qualcosa e poi decidere gli argomenti sia una mossa "professionalmente" utile; il rischio è di scrivere la solita dispensina con argomenti triti e ritriti. Mi spiego: se la scelta è una pubblicazione "scientifica" sei fuori rotta; è necessario fare una ricerca e tutta quella lunga serie di progetti, protocolli, validazioni ed analisi statistiche che ben sappiamo. Se la scelta, invece, è un riassunto della bibliografia esistente credo che sarebbe necessario pensare all'intrinseca utilità e che di quasi tutti gli argomenti ci sono più libri. Ci si lamenta della pessima immagine della nostra professione senza considerare che il livello della maggioranza delle pubblicazioni che abbiamo letto durante i nostri studi è stato fatto dai prof per soldi, non avendo praticamente nessuna importanza al di fuori del panorama Italiano.
    Ci tengo a sottolineare che con questo mio pensiero non voglio mettere in dubbio la competenza e professionalità di Valevalens; ho solo pensato a quanti professori (all'interno dei 5 anni passati all'università) hanno pubblicato libri fotocopia (uno identico all'altro).

  12. #72
    Ospite non registrato
    Questo è vero, sottoscrivo. Purtroppo.

  13. #73
    whitestar
    Ospite non registrato
    Le pubblicazioni per noi psicologi (ma non solo) sono importanti, soprattutto per i concorsi o la carriera universitaria, ma la questione non é facile. Io ho pubblicato un testo in collaborazione con altri colleghi,ma vi assicuro che occorre conoscere molta gente che lavora in case editrici. Nel nostro caso, uno dei collaboratori alla pubblicazione era il responsabile di un servizio tossicodipendenze dunque le conoscenze non gli mancavano, ma , anche con questa premessa, abbiamo incontrato molti ostacoli tanto da pensare di dover abbandonare l'impresa. Alla fine, abbiamo venduto l'opera di ingegno ad una ditta farmaceutica che ha utilizzato la pubblicazione come brochure da distribuire ai medici. Meglio che niente.
    Non voglio scoraggiarvi, ma solo riportare la mia esperienza. Penso invece che un filone da prendere in considerazione sia quello degli articoli: più brevi rispetto alle pubblicazioni, ma che possono essere presi in considerazione più facilmente da riviste di psicologia, psichiatria ecc...

  14. #74
    beat1978
    Ospite non registrato
    ciao a tutti

    avevo già pensato all'idea del libro anche se in termini un pò differenti ossia credevo che fosse possibile scegliere un argomento di senso comune ad esempio: "i ragazzi di oggi non hanno più ideali" o cose simili e con un gruppo cercare di far vedere questa realtà da un punto di vista differente e cioè quello dei ragazzi, magari anche attraverso le risposte a dei questionari o con una ricerca.

  15. #75
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    09-01-2004
    Residenza
    Prov. Bz (in montagna)
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    3
    Ripeto, sono dei vostri. Argomenti: mediazione dei conflitti (con e fra adolescenti) e motivazione (mancanza di...). Volentieri anche come ricerca.
    Ma c'è qualcuno che ha le redini del progetto o siamo tutti in balia di tutti? Giusto per sapere se c'è qualcuno a cui rivolgersi!
    Ciao
    Sara

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