Ma io ho una responsabilità ben precisa nei confronti di quella persona e nella mia coscienza non farò in modo che scelga la morte. Certo se alla fine non ottengo niente non posso obbligarlo, ma cercherò comunque di dissuaderlo dal proposito.
Ma io ho una responsabilità ben precisa nei confronti di quella persona e nella mia coscienza non farò in modo che scelga la morte. Certo se alla fine non ottengo niente non posso obbligarlo, ma cercherò comunque di dissuaderlo dal proposito.
"Sono un viandante sullo stretto marciapiede dela terra e non distolgo il pensiero dal Tuo volto, che il mondo non mi svela..." Karol Woitila
+Luthien Tinuviel+
E lo faresti indubbiamente in buona fede.
Supponi di andare da uno psicologo o da una psicologa: gli racconti un tuo problema e inserisci nel tuo discorso la questione della tua fede religiosa. Sempre ragionando puramente per ipotesti, supponiamo che questa persona di dicesse che il tuo problema non è che un epifenomeno della tua fasa credenza in una qualche forma di divinità, che a suo parere influenza negativamente sulla tua vita e sul tuo benessere.
Agendo in buona fede, come faresti tu, questa persona ti fa passare il messaggio, più o meno esplicito, che il credere in dei valori religiosi è fuorviante, dannoso per la tua esistenza: come reagiresti ad un'intromissione così pesante nella tua scelta di vita di aver fede in Dio?
Ne verrebbe fuori un dibattito alquanto acceso, non in senso che ci tiramo le sedie ovviamenteA quel punto gli chiederei per prima cosa come fa ad asserire una cosa del genere e su che base dice queste cose e gli direi poi che non si è mai sentito dire che una persona che ha fede stia peggio, anzi semmai il contrario.
In definitiva lo percepirei come un attacco alla mia fede al quale risponderei a tamburo battente.
"Sono un viandante sullo stretto marciapiede dela terra e non distolgo il pensiero dal Tuo volto, che il mondo non mi svela..." Karol Woitila
+Luthien Tinuviel+
E credo, con una buona approssimazione, che anche il tuo aspirante dolcemorente penserebbe la stessa cosa. Non stiamo parlando di suicidio, sulla cui prevenzione credo sia giusto lavorare, ma di dire addio al mondo senza soffrire troppo. Alcune malattie sono molto molto dolorose.
Non condivido il suicidio e naturalmente non faciliterei in alcun modo la scelta di porre fine alla propria vita, ma ognuno ha diritto a scegliere, soprattutto un malato terminale... forse non avrei la forza (o il coraggio) di staccare la spina a nessuno con le mie mani ma se è chiaramente la sua volontà non posso certo far finta di niente!
Se un paziente ha tentato il suicidio, o è chiaramente un potenziale suicida io farò il possibile NON con la finalità di salvargli la vita, ma per farlo stare meglio. Se poi questo comporterà un nuovo slancio alla vita, ben venga, anzi sarebbe stupendo.
Se non è un paziente ma un amico, o un utente di qualche comunità, ecc... è già diverso (per me). Probabilmente interverrei persino con le mie mani, ma si può fermare la cosa una volta, due... se uno vuole morire il modo lo trova e daltronde prima di impedirglielo dovrei andare un pò più in la e chiedermi "perchè"
E'facile dire "me ne lavo le mani"... io è proprio in questi casi che invece ci butto tutta me stessa. Prendere una posizione!!! La coscienza ce la si sporca lo stesso facendo finta di non vedere".
teniamo presente che suicidio ed eutanasia sono due cose molto diverse con motivazioni alla base molto diverse.Mi sembra che a volte li si confonde un po'.E' vero che entrambi sono una ddecisione di morire,ma mentre il suicidio non va accettato e come psicologo devo dissuadere in ogni modo il paziente ad attuarlo,in quanto non permette di risolvere un problema,ma di fuggire in modo estremo,l'eutanasia alla base ha cmq la certezza che si morirà ed è un modo per evitare inutili sofferenze perchè non si potrà essere curati,in tal senso se un paziente decide di farlo è lecito che possa.Ed è ingiusto non permetterlo
Si la cosa è chiara, ma visto che si parlava anche del suicidio...
Guarda che l'eutanasia è quando il medico o i parenti uccidono qualcun altro che non è in grado di deliberare.
Quando il medico aiuta solo, è suicidio assistito, sebbene generalmente si usi anche per questo caso il termine "eutanasia".
Però, siccome hai detto che "il suicidio non va accettato", immagino che l'unica cosa lecita sia l'eutanasia su paziente non competente
...but still I am the Cat who walks by himself, and all places are alike to me.
dream è lecito uccidere un altro essere umano?
a volte sì.
...but still I am the Cat who walks by himself, and all places are alike to me.
Per me non è che bisogna dissuadere il paziente, come dicevo, ma aiutarlo a farlo stare meglio, cosa che di per se riduce le possibilità di un tentativo di suicidio. Agire sulla volontà di suicidarsi non porta a niente, a un paziente depresso non glie ne può fregare di meno se non è la soluzione giusta.Originariamente postato da samy
il suicidio non va accettato e come psicologo devo dissuadere in ogni modo il paziente ad attuarlo,in quanto non permette di risolvere un problema,ma di fuggire in modo estremo
@ MD: obiezione vostro onore!secondo me la tua domanda non è pertinente
vostro grazia ember
la dopmanda ha la sua pertinenza perchè non fà altro che ripetere l'affermazione del nostro amico dreamstalker il quale ha asserito che è lecito uccidere
Vostra grazia Ember cito questa prova a mia favoreOriginariamente postato da Dreamstalker
l'unica cosa lecita sia l'eutanasia su paziente non competente![]()
Se la quoti tutta ha un altro significato peròOriginariamente postato da Dreamstalker
Però, siccome hai detto che "il suicidio non va accettato", immagino che l'unica cosa lecita sia l'eutanasia su paziente non competente![]()
vostro onore, l'accusa distorce i fatti, eliminando deliberatamente parti della risposta.Originariamente postato da MD^_^
vostro grazia ember
la dopmanda ha la sua pertinenza perchè non fà altro che ripetere l'affermazione del nostro amico dreamstalker il quale ha asserito che è lecito uccidere
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