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  1. #61
    alterlilith
    Ospite non registrato
    Marco, analizza bene le parole di Stefano!! Credo che ti stia dando molti spunti interessanti!!
    Per quanto riguarda il tuo realismo mi viene da dire solo una cosa: molte professioni (ed in modo particolare quella di psicologo) prevedono che alla fine del percorso di studio (in questo caso la laurea, ma non è proprio la fine ) bisogna "inventarsi" per entrare nel mondo del lavoro.
    Credo che dopo la laurea, il tirocinio, l'esame di stato, è lecito aspettarsi quella forma di "riconoscenza" costituita dall'avere un'occupazione... In realtà (è questo a mio avviso si può chiamare realismo) dopo il percorso di studio si possiedono delle risorse utili per attivarne delle altre (anche diverse) da utilizzare per proporsi nel mondo lavorativo!
    Bisogna crederci, armarsi di umiltà e cominciare a fare passi non più lunghi della gamba... E nello stesso tempo quando ci si propone, bisogna essere convincenti (tu sei lo specialista che propone un progetto che servirà a tale ente..), stando alla stesso tempo attenti agli aspetti relazionali (vedi Stefano)...

  2. #62
    Partecipante Assiduo L'avatar di marco.78
    Data registrazione
    06-02-2005
    Messaggi
    243
    le parole di stefano che non ho capito sono soltanto quelle del suo ultimo post...tutte le altre le ho ben comprese...

    il mio discorso era partito proprio da questa umiltà di cui parli anche tu!
    nel senso che non è vero che la psicoterapia è efficace SEMPRE,
    non è vero che è SEMPRE meglio fare i 4 anni di scuola specialistica...
    non è SEMPRE vero che lo psicologo serve in una struttura...

    non a caso il mio primo post di questa discussione affermava proprio che un pò + di umiltà, e di REALISMO, non farebbe male ai giovani psicologi che vedono nella psicologia uno strumento potente e efficace a priori... capito?

  3. #63
    silviazero
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da marco.78
    per GHIRETTO: io non mi sento più bravo degli altri, anche se i fatti parlano (e non mi riferisco solo al mio voto di laurea)...
    se arranco io figurati uno scapestrato o uno mediocre! insomma, arranchiamo tutti! :-D
    Quando parli della necessità di essere umili, ti riferisci alla tua umiltà o a quella degli altri??!!

    Io ho un grande rispetto verso chi ha frequentato una scuola di psicoterapia, che SICURAMENTE ne sà più di me.
    Proprio per questo non tento nemmeno di mettermi in competizione: conosco i miei limiti e le mie capacità (fra l'altro, specializzarsi su poche tematiche secondo me rende molto più competenti rispetto a chi dice di sapere di tutto un po').

    Io credo che la conoscenza dei propri limiti sia una grande risorsa... e chi ha orecchie per intendere, intenda!

    Non basta essere bravi, ma occorre anche spendere bene la propria bravura, sapendosi proporre sul mercato del lavoro in maniera intelligente. E se proprio questo lavoro non riusciamo a trovarlo, proviamo ad analizzare non soltanto le variabili esterne, ma anche quelle interne.

    Buona fortuna,
    Silvia

  4. #64
    Partecipante Super Esperto
    Data registrazione
    25-07-2003
    Messaggi
    743
    Parlando di analizzare le variabili interne ed esterne sul perchè si fatichi a trovare lavoro: ti è mai venuto in mente che per quanto una persona possa essere brava e laureata con il massimo dei voti se non sei ancora abilitato ad essere psicologo è difficile che una struttura ti assuma come psicologo?
    Il voto di laurea non è tutto: per fare lo psicologo servono anche doti relazionali e voglia di capire le cose da diversi punti di vista, capacità che non insegnano all'università e non sono legate al voto di laurea e che a volte si acquisiscono con il tempo, anche tramite la gestione delle frustrazioni in modo costruttivo.
    E non ultimo serve l'abilitazione perchè se una struttura ha bisogno di uno psicologo ha bisogno anche che possa esercitare dal punto di vista legale e deontologico...
    Concordo che la situazione lavorativa in questo momento non sia rosea per molte categorie, fra cui anche gli psicologi, ma spesso si vorrebbe avere tutto e subito ed è facile che poi si rimanga delusi perchè facilmente non si otterrà ciò che si voleva...

    Un'ultima cosa: imparare a menadito il DSM può essere sicuramente utile, ma chiunque può farlo basta solo avere buona memoria.
    Ascoltare una persona, cercare di capirla e avere gli strumenti per farlo è diverso e non si impara a memoria in poche settimane, è qualcosa che si costruisce nel tempo e che richiede flessibilità e pazienza.
    Forse quello che Stefano sta cercando di dirti (e non solo lui credo) è che se applichi al mondo lavorativo questo atteggiamento da "so tante cose e so subito la risposta giusta" forse ti perdi tanti particolari che potrebbero darti una visione diversa delle cose, aiutandoti a capire che spesso la risposta giusta, se esiste, non è quella che avevi in mente all'inizio...
    Nessuno è obbligato a darti un lavoro perchè sai tante cose, ma ascoltando e cercando di capire il mondo che ti sta intorno con maggiore flessibilità potrai sicuramente renderti conto di alcune opportunità lavorative che magari sono a lato delle cose e non in mezzo alla strada spianata che immagini tu...
    Vimae

  5. #65
    alterlilith
    Ospite non registrato
    L'umiltà di cui io parlo è legata alla consapevolezza di non sapere...e alla possibilità che ci si dà di poter apprendere sempre, senza aver la presunzione di sapere a priori...
    Il tuo discorso circa i limiti dell'intervento psicoterapico l'ho capito e lo condivido: da tale riflessione ho dedotto (e non solo io) che non esiste una psicoterapia efficace per tutti (e che quindi in una certa misura tutti i tipi di psicoterapia hanno una loro efficacia), e questo è solo la base... Penso inoltre che a volte sia anche controproducente ed addirittura iatrogena (dipende dal significato che acquista in un determinato contesto)....

    Rispetto al discorso sul focalizzarsi sul problema piuttosto che sulla soluzione, avrei delle riflessioni in merito:
    il focalizzarsi sul problema, come giustamente dicevi, è caratteristico della psicoanalisi (e non solo)
    il focalizzarsi sulla soluzione è caratteristico di altri approcci tra cui le terapie brevi (strategiche)
    poi, per correttezza epistemologica ma non importante per il mio discorso, ci sono altri focus che caratterizzano altri approcci...
    Una delle differenze tra l'approccio psicoanalitico e quello strategico (passatemi il riduttivismo) è legato ai tempi di risoluzione dei problemi (poi ci sono anche aspetti qualitativi diversi, etc.).
    Rispetto al "problema" cercare lavoro, credo che sia più efficace un approccio con il focus sulla soluzione rispetto ad uno sul problema (è una divisione puramente virtuale, ma penso che il senso si capisca..).. Qui si inserisce il discorso flessibilità, molto utile per meglio muoversi nel mondo del lavoro (e nel rapporto professionale con le persone che abbiamo di fronte)...

  6. #66
    Partecipante Assiduo L'avatar di marco.78
    Data registrazione
    06-02-2005
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    243
    SILVIAZERO: molte persone sono insoddisfatte della propria scuola di specializzazione e vorrebbero cambiarla...altre sono insoddisfatte e vorrebgero abbandonare, ma non lo fanno per i soldi investiti fino a quel momento...
    alcune persone sono sicuramente soddisfatte...
    alcuni si aprono uno studio e fanno fortuna...ma quante sono queste persone? sicuramente poche...

    e poi fatemi il favore!!! sto dicendo cose sacrosante e non capisco xkè mi attaccate cosi! le cose che sto dicendo io le avete pensate anche voi ALMENO UNA VOLTA NELLA VOSTRA CARRIERA...

    TUTTI DITE BELLE PAROLE...MA DITEMI UNA COSA: QUANTI DI VOI LAVORANO (in ambito psicologico) E SOPRATTUTTO SONO SODDISFATTI DEL PROPRIO LAVORO??? e non venitemi a fare bei discorsi sulle "variabili interne" xkè sicuramente quelle contano, e molto, ma conta anche la situazione oggettiva che ci troviamo davanti!

    VIMAE: ho già ribadito che non mi riferisco solo al voto di laurea...fammi il favore di non banalizzare il mio discorso in questo modo!
    le variabili che contano sono tante, tra cui spicca l'esperienza e il saper "sentire" il paziente piuttosto che ascoltarlo semplicemente...
    concordo perfettamente sull'abilitazione...ma quanti abilitati sono a spasso?
    dai, vatemi il favore, guardate le cose per come stanno realmente!
    anzi, forse sono + umile di voi visto che mi dico: "se molti psicologi stanno a spasso, xkè io dovrei avere + fortuna di loro???"
    hai anche banalizzato il discorso sul dsm...il fatto di volerlo imparare benissimo singificava semplicemente che spero in una carriera futura in ambito clinico clinico!

  7. #67
    Postatore Compulsivo L'avatar di Calethiel
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    Roma provincia
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    3,592
    Il saggio è colui che sa di non sapere....

    A parte questa piccola perla di saggezza, nn mi va di infilarmi in mezzo a questo discorso, che a dire il vero, anche se interessante, nn c'entra molto con l'argomento in origine.

    Nos le raccomandazioni nn solo esistono, ma in alcuni posti sono il solo modo per lavorare. E nn parlo solo del "sono figlio di" o "amico di" che alla fine mi fanno schifo. Ma del tuo tutor urante il tirocinio che parla bene di te al responsabile di una struttura o così via. Io ho fatto domanda per un dottorato a roma, dove prendono 3 persone. L'esame c'è ad ottobre, ma mi hanno già detto che nn ho speranza, xkè ci sono persone in lista da anni per entrare e io nn conosco nessuno....xò sono testarda e l'esame lo faccio lo stesso, almeno per toglirmi lo sfizio.

    Per quanto riguarda lavorare come psicologo clinico, credo che sia difficile xkè nella mente delle persone lo psicologo fa solo terapia. Tanti miei amici/conoscenti mi hanno detto "adesso ti sei laureata, puoi prendermi in psicanalisi" e io inizialmente spiegavo la differenza tra psicoanalisi e psicoterapia, e che comunque io volevo fare altro ecc....adesso lascio perdere. Ma nell'immaginario collettivo lo psicologo t fa stendere sul lettino e t ascolta. T fa terapia. Per questo è difficile che ci si rivolgano per altre cose...

    Mentre il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito

    Non ti curar di loro, ma guarda oltre e passa

  8. #68
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    soddisfazione e lavoro

    Originariamente postato da marco.78

    TUTTI DITE BELLE PAROLE...MA DITEMI UNA COSA: QUANTI DI VOI LAVORANO (in ambito psicologico) E SOPRATTUTTO SONO SODDISFATTI DEL PROPRIO LAVORO??? e non venitemi a fare bei discorsi sulle "variabili interne" xkè sicuramente quelle contano, e molto, ma conta anche la situazione oggettiva che ci troviamo davanti!
    Guarda, io non so gli altri. Parlo per me. E ti dico che, abilitato a gennaio e con 44 anni sulle spalle, io sono estremamente soddisfatto del lavoro che faccio. Sia quello psicologico che quello che mi darà un minimo di pensione in futuro.
    E non sono così estranei come si potrebbe pensare. Ché fare il responsabile di produzione in stabilimento, e farlo bene, implica delle capacità di ascolto delle persone che ho potuto apprendere solo studiando psicologia, facendomi il mio sacrosanto tirocinio e imparando con le persone che mi si rivolgono a crescere e a migliorare.
    Niente variabili "interne". Guadagno con corsi di formazione quel che prendo come stipendio dalla ditta che mi assunse 21 anni fa. E stasera vado a costruirne un altro. Che non so come organizzerò. Perché voglio capire bene cosa il mio committente cerca, prima di proporgli delle soluzioni "chiavi in mano".
    Quanto alla "situazione oggettiva", non esiste. Esiste la visione soggettiva di una situazione che è come un diamante dalle mille facce. Afferrarne la luce rifratta e prendere di averne compreso senso e struttura è pura perdita di tempo. A mio parere.

    Buona fortuna
    e buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  9. #69
    alterlilith
    Ospite non registrato

    soddisfazione e lavoro

    Da parte mia posso dire di essere anche io soddisfatto del mio lavoro.. Un po meno del contesto (Servizio Sociale Minori), ma questa insoddisfazione è legata anche ad altri contesti nei quali ho lavorato (comunità di recupero per tossicodipendenti, strutture semi-protette per persone con problemi psichiatrici,..però in qualità di educatore..). T
    ale insoddisfazione è legata al funzionamento dei sistemi ed alle logiche che vi stanno alla base, ma allo stesso tempo questa discussione critica dei "massimi sistemi" paradossalmente nutre ancora di più la mia soddisfazione legata al quotidiano, poichè nel mio piccolo cerco di lavorare con criterio e con etica...cercando, per quello che posso fare, di apportare dei cambiamenti...
    Concordo con Willy nell'attribuire molta importanza alle "capacità relazionali" legate al percorso di studio, poichè in qualsiasi contesto fanno la differenza (e come diceva il caro vecchio Bateson, il cambiamento procede per differenze...)!
    Buon pranzo a tutti/e

  10. #70
    silviazero
    Ospite non registrato
    Caro Marco,
    mi spiace che tu ti sia sentito "attaccato", ma si è trattato di una conseguenza (che mi permetto di dire naturale) a quello che hai scritto tu. Più o meno le cose che - per lo meno a me- hanno infastidito sono:

    - se sono tanto bravo io e non trovo lavoro, figurati se gli altri possono riuscire...

    - la psicoterapia è possibile farla con una laurea in psicologia e un po' di buon senso (mi sembra davvero svilente nei confronti dei colleghi che lavorano in questo ambito).

    La situazione lavorativa è critica, sono d'accordo. Se vai a vedere discussioni in merito (e ce ne sono tante), ho sempre avuto una visione pessimistica del mercato del lavoro.

    Tuttavia, se pensassi di voler lavorare in ambito strettamente clinico, non mi proporrei sul mercato di lavoro soltanto con la laurea e... tanta buona volontà.
    La scuola di psicoterapia serve, mentre non serve affatto piangersi addosso e pensare che "bravo come sono non riesco a fare quello che vorrei". Non so se ho reso l'idea.

    Magari i tuoi contenuti sono condivisibili ma, permettimi di dirtelo, sbagli nella forma.

    Non vorrei utilizzassi lo stesso atteggiamento di fronte ai tuoi potenziali datori di lavoro. Tutto qui.

    Per quel che mi riguarda io non penso di essere né tanto meglio né tanto peggio di molti altri.

    La mia motivazione è servita a farmi intraprendere un percorso lavorativo che mi piace.

    E se ci sono cooperative che ti offrono soltanto un lavoro da te giudicato "scarso", prova comunque ad avere l'umiltà (!) di accettarlo per quello che è. Non sai mai a cosa ti porterà: intanto, cominceresti a farti conoscere.

    Io ho iniziato a fare assistenza scolastica agli alunni con handicap. Poi, l'insegnante di sostegno che affiancavo mi ha dato l'opportunità di fare a mia volta l'insegnante di sostegno. Quindi, quando sono arrivati gli "aventi diritto", sono comunque riuscita a rimanere in quella scuola perchè mi hanno offerto di fare corsi di educazione sex, ecc. ecc.

    Ora lavoro in un servizio che mi ha scritturato per le competenze che ho offerto, dandomi anche mansioni di diverso tipo (sempre in ambito psicologico) sulla base della mia conoscenza e del fatto che si pensasse fossero adatte a me (e credo, con ragione).

    Quindi, cominciamo a guardare alle piccole opportunità prima di lamentarci del fatto che non siamo ancora riusciti ad arrivare in vetta.

    Questo è ciò che penso, sei libero di condividerlo o meno.
    Passo e chiudo.

  11. #71
    Partecipante Assiduo L'avatar di marco.78
    Data registrazione
    06-02-2005
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    243
    SILVIAZERO:
    hai fatto esattamente ciò che una "psicologa" NON dovrebbe MAI fare: capire fischi per fiaschi! interpretare le cose che vengono dette da un altro sulla base del "proprio sistema di valori e credenze"...

    prima cosa io NON ho mai detto di essere bravo mentre gli altri sono scarsi"! ho detto che ho buone referenze, e sicuramente migliori di chi è "SCAPESTRATO" o "MEDIOCRE"...vatti a rileggere il post!

    seconda cosa io non sono il tipo che si lamenta senza aver tentato!
    ho già detto di aver lavorato presso una cooperativa come AEC (la stessa cosa che hai fatto tu)...

    terza cosa le mie referenze giungono anche da chi mi ha visto all'opera...
    durante l'intero anno di tirocinio tutti, E DICO PROPRIO TUTTI, (a partire dall'ultimo degli infermieri per arrivare fino al direttore del centro) hanno apprezzato la mia abilità nel condurre colloqui, somministrare test e inquadrare l'orientamento diagnostico del pz...

    mi da molto fastidio che i tuoi giudizi giungano da una lettura superficiale di ciò che ho scritto!
    possono capire di trovare persone che la pensano all'opposto di me, ma non posso concepire le persone che, ipocriticamente, travisano completamente un discorso!

  12. #72
    silviazero
    Ospite non registrato
    riguardo le scuole di 4 anni io dico semplicemente che è inutile buttare tempo e soldi quando la famigerata "psicoterapia" puoi farla anche con la laurea di psicologia unita a un pizzico di buonsenso e di serietà!

    ho fatto un tirocinio super, in cui sono stato a contatto con tutti i disturbi mentali conosciuti (cioè quasi tutti è ovvio)...
    adesso per la seconda prova dell'eds ho deciso di impararmi a menadito il DSM IV...
    inoltre sono esperto di TA di I e II livello...

    mi danno due soldi e tra le altre cose è un impiego per il quale bastava almeno la terza media...

    io non mi sento più bravo degli altri, anche se i fatti parlano (e non mi riferisco solo al mio voto di laurea)...
    se arranco io figurati uno scapestrato o uno mediocre! insomma, arranchiamo tutti! :-D


    Si tratta di interpretazioni...?

    Ma non ti viene il dubbio che PROBABILMENTE non sei riuscito a spiegarti? O nessuno di noi ha capito?
    Mah, continua a crederti un superpsicologo, per lo meno avrai almeno un pubblico sicuro che ti apprezza: te stesso!

    (ma PROBABILMENTE ho sbagliato ad interpretare il valore assoluto delle tue affermazioni, anche questa volta).

    Comunque non entrerò più in questa discussione, ciò che penso credo di averlo già detto.

  13. #73
    Partecipante Assiduo L'avatar di marco.78
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    06-02-2005
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    243
    si, si tratta di TUE interpretazioni...
    avresti potuto interpretare le mie frasi anche in altri modi, ma lo hai fatto nel modo + ipocrita possibile!

    ma scusa come è possibile che dalle mie parole sia uscita la considerazione di credermi un superpsicologo?
    ci sono persone portate per dei mestieri ed altre sicuramente meno!
    io mi considero portato, tutto qui...che c'è di male? e guarda che sono considerazioni alle quali mi ci hanno portato gli psicologi e gli psichiatri che ho conosciuto!
    inoltre guarda che le discussioni sulle mie referenze sono sorte quando tu mi hai detto che io non credevo nella psicologia e ti chiedevi come mai io mi fossi iscritto alla facoltà!

    ora spero di essere stato chiaro e di poter chiudere questa discussione!
    forse ho esagerato nel parlare e mi scuso con chi si sia offeso...
    ma, riflettendoci bene ancora una volta, ciò che ho detto fin'ora è la pura verità!

  14. #74
    Postatore Compulsivo L'avatar di sunflower
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    28-04-2002
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    Originariamente postato da willy61
    Su questo, però, permettetemi di esprimere il mio disaccordo.
    Che le differenze tra una psicoterapia ed un percorso psicologico di counselling o di conoscenza di alcuni aspetti di se stesso e delle proprie modalità di relazione siano sottili, è fuor di dubbio. In molti casi, anche in setting diversi da quello tipico degli studi dei professionisti, si va ad intervenire su aspetti "hard" della personalità. Accade nei seminari esperienziali come nei corsi di teatro o, semplicemente, nel rapporto affettivo.
    Quel che le scuole di psicoterapia insegnano, tuttavia, è una serie di tecniche e di modalità di relazione che non possono essere apprese se non attraverso la congiunzione di teoria ed esperienza personale. I libri, per certe cose, non sono sufficienti. L'esperienza personale, da sola, nemmeno.
    A me è capitato, che persone mi si rivolgessero per problemi focali, relativi a aspetti del loro mondo relazionale o dello sviluppo delle loro potenzialità. Ma ad alcuni sono stato obbligato a dire: "Fin qui siamo andati avanti assieme. Da qui in poi, io non posso esserti utile. Perché abbiamo visto che il problema che tu hai portato dipende, probabilmente da una serie di fattori che io non ho la preparazione e le capacità di affrontare. Ti lascio quindi un elenco di psicoterapeuti, dei quali mi fido e che conosco, e ti invito a metterti in contatto con uno/a di loro".

    Le scuole di psicoterapia non sono SOLO una macchina mangiasoldi.
    Grazie per la tua onestà e correttezza in un panorama scientifico-professionale dove si tende a screditare sempre più la psicoterapia, e in modo disonesto e amorale si praticano attività di cui non si possiedono gli strumenti e la tecnica, allo stesso modo di chi apre uno studio odontoiatrico et similia con lauree false.
    E' bello leggere queste testimonianze.

  15. #75
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di Dampyr
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    08-05-2004
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    Sardegna
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    Ragazzi, mi intrometto in questa lunga controversia, che probabilmente ho contribuito a lanciare, per dire una cosa...ma non siamo usciti un pò fuori tema ?
    L'intenzione di Wolverine nel lanciare questo thread era un'altra...voleva cercare di capire, e lo voglio anch'io, cosa realmente si può fare lavorando da PSCIOLOGO CLINICO, dopo l'abilitazione e senza alcuna Scuola di Specializzazione (utile o inutile che sia...ognuno ha la sua idea)...perchè non proviamo a ritornare a quel discorso ?
    Avevo messo delle voci del tariffario per cercare di capire come affrontare in pratica quei lavori, perchè se andiamo a vedere molte voci del tariffario nemmeno le conosciamo bene (parlo per me...)...
    Allora ribadisco...perchè non proviamo a ritornare a quel discorso ?


    Per marco : come ti sarai accorto io sono molto vicino alle tue opinioni riguardo a molte cose che hai detto...ma quella del voto di laurea è proprio una stronzata, eh ?

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