Marco, analizza bene le parole di Stefano!! Credo che ti stia dando molti spunti interessanti!!
Per quanto riguarda il tuo realismo mi viene da dire solo una cosa: molte professioni (ed in modo particolare quella di psicologo) prevedono che alla fine del percorso di studio (in questo caso la laurea, ma non è proprio la fine) bisogna "inventarsi" per entrare nel mondo del lavoro.
Credo che dopo la laurea, il tirocinio, l'esame di stato, è lecito aspettarsi quella forma di "riconoscenza" costituita dall'avere un'occupazione... In realtà (è questo a mio avviso si può chiamare realismo) dopo il percorso di studio si possiedono delle risorse utili per attivarne delle altre (anche diverse) da utilizzare per proporsi nel mondo lavorativo!
Bisogna crederci, armarsi di umiltà e cominciare a fare passi non più lunghi della gamba... E nello stesso tempo quando ci si propone, bisogna essere convincenti (tu sei lo specialista che propone un progetto che servirà a tale ente..), stando alla stesso tempo attenti agli aspetti relazionali (vedi Stefano)...







) bisogna "inventarsi" per entrare nel mondo del lavoro.
Rispondi citando
