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  1. #61
    Postatore Compulsivo L'avatar di sunflower
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    Taranto
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    Ecco a te:



    Berne, E. (Ne metto un paio)
    1971 Analisi Transazionale e Psicoterapia, Casa Editrice Astrolabio, Roma
    1995 A che gioco giochiamo, VII Edizione “Saggi Tascabili”, Ed. Bompiani, Milano

    Stewart e Joines
    1990 L’Analisi Transazionale, Guida alla Psicologia dei Rapporti Umani, Garzanti, Milano

    Goulding, M.C., Goulding, R.L.
    1983 Il Cambiamento di Vita nella Terapia Ridecisionale, Casa Editrice Astrolabio, Roma

    Romanini, M.T.
    1999 Costruirsi Persona, Edizioni La Vita Felice, Milano

  2. #62
    Ospite non registrato
    Grazie Sunflower!
    Mi sei stata di grande aiuto!
    Non sapevo proprio da dove iniziare...

  3. #63
    Partecipante Super Esperto L'avatar di nicole
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    Originariamente postato da MEMOLEMEMOLE
    HO PROVATO A RISPEDIRTI IL TUTTO!! FAMMI SAPERE SE TI E' ARRIVATO!!
    ciao no nulla, ma comunque grazie ugualmente, diciamo che a grosse linee sono andata a vedere su internet, però non mi è tantissimo chiaro, proprio perchè lo trovo, almeno per come ne viene scritto, molto simile ad altre...così mi chiedo su cosa differisce da altro.
    comunque grazie e scusa se così tardi, ma ero scollegata da internet e al lavoro a parte poter vedere gli arrivi non posso rispondere.
    grazie ancora ciao

  4. #64
    Partecipante Super Esperto L'avatar di nicole
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    ops scusa

    Originariamente postato da nicole
    ciao no nulla, ma comunque grazie ugualmente, diciamo che a grosse linee sono andata a vedere su internet, però non mi è tantissimo chiaro, proprio perchè lo trovo, almeno per come ne viene scritto, molto simile ad altre...così mi chiedo su cosa differisce da altro.
    comunque grazie e scusa se così tardi, ma ero scollegata da internet e al lavoro a parte poter vedere gli arrivi non posso rispondere.
    grazie ancora ciao

    ciao rettifico e chiedo scusa...volevo specificare che non ho potuto rispondere a suo tempo,x problemi di internet, ma che ho ricevuto il tutto.
    grazie ciao

  5. #65
    Partecipante Esperto
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    Originariamente postato da Pandistelle
    Ho conosciuto l'Analisi transazionale quando sono entrata in analisi a Settembre! La mia analista infatti è specializzata in AT.

    Vi consiglio un libro davvero magnifico!!

    Stewart, I, & Joines
    "L'Analisi Transazionale". Milano: Garzanti, 1990).

    Trovo che sia fatto molto bene, oltre alle spiegazioni sugli assunti di base come gli stati dell'io,i giochi,i copioni, invita pure a compiere delle riflessioni,degli esercizi pratici e teorici che mi sono ritrovata anche ad affrontare in sede di analisi.

    Ciao! Ho trovato anche questo libro, penso sia una edizione aggiornata perchè sono gli stessi autori:

    L'analisi transazionale - Guida alla psicologia dei rapporti umani
    Ian Stewart;Vann Joines
    Garzanti Libri
    2002

    Mi consigli di comprare questo o quello del 1990?
    Grazie!

  6. #66
    Partecipante Affezionato L'avatar di Pandistelle
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    L'edizione più aggiornata!
    Quella che ho io è la ristampa del 2005.

  7. #67
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    I Giochi in AT

    Sn d'accordo su tutti i testi,
    ma se volete "andare a fondo" nei Giochi...comprate questo:
    Stan Woollams, Michael Brown, "Analisi Transazionale", Cittadella Editrice (ed. del 1998).

    AT rules OK!
    psi_net

  8. #68
    Partecipante Esperto
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    Originariamente postato da Pandistelle
    L'edizione più aggiornata!
    Quella che ho io è la ristampa del 2005.
    Grazie mille!

  9. #69
    Partecipante Esperto
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    A me piacerebbe essere in grado di iniziare a trattare il paziente con una terapia cognitiva-comportamentale che agisca sul sintomo e sul presente, facendolo stare meglio. Successivamente in base al paziente si può valutare la possibilità di continuare con una analisi del profondo o terminare qui. Voi cosa ne pensate?
    Vedendo un pò la struttura del centro berne ho visto che c'è un'apertura anche agli altri approcci, e mi chiedevo se fosse possibile formarsi in tale maniera.
    So che sono un pò contorta... è che dell'approccio cognitivo-comportamentale mi piace l'idea di strutturazione, di sapere come muoversi e di dare degli strumenti per agire sul paziente... ma non mi piace il non dar peso ai conflitti, alle dinamiche interne che hanno portato il formarsi di tali sintomi. Mi piacerebbe integrare le due cose.

    Qualcuno frequenta il centro berne di milano?

    Grazie

  10. #70
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    AT e integrazione (e quella con la maiuscola?)

    Dear Elisa,

    ad agosto sembra siamo rimasti noi...cmq:
    Avendo conosciuto da vicino l'AT...credo di poter dire (o scrivere)che l'integrazione dei due aspetti a cui Ti riferisci non solo sia auspicabile, ma sia "doverosa" da parte del terapeuta (anche lo Psicologo/a in formazione).
    Importante in AT è quel "in base al paziente": il contratto iniziale->gli obiettivi. Lo sviluppo e l'esplicitazione dell'obiettivo del paziente per me valgono il 70/80 % di tutto il "lavoro a due".

    E' giusto e naturale, soprattutto all'inizio, preoccuparsi di "sapere come muoversi" ed un approccio "strutturato" può aiutare molto.
    Ma la preoccupazione più grande è che nel paziente l'impressione e il vissuto sia "ci stiamo muovendo..." fino a dopo la "digestione della terapia" poter pensare: "...si è mosso bene".
    Spesso, invece, dall'altra parte vengono identificati (anche se grossolanamente) i tentativi "di manovra" e l'impressione di un approccio "by doing" (strada facendo) che lascia l'amaro in bocca, almeno in quei momenti/giorni/mesi. E anche dopo.
    Per me nella formazione del terapeuta la preoccupazione più grande deve rimanere il paziente e non (o non solo) l'approccio tecnico. Dall'altra parte c'è una persona.
    C'è bisogno di "grounding" e di "umanità", ma di questo sento parlare poco e leggo poco, molto poco, anche su questo sito.

    A presto,
    Ultima modifica di IT_Modeler : 11-08-2006 alle ore 10.55.15
    psi_net

  11. #71
    Partecipante Esperto
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    Ciao modeler,
    ti ringrazio per la risposta.
    Quello che cerco io è arrivare ad avere delle capacità che mi permattano di aiutare la persona subito, dandole degli strumenti per favorire il suo adattamento all'ambiente. Vedere un moglioramento aiuterebbe la persona a fidarsi, io mi sentirei soddsfatta perchè vedrei che sto facendo qualcosa e che parlare con me non è uguale a sfogarsi con degli amici. Successivamente, se la persona ne ha bisogno, si può andare oltre e "scavare".
    Questo è il tipo di professionalità che vorrei mi offrisse la scuola.
    Anche secondo me al centro c'è la persona, ed è per questo che sto cercando una scuola che mi permetta di "non essere chiusa in un approccio" ma mi permetta di strutturare una terapia flessible e adattabile a chi ho di fronte.

  12. #72
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    Flessibilità, Umanità e Integrazione

    Elisa,

    capisco perfettamente il Tuo desiderio di soddisfare il paziente con qualcosa che possa farGli/Le provare il miglioramento...e anche farTi "sentire soddisfatta".
    Sicuramente con il cognitivo-comportamentale otterrai "quel miglioramento", anzi dal punto di vista della mia esperienza (di percorso personale) è un'ottima idea di integrazione, xchè in effetti l'AT non prevede risultati "a breve" anzi si parla di medio-lungo periodo (quando si voglia "scavare" ed andare a fondo si privilegia il primo termine "Analisi"...con diversi tempi e distanze).

    Quello che volevo e vorrei ancora sottolineare è che quella "professionalità", che mi sembra di capire è il Tuo obiettivo finale, non dipende solo dal tipo, numero ed integrabilità degli approcci, ma anche e sopratutto da quanta umanità e positività - queste secondo me sono gli elementi più importanti - il terapeuta impiegherà in quella integrazione.
    Altrimenti come è capitato a me, mi è stato detto: "Sì, conosciamo anche noi V. Satir, anzi è un modello di studio anche x i transazionalisti!" - poi, però, mio malgrado, mi sono dovuto accorgere che probabilmente, non era passato nulla o quasi dell'aspetto umano...la Satir può e deve considerarsi un Modello di terapia (integrata) umanistica!
    La responsabilità allora di chi è? Della scuola o del terapeuta?
    Il mio concetto di professionalità va oltre quello che può offrire "una scuola". La p. x me dipende dal terapeuta: che almeno abbia la curiosità (e lo scrupolo) di vedersi un filmato di Virginia Satir: quello avrebbe chiarito e chiarirebbe molte cose...anche l'umanità si può apprendere!
    psi_net

  13. #73
    Partecipante Esperto
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    Condivido... spero di riuscire a dare del mio meglio per essere una buona psicoterapeuta.
    Solo che penso sia importante anche la scuola che si frequenta, perchè ti influenza nel modo di ragionare... poi come dici tu, deve essere lo psicoterapeuta a far propri gli strumenti acquisiti, saperli utilizzare con umanità e continuare ad aggiornarsi anche al di là della scuola.

    Hai parlato di filmati... dove posso trovarli? Grazie

  14. #74
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    Video di Virginia Satir

    Elisa,

    dopo la morte di Virginia (1988) i Suoi più vicini collaboratori hanno creato un Network a Lei intitolato: Avanta - The Virginia Satir network, ora con sedi anche al di fuori degli Stati Uniti, per continuare a diffondere il Suo Metodo e che pubblica anche materiale video.
    Questo è il link al sito di Avanta: http://www.avanta.net/index.htm
    Puoi trovare dei video, ora disponibili anche in DVD, registrati durante i Suoi Training estivi presso Crested Butte in Colorado.
    I DVD che troverai lì in vendita espongono proprio il Suo Metodo ed affrontano i temi terapeutici, quindi credo siano i più adatti alla Tua formazione (anche quella in divenire).
    Se deciderai di acquistarli, Ti consiglio di chiedere in anticipo se i DVD sono editi nel sistema americano (NTSC - diverso dal PAL europeo) e se sì, accertati che il Tuo lettore digitale sia compatibile con lo standard NTSC.

    Dopo che l'avrai vista, naturalmente fammi (e facci) avere il Tuo feedback.

    Ciao e a presto,
    psi_net

  15. #75
    Partecipante Esperto
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    Grazie mille!!!

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