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  1. #61
    Johnny
    Ospite non registrato
    non ho letto nessun post , ma rispondo alla domanda iniziale:

    - Freud consiglia nel 1910 ("Le prospettive future della terapia psicoanalitica") una "auto analisi" agli analisti, per padroneggiare il controtransfert; anche mentre si parla con il paziente...della serie : xke questo paziente mi dà queste emozioni, quell'altro quest'altre, ecc.

    - nel 1912 ("Consigli al medico sul trattamento psicoanalitico") dice che è bene fare una "analisi personale condotta da altri", perchè non possiamo vedere in noi stessi le nostre stesse "macchie cieche" (i conflitti non risolti in cui l'analista che impediscono di capire l'inconscio del paziente, offuscandone l'interpretazione)

    - nel 1937 ("Analisi terminabile e interminabile") dice che l'allievo psicoanalista deve sottoporsi a una analisi prima di diventare analista, così da fare esperienza dell'inconscio e dei contenuti rimossi e di avere un esempio su di sè della tecnica che poi si appliocherà ai pazienti.
    Inoltre, una volta analisti, ci si deve sottoporre ogni 5 anni a una analisi personale.


    Quindi, non si può essere psicologi di sè stessi, perchè nn sempre riusciamo a scorgere in noi stessi le nostre "macchie cieche"....altrimenti, non sarebbero cieche
    Ultima modifica di Johnny : 20-08-2006 alle ore 16.24.19

  2. #62
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Per esperienza personale, credo che l'autoanalisi abbia un senso dopo che si è conclusa un'analisi o una psicoterapia, non prima di o invece di. Sì, ci sono persone (e ne ho conosciute) che sono arrivate a capire molto di se stessi da sole. Ma capire non significa necessariamente cambiare.
    Inoltre, la questione delle "zone cieche" non è affatto trascurabile. Persino per farmi la barba la mattina ho bisogno di uno specchio, altrimenti non vedo quel che faccio, figuriamoci a guardare dentro me stesso. Vedrei solo quel che voglio vedere e scarterei il resto.

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  3. #63
    Penelope*
    Ospite non registrato
    Non ho letto tutti i post però credo che la domanda possa essere ugualmente pertinente.A volte si crede di poter essere psicologi di se stessi nel senso che vivendo un periodo di difficoltà, pnsiamo di farcela da soli, di capire cosa ci stia succedendo facendoci un'autoanalisi accurata. E' possibile demarcare un limite in cui una persona può riuscire a "capirsi da sola" o ha bisogno di aiuto?

  4. #64
    Postatore Epico L'avatar di Alessia Va
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    Io penso che si possa capire quando e se si ha bisogno di aiuto, quando ci rendiamo conto che per quanti sforzi facciamo, continuano a ripresentarsi le stesse dinamiche, e non riusciamo a venire fuori da dove siamo, quando in sostanza non si fa un solo passo avanti e questo ci crea sofferenza.
    Dove c'e' sofferenza c'e' qualcosa che chiede attenzione.
    Comunque anche quando chiediamo aiuto, siamo sempre noi ad aiutarci, lo psicologo o chi per esso non e' che uno specchio dove guardarsi, li per accompagnarci e mostrarci il perscorso.
    L'atto di volonta', l'impegno personale, la decisione di fare qualcosa, viene sempre e solo da noi.
    Dunque anche quando e' un altro a condurci nella nostra "analisi" siamo noi che la compiamo.
    Mai delegare.

  5. #65
    Super Postatore Spaziale L'avatar di sinonimo
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    Originariamente postato da Penelope*
    Non ho letto tutti i post però credo che la domanda possa essere ugualmente pertinente.A volte si crede di poter essere psicologi di se stessi nel senso che vivendo un periodo di difficoltà, pnsiamo di farcela da soli, di capire cosa ci stia succedendo facendoci un'autoanalisi accurata. E' possibile demarcare un limite in cui una persona può riuscire a "capirsi da sola" o ha bisogno di aiuto?



    Penso che possiamo capire quando non riusciamo più ad aiutarci da soli nel momento in cui, nonostante tutte le razionalizzazioni possibili sul nostro disagio e i nostri tentativi di cambiare il nostro comportamento in modi migliori, ci rendiamo conto che il disagio insito in noi è invasivo al punto da compromettere le funzioni vitali tipo memoria, concentrazione, tono dell'umore, senso di relata: in parole povere, quando la nostra mente è un caos, siamo confusi e non riusciamoa svolgere adeguatamente i compiti - oneri quotidiani che di solito svolgevamo tranquillamente e quando sentiamo di non riuscire a controllare le nostre emozioni in modo adeguato. Allora è il caso di rivolgersi ad uno psicologo , psicoterapeuta o psichiatra a seconda.....
    Buona vita a tutti!

  6. #66
    Super Postatore Spaziale L'avatar di sinonimo
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    Originariamente postato da sinonimo
    Penso che possiamo capire quando non riusciamo più ad aiutarci da soli nel momento in cui, nonostante tutte le razionalizzazioni possibili sul nostro disagio e i nostri tentativi di cambiare il nostro comportamento in modi migliori, ci rendiamo conto che il disagio insito in noi è invasivo al punto da compromettere le funzioni vitali tipo memoria, concentrazione, tono dell'umore, ERRATA CORRIGE........: in parole povere, quando la nostra mente è un caos, siamo confusi e non riusciamoa svolgere adeguatamente i compiti - oneri quotidiani che di solito svolgevamo tranquillamente e quando sentiamo di non riuscire a controllare le nostre emozioni in modo adeguato. Allora è il caso di rivolgersi ad uno psicologo , psicoterapeuta o psichiatra a seconda.....
    ERRATA CORRIGE....senso di realtà
    Buona vita a tutti!

  7. #67
    Johnny
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Penelope*
    Non ho letto tutti i post però credo che la domanda possa essere ugualmente pertinente.A volte si crede di poter essere psicologi di se stessi nel senso che vivendo un periodo di difficoltà, pnsiamo di farcela da soli, di capire cosa ci stia succedendo facendoci un'autoanalisi accurata. E' possibile demarcare un limite in cui una persona può riuscire a "capirsi da sola" o ha bisogno di aiuto?
    lo stesso Freud disse che l'autoanalisi ha dei limiti proprio perchè c'è l'inconscio e le resistenze

  8. #68
    Super Postatore Spaziale L'avatar di sinonimo
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    Originariamente postato da rasputin
    lo stesso Freud disse che l'autoanalisi ha dei limiti proprio perchè c'è l'inconscio e le resistenze

    Infatti, non so se vi capita di sentire , durante il tentativo di autoanalisi, ciò che sarebbe più giusto fare per voi ma non riuscite a farlo e sapete perchè, quali sono queste resistenze che vi bloccano: insomma , avete chiaro il quadro della situaziine di conflitto ma non volete dargli ascolto: è questa una resistenza ulteriore . Non avviene tutto in modo inconscio, c'è una parte perfettamente cosciente, di controllo.

    Le resistenze all'autoanalisi le vedo anche positive. Forse non è sempre il momento di essere psicologi di se stessi..bisogna lasciar sedimentare le precedenti autoanalisi ....magari "farle agire" in comportamenti . E poi? Poi si riparte..con ulteriori autoanalisi.

    E' un circolo vitale, imprescindibile al di là dell'entita del conflito, secondo me.
    Buona vita a tutti!

  9. #69
    Johnny
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da sinonimo
    Infatti, non so se vi capita di sentire , durante il tentativo di autoanalisi, ciò che sarebbe più giusto fare per voi ma non riuscite a farlo e sapete perchè, quali sono queste resistenze che vi bloccano
    ma secondo me è proprio questo che è impossibile, le resistenza rende impossibile accedere ai contenuti rimossi.
    Infatti non bisogna confondere la percezione cosciente con i processi psichici sottesi.

    Cioè, quel "motivo" che percepisci nell'autoanalisi non sarebbe il motivo reale, ma un sostituto, xke la motivazione ke impedisce di agire è inconscia e rimossa
    Ultima modifica di Johnny : 30-09-2006 alle ore 13.54.42

  10. #70
    Super Postatore Spaziale L'avatar di sinonimo
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    Originariamente postato da rasputin
    ma secondo me è proprio questo che è impossibile, le resistenza rende impossibile accedere ai contenuti rimossi.
    Infatti non bisogna confondere la percezione cosciente con i processi psichici sottesi.

    Cioè, quel "motivo" che percepisci nell'autoanalisi non sarebbe il motivo reale, ma un sostituto, xke la motivazione ke impedisce di agire è inconscia e rimossa


    Infatti, hai ragione, hai reso ciò che volevo cercare di dire..
    Bene

    Quindi l'autoanalisi ha un limite

    Io speravo ci fosse un modo per oltrepassare tale limite.....
    Beh, l'intuizione non è un modo?
    Buona vita a tutti!

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