Io ho fatto un esempio estremo del corso di 3 mesi, ma esistono anche corsi di 3 anni.
Il problema è però che, se da una parte siamo pronti a cogliere eventuali sconfinamenti da parte di altre professioni, dall'altra siamo spesso i primi a permettere che accadano.
Chiediamo agli altri di rispettare delle regole che poi siamo i primi a non rispettare.
Parliamo di identità professionale, ci lamentiamo che non vengano riconosciuti i nostri spazi e ruoli specifici... ma siamo poi in grado di riconoscerli almeno noi?
Fare consulenza e sostegno sono ambiti da psicologo: se lo fa una psicopedagogista mi lamento su questo forum (come spesso ho letto), ma se io stesso psicologo faccio passare l'idea che si può fare consulenza e sostegno anche se non si è psicologi poi non posso più lamentarmi.
Io lavoro nelle scuole come psicologa con progetti: pago ogni anno la mia iscrizione all'albo, le mie tasse per la p. IVA, l'enpap e il commercialista. Per poter pagare anche la spesa per mangiare, dati i costi precedenti, devo chiedere una certa cifra.
Spesso però la scuola dice che non ha soldi e chiama un counselor, un insegnante, una pedagogista a fare il progetto al mio posto... se la consulenza è psicologica mi sembra ovvio che debba farla uno psicologo, non uno che basta che non dica "clinica" o "psicologica" dopo consulenza.







Rispondi citando