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Discussione: difficolta stage

  1. #61
    Marco Aurelio
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Aimi_Summers
    Vediamo se riesco a non fraintendere il tuo messaggio.
    Se non ho capito qualcosa ti prego di farmelo notare e chiramirmi quei punti che secondo te mi sono rimasti oscuri.

    Affermi che trovare uno stage formativo è difficile, giusto? Il punto di tutta la questione è quindi questo?
    Il tuo ragionamento è: se è uno stage formativo, anche gratis, lo faccio, se devo rispondere a telefono ed andare alla posta e non mi pagano nemmeno, allora mi cerco un lavoro da impiegato, giusto?

    Se non ho frainteso, e ti assicuro che se così fosse sarebbe totalmente involontario, penso che tu abbia ragione ad arrabiarti, ovvio, credo che chiunque sia d'accordo con te su questo punto.


    Non hai frainteso, e meno male.
    Cominciavo a credere di non essere molto chiaro nell'esposizione. Sono felice che un'esperienza negativa come il primo stage ti abbia poi condotta ad un'esperienza decisamente migliore...non sempre è così, quindi per una volta che succede non si può far altro che gioire.

    Non sono molto sicuro però del "chiunque è d'accordo con te su questo punto": da quello che ho capito, per alcuni (tra l'altro alcuni selezionatori, e la cosa mi lascia perplesso) è buona cosa accettare anche lo stage-truffa, perché se lavori fai comunque più bella figura.
    Questo ha un senso se non trovi nulla dopo un anno dalla laurea...allora sì che accetti qualsiasi cosa. Ma per i sei mesi seguenti alla laurea mi si permetta (e con me a tutti i laureati del paese) almeno di cercare uno stage che aggiunga qualcosa alla mia formazione finora solo accademica, senza essere marchiato come uno che non si sa adattare.
    Ultima modifica di Marco Aurelio : 01-12-2006 alle ore 13.34.11

  2. #62
    Partecipante Assiduo L'avatar di girasolsara
    Data registrazione
    26-11-2005
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    roma
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    125
    Originariamente postato da Marco Aurelio
    Non hai frainteso, e meno male.
    Cominciavo a credere di non essere molto chiaro nell'esposizione. Sono felice che un'esperienza negativa come il primo stage ti abbia poi condotta ad un'esperienza decisamente migliore...non sempre è così, quindi per una volta che succede non si può far altro che gioire.

    Non sono molto sicuro però del "chiunque è d'accordo con te su questo punto": da quello che ho capito, per alcuni (tra l'altro alcuni selezionatori, e la cosa mi lascia perplesso) è buona cosa accettare anche lo stage-truffa, perché se lavori fai comunque più bella figura.
    Questo ha un senso se non trovi nulla dopo un anno dalla laurea...allora sì che accetti qualsiasi cosa. Ma per i sei mesi seguenti alla laurea mi si permetta (e con me a tutti i laureati del paese) almeno di cercare uno stage che aggiunga qualcosa alla mia formazione finora solo accademica, senza essere marchiato come uno che non si sa adattare.

    ...la cosa più difficile da trovare!
    Il ricordo è un modo d'incontrarsi. (K. Gibran)

    "Se riesci a tradurre in parole ciò che senti,ti appartiene" (R.H.)

    "Mi hanno insegnato che chi si ferma è perduto.
    Io non mi fermo ma, per favore, posso continuare ogni tanto a perdermi?"

  3. #63
    Partecipante Figo L'avatar di Doni
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    16-12-2002
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    Originariamente postato da Marco Aurelio
    Non sono molto sicuro però del "chiunque è d'accordo con te su questo punto": da quello che ho capito, per alcuni (tra l'altro alcuni selezionatori, e la cosa mi lascia perplesso) è buona cosa accettare anche lo stage-truffa, perché se lavori fai comunque più bella figura.
    Il problema è che hai frainteso tu. Io non ho mai scritto che sia auspicabile lavorare gratis, e credo di averlo ripetuto più volte.

    Ciò che ho scritto, e vedrò di riesprimerlo meglio, è che:

    1. il lavoro andrebbe sempre retribuito
    2. per lavorare in un'organizzazione che potrà offrire un'attività compatibile per il proprio profilo, talvolta può essere utile entrare con un ruolo meno "qualificato"
    3. non bisogna credere di "saper fare" solo perchè si è studiato come si fanno le cose
    La psicoanalisi è un mito tenuto in vita dall'industria dei divani (W. Allen)

  4. #64
    Marco Aurelio
    Ospite non registrato
    Lo stage-truffa non è solo quello non retribuito.
    E' anche quello che ti promette X ma in realtà ti fa fare (a tradimento) tutt'altro, oppure quello che viene chiamato "stage area X" ma che già nella descrizione del progetto rivela che svolgerai mansioni non inerenti a X.


    Ripeto: se uno non sa più che pesci pigliare anche uno stage-truffa va bene, ci mancherebbe. Ma se se ne ha la possibilità gli stage (e gli impieghi) che andrebbero cercati dovrebbero essere quelli realmente formativi. Non mi pare di dire un'assurdità.

    Sinceramente, se fossi un selezionatore ed il candidato Genoveffa mi si presenta con una laurea in psicologia, indirizzo psicologia del lavoro e una serie di tre-quattro stage fatti a caso che dovrei pensare? Che non ha un piano di carriera preciso e che non è in grado di gestire in autonomia la propria formazione: altro che "uhm, è versatile e umile, convochiamola".

    E' versatile e umile se fa volontariato, se durante gli studi ha lavorato come commessa e come babysitter. Ma se accetta qualsiasi stage, non importa quale sia il suo vero valore formativo significa solo che all'esterno di un'ambiento protetto come quello dell'Università non è in grado di progettare il suo futuro e l'ampliamento delle sue competenze.
    Ovvio che qui parliamo di una Genoveffa *neolaureata*: come ho più volte specificato, se la scelta è rimanere a casa per un anno a cercare il lavoro dei sogni o andare a lavorare i qualsiasi posto offerto allora bisogna scegliere sempre la seconda.
    Ultima modifica di Marco Aurelio : 01-12-2006 alle ore 15.02.27

  5. #65
    Toblerone.om
    Ospite non registrato
    "Nel giro di due settimane mi hanno contattata almeno 15 Agenzie (mi è bastato scrivere sulla lettera di presentazione "stage" e il telefono ha cominciato a squillare) ed ho sostenuto in tutto una decina di colloqui".

    Scusa aimi, ma tu sei stata contattata da 15 agenzie semplicemente perchè hai inviato il curriculum?
    E con la sola laurea triennale?
    Allora c'è qualcosa che non va....
    forse i miei curriculum puzzano o il mio nome suscita spontaneamente ribrezzo e repulsione perchè dei 50/60 curriculum che ho spedito io, mi hanno ricontattato in 3.
    Certo, ho una semplice laurea V.O. in clinica, ma mi sembra che, SEMPLICEMENTE LEGGENDO IL CURRICULUM, faccia un minimo di impressione in più di una triennale!
    Ti prego non vedere questo come un attacco personale a te. Anzi, ti faccio i miei complimenti per come sei riuscita a muoverti nel mondo del lavoro. Si vede che sei brava in quello che fai.
    Semplicemente mi colpisce come per te il passaggio curriculum-colloquio sia stato semplicissimo (quasi automatico direi) mentre per me ricevere una risposta è quasi un miracolo!
    Almeno fatemici arrivare al colloquio dico io! poi se sono un deficiente mi scartate, ma almeno datemi la possibilità!

  6. #66
    Partecipante Figo L'avatar di Doni
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    16-12-2002
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    Originariamente postato da Toblerone.om
    "Certo, ho una semplice laurea V.O. in clinica, ma mi sembra che, SEMPLICEMENTE LEGGENDO IL CURRICULUM, faccia un minimo di impressione in più di una triennale!
    Al volo: prova a non mettere l'indirizzo della laurea. metti solo psicologia. E' vero che la maggiro parte delle persone non sa neanche quale sia la differenza, ma se qualcuno ti scarta perchè non sei psicologa del lavoro... Quanto meno gli metti il dubbio!
    La psicoanalisi è un mito tenuto in vita dall'industria dei divani (W. Allen)

  7. #67
    Partecipante Figo L'avatar di Doni
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    16-12-2002
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    Originariamente postato da Marco Aurelio
    Sinceramente, se fossi un selezionatore ed il candidato Genoveffa mi si presenta con una laurea in psicologia, indirizzo psicologia del lavoro e una serie di tre-quattro stage fatti a caso che dovrei pensare? Che non ha un piano di carriera preciso e che non è in grado di gestire in autonomia la propria formazione: altro che "uhm, è versatile e umile, convochiamola".
    Tutto dipende da come argomenta i diversi passaggi. In ogni caso, è anche normale un minimo di dis-orientamento.
    L'unico dubbio che mi verrebbe è " se questa persona che si è fatta conoscere in giro ancora non ha trovato lavoro, forse sul lavoro rende poco"... Dubbio che però sorge solo nel caso in cui la persona si presenti male al colloquio.
    La psicoanalisi è un mito tenuto in vita dall'industria dei divani (W. Allen)

  8. #68
    Partecipante Figo L'avatar di Aimi_Summers
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    Originariamente postato da Toblerone.om
    "Nel giro di due settimane mi hanno contattata almeno 15 Agenzie (mi è bastato scrivere sulla lettera di presentazione "stage" e il telefono ha cominciato a squillare) ed ho sostenuto in tutto una decina di colloqui".

    Scusa aimi, ma tu sei stata contattata da 15 agenzie semplicemente perchè hai inviato il curriculum?
    E con la sola laurea triennale?
    Allora c'è qualcosa che non va....
    forse i miei curriculum puzzano o il mio nome suscita spontaneamente ribrezzo e repulsione perchè dei 50/60 curriculum che ho spedito io, mi hanno ricontattato in 3.
    Certo, ho una semplice laurea V.O. in clinica, ma mi sembra che, SEMPLICEMENTE LEGGENDO IL CURRICULUM, faccia un minimo di impressione in più di una triennale!
    Ti prego non vedere questo come un attacco personale a te. Anzi, ti faccio i miei complimenti per come sei riuscita a muoverti nel mondo del lavoro. Si vede che sei brava in quello che fai.
    Semplicemente mi colpisce come per te il passaggio curriculum-colloquio sia stato semplicissimo (quasi automatico direi) mentre per me ricevere una risposta è quasi un miracolo!
    Almeno fatemici arrivare al colloquio dico io! poi se sono un deficiente mi scartate, ma almeno datemi la possibilità!
    Intanto, io avevo una laurea triennale in Psicologia del Lavoro , avevo un'esperienza precendete di stage nella selezione in una cooperativa di lavoro e nel frattempo lavoravo gratis come volontaria, in una scuola per un progetto di orientamento (ottenuto dopo 1 anno che rompevo le scatole a quella scuola)


    Non so se questo avrà fatto la differenza, ma quando andavo ai colloqui queste cose me le chiedevano, non ero più una laureata triennale generica.

    Il punto è cominciare, almeno da metterci qualcosa su quel benedetto cv, e cominciare è il passo più difficile, perché significa perdere tempo ed energie a volte per avere in cambio solo una misera esperienza da scrivere sul cv, non retribuita e pure nemmeno professionalizzante, ma che almeno fa scegliere te piuttosto che una qualsiasi altra laureata in psicologia clinica
    Aimi

    Se vuoi essere amato, ama. - Seneca


    la vita è quella cosa che ci accade mentre noi siamo occupati a fare altri progetti A. De Mello

  9. #69
    Marco Aurelio
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Doni
    Al volo: prova a non mettere l'indirizzo della laurea. metti solo psicologia. E' vero che la maggiro parte delle persone non sa neanche quale sia la differenza, ma se qualcuno ti scarta perchè non sei psicologa del lavoro... Quanto meno gli metti il dubbio!

    Se il problema è realmente l'indirizzo clinico verrebbe comunque scartata al colloquio. Considerando comunque che nelle risorse umane non serve una preparazione psicologica di nessun tipo sarei più portato a pensare che il problema sia nella forma o nel contenuto dei curricula che invia.

    Toblerone, prova a usare un CV in formato non europeo, a personalizzare il CV per ogni offerta e a inviarlo sempre insieme a una lettera di presentazione (breve, non più di sei-sette righe) in cui spieghi chi sei e perché desideri lavorare per la società XY. Cerca sempre di essere sintetica, professionale e positiva nell'elencare le cose che hai fatto.

    Più che dare questi consigli generalissimi (e purtroppo scontati) non posso fare.

  10. #70
    Partecipante Figo L'avatar di Doni
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    Originariamente postato da Marco Aurelio
    Se il problema è realmente l'indirizzo clinico verrebbe comunque scartata al colloquio.
    Non è detto, a volte se la persona piace, i titoli contano poco!
    La psicoanalisi è un mito tenuto in vita dall'industria dei divani (W. Allen)

  11. #71
    Partecipante
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    Originariamente postato da Marco Aurelio
    " Per quanto mi concerne, continuerò a rifiutare idiozie come gli stage della più famosa azienda che somministra lavoro temporaneo in Italia: tre mesi di "Stage Selezione e Reclutamento", non pagati e con mansioni di segreteria spicciola. Prendere appuntamenti, fare telefonate, copiare i curricula nel database, cose così.
    Terminati i tre mesi cosa succede? Tu vai via, e loro scrivono un altro annuncio identico per ottenere un altro "neolaureato materie umanistiche preferibilmente con esperienza/master in HR" che vada in filiale a fare da aiuto-segretario gratis. Via lui, altro annuncio e altro neolaureato, ed avanti così finche qualcuno non si sveglia e fa casino.


    [/B]
    Scusa se mi introduco nella discussione... In questo pezzo non mi trovo d'accordo con te.... Per mia esperienza personale ( e di molti altri miei colleghi) ti posso assicurare che allo scadere dei 3 mesi NON A TUTTI viene dato il famoso benservito...
    Ma se c'è una possibilità di trattenere le persone più valide e motivate, sicuramente le assumono... Non so se hai presente in turnover che c'è nelle agenzie per il lavoro...

  12. #72
    Matricola L'avatar di roropi
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    Originariamente postato da moniapsy
    Scusa se mi introduco nella discussione... In questo pezzo non mi trovo d'accordo con te.... Per mia esperienza personale ( e di molti altri miei colleghi) ti posso assicurare che allo scadere dei 3 mesi NON A TUTTI viene dato il famoso benservito...
    Ma se c'è una possibilità di trattenere le persone più valide e motivate, sicuramente le assumono... Non so se hai presente in turnover che c'è nelle agenzie per il lavoro...

    E' vero, ma qualcuno mi sa dire come mai c'è tutto questo turn over?
    Me lo dicono più o meno tutti, io non conosco bene il mondo delle agenzie, secondo voi come mai?

  13. #73
    Partecipante Figo L'avatar di Doni
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    Bologna
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    ritmi di lavoro serrati, obiettivi ambiziosi da raggiungere, stress elevato
    La psicoanalisi è un mito tenuto in vita dall'industria dei divani (W. Allen)

  14. #74
    Partecipante Assiduo L'avatar di orsogatto
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    ritmi di lavoro MOLTO serrati, obiettivi MOLTO ambiziosi da raggiungere, stress MOLTO elevato
    e, aggiungerei: personale ridotto ai minimi termini, con mansioni le più varie (dal reclutamento alla selezione alla gestione di tipo amministrativo dei dipendenti..) ed elevata responsabilità
    e, parere molto personale: con il tempo il lavoro si fa abb ripetitivo, con in più la tendenza ad insistere maggiormente su competenze di tipo commerciale (saper "vendere bene" un candidato..) che sulla qualità del lavoro di selezione svolto
    e poi, accidenti, gli "interinali" son una "categoria" tutta da scoprire.. con conseguente elevato tasso di delusione e demotivazione.. (e qui si apre una parentesi enoooorme..)

  15. #75
    Matricola L'avatar di roropi
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    milano
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    Voi siete contente?Intendo dire, è un lavoro che dà soddisfazione?Vi sentite realizzate?
    So che in alcune agenzie esiste anche il selezionatore permanent di filiale, è forse una figura che fa più un lavoro di tipo psicologico oltre che commerciale?

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