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  1. #61
    neuropsy33
    Ospite non registrato
    PER PINGA:

    Innanzitutto, ti consiglio di leggerti bene uno statuto regolare di psichiatria, se ti senti tanto male perché lo psichiatra può benissimo fare psicoterapia.
    Poi ti dirò: come potevano lavorare se laureandi in medicina? Ma tu hai presente cosa sono 6 anni di frequenza obbligatoria dalla mattina alla sera e sessioni estive? Ahimé, forse erano davvero dei bravi raccomandati. Io ciò che ho me lo sono guadagnato, cara Pinga. Informati prima di sparare sciocchezze del genere, tecnicamente impossibili! A medicina non hai tempo per lavorare! E' un'assurdità. A meno che, appunto, non fossero gente raccomandata fino al collo da poter fare ciò che voleva. Il che entra in merito alla scandenza della facoltà.
    Poi, che tu ci creda o no, in tutta sincerità, in graduatoria non ho mai trovato alcun medico extracomunitario.

    Il fatto che poi la mia futura moglie vada in giro con il sedere scoperto non giustifica lo stupro. Mi permetto di dirti che a me pare tutta invidia;tanta frustrazione.

    Infine ti posto un link stupendo, attraverso il quale, cliccando su "statuto della scuola", capirai cosa sono abilitato a fare, tanto per non far passare me e i miei colleghi come fuorilegge. http://www.unibs.it/on-line/med/Home...ticolo983.html; consultalo, perchè a parte gli scherzi è davvero interessante.

    Tanto per la cronaca, uno psicologo come tale non può praticare la psicoterapia. Ci vuole uno psicoterapeuta (medico-psicoterapeuta, psicologo-psicoterapeuta, oppure psichiatra, come puoi ben leggere nello statuto regolato dal decreto rettorale del '98).
    In merito alla mia professionalità, ti dico solo che sono in pochi i medici che dopo una specializzazione ne conseguono un'altra per altri 5 anni di sacrifici. Ecco perché la tua storiella non regge poi così bene! Cominci a diventare simpatica anche a me, Pinga!

    Sempre delle sorprese, eh? Ti lascio al tuo lettino mentre io continuo i miei turni di guardia psichiatrica attiva.

    Comunque sappi che non credevo una psicologa capace di dire tali fesserie sul modo di vestire delle donne. Con tutto il rispetto, ovviamente.

    Buonanotte, Pinga.
    Ultima modifica di neuropsy33 : 20-07-2007 alle ore 06.28.12

  2. #62
    L'avatar di crissangel
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    Io mi scuso con lo staff che comunque è stato avvisato e che saprà prendere giusti provvedimenti nel caso certe persone perseverino per la loro strada, ma una riflessione la voglio fare, mi viene davvero spontanea.

    Poche volte decido di mettere piede e prendere parte ad una discussione su Attualità e Cronaca a meno che io non abbia effettivamente qualcosa da dire o a meno che io non creda di trovare terreno fertile per una discussione su argomenti che mi stanno MOLTO A CUORE. Mi spiace vedere come spesso le discussioni vengano portate fuori tema solo perchè c'è chi si erge a censore delle intenzioni altrui e delle persone altrui. ecco uscire gli ipocriti, i socialisti e gli interventi assurdi di botta e di risposta dove non si arriva nemmeno ad un grado di astrazione tale per cui anche gli esempi esplicativi più semplici vengono presi alla lettera pur di fare botta e risposta, appunto, e portare attacchi personali salvo poi proiettare su altri queste carattersitiche.

    E mi dispiace, mi dispiace per chi crede di usare il forum alternativamente come paziente che si deve esprimere o come saccente professionista.
    E mi dispiace vedere le persone che con intelligenza discutono e portano all'attenzione aspetti diversi: che fanno domande per capire, che chiedono animate dalla, uso un termine del mio orientamento teorico, Cecchiniana Curiosità di conoscere. Salvo poi beccarsi accuse e "complimenti".

    E mi dispiace scriverlo qui, che c'è un thread apposito proprio su questa sezione legato alle nuove linee di moderazione e poi c'è un regolamento che dovrebbe essere rispettato e poi ci sono le nostre capacità di automoderarci, di non attacare la persona ma al limite la sua opinione o il suo modo di porsi crecando di rimanere in tema e di farlo in modo ragionato.
    E mi dispiace continuare a leggere frecciatine su concetti di portata mastodontica proprio come le BARRIERE e il significato che esse hanno.

    Con questo chiudo, mi scuso ancora per lo sfogo, mi ricomplimento con Willy e Pinga nello specifico di questo thread e li ringrazio per gli spunti ce mi hanno dato arricchendo la mia conoscenza della questione (del resto 5 anni + 1 di tirocinio=6 anni di studio e sacrifici per laurearsi in psicologia e poi 4 anni di specializzazione non bastano per avere tutte le risposte).

    Essere profeti in casa propria è difficile e anche evitare l'autoreferenzialità lo è.

    Buona continuazione, se è il caso. Io non risponderò a messaggi o attacchi più o meno fantasiosi a questo mio post di riflessione.
    I moderatori o lo staff decidano pure se lasciare o cancellare o spostare questo mio post, ma da tempo avevo un sassolino nella scarpa e di discussioni e proposte ne ho anche fatte in passato su questi argomenti....ma, per una volta che si può fare il conto con l'oste....


    Ah, edito una cosa: tanto per continuare sulla scia delle sciocchezze e delle vacuità che io e Pinga e altri diciamo, ora chiedo ai miei due amici medici specialisti in cardiologia di iscriversi al forum di ops: una è Indiana e uno dell'Angola. Lei è tornata in India dopo la specializzazione a lavorare nel suo Paese, lui è ancora qui. Stavano in Colleggio, studiavano dalle 6 di mattina alle 3 del pomeriggio ogni giorno, o cmunque seguivano tutte le lezioni obbligatorie e poi lavoravano par time in pizzeria mi pare. Durante la specializzazione no ovviamente e campavano di quel poco che prendevano come specializzandi perchè a onor del vero noi psicologi specializzandi non prendiamo una lira ma gli specializzandi in medicina si fanno ogni giorno montagne di ore in reaparto e io ho sempre portato rispetto per questo; così tanto per avere altri punti di vista di altri medici e magari chiamo anche il mio medico che ha tre specializzazioni: medicina interna, gastroenterologia e neurologia e gli chiediamo di portarci la sua esperienza personale, se è di questo che si vuole discutere.
    Ultima modifica di crissangel : 20-07-2007 alle ore 12.22.51
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  3. #63
    Partecipante Assiduo L'avatar di Andrea1975
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    Cerchiamo di riportare la discussione nei ranghi

    L'argomento è degno di interesse e riflessione e merita una discussione per cui è mio intento riportare il 3d al suo iniziale obiettivo.

    Vorrei provare anche a riequilibrare la discussione, perche credo che a prescindere dai modi, dai toni e dagli stereotipi esistono elementi di verità anche nel discorso di neuropsy che sono stati a mio avviso sottovalutati.

    Ci sono alcuni dati di realtà che dobbiamo considerare: la situazione socio-economica in cui versano alcuni migranti (devo dire che questa dizione che ho ri-appreso in questo 3d la preferisco a tante altre) comporta un alto tasso di criminalità di questi ultimi.

    La situazione di clandestinità comporta una situazione di illegalità quindi di non rispetto delle leggi italiane. Volenti o nolenti questa è la legge, possiamo cambiarla, ma ad oggi o la si rispetta o si è soggetti a restrizioni, ammende o rimpatri. E questo vale per tutti coloro che sono sul suolo che la comunità internazionale chiama Italia.

    Io non porto la cintura di sicurezza perchè non concordo con la legge (non mi dilungo sul perchè altrimenti andremo per le lunghe), ma se un vigile mi ferma devo essere consapevole e conciliare relativamente all'ammenda che subirò. In altre sedi esporrò la mia contrarietà alla legge, ma non posso pretendere di non pagare finchè la legge esiste.
    Ovviamente non posso chiedere ad un clandestino che non conosce la nostra lingua di conoscere le nostre leggi ma posso far in modo che le rispetti o che esca dall'Italia se non lo fa.

    Il punto è che esiste un elemento di disagio in diverse comunità del nostro territorio legato alla convivenza con persone che non sono nate in Italia e che si muovono ai margini della legalità. Negarlo, sottovalutarlo, sminuirlo e non affrontarlo significa solo non rispettare la percezione di un bisogno cogente di una buona fetta della nostra popolazione che merita di avere dei diritti come tutti.

    Inserisco infine il link ad una lettera apparsa su La Repubblica qualche tempo fa, che merita di essere tenuta in considerazione a prescindere dall'appartenenza politica. (poi magari qualcuno mi insegna ad inserire i documenti come fa Willy)
    Spendedeci 5 minuti per leggerla, vale la pena.

    http://www.repubblica.it/2007/05/sez...o-lettore.html

  4. #64
    L'avatar di crissangel
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    Si infatti Andrea, il mio intento in effetti era quello di cercare di osservare la questione da punti di vista e angolazioni diverse, mi trovi d'accordo con quanto dici...certo a monte c'è una complessità non indifferente su cui dovrebbe basarsi questa agonata integrazione.
    Ho letto la lettera-sfogo che hai postato e come ti dicevo ho bazzicato Padova per 10 anni e in più e ci ho abitato 2 anni e sono d'accordo con le emozioni e i vissuti che questi episodi ti inducono, ma questa confusione questo vacillare interiore è in linea di massima moltiplicato in persone migranti, non in tutte perchè non lo posso dire e non ho grandi dati in proposito, ma in molte.
    Sulla falsa riga del tuo allegato, ti posso dire che fino a qualche anno fa vivevano in case fatiscenti e in attesa di ristrutturazione vicine alla mia un folto gruppo di marocchini irregolari, tutti forniti di titolo di studio e di belle speranze....facevano una caciara che una volta sono andato li e gli ho detto che se tutti ci mettiamo a fare "casino" non si vive e non si dorme più. Ma poi parlandoci, i motivi princiapli della loro caciara erano il fatto che il sindaco e l'amministrazione, di destra voglio precisare, aveva fatto loro tante e belle promesse ma mai di persona, di persona dal sindaco loro ci andavano tutti i giorni e noi cittadini giù a dirne di tutti i colori a quegli scansafatiche che non volevano far nulla e stavano sempre a piangere "sulle scale del Municipio".
    L'unica volta che il sindaco ha fatto loro visita è stato coi carabinieri per cacciarli via...del resto erano abusivi, indipendentemente dall'etnia, la legge è questa e, piaccia o non piaccia siamo d'accordo e devo dire che non mi sono strappato i capelli quando se ne sono andati.
    Ma a questo punto e dopo questo episodio, si poneva la questione se, la difficoltà di arrestare i flussi e rimpatriare i migranti non regolari è evidente e i processi sono lenti e difficili, non si dovrebbe cercare di vedere la questione in modo più articolato, di pensare ad una sorta di "educazione-comprensione" del migrante? Spesso le leggi servono solo a definire ruoli e posizioni, nella maggior parte dei casi negativi, perchè ti definisci per difetto o per sgarro di solito, col rischio che poi in quella dimensione ti ci identifichi come le persone che vivono regolarmente si possono identificare in vittime di assedio.
    Per il resto, le mie sono riflessioni, come quelle di tutti, coadiuvate da link e materiale interessante e non ho teorie da mettere in campo perchè la realtà quaotidiana supera in complessità le teorie.

    Edit: letto il pm Neuropsy, ti ringrazio per i chiarimenti
    Ultima modifica di crissangel : 20-07-2007 alle ore 13.33.27
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  5. #65
    neuropsy33
    Ospite non registrato
    Per tornare in tema, ciò di cui unicamente io non mi capacito è il "lasciapassare" che si dà ai clandestini. Ma perché farli entrare se il danno lo subiscono anche loro con la miseria e le discriminazioni?
    La legge va rispettata da tutti; perché io debbo pagare le tasse e loro, perché sono clandestini, no? Questo è il focus del mio discorso.

    PS: Crissangel ti ho mandato un pm per evitare di uscire dall'argomento.

  6. #66
    Partecipante Assiduo L'avatar di Andrea1975
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    Originariamente postato da neuropsy33
    Per tornare in tema, ciò di cui unicamente io non mi capacito è il "lasciapassare" che si dà ai clandestini. Ma perché farli entrare se il danno lo subiscono anche loro con la miseria e le discriminazioni?
    La legge va rispettata da tutti; perché io debbo pagare le tasse e loro, perché sono clandestini, no? Questo è il focus del mio discorso.

    PS: Crissangel ti ho mandato un pm per evitare di uscire dall'argomento.
    Non credo sia un discorso lineal-razionale, vale a dire che sono diversi fattori che si fondono e comportano questo risultato.
    Io credo che sia fondamentale il fatto che ci sono dei margini di convenienza sociale ed economica nel chiudere gli occhi difronte a questo fenomeno.

    Uno dei fattori economici è evidente: il lavoratore in nero è conveniente, è meno costoso, non ha diritti, lavora più ore e lo fa più volentieri e lo posso trattare come voglio anche sotto la scure del ricatto (oltre tutto solitamente è ignorante rispetto le leggi).

    Dal punto di vista sociale è mia opinione che creare uno strato di maggiore indigenza porta gli strati medio bassi della popolazione a risollevarsi l'umore per paragone. Mi spiego: sei precario, guadagni 700 ricchi euri al mese (quando va bene) e non sai ancora per quanto? Non ti lamentare troppo... c'è chi sta peggio di te. Sarebbe come a dire che si evita il conflitto sociale con gli strati più bassi della società, inserendo nella piramide un gradino ancora inferiore che funge da paragone. Se poi questi strati non si coalizzano, ma anzi entrano in conflitto, si ha un fenomeno di frenata rispetto all'istabilità sociale che solitamente si innesca durante un periodo di recessione dura.

  7. #67
    Partecipante Leggendario L'avatar di pinga
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    neuropsy33:
    è 24 ore che scrivo e che rispondi solo al 10% di quello che dico, portando la discussione off-topic e offendendo in maniera continuata e attaccando un moderatore ad-personam. al restante 90% non hai trovato più argomentazioni convincenti e sei passato agli insulti.
    tra l'altro se leggi il regolamento del forum, stai anche contravvenendo a due punti del suddetto regolamento. Biz ti ha già avvertito una volta, invitando a non sbroccare e portare la discussione su un piano civile, ma mi sembra che tu abbia ignorato.
    da questo momento non ti rispondo più, e riporto tutti i messaggi in staff, dove verrà deciso come provvedere nel caso in cui tu continuassi su questa scia.
    è il secondo avvertimento ufficiale, adesso lo faccio io.
    Buona continuazione.


    Per proseguire, Concordo con entrambi, andrea e criss, la legge è legge. però dovremmo cercare di metterci nei loro panni e nei nostri.
    Loro: pagano un viaggio pericolosissimo tutti i risparmi della loro vita. questo comporta che comunque, il fatto che ti fa venire in europa pagando fior di quattrini, significa che nella tua terra hai un disagio. che stai cercando qualcosa di meglio.
    spesso l'italia è per loro solo un passaggio. in realtà vogliono andare in francia, germania, spagna, perchè loro stessi sanno che la situazione in italia non è il massimo.
    Noi: abbiamo chilometri di coste scoperte. abbiamo una legge che dice "sei clandestino? ti reimpatriamo", ma non sappiamo neanche applicarla nel modo dovuto perchè tanto di migranti clandestini ne arrivano da ogni dove, vista anche la nostra situazione geografica.
    che facciamo di fronte ad un uomo che ha percorso chilometri in mare rischiando di morire? la legge dice di reimpatriarli, io penso che sarebbe ben più conveniente effettuare delle sorta di "convenzioni" (le chiamo così perchè non so davvero in che altro modo chiamarle, visto che sono ancora ottenebrata dalla birra di ieri) con altri Stati per vedere se questi necessitano di forza lavoro, mano d'opera, intellettuali di ogni tipo (mi viene da pensare sempre al canada), sbrigargli le pratiche per farli entrare nello Stato in questione (a quel punto, se gli dai una rosa di scelte e loro le rifiutano, sono solo fatti loro*) e go!
    poi, io dico, ogni cosa andrebbe valutata caso per caso.

    *non per cattiveria, ma semplicemente perchè: "noi non ce la facciamo più. non siamo in grado di trattarti in modo umano, darti una casa, un lavoro, ma ti diamo la possibilità di darti un visto, un pasto caldo, e di portarti dove potrai ricevere il trattamento che meriti.

  8. #68
    L'avatar di crissangel
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    Ciao Pinga, hai ragione, mi leggo e mi rileggo, correggo e mi edito, ma essere chiaro è per me cosa ardua
    La frase sulla legge infatti non è stata una bella uscita cosa che poi ho cercato di esporre in seguito....ci vorrebbero davvero tempo, risorse e intenzioni per dedicarsi caso per caso, per non rischiare di inglobare nella genericità un fenomeno spesso percepito di massa, ma costituito da persone singole con una propria storia; per il resto concordo con te.
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  9. #69
    neuropsy33
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    E' innegabile, Andrea 1975, che vi siano implicati molti altri fattori, primo fra tutti l'altruismo che io non credo esista (e questo vale per ogni comportamento umano). Mi spiace, ma io vedo questo favoreggiamento dell'immigrazione clandestina come un modo per accumulare voti senza pensare alle conseguenze in primis di questi poveri immigrati che forse vivrebbero meglio nel loro paese d'origine.

    PS: Cris, chissà perchè qualsiasi cosa io dica "non è stata una bella uscita".
    Ultima modifica di neuropsy33 : 20-07-2007 alle ore 15.21.44

  10. #70
    L'avatar di crissangel
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    Originariamente postato da neuropsy33

    PS: Cris, chissà perchè qualsiasi cosa io dica "non è stata una bella uscita".
    Mi riferivo alla mia frase non alla tua in risposta al post di Pinga, era una autocritica.
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  11. #71
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Originariamente postato da neuropsy33
    E' innegabile, Andrea 1975, che vi siano implicati molti altri fattori, primo fra tutti l'altruismo che io non credo esista (e questo vale per ogni comportamento umano). Mi spiace, ma io vedo questo favoreggiamento dell'immigrazione clandestina come un modo per accumulare voti senza pensare alle conseguenze in primis di questi poveri immigrati che forse vivrebbero meglio nel loro paese d'origine.

    PS: Cris, chissà perchè qualsiasi cosa io dica "non è stata una bella uscita".
    Scusami, neuropsy, dammi un segno che quel che ho capito io non è quel che volevi dire tu, altrimenti mi preoccupo, e molto.

    a) "Io vedo questo favoreggiamento dell'immigrazione clandestina..." - E qui non ho capito chi sarebbe il favoreggiatore. Trasformiamo l'ingresso in Italia in un percorso a ostacoli, consideriamo illegale entrarci in un certo modo, ci rifiutiamo di dotarci di una legge decente sul diritto d'asilo (Ed è la terza volta in cinque anni che la UE ci multa per questo), sbattiamo la gente senza processo in galera (e i centri d'accoglienza sono prigioni, mica altro, anche se la nostra amata Costituzione dice che nessuno può essere privato della libertà personale se non dopo decisione di un magistrato) e la deportiamo (mica rimpatriamo, deportiamo. Quando mandiamo un pakistano in Libia, è deportazione, non altro. E fatti simili sono già capitati...)

    b) come un modo per accumulare voti... - E qui non capisco più nulla. Quali voti? E chi li accumula? I voti dei migranti no di sicuro, dato che NON votano. I voti degli italiani, nemmeno. Perché ci sono gli italiani che vorrebbero "tutti a casa loro" e quelli che hanno altre idee. Automaticamente, se prendi i voti degli uni, perdi quelli degli altri. Non mi sembra un affare meraviglioso per nessun politico e, per quel che ne so io, i politici sono tra i migliori affaristi che io abbia mai conosciuto.

    Insomma, ili tuo discorso non fila, non regge. Prima dici una cosa, poi un'altra, Prima ammetti la molteplicità di cause, poi ne tiri fuori una dal cappello e la fai diventare l'unica causa. Citi l'altruismo come causa, ma poi dici che non esiste (e, allora, come cavolo fa ad esservi implicato?).

    Siccome sono stanco di dover decifrare un linguaggio disancorato dalla logica e dalla consequenzialità, non interverrò più su questo thread. Ma ste quattro cose avevo proprio necessità di dirle.

    Buona vita a tutti. Ci risentiamo su un altro canale.

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  12. #72
    neuropsy33
    Ospite non registrato
    Guarda, willy, mi spiace ma pensavo fosse chiaro. Se non ti fai trovare più su questo "canale" però mi sembra perfettamente inutile spiegarti.

    Sono stanco di questa discussione in cui non si fa altro che mettere alla prova i miei nervi. Esco anch'io.

    Grazie a tutti coloro (compreso Willy) che hanno dato un contributo significativo alle mie conoscenze in materia e che, in un modo o nell'altro, mi hanno permesso di aprire le mie vedute.
    Ultima modifica di neuropsy33 : 20-07-2007 alle ore 15.44.55

  13. #73
    Partecipante Leggendario L'avatar di pinga
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    Originariamente postato da crissangel
    mi leggo e mi rileggo, correggo e mi edito, ma essere chiaro è per me cosa ardua
    La frase sulla legge infatti non è stata una bella uscita cosa che poi ho cercato di esporre in seguito....ci vorrebbero davvero tempo, risorse e intenzioni per dedicarsi caso per caso, per non rischiare di inglobare nella genericità un fenomeno spesso percepito di massa, ma costituito da persone singole con una propria storia; per il resto concordo con te.
    ma no cris, figurati. la legge è ok ma, dato che non viene rispettata significa che è debole e che ci vogliono altre soluzioni integrative.
    oppure

    Originariamente postato da willy61
    legge decente sul diritto d'asilo (Ed è la terza volta in cinque anni che la UE ci multa per questo)
    per todos:
    per favore, si può anche mantenere una discussione decente senza uscirne di colpo, l'importante è che si argomenti e che non si vada off-topic. invito a tutti a rileggere il regolamento, in caso di dubbi.
    per il resto non siamo la gestapo cerchiamo solo un minimo buona educazione nello scrivere e di argomentare in modo intelligente, quali siano le nostre opinioni.

  14. #74
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Grazie ad Andrea. Quella lettera, e la risposta, le avevo lette e salvate in archivio. I sentimenti espressi da quel lettore di Repubblica sono legittimi, e a volte li ho provati pure io.
    L'idea di Pinga di "convenzioni di transito" è interessante, e meriterebbe di essere approfondita.
    Così come la visione della legge di Crissangel, che mi sta facendo riflettere.
    Siccome non ho soluzioni da dare, mi limito a riportare la mia esperienza, sapendo che è la mia e che da essa non si può estrarre granché, salvo guadagnare una certa comprensione di chi sono e cosa penso, il che è del tutto secondario nella discussione in corso.
    Ho ospitato a casa mia, nel corso di quattro anni, 9 migranti. Eravamo prima della Bossi-Fini, negli anni 1990-1994. Vigeva allora una legge altrettanto balzana di quella attuale: per avere un permesso di soggiorno occorreva dimostrare di avere una residenza. Logico, sembrerebbe. Tuttavia, nessuno avrebbe mai affittato una casa a persone prive di permesso di soggiorno e, di conseguenza, di lavoro e reddito per pagare l'affitto.
    Il primo migrante che venne a casa mia si chiamava Rotbi Nour Eddine. 22 anni, di Fqih Ben Salah, Marocco. Lo raccolsi mentre faceva l'autostop per andare a Bergamo. Parlava solo framcese e arabo. In francese chiacchierammo un poco, mi disse che dormiva nell'auto di suo zio, che era diplomato ad un equivalente del nostro liceo classico, primo anno di lettere e poi abbandono perché in casa servivano soldi e lui, come molti altri, era venuto in Italia a vedere se riusciva a combinare qualcosa. Era novembre e la temperatura esterna, di notte, era già attorno allo zero. Così feci la mia pazzia. Gli offrii di venire ad abitare da me. Restò da me 4 mesi. Il tempo di mettersi in regola con le carte, trovare lavoro come muratore, prenderrsi una casa sua. E' stato l'inizio di un'amicizia forte che dura tutt'ora. Lui adesso è al suo paese. Dopo dieci anni di lavoro in Italia è ritornato in patria con la sua compagna, ha acquistato un negozio di bibite e acque minerali e vive come un onesto commerciante nella sua città d'origine.
    Dopo di lui ne vennero altri. Alcuni sono qui in Italia, hanno figli, altri sono tornati in Marocco o in Senegal, altri sono andati in Francia o in Germania.
    Io ho avuto modo di scandagliare un po' il mio pensare, di cercare di capire il loro, di imparare un poco di wolof e di arabo. La mia conclusione è stata che:

    a) Nel momento in cui si fa una legge si crea automaticamente un delinquente. Perché non tutti la potranno/sapranno/vorranno rispettare. E' un modo di creare confini e barriere, altrettanto arbitrario di altri. Le leggi sono necessarie? Può essere, ma quasi mai vengono pensate in funzione di chi le deve subire.

    b) Se alle persone dai l'oppportunità di star meglio, la afferrano. E la legge non la considerano più come un'avversario, ma come una possibilità. Se non glie la dai, gli fai i percorsi a ostacoli, gli moltiplichi le barriere, ottieni il risultato contrario a quello desiderato.

    c) Ogni migrante è differente. E andrebbe trattato iin modo differente. Una cosa che nessuno stato può consentirsi di fare. La legge, per necessità, tratta tutti allo stesso modo.

    d) Ogni giorno perdiamo l'opportunità di far crescere alcuni dei geni del futuro. Perché non abbiamo idea di chi e quando inventerà soluzioni creative e fattibili ad alcuni problemi. Ma, dato che l'intelligenza è equamente distribuita tra tuta la popolazione e che noi siamo una piccola parte della popolazione mondiale, è più probabile che i geni siano altrove, non qui.

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  15. #75
    Partecipante Leggendario L'avatar di pinga
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    Originariamente postato da willy61
    b) Se alle persone dai l'oppportunità di star meglio, la afferrano. E la legge non la considerano più come un'avversario, ma come una possibilità. Se non glie la dai, gli fai i percorsi a ostacoli, gli moltiplichi le barriere, ottieni il risultato contrario a quello desiderato.
    è proprio questo il passaggio tra la legge-fatta-per-creare-un-delinquente e la legge-fatta-per-creare-un'opportunità-per-stare-meglio.
    il problema è che, da noi, le leggi vengono fatte da persone totalmente incompetenti nella materia in cui legiferano e, in questo specifico caso, anche da persone che riversano sulla legge pregiudizio malato e stereotipi in quantità.
    ci vorrebbe un minimo di autocritica e umilità e dire "noi non ce la facciamo" oppure creare in modo operativo una soluzione (o più soluzioni) umana, che rispetti l'identità (spesso perduta) di chi viene qui, i suoi bisogni e sogni.
    continuo, ancora una volta, a chiedermi perchè siamo in europa. continuo a non capire perchè non riusciamo ad avere abbastanza geni che si prendono la briga di pensare anche per l'altro. abbiamo in parlamento delle emerite teste di legno, che vengono votate da teste di legno come loro per amore di un posto di lavoro alla posta o al comune o perchè vengono imbottite di termini lacrimosi come "precario". "giovane", "famiglia", "lavoro", che poi spariscono automaticamente dopo le elezioni.
    ecco le virgole e i punti: , , , . . metteteli come volete che rileggo adesso ma mi secca editare.

    quoto tutto il resto, esprimendo il massimo assenso e approvazione.

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