• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 5 di 5 PrimoPrimo ... 345
Visualizzazione risultati 61 fino 62 di 62
  1. #61
    Matricola L'avatar di lorena322
    Data registrazione
    11-04-2005
    Residenza
    sori(ge)
    Messaggi
    27
    Originariamente postato da lugana
    Il DSM ormai parla di patologia, solo quando l' omosessualita' e' egodistonica
    Non è esatto, se non baglio questo era il DSM III. Quello attuale, il DSM IV, ha abolito qualsiasi riferimento alla omosessualità come malattia. Anche perchè nella realtà l'omosessualità è "distonica" nella misura in cui è il contesto sociale a renderla stigmatizzante. E allora anche essere immigrati potrebbe essere catalogato come malattia.

  2. #62
    Matricola L'avatar di lorena322
    Data registrazione
    11-04-2005
    Residenza
    sori(ge)
    Messaggi
    27
    Vedo che c'è gente che si scaglia contro il DSM...e in effetti è un manuale con molti limiti. Ma anche alcuni pregi. Cominciamo con ordine. L'idea di "catalogare" i disturbi non nasce da bisogni di tipo stigmatizzante ed etichettante, ma dalla necessità di dialogare tra esperti, cioè di capirsi su quello che si sta dicendo. Non dovrebbe riguardare i pazienti...anche se poi necessariamente è così.
    Ci sono persone che vengono a chiedere aiuto e hanno dei problemi...è necessario almeno tentare di dare un nome alle cose che queste persone ci presentano. Detto questo, bisogna cercare dei criteri. Non è facile...ci pensate? Voi che criteri avresti usato? Il DSM ne ha stabiliti alcuni, come la sofferenza della persona, la deviazione dalla norma (intesa in senso statistico...non morale!) di certi comportamenti,,,etc
    Sono opinabili, ovviamente. Ma è un tentativo, e infatti le diverse edizioni del DSM hanno proprio l'obiettivo di modificare costantemente i propri errori.
    E veniamo alla questione omosessualità. Nel corso degli anni e delle edizioni del DSM, l'omosessualità è sparita dal manuale, come è giusto che fosse. Su questo non c'è altro da aggiungere.
    E la parafilie? E il disturbo dell'identità di genere? Beh, riguardo a quest'ultimo, il criterio adottato dal DSM è stato il pragmatismo. Per dirla in breve, spesso tali persone hanno bisogno di una diagnosi in base alla quale procedere con trattamenti anche di tipo medico (ormoni, operazioni chirurgiche...)Dobbiamo ricordarci che il DSM nasce negli Stati Uniti, dove senza una diagnosi precisa le assicurazioni non pagano. E, se tale "disturbo" non comparisse sul DSM, non sarebbe lecito poter fare tale diagnosi. E così il Disturbo dell'identità di genere è rimasto nel manuale.
    Diverso il caso delle parafilie che anche secondo me è un pò al limite. Perchè davvero si entra nel campo delle scelte individuali...pare che per esse sia stato invocato il criterio della salvaguardia del benessere altrui. Che, nel caso della pedofilia, è fuori di dubbio...meno certo , per esempio, nel caso del feticismo.

Pagina 5 di 5 PrimoPrimo ... 345

Privacy Policy