Mi intrometto in questa interessante conversazione solo per esprimere "l'altro punto di vista" ossia quello di chi ha scelto una professione nella relazione d'aiuto pur non essendo uno psicologo. Mi sto formando come drammaterapista in un importante centro per le artiterapie e, come sapete, le artiterapie non sono regolamentate, anche se di fatto vengono utilizzate in ospedali, carceri, scuole e molto spesso i comuni e le regioni finanziano percorsi arteterapeutici in diversi ambiti. Chi lavora nella relazione d'aiuto non vuole sostituirsi agli psicologi e tanto meno agli psicoterapeuti. Il primo articolo dello statuto della società professionale italiana di drammaterapia cita:
"Il/la Drammaterapista deve aver conoscenza dei diritti e degli obblighi dei terapisti, dei medici, degli psicologi, degli psicoterapeuti e/o altre figure professionali riconosciute afferenti ai medesimi campi applicativi, così come dei requisiti e dei diritti legali per svolgere la pratica privata in relazione alle altre figure professionali regolamentate."
Ripeto è il PRIMO articolo, non il secondo, il terzo o il trentesimo.
I furbi "esperti di psicologia" ci sono sempre stati e ci saranno sempre a prescindere dal riconoscimento o meno della figura del counselor.
Così come ci sono gli psicoterapeuti che costringono i loro pazienzi a lunghe terapie per non perdere i loro 50 euro a seduta o gli psicologi che prendono in cura pazienti per anni, facendo di fatto psicoterapia, pur non essendo abilitati.
Per quanto mi riguarda io so cosa posso fare con gli strumenti che ho in mano e ne conosco le potenzialità ma anche i limiti, così ho deciso di frequentare anche la facoltà di psicologia, proprio perché sento la necessità di ampliare le mie conoscenze anche in altri settori.
Uno dei progetti a cui sto lavorando è un seminario dove, oltre ad esperti di artiterapie, saranno presenti uno o più psicologi poiché affronteremo argomenti legati al benessere psicologico, materia dello psicologo, anche se vi assicuro non è facile trovare uno psicologo esperto di benessere.
Come scrissi tempo fa in un post quì su OPS, la professionalità è legata al singolo individuo e non ci sarà mai titolo o abilitazione che garantirà la qualità di un servizio professionale.







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