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  1. #61
    Matricola
    Data registrazione
    19-05-2008
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    25

    Riferimento: scuole di cousuelling triennali

    Mi intrometto in questa interessante conversazione solo per esprimere "l'altro punto di vista" ossia quello di chi ha scelto una professione nella relazione d'aiuto pur non essendo uno psicologo. Mi sto formando come drammaterapista in un importante centro per le artiterapie e, come sapete, le artiterapie non sono regolamentate, anche se di fatto vengono utilizzate in ospedali, carceri, scuole e molto spesso i comuni e le regioni finanziano percorsi arteterapeutici in diversi ambiti. Chi lavora nella relazione d'aiuto non vuole sostituirsi agli psicologi e tanto meno agli psicoterapeuti. Il primo articolo dello statuto della società professionale italiana di drammaterapia cita:

    "Il/la Drammaterapista deve aver conoscenza dei diritti e degli obblighi dei terapisti, dei medici, degli psicologi, degli psicoterapeuti e/o altre figure professionali riconosciute afferenti ai medesimi campi applicativi, così come dei requisiti e dei diritti legali per svolgere la pratica privata in relazione alle altre figure professionali regolamentate."

    Ripeto è il PRIMO articolo, non il secondo, il terzo o il trentesimo.

    I furbi "esperti di psicologia" ci sono sempre stati e ci saranno sempre a prescindere dal riconoscimento o meno della figura del counselor.

    Così come ci sono gli psicoterapeuti che costringono i loro pazienzi a lunghe terapie per non perdere i loro 50 euro a seduta o gli psicologi che prendono in cura pazienti per anni, facendo di fatto psicoterapia, pur non essendo abilitati.

    Per quanto mi riguarda io so cosa posso fare con gli strumenti che ho in mano e ne conosco le potenzialità ma anche i limiti, così ho deciso di frequentare anche la facoltà di psicologia, proprio perché sento la necessità di ampliare le mie conoscenze anche in altri settori.

    Uno dei progetti a cui sto lavorando è un seminario dove, oltre ad esperti di artiterapie, saranno presenti uno o più psicologi poiché affronteremo argomenti legati al benessere psicologico, materia dello psicologo, anche se vi assicuro non è facile trovare uno psicologo esperto di benessere.

    Come scrissi tempo fa in un post quì su OPS, la professionalità è legata al singolo individuo e non ci sarà mai titolo o abilitazione che garantirà la qualità di un servizio professionale.

  2. #62
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
    Data registrazione
    06-07-2004
    Residenza
    Milano
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    1,975

    Riferimento: scuole di cousuelling triennali

    Uno dei progetti a cui sto lavorando è un seminario dove, oltre ad esperti di artiterapie, saranno presenti uno o più psicologi poiché affronteremo argomenti legati al benessere psicologico, materia dello psicologo, anche se vi assicuro non è facile trovare uno psicologo esperto di benessere.
    Non sono molto d'accordo, credo che in realtà ci sia un'offerta talmente ridondante di "benessere" da indurre le persone a rivolgersi alle figure più disparate/disperate. Con tutto il rispetto per chi, come te e molti altri, svolge il proprio lavoro secondo coscienza e, non a caso, si iscrive a Psicologia. Io non credo che solo lo psicologo possa occuparsi di relazioni di aiuto (ci mancherebbe), ma là fuori c'è una giungla di maghi e ciarlatani e "professionisti" improvvisati che, di fatto, occupano la posizione di psicologo, questo non è più tollerabile. Così come non è tollerabile la solita storia delle terapie che durano anni "perchè anche il terapeuta deva campare", mi pare una lettura davvero superficiale e pericolosa. Lo psicoterapeuta, almeno per come lo intendo io, è come un artigiano e il lavoro artigianale richiede tempo, precisione, cura e dedizione, è un lavoro su misura. Così come il benessere è su misura, per questo rifuggo la psicologia del benessere come la peste, perchè - a mio modesto parere - è uno strumento di controllo o igiene sociale, con finalità di conformismo e omologazione, seppur non così evidente.. Ma gratta, gratta.. è tutto là.

    Come scrissi tempo fa in un post quì su OPS, la professionalità è legata al singolo individuo e non ci sarà mai titolo o abilitazione che garantirà la qualità di un servizio professionale.
    Su questo sono invece molto d'accordo, purchè non diventi il pretesto per fomentare la giungla più totale delle professioni di aiuto.

    A presto,
    ikaro

  3. #63
    Banned
    Data registrazione
    21-03-2008
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    Salerno
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    Riferimento: scuole di cousuelling triennali

    Non so questa opposizione che si sta creando all'interno di questa discussione (così come nell'altra sempre sul counseling) tra consulenti filosofici e psicoterapeuti non mi convince, ho il sospetto che alcuni psicoterapeuti si preoccupino del fatto, senza dichiararlo apertamente, che una parte della clientela, trovando risposte più adeguate rispetto a certe domande di aiuto, finirebbe col rivolgersi ad altre figure professionali.
    Io trovo ovvio il fatto che anche i consulenti potrebbero usare alcuni strumenti propri degli psicoterapeuti così come un informatico potrebbe usare strumenti matematici, ma questo non vuol dire che le due figure professionali (informatico e matematico) si occupano delle stesse cose o che hanno le stesse ed identiche competenze.
    Ci saranno inevitabilmente strumenti comuni in certe aree, anche un buon insegnante farà uso di certe conoscenze psicologiche ed è inutile cercare di negare la cosa, là dove però quest'ultimo osservasse di non essere capace di intervenire in modo adeguato (nei confronti di qualche allievo che mostra particolari difficoltà) sarebbe bene che comunichi di non essere in grado di far fronte alla situazione.
    Nessuno può risolvere ogni problema (anche soltanto in ambito psicologico), né lo psicoanalista, né il consulente, né lo psichiatra e così via. Se ognuna di queste figure professionali riuscisse a comprendere di non essere capace di aiutare una persona in ogni caso sarebbe meglio.
    Uno psicoterapeuta generico non può certo aiutare tutte le persone affette da balbuzie ad esempio, ed allo stesso modo chi cerca di risolvere problemi di questo tipo (linguistici) non può certo aiutare tutti ad attenuare certi altri sintomi.
    Il "funzionamento" di un individuo è complesso e non esiste alcuna figura professionale unica che possa aiutare un qualsiasi tipo di persona a vivere meglio.
    I disagi psicologici spesso possono essere inquadrati in difficoltà emozionali, logiche, mnemoniche, linguistiche, relazionali, sociali, di disabilità fisiche, legate alla sfera sessuale e così via, ci sono svariati fattori che influiscono, ed è inutile cercare di ridurre tutto ad una sola area, spesso sono necessari più interventi contemporaneamente.
    L'arteterapia (per esperienza personale) spesso può attivare e migliorare diverse capacità contemporaneamente che possono aiutare davvero le persone a vivere meglio (un disagio psicologico non è detto che non dipenda anche dal fatto che certe abilità sociali o di altro tipo non si sono sviluppate abbastanza) perciò io condivido l'intervento di Fredbells. Pensate che è stata la psicoanalista stessa alla quale mi sono rivolto che mi ha consigliato di ricorrere a questo tipo di intervento. I professionisti davvero intelligenti e competenti conoscono bene anche i loro limiti.
    Cosa va cambiato (o andrebbe cambiato) per stare un po' meglio in ultima analisi è sempre il singolo individuo che deve sceglierlo. Per aiutare chi preferisce colludere con l'esistente bisognerà usare un certo tipo di intervento, per aiutare chi invece desidera vivere in modo meno conformista qualcos'altro. Ci sono delle linee guida che possono indicarci cosa possa essere dannoso per la maggior parte delle persone al livello psichico, ma non credo si possa definire una volta per tutte in cosa consista lo star bene (o abbastanza bene) psicologicamente per tutti.

    Un saluto a tutti
    Ultima modifica di Char_Lie : 22-10-2008 alle ore 15.58.40

  4. #64
    Matricola
    Data registrazione
    19-05-2008
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    25

    Riferimento: scuole di cousuelling triennali

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Non sono molto d'accordo, credo che in realtà ci sia un'offerta talmente ridondante di "benessere" da indurre le persone a rivolgersi alle figure più disparate/disperate.
    Solo una piccola precisazione: io parlo di "benessere psicologico" così come definito dall'OMS e non di "benessere soggettivo". Sono 2 dimensione dello star bene che non sempre coincidono. Il benessere psicologico va lasciato a professionisti che hanno le competenze per lavorarci: psicologi e psicoterapeuti specializzati nel settore.

    Sottolineo lo "specializzati nel settore" perché ritengo che la formazione di uno psicologo non si possa fermare ad uno studio quinquiennale su testi con teorie ferme alla fine degli anni '90, ad un tirocinio spesso passato a fare fotocopie e ad un discutibile esame di stato, per poi dichiararsi detentori assoluti di una materia vasta e complessa come la psicologia.

    Non credo di essere una mosca bianca nel contesto e comprendo esattamente tutti i dubbi e le perplessità su queste nuove figure. Ma bisogna stare molto attenti a non fare di tutta un'erba un fascio. La maggior parte dei counselor che conosco io hanno comunque una formazione universitaria di tipo psico-sociale e molti sono anche psicologi iscritti all'albo.

    Che poi ci sia la shampista che fa un corso di 3 mesi e poi apre uno studio di counseling, perché ha le possibilità economiche per farlo, è un grave problema ed è per questo che le associazioni di categoria cercano di dare degli standard da seguire ma non essendo figure riconosciute, anche la portiera del mio condominio può definirsi "counselor" senza fare alcun tipo di corso.

    Per il resto sono d'accordo con tutti voi. Ad ognuno il proprio mestiere, se fatto bene, con professionalità e competenza.

  5. #65
    Partecipante Esperto
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    campi bisenzio
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    338

    Riferimento: scuole di cousuelling triennali

    mi inserisco brevemente senza la lettura completa del forum. mi sembra che spesso ritorni una confusione dovuta alla mancata precisazione degli ambiti di intervento secondo criteri chiari. per cui spesso il rischio è che due figure differenti vadano ad operare in ambiti sovrapponibili. in questa mancanza di chiarezza diventa a mio parere difficile dire chi può e chi non può fare la tal cosa, per cui la discussione su "di cosa ci si occupa" mi sembra preminente rispetto alle altre considerazioni. provocatoriamente dico che anche la shampista che fa un corso di tre mesi può fare molte cose, se riesce a chiarire esattamene cosa, come e perchè lo fa (es: la shampoteapia).
    giustimassimo

  6. #66
    Postatore Compulsivo L'avatar di LUTHIEN
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    Riferimento: scuole di cousuelling triennali

    Non mi sono letta tutti i post, ma avrei una domanda? In definitiva è conveniente iscriversi a una scuole triennale di counseling o è+ consigliabile la strada della psicoterapia in quanto ha maggiori riconoscimenti??
    "Sono un viandante sullo stretto marciapiede dela terra e non distolgo il pensiero dal Tuo volto, che il mondo non mi svela..." Karol Woitila
    +Luthien Tinuviel+

  7. #67

    Riferimento: scuole di cousuelling triennali

    Citazione Originalmente inviato da LUTHIEN Visualizza messaggio
    Non mi sono letta tutti i post, ma avrei una domanda? In definitiva è conveniente iscriversi a una scuole triennale di counseling o è+ consigliabile la strada della psicoterapia in quanto ha maggiori riconoscimenti??

    forse e' meglio che ti cerchi un lavoro, qualunque esso sia. Se lo trovi.

    Altrimenti non farai altro che fare la disoccupata frustrata.

  8. #68
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Riferimento: scuole di cousuelling triennali

    Citazione Originalmente inviato da LUTHIEN Visualizza messaggio
    Non mi sono letta tutti i post, ma avrei una domanda? In definitiva è conveniente iscriversi a una scuole triennale di counseling o è+ consigliabile la strada della psicoterapia in quanto ha maggiori riconoscimenti??
    Capisco le giuste e necessarie ansie per il proprio futuro (professionale e non solo). Tuttavia la certezza del lavoro non può e non deve essere l'unico parametro di valutazione di un percorso di studi.

    Il counseling e la psicoterapia sono interventi diversi l'uno dall'altro, i percorsi sono diversi, le professionalità sono diverse, etc.

    Il counseling è un intervento di sostegno, sviluppo e promozione del benessere e della salute dell'individuo (prendere decisioni, superare momenti difficili, ricollocarsi professionalmente, etc.). La psicoterapia è un intervento finalizzato alla risoluzione di un disturbo di carattere psicopatologico (ansia, depressione, ossessività, etc.).

    Il counseling ha una visione dell'uomo un po' diversa da quella della psicoterapia (ad eccezione dell'orientamento umanistico la cui visione è analoga a quella del counseling essendo le basi le medesime) ed ha anche una visione diversa rispetto al ruolo del professionista.

    Il counseling prevede un percorso di studi ed un training diverso da quello della psicoterapia.

    Il counseling al momento non ha una regolamentazione in Italia, la psicoterapia sì.

    Dovresti cercare di muoverti tra i vari parametri che differenziano i due interventi per capire cosa possa essere più adatto a te, al tuo modo di essere, al tuo modo di lavorare, al tuo modo di approcciarti agli altri e alla vita più in generale.

    Il fatto che la psicoterapia sia riconosciuta non dà affatto garanzie di lavoro per il futuro... vai a dirlo a tutti quegli psicoterapeuti precari e senza un lavoro stabile che consenta loro di campare...

    Infine: un dubbio come il tuo, ad esempio, rappresenta un caso tipico di chi richiede un intervento di counseling: cioé un intervento di chiarificazione.

    Auguri

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