PER WILLY E WILD:
L'argomento del thread non è questo.
Potete spostarvi nel 3D aperto da francesca63 su tale argomento, sempre nella stessa sezione.![]()
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giunone mia... ma sei sempre allibita e agghiacciata? se un' anti burnout?
wowowow
Scusa tantissimo francesca!
veramente,mi dispiace molto per quello che ho scritto,spero potrai scusarmi..ho scritto e risposto così male al tuo annuncio perchè non avevo idea di quale fosse la situazione..e perchè a volte,nei forum,non avendo un contatto diretto con le persone,è difficile capire cosa si stia cercando di comunicare..
nonostante tutto ho cmq sbagliato,ho risposto d'impulso e mi scuso ancora.
Ti auguro di trovare presto una persona in gamba che possa aiutarti..
Ciao,
Marta
Ultima cosa:ciò che a volte spinge ad essere duri in un forum è che veramente non sai nulla del tuo interlocutore....e sappiamo tutti bene come molte persone si nascondano dietro ad internet per altri scopi,di qualsiasi tipo..
ecco perchè sn stata critica:perhè l'annuncio sembrava particolare,strano (e ora capisco perchè:una zia,giustamente preoccupata) e avevo paura non fosse neanche vero!
ora che ho letto tutti gli altri tuoi post ho capito che non è così,anzi,hai ragione a cercare tutti i modi possibili per aiutare tua nipote!ciao e auguri ancora
Mi spiace ancora tanto se nel mio post in qualche modo mi sono posta in maniera troppo enfatica, urtando la sensibilità di qualcuno della categoria senza volerlo.
Spero si sia chiarita la questione, anche perchè mi avevate veramente messa in difficoltà.
Grazie di cuore a chi ha avuto la capacità di interpretare la sostanza del mio messaggio, che ripeto era una sincera richiesta di aiuto.
Ritengo comunque che un lavoro di questo tipo, come conferma Willy, possa essere un'esperienza utile di crescita e arricchimento per chiunque si occupi di psicologia a qualunque titolo, e non una proposta che svaluta la categoria.
Sorry, se ho ancora detto qualcosa di sbagliato.
FRANCESCA
Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)
Non ti devi scusare e chi non ha capito che dovrebbe scusarsi con te.
Tanti auguri per tua nipote.Ti porto la mia testimomianza:alla richiesta di aiuto dei miei zii che hanno detto che la figlia è ingestibile in casa la psicologa ha risposto che devono avere pazienza e che se sono loro i primi a non averla non possono pretendere agli altri(cioè agli operatori e psicologi del centro dov'è seguita)di averla con la figlia.
Questa è la sensibilità di certe psicologhe,alla faccia del sostegno alla famiglie.Vergogna!
Atenanike...hai concluso il tuo post sparando a zero sugli psicologi e chiosando con un "vergogna".
La tua rabbia é tagliente e accusatoria.
Svaluti duramente senza chiederti se ci fossero altri motivi per le risposte che hanno dato gli psicologi ai tuoi familiari. Sono qui per provare a farti vedere da un altro punto di vista. Premettendo che non voglio giustificare i colleghi che hanno in cura il tuo parente perchè non so con quali intenzioni abbiano dato quella risposta. Tuttavia ti spiego perchè in certe situazioni io darei la stessa risposta.
Capisco benissimo che chi si trova in una situazione così difficile possa sentirsi deluso, arrabbiato, offeso. Per esperienza (eh sì...anche noi psicologi, anzi, soprattutto noi psicologi, abbiamo esperienze di malati in casa!!) so cosa intendi quando denunci una grave mancanza di sensibilità nei confronti delle famiglie degli assistiti.
Però ci sono alcuni punti da chiarire, soprattutto per chi psicologo non é e vede dall’esterno comportamenti che non sa spiegarsi.
Per l'assistenza alle famiglie e per le loro richieste ci sono delle opportunità come la terapia famigliare, quella sistemica, il supporto e l'accompagnamento.
E' vero, il sistema-psicologia nella sanità pubblica è a dir poco lacunoso, ma la stragrande maggioranza delle volte è un problema che arriva dai vertici: pochi investimenti, poco personale e poca fiducia nella riuscita della terapia (salvo quella farmacologica).
Per chiarire cosa intendo: vivo in una zona con un bacino di utenza ASL di circa 60.000 utenti (contati male, ma considerate che è una zona rurale di circa 30 km di raggio) che afferiscono tutti allo stesso servizio territoriale in caso di “necessità psi”.
Dunque: tale servizio ha ben 4 psicologi per l'infanzia (ovviamente tutti con contratti di collaborazione, mica assunti!!) e fino alla fine del 2007 aveva 1 (solo 1!!!) psicologa adulti. Già ha dell’incredibile questa proporzione perché suggerisce che qui i bambini malati siano almeno 4 volte più degli adulti. Ad ogni modo, la psicologa in questione, esasperata dalla situazione lavorativa (sempre meno spazio di lavoro e sempre più mani legate su diagnosi e terapia), dopo 10 anni di onorato servizio ha deciso di licenziarsi e lavorare nel privato.
Tra l'altro privatamente prende molto poco e di certo la motivazione del passaggio da pubblico a privato non è stata di natura economica.
Lei stessa tempo fa mi parlava della sua volontà di aiutare i parenti e dell'impossibilità di farlo, visto che all'ASL aveva le limitavano il campo di azione.
Questo è il primo punto...il secondo punto è che spesso i parenti degli assistiti ti fanno una richiesta di aiuto nei modi e nei momenti meno adatti: all'uscita del parente dalla terapia, in piedi nel corridoio del reparto, addirittura trovandoti per strada (esperienza personale!!). Queste sono modalità che qualunque psicologo un minimo (e dico minimo, visto che lo capisco io che di esperienza ne ho pochissima!!) navigato dovrebbe saper riconoscere e leggere. (Per inciso, a molti psi fa molto piacere perché una richiesta di quel tipo nutre il loro Ego. Un consiglio…é da questi che dovete scappare!!)
La maggior parte delle volte i parenti si lamentano, si sfogano, ma non sono davvero disposti a intraprendere un cammino che possa metterli in discussione in quanto parte di un sistema.
Mi viene in mente la madre di una paziente anoressica che conobbi durante il tirocinio: mi seguì per tutto il corridoio per dirmi che lei non ce la faceva più a vedere sua figlia in quello stato. Giustissimo, pensai io. Le proposi allora di aiutarla a vivere questo difficile momento (sto parlando di una ambiente ASL, non c'erano implicazioni economiche) con qualche seduta che, tra l'altro avrebbe potuto essere l'inizio di un buon lavoro anche per il disturbo della figlia (è noto che i disturbi alimentari si curano meglio quando c'è la compliance famigliare).
La risposta: “Io non ho bisogno di un bel niente. E' mia figlia che sta male. La accompagno alle sedute, la aspetto, se c'è bisogno potete parlarmi, ma di certo io non voglio entrarci”.
Rimasi agghiacciata. Proprio l'atteggiamento di chi scinde (e scusatemi il tecnicismo) la realtà: TU sei malata, IO non voglio entrarci.
Tutto questo per dire: purtroppo stare vicino a un malato psichico è doloroso e difficile e mette in moto tutta una serie di difese (altro tecnicismo, sorry) che portano le famiglie (e i singoli) ad "allontanare" da sè la malattia e indirettamente e involontariamente il malato. Così questa persona diventa un "oggetto", amato e seguito, ma pur sempre un oggetto (sto estremizzando per chiarezza, il termine oggetto in psicologia é inteso come “l’altro da sé”, l’altra persona) da controllare, sopportare. E così ci si lamenta e si fanno richieste di aiuto che però molte volte non sono delle vere richieste, ma degli sfoghi perchè venga riconosciuta la difficoltà del proprio ruolo (che c'è, è evidente e nessuno lo mette in dubbio).
Una richiesta, anzichè venir fatta in piedi in una sala d'attesa, spesso con il malato presente (che sente parlare di sè in terza persona come "il problema") o in un corridoio, dovrebbe essere fatta attraverso i canali corretti: ho un problema (mio, di "gestione di un parente malato" o qualunque esso sia)? Telefono al servizio, richiedo aiuto, conforto, assistenza. Solo in questo modo l'aiuto arriva. Se non arriva potete parlarne col direttore sanitario, perchè vi è stato negato un servizio. Non potete però pretendere che uno psicologo, solo perchè è tale, debba ascoltare e capire tutti ovunque e indistintamente.
Tutto questo panegirico non è per attaccare o sminuire quello che dite voi, atenanike o Francesca63, (della vostra storia non so e non pretendo di sapere assolutamente nulla) ma è per farvi capire il motivo (spesso ragionato, purtroppo non sempre) che potrebbe stare dietro a certe risposte, che viste dall'esterno sembrano crudeli e superficiali.
Non dico che non ci siano persone crudeli e superficiali tra noi psicologi, eh, intendiamoci!!! Ce ne sono tante, come in ogni categoria, dagli avvocati ai medici, agli architetti e vattelapesca e purtroppo screditano la categoria!
Un mio professore un giorno disse: in tutte le professioni (e in generale tra tutte le persone) c'è una quota di mediocri (circa il 40%), di persone in gamba (circa il 30%), di geniali (il 15%) e di irrimediabilmente idioti (il 15%). E' già grave essere dei mediocri in certe professioni e avete la stessa possibilità di essere irrimediabilmente idioti e di essere dei genii... Se vi accorgete che siete mediocri o idioti è meglio se cambiate facoltà. Fate un favore a voi stessi, ai vostri futuri pazienti e a tutta la categoria.
Sante parole.
Tornando a noi, credo che il motivo di sdegno e rabbia dei colleghi che hanno attaccato Francesca63 sia dovuto al fatto che la zia parla della nipote come il famoso “oggetto” di cui parlavo sopra. Però Francesca63 non é psicologa. Non può (giustamente) conoscere le dinamiche che invece a noi sono evidenti e soprattutto ha tutto il “diritto” di manifestare il suo amore e il suo senso di impotenza per la situazione di Valentina.
La difficoltà di base credo che sia quella che in un forum che spesso si presume sia destinato a psicologi, poi spesso entrano a far parte anche persone che psicologi non sono e quindi non si sa con chi si sta parlando.
Una volta che ci siamo accorti di questo penso di poter dire “psicologi…riaggiustiamo il tiro!!”.
Mentre a non-psicologi do un caldo “benvenuto”. La vostra presenza può essere molto preziosa per capire come ci vedono gli altri dall’esterno e per aprire uno spazio di riflessione e comunicazione comune.
Auguro a tutti uno splendido venerdì.
Mukka
ops....mi sa che mi sono dilungata un po'.... :-D
Quoto tutto, con l'aggiunta che quà a bologna, sul resto del carlino, qualche mese fa è uscito un articolo: "Volete rimanere disoccupati? fate psicologia", segnalando la facoltà di psicologia come quella che crea il maggiore numero di disoccupati in Italia, bisognerebbe fare una rivolta, e fare chiudere le università, siamo troppi e il lavoro per tutti non c'è..
Non dico questo per scoraggiare le persone, infatti conosco alcuni miei colleghi che ce l'hanno fatta, professionisti affermati che hanno un buon numero di pazienti,altri che sono riusciti a trovare lavoro come psicologi o nell'ant o in alcune comunità (non come educatori), ma è davvero dura, ciononostante non impossibile, e ne ho le prove...
Brava, Mukkina concordo pienamente. Francesca63 credevamo fosse psicologa, (quando leggo il forum penso sempre che siano miei colleghi a scrivere) poi invece ci ha detto che era la zia. Ed infatti abbiamo poi aggiustato il tiro, facendo un distinguo ovvero se quella descrizione la avesse fatta una nostra collega o semplicemente un parente.
Il tuo intervento è chiarissimo ed esaustivo anche per i non addetti ai lavori, forse infatti c'era bisogno di spiegare l'accaduto così a fondo come hai fatto sapientemente tu. Io credevo non ce ne fosse bisogno, in quanto parlavamo tra psicologi, invece a quanto pare è stato più che necessario soprattutto tra colleghi.
Concordo pienamente su quanto riporti del vissuto dei parenti che appunto spesso si sentono minacciati da un percorso sistemico e preferiscono difensivamente individuare e circoscrivere la "malattia" in un "oggetto" esterno che è altro da sè.
Ciao Giunone. Come ho già detto, non intendevo né intendo polemizzare.
Ma, dato che ti rivolgi specificamente a me, con precise accuse, mi limiterò a fare alcune considerazioni per chiarirti la mia posizione. Evita, se puoi, di prenderle sul personale. Da lì a sentir attaccata tutta la categoria il passo è breve. E non avrebbe senso, dato che anch'io faccio parte della categoria.
Gli schemi cui ti riferisci, quelli con i quali "costruiamo ed interpretiamo noi stessi e la realtà che ci circonda", non intervengono solo nell'esprimersi, ma anche nel recepire. La comunicazione è un fatto a due vie. In quello che cogliamo tutti, colleghi e non, c'è del proprio. Penso che una parte del nostro lavoro sia evitare che questo "proprio" distorca ciò che arriva dall'altra parte, ciò che una persona ci vuol comunicare.
Personalmente non do mai per scontato nulla, nemmeno il fatto che siano tutti psicologi quelli che scrivono qui. Quando ho letto il post di Francesca non ho avuto la sensazione che fosse una psicologa, ma anche le sensazioni le conservo col beneficio del dubbio, ovviamente. In ogni caso, quando i dati per farsi un'idea della situazione sono troppo pochi, credo sia meglio sospendere il giudizio ed evitare di partire in quarta, specie con le critiche, e specie se si tratta di una richiesta di aiuto.
La Mukkina ha portato un esempio in cui le difese possono portare una mamma a "tirarsi fuori" il più possibile da angoscianti idee di coinvolgimento nel disturbo della figlia. Ma di Francesca cosa sapevamo? Nulla, nemmeno che fosse la zia...
Un pò troppo presto, a mio avviso, per parlare di superficialità e qualunquismo. Immagino che Francesca abbia fornito tutti i chiarimenti ed i dettagli sulla situazione a chi l'ha contattata in privato (io non mi sono proposta solo per via della distanza e del periodo - dalla seconda metà di Agosto sono in vacanza).
Veramente una delle mie preoccupazioni era proprio quella che la categoria potesse esser vissuta dagli "esterni" come fredda e giudicante, piuttosto che accogliente e comprensiva. E la mia preoccupazione più grande, comunque, in questo caso era per Francesca e per come poteva essersi sentita. Non credo che le mie parole le abbiano fatto vedere gli psicologi in una luce peggiore...spero che invece si sia sentita almeno capita. Almeno questo, dato che purtroppo per Valentina non posso far nulla...
Beh, spero di essermi spiegata.
Ciao
the Dark side Clouds everything
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Rileggi i miei post, litio, ti è sfuggito parecchio oppure hai distorto?Fai attenzione a cosa ho detto e riferendomi a cosa, non mescolare tutto altrimenti ti sfugge la sostanza.
Questa è una perfetta non-risposta. Non sarebbe più semplice se mi dicessi tu cosa mi sarebbe sfuggito o cosa avrei distorto? (sempre che sia così, io non lo darei tanto per scontato, fossi in te...)
Comincio a pensare tu sia davvero in cattiva fede se credi che non mi prenda nemmeno la briga di leggere più volte prima di rispondere!
Quanto a mescolare le cose, ho quotato le tue frasi proprio per replicare esclusivamente alle accuse che mi hai avanzato, evitando al contempo di scendere nel personale. Per il resto, il mio pensiero era già chiaro.
(Ah, a e proposito....sarebbe Lithium, non litio).
Ultima modifica di Lithium : 04-07-2008 alle ore 15.46.34
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