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Discussione: psicologo psichiatra

  1. #61
    Partecipante Figo
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    30-11-2008
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    773

    Riferimento: psicologo psichiatra

    Togliendo di mezzo per un pò i farmaci.....se io vado da uno psichiatra psicoterapeuta....sei tanto sicuro che lo psich-psic invierà l'utente da te???????????????Se anche lo psichiatra è in grado di fare psicoterapia perchè dovrebbe inviarti il paziente???????

  2. #62
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    28-03-2004
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    Milano
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    2,312

    Riferimento: psicologo psichiatra

    Io non ne sarei tanto sicuro, così come non sarei sicuro di tante altre cose riguardo a ciò che dovrebbe essere un iter terapeutico corretto. Ma tant'è...
    Il problema è che, in mancanza di altro il paziente non può che andare alla cieca. Potrebbe trovare casualmente un bravo psichiatra, magari che abbia pure frequentato la specializzazione in psicoterapia, assolutamente preparato ad affrontare un percorso psicoterapico. Potrebbe trovare l'esatto contrario.
    Ecco perchè solitamente si arriva dal professionista in base ad invio di amici o conoscenti, di persone di fiducia, o ci si rivolge a società che garantiscono sulla professionalità dei propri membri.
    Poi c'è lo stabilirsi dell'aggancio tra paziente e terapeuta, ma lì i pezzi di carta non contano più...
    gieko

  3. #63
    Partecipante Assiduo L'avatar di carozzicarozzi
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    17-06-2007
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    234

    Riferimento: psicologo psichiatra

    Citazione Originalmente inviato da Zuccherina Visualizza messaggio
    Togliendo di mezzo per un pò i farmaci.....se io vado da uno psichiatra psicoterapeuta....sei tanto sicuro che lo psich-psic invierà l'utente da te???????????????Se anche lo psichiatra è in grado di fare psicoterapia perchè dovrebbe inviarti il paziente???????
    Vedi cara, il problema a questo punto non è tuo o del paziente. E' una libera scelta che lo psichiatra fà, avendone le capacità e le competenze. Come libera scelta è quella dello psicoterapeuta di non fare nessun invio llo psichiatra. Libera scelta di una libera professione.

    Comunque lo psichiatra potrebbe inviare perchè non a tutti i pazienti va bene un tipo di terapia.

    Per questo dicevo che non possiamo parlare, non parliamo la stessa lingua e non ci capiamo.

    Ci sono molte forme di psicoterapia, comportamentista, cognitivista, gestaltica ecc...ed ognuna di queste terapie si sposa più o meno bene con gli eventuali disagi del paziente, ogni terapeuta può lavorare più o meno bene con determinati pazienti e con determinate patologie. Molti colleghi possono essere esperti in determinate patologie e non conoscere i trattamenti per altre.

    Non so come funziona per gli assistenti sociali, ma in psicologia la tuttologia non esiste.

    Inoltre nessuno può essere sicuro di nulla.

    L'unica persona ad essere sicura di quello che dice sulla psicologia sembri proprio tu, e bada bene, non sei neppure psicologa.

    Quindi ti ripeto...è semplicissimo e la tua domanda e facilmente rispondibile, c'è però una necessità in tutto questo :

    che tu voglia o lo possa capire.

    Saluti

  4. #64
    Partecipante Figo
    Data registrazione
    30-11-2008
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    773

    Riferimento: psicologo psichiatra

    La tuttologia non esiste da nessuna parte.....neanche per gli Assistenti Sociali!!!Ognuno si specializza in un determinato campo anche perchè nessuno può sapere tutto di tutto compresa io.....
    Ma la discussione sta andando troppo sul personale, non credi?Io ho fatto una domanda e tu hai risposto.......ma io cambierei i toni...come dice palazzeschi!!Ah.....siccome hai detto che io e te parliamo lingue diverse....probabilmente non lavoreremo mai in èquipe....anche perchè in quel contesto la comunicazione tra professioni è INDISPENSABILE!!!!!!non so come la vedi tu......

  5. #65
    Partecipante Assiduo L'avatar di carozzicarozzi
    Data registrazione
    17-06-2007
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    234

    Riferimento: psicologo psichiatra

    Concordo per la comunicazione indispensabile. Ma indispensabile è anche avere diretta esperienza sul campo.

    Sono sicuro che avrai modo di imparare molto anche da queste discussioni.

    Non preoccuparti, è il mio modo di scrivere non un modo di offendere....

    Saluti

  6. #66
    Partecipante Affezionato
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    21-12-2008
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    Roma
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    118

    Riferimento: psicologo psichiatra

    Se lo scopo è quello di guarire il paziente, il fatto che si raggiunga questo scopo con un intervento chimico diretto sul cervello attraverso farmaci, oppure stimolando la produzione naturale delle giuste sostanze chimiche attraverso la parola, l’ascolto e l'interazione o transfert, non credo che dovrebbe dipendere dalla formazione accademica dello psicoterapeuta (medico o psicologo) ma dalla concreta situazione del paziente stesso e dal suo potenziale riabilitativo.
    Evitare i farmaci, quando è possibile, è naturalmente sempre cosa buona. Questo vale ad esempio anche per gli antibiotici, ma a chi ha la polmonite mi pare che sia il caso di somministrare gli antibiotici opportuni piuttosto che curarlo con impacchi caldi sul torace. Se invece si tratta di un po’ di irritazione superficiale delle prime viee aeree basterà una bella spalmata di Vick e qualche bevanda calda col miele per far sparire la tosse. Dipende dall’età e dalle condizioni generali del paziente, nonchè dall’entità e tipo della patologia in atto. Questo occhio clinico dovrebbe averlo qualunque psicoterapeuta, sia medico che psicologo, e decidere se i farmaci sono necessari o no, indipendentemente dal fatto che li possa o meno prescrivere lui stesso. L’importante è che il paziente guarisca, o quantomeno raggiunga il punto di salute e benessere massimo che può raggiungere, considerato il punto di patologia e disagio da cui parte. Così stando le cose, la psicoterapia migliore sarebbe quella offerta dallo psichiatra, visto che questi può alla bisogna anche prescrivere farmaci. C’è tuttavia il rischio che questa possibilità di ricorrere al deus-ex-machina spinga lo psichiatra a tagliar corto e prescrivere medicine prima di aver sondato tutte le possibilità di ottenere i cambiamenti desiderati con metodi (apparentemente) più lunghi ma più naturali e meno invasivi. Metodi che nel suo percorso formativo ha studiato meno a fondo degli psicologi. Il rischio per lo psicoterapeuta di formazione psicologica potrebbe essere invece quello di sottovalutare lo stato chimico-organico del cervello di chi gli sta di fronte e pensare di riuscire ad attivare i necessari processi risolutivi solo con interventi verbali, interattivi e di ascolto. Direi che ci sono buoni e cattivi psicoterapeuti e basta, e che per decidere da chi andare il paziente dovrebbe chiedere un po’ in giro e sapere come e da chi sono state curate persone con problemi simili ai suoi.
    È sicuramente un peccato che nel nostro sistema giuridico e sanitario, non solo in Italia ma credo a livello mondiale, esistano due figure distinte che si occupano di curare la stessa cosa. Credo che questo faccia nascere dubbi ed incertezze non solo nei pazienti ma anche tra noi professionals. Ma forse questa è la conseguenza dello stato di incertezza filosofica in cui il mondo contemporaneo si trova. Prima esisteva la figura del neuropsichiatra, che negli anni ’80 è stata scissa in due figure professionali diverse, il neurologo e lo psichiatra, che evidentemente non si occupano più della stessa cosa. Ed a questi è stato aggiunto lo psicologo-psicoterapeuta.
    Per stabilire chi-cura-che e chi-cura-meglio-che, in realtà dovremmo aver più certezze sull’ineffabile psiche, sul rapporto mente-cervello, sulla genetica molecolare e sui fenomeni elettrici e chimici dei nostri neuroni. La verità è che ne sappiamo poco. Descartes o Damasio? Personalmente non ho ancora risolto in modo definitivo la questione, ma comunque la si pensi sul nucleo intimo della persona, rimane il fatto che il cervello è pur sempre un organo fatto di materia proprio come lo stomaco o i reni, e far finta di ignorarlo mi sembra un fariseismo. Certamente i problemi mentali si producono anche per cause psicologiche e sociali, ma alla fine queste cause possono agire su di noi solo in quanto trasformate e codificate in impulsi elettrici e chimici che possono agire sul nostro cervello, quindi, per così dire, materializzate.
    Qualcuno si è offeso perchè qualcun’ altro ha detto che “lo psicoterapeuta cura con le parole”. Francamente non ho capito il perchè, a me sembra la pura verità. Si tratta naturalmente di scegliere quelle giuste e darvi anche la giusta prosodia ed accompagnarle con la giusta mimica facciale e pronunciarle al momento giusto, e qui comincia il difficile. Senza mai perdere di vista il fatto che con quelle parole si vogliono attivare certi processi chimici ed elettrofisiologici in quel particolare cervello con quella particolare costellazione di capacità (fisico-chimiche) affettive ed intellettive, esperienze e memorie, che purtroppo non rivela nessuna TAC. Perciò sono importanti l’ascolto e l’osservazione ed il saper provocare in seduta risposte e comportamenti che ci rivelano cose che nessuna indagine strumentale ci può rivelare. Questa, naturalmente, è un’arte.
    L’ideale sarebbe che ci fosse una sola figura professionale per gestire i problemi mentali, la quale fosse in grado di capire valore, limiti e conseguenze della stimolazione sia attraverso psicofarmaci sia attraverso la parola, l’ascolto e l’interazione personale.
    La stessa parola “psicoterapia”, intesa come terapia della psiche fatta senza farmaci, mi sembra sbagliata a livello metacognitivo. La psico-terapia o terapia della psiche è una sola e si dovrebbe fare usando tutto ciò che è necessario per guarirla, in alternanza, combinazione e dosi da valutare a seconda delle singole necessità di ciascun paziente.

  7. #67
    Partecipante Figo L'avatar di shippuden
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    Riferimento: psicologo psichiatra

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    No, non potrai partecipare. Quattrostracci parla infatti della Scuola di specializzazione in Psicologia Clinica, ovvero di una specialità post-laurea presente nelle Università pubbliche, solitamente spresso la facoltà di medicina. Questa specializzazione dà il titolo di "specialista in Psicologia clinica" che viene richiesto in alcuni concorsi. L'equipollenza è relativa al fatto che in precedenza chi aveva il titolo di "specialista in Psicoterapia" grazie alla frequentazione di specializzazioni private non poteva formalmente partecipare a concorsi pubblici perchè destinati ai soli "specialisti in Psicologia clinica". Essendo di fatto i due percorsi estremamente simili è stata istituita l'equipollenza dei titoli.
    La laurea dà il titolo di "dottore in psicologia con indirizzo clinico e di comunità" che, dopo l'abilitazione diviene titolo ufficiale di "Psicologo" senza alcuna specializzazione.

    Spero le cose ti risultino più chiare.

    Saluti

    Citazione Originalmente inviato da quattrostracci Visualizza messaggio
    Gieko non poteva essere più chiaro. Mi dispiace se mi sono spiegato male... volevo sortire anzi l'effetto contrario ovvero sottolineare la differenza tra uno "Psicologo Clinico" e uno "Psicologo specialista in Psicologia Clinica".

    L'equipollenza sta infatti tra lo Psicologo Specialista in Psicologia Clinica (specializzazione pubblica triennale) e lo Psicologia Specialista in Psicoterapia o Psicoterapeuta che dir si voglia (specializzazione quadriennale in psicoterapia).
    ok...adesso mi è tutto più chiaro...grazie ancora per la disponibilità
    In Loving Memory Of Old Chiyo

  8. #68
    Partecipante Figo
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    Riferimento: psicologo psichiatra

    Millelune ti straquoto!!!!!!!!!Sono totalmente d'accordo con quello che hai scritto....E' necessario che vi sia una sola figura di riferimento che faccia psicoterapia......per non creare confusione.....
    Forse però la cosa non è così semplice visto che il tutto è nato da un compromesso.....cosa accadrebbe se il compromesso non venisse rispettato?????sinceramente non lo so...

  9. #69
    Partecipante Assiduo L'avatar di carozzicarozzi
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    Riferimento: psicologo psichiatra

    .........................
    Ultima modifica di carozzicarozzi : 12-01-2009 alle ore 18.32.56

  10. #70
    Partecipante Assiduo L'avatar di carozzicarozzi
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    Riferimento: psicologo psichiatra

    Citazione Originalmente inviato da Zuccherina Visualizza messaggio
    Millelune ti straquoto!!!!!!!!!Sono totalmente d'accordo con quello che hai scritto....E' necessario che vi sia una sola figura di riferimento che faccia psicoterapia......

    Potrei essere d'accordo con te...ma purtroppo viviamo in un mondo diverso da quello che auspichi.

    Poi comunque l'approccio alla disciplina cambia da persona a persona. Io personalmente ho chiaro sia la differenza tra psicologo e psicoterapeuta sia la differenza tra psichiatra e psicoterapeuta.

    Poi vi posso asssicurare che nella realtà gli psichiatri che fanno psicoterapia non hanno solo la specializzazione in psichiatria ma anche proprio in psicoterapia. Questo perchè professionisti seri sentono il bisogno di essere preparati davanti al paziente, e in senso psicoterapeutico non so quanto prepara la sola psichiatria.

    Poi come sempre è libera coscienza del professionista.

    Saluti

  11. #71
    Partecipante Assiduo L'avatar di carozzicarozzi
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    Riferimento: psicologo psichiatra

    Citazione Originalmente inviato da millelune Visualizza messaggio
    Se lo scopo è quello di guarire il paziente, il fatto che si raggiunga questo scopo con un intervento chimico diretto sul cervello attraverso farmaci, oppure stimolando la produzione naturale delle giuste sostanze chimiche attraverso la parola, l’ascolto e l'interazione o transfert, non credo che dovrebbe dipendere dalla formazione accademica dello psicoterapeuta (medico o psicologo) ma dalla concreta situazione del paziente stesso e dal suo potenziale riabilitativo.
    Evitare i farmaci, quando è possibile, è naturalmente sempre cosa buona. Questo vale ad esempio anche per gli antibiotici, ma a chi ha la polmonite mi pare che sia il caso di somministrare gli antibiotici opportuni piuttosto che curarlo con impacchi caldi sul torace. Se invece si tratta di un po’ di irritazione superficiale delle prime viee aeree basterà una bella spalmata di Vick e qualche bevanda calda col miele per far sparire la tosse. Dipende dall’età e dalle condizioni generali del paziente, nonchè dall’entità e tipo della patologia in atto. Questo occhio clinico dovrebbe averlo qualunque psicoterapeuta, sia medico che psicologo, e decidere se i farmaci sono necessari o no, indipendentemente dal fatto che li possa o meno prescrivere lui stesso. L’importante è che il paziente guarisca, o quantomeno raggiunga il punto di salute e benessere massimo che può raggiungere, considerato il punto di patologia e disagio da cui parte. Così stando le cose, la psicoterapia migliore sarebbe quella offerta dallo psichiatra, visto che questi può alla bisogna anche prescrivere farmaci. C’è tuttavia il rischio che questa possibilità di ricorrere al deus-ex-machina spinga lo psichiatra a tagliar corto e prescrivere medicine prima di aver sondato tutte le possibilità di ottenere i cambiamenti desiderati con metodi (apparentemente) più lunghi ma più naturali e meno invasivi. Metodi che nel suo percorso formativo ha studiato meno a fondo degli psicologi. Il rischio per lo psicoterapeuta di formazione psicologica potrebbe essere invece quello di sottovalutare lo stato chimico-organico del cervello di chi gli sta di fronte e pensare di riuscire ad attivare i necessari processi risolutivi solo con interventi verbali, interattivi e di ascolto. Direi che ci sono buoni e cattivi psicoterapeuti e basta, e che per decidere da chi andare il paziente dovrebbe chiedere un po’ in giro e sapere come e da chi sono state curate persone con problemi simili ai suoi.
    È sicuramente un peccato che nel nostro sistema giuridico e sanitario, non solo in Italia ma credo a livello mondiale, esistano due figure distinte che si occupano di curare la stessa cosa. Credo che questo faccia nascere dubbi ed incertezze non solo nei pazienti ma anche tra noi professionals. Ma forse questa è la conseguenza dello stato di incertezza filosofica in cui il mondo contemporaneo si trova. Prima esisteva la figura del neuropsichiatra, che negli anni ’80 è stata scissa in due figure professionali diverse, il neurologo e lo psichiatra, che evidentemente non si occupano più della stessa cosa. Ed a questi è stato aggiunto lo psicologo-psicoterapeuta.
    Per stabilire chi-cura-che e chi-cura-meglio-che, in realtà dovremmo aver più certezze sull’ineffabile psiche, sul rapporto mente-cervello, sulla genetica molecolare e sui fenomeni elettrici e chimici dei nostri neuroni. La verità è che ne sappiamo poco. Descartes o Damasio? Personalmente non ho ancora risolto in modo definitivo la questione, ma comunque la si pensi sul nucleo intimo della persona, rimane il fatto che il cervello è pur sempre un organo fatto di materia proprio come lo stomaco o i reni, e far finta di ignorarlo mi sembra un fariseismo. Certamente i problemi mentali si producono anche per cause psicologiche e sociali, ma alla fine queste cause possono agire su di noi solo in quanto trasformate e codificate in impulsi elettrici e chimici che possono agire sul nostro cervello, quindi, per così dire, materializzate.
    Qualcuno si è offeso perchè qualcun’ altro ha detto che “lo psicoterapeuta cura con le parole”. Francamente non ho capito il perchè, a me sembra la pura verità. Si tratta naturalmente di scegliere quelle giuste e darvi anche la giusta prosodia ed accompagnarle con la giusta mimica facciale e pronunciarle al momento giusto, e qui comincia il difficile. Senza mai perdere di vista il fatto che con quelle parole si vogliono attivare certi processi chimici ed elettrofisiologici in quel particolare cervello con quella particolare costellazione di capacità (fisico-chimiche) affettive ed intellettive, esperienze e memorie, che purtroppo non rivela nessuna TAC. Perciò sono importanti l’ascolto e l’osservazione ed il saper provocare in seduta risposte e comportamenti che ci rivelano cose che nessuna indagine strumentale ci può rivelare. Questa, naturalmente, è un’arte.
    L’ideale sarebbe che ci fosse una sola figura professionale per gestire i problemi mentali, la quale fosse in grado di capire valore, limiti e conseguenze della stimolazione sia attraverso psicofarmaci sia attraverso la parola, l’ascolto e l’interazione personale.
    La stessa parola “psicoterapia”, intesa come terapia della psiche fatta senza farmaci, mi sembra sbagliata a livello metacognitivo. La psico-terapia o terapia della psiche è una sola e si dovrebbe fare usando tutto ciò che è necessario per guarirla, in alternanza, combinazione e dosi da valutare a seconda delle singole necessità di ciascun paziente.

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  12. #72
    Partecipante Figo
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    Riferimento: psicologo psichiatra

    Non vorrei essere ripetitiva ma se lo psichiatra può legalmente svolgere la psicoterapia senza ulteriore scuola un motivo ci sarà........Ricordo che sono i medici ad aver concesso questo.......

  13. #73
    Partecipante Assiduo L'avatar di carozzicarozzi
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    Riferimento: psicologo psichiatra

    Sicuro che c'è! Perchè sono autorizzati all'uso dello strumento " Psicoterapia".

    Continuo a non vedere il problema.

  14. #74
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: psicologo psichiatra

    Se lo scopo è quello di guarire il paziente, il fatto che si raggiunga questo scopo con un intervento chimico diretto sul cervello attraverso farmaci, oppure stimolando la produzione naturale delle giuste sostanze chimiche attraverso la parola, l’ascolto e l'interazione o transfert, non credo che dovrebbe dipendere dalla formazione accademica dello psicoterapeuta (medico o psicologo) ma dalla concreta situazione del paziente stesso e dal suo potenziale riabilitativo. Evitare i farmaci, quando è possibile, è naturalmente sempre cosa buona. Questo vale ad esempio anche per gli antibiotici, ma a chi ha la polmonite mi pare che sia il caso di somministrare gli antibiotici opportuni piuttosto che curarlo con impacchi caldi sul torace. Se invece si tratta di un po’ di irritazione superficiale delle prime viee aeree basterà una bella spalmata di Vick e qualche bevanda calda col miele per far sparire la tosse. Dipende dall’età e dalle condizioni generali del paziente, nonchè dall’entità e tipo della patologia in atto. Questo occhio clinico dovrebbe averlo qualunque psicoterapeuta, sia medico che psicologo, e decidere se i farmaci sono necessari o no, indipendentemente dal fatto che li possa o meno prescrivere lui stesso. L’importante è che il paziente guarisca, o quantomeno raggiunga il punto di salute e benessere massimo che può raggiungere, considerato il punto di patologia e disagio da cui parte. Così stando le cose, la psicoterapia migliore sarebbe quella offerta dallo psichiatra, visto che questi può alla bisogna anche prescrivere farmaci. C’è tuttavia il rischio che questa possibilità di ricorrere al deus-ex-machina spinga lo psichiatra a tagliar corto e prescrivere medicine prima di aver sondato tutte le possibilità di ottenere i cambiamenti desiderati con metodi (apparentemente) più lunghi ma più naturali e meno invasivi. Metodi che nel suo percorso formativo ha studiato meno a fondo degli psicologi. Il rischio per lo psicoterapeuta di formazione psicologica potrebbe essere invece quello di sottovalutare lo stato chimico-organico del cervello di chi gli sta di fronte e pensare di riuscire ad attivare i necessari processi risolutivi solo con interventi verbali, interattivi e di ascolto. Direi che ci sono buoni e cattivi psicoterapeuti e basta, e che per decidere da chi andare il paziente dovrebbe chiedere un po’ in giro e sapere come e da chi sono state curate persone con problemi simili ai suoi.
    È sicuramente un peccato che nel nostro sistema giuridico e sanitario, non solo in Italia ma credo a livello mondiale, esistano due figure distinte che si occupano di curare la stessa cosa. Credo che questo faccia nascere dubbi ed incertezze non solo nei pazienti ma anche tra noi professionals. Ma forse questa è la conseguenza dello stato di incertezza filosofica in cui il mondo contemporaneo si trova. Prima esisteva la figura del neuropsichiatra, che negli anni ’80 è stata scissa in due figure professionali diverse, il neurologo e lo psichiatra, che evidentemente non si occupano più della stessa cosa. Ed a questi è stato aggiunto lo psicologo-psicoterapeuta.
    Per stabilire chi-cura-che e chi-cura-meglio-che, in realtà dovremmo aver più certezze sull’ineffabile psiche, sul rapporto mente-cervello, sulla genetica molecolare e sui fenomeni elettrici e chimici dei nostri neuroni. La verità è che ne sappiamo poco. Descartes o Damasio? Personalmente non ho ancora risolto in modo definitivo la questione, ma comunque la si pensi sul nucleo intimo della persona, rimane il fatto che il cervello è pur sempre un organo fatto di materia proprio come lo stomaco o i reni, e far finta di ignorarlo mi sembra un fariseismo. Certamente i problemi mentali si producono anche per cause psicologiche e sociali, ma alla fine queste cause possono agire su di noi solo in quanto trasformate e codificate in impulsi elettrici e chimici che possono agire sul nostro cervello, quindi, per così dire, materializzate.
    Qualcuno si è offeso perchè qualcun’ altro ha detto che “lo psicoterapeuta cura con le parole”. Francamente non ho capito il perchè, a me sembra la pura verità. Si tratta naturalmente di scegliere quelle giuste e darvi anche la giusta prosodia ed accompagnarle con la giusta mimica facciale e pronunciarle al momento giusto, e qui comincia il difficile. Senza mai perdere di vista il fatto che con quelle parole si vogliono attivare certi processi chimici ed elettrofisiologici in quel particolare cervello con quella particolare costellazione di capacità (fisico-chimiche) affettive ed intellettive, esperienze e memorie, che purtroppo non rivela nessuna TAC. Perciò sono importanti l’ascolto e l’osservazione ed il saper provocare in seduta risposte e comportamenti che ci rivelano cose che nessuna indagine strumentale ci può rivelare. Questa, naturalmente, è un’arte.
    L’ideale sarebbe che ci fosse una sola figura professionale per gestire i problemi mentali, la quale fosse in grado di capire valore, limiti e conseguenze della stimolazione sia attraverso psicofarmaci sia attraverso la parola, l’ascolto e l’interazione personale.
    La stessa parola “psicoterapia”, intesa come terapia della psiche fatta senza farmaci, mi sembra sbagliata a livello metacognitivo. La psico-terapia o terapia della psiche è una sola e si dovrebbe fare usando tutto ciò che è necessario per guarirla, in alternanza, combinazione e dosi da valutare a seconda delle singole necessità di ciascun paziente.
    Non sono d'accordo con la tua visione perchè -pur nel dubbio che giustamente poni sul rapporto tra psichismo e cerebrale- tende a ridurre il primo al secondo, per cui il cambiamento anche nella "cura parlata" produrrebbe la produzione naturale di sostanze chimiche, naturalmente c'è anche questo effetto ma non è solo questo e soprattutto non è il principale effetto, almeno per quel che riguarda l'esperienza della psicoanalisi (che è quella che conosco di più e sulla quale mi esprimo, sulle altre cure attraverso la parola lascio che siano altri ad esprimersi). Se uno psicoanalista psichiatra somministrasse farmaci al suo paziente non potrebbe portare avanti una cura analitica con quella persona, per cui credo che sia sempre buona cosa, in una cura integrata, avere 2 figure distinte, cosa ce del resto si verifica anche nei servizi psichiatrici ospedalieri e territoriali dove, generalmente, la funzione dello psichiatra e quella dello psicoterapeuta sono svolte da due figure separate che lavorano in sinergia.

    Saluti,
    ikaro

  15. #75
    Partecipante Figo
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    Riferimento: psicologo psichiatra

    Il problema esiste per l'eventuale paziente e per voi, credo........
    E' come se dicessi che sia l'educatore prof. che lo psicologo potessero somministrare entrambi test psicogici a scopo educativo....La psicoterapia dovrebbe essere svolta da una sola categoria di professionisti....o, o, altrimenti si genera confusione essendo ambedue(psichiat-psicologo)abilitati a svolgere LO STESSO TIPO di psicoterapia!

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