
Originalmente inviato da
oscarmoreno
L'ho detto che il discorso e' scabroso, e comunque l'ho potuto verificare nella pratica, anche se non posso accampare una stretta relazione causale.
Quando noi siamo rifiutati, oppure quando vogliamo aggredire, o per qualsiasi emozione profonda e continuata, assumiamo delle posture tipiche, mettendo in tensione la muscolatura liscia.
Questo avviene inconsapevolmente, a meno che non ci si ponga attenzione, ma avviene.
Questo perche' i nostri cervelli arcaici, quello rettile e quello mammifero, reagiscono mettendo in funzione tutto il corpo, in attesa di qualcosa che forse non avverra' mai.
Le cellule muscolari cambiano la loro composizione chimica, il metabolismo e l'attivita'. Ad una palpazione o esame macroscopico e' possibile rilevare le tensioni accumulate anche nello strato sottocutaneo e nei commettivi. Anche la fascia aponeurotica e' interessata.
Infatti con massaggi profondi, come il connettivale o il Rolfing, rimuovendo queste tensione e' possibile verificare cambiamenti di umore del paziente. Perfino tristezze immotivate, fino a crisi di pianto, o reazioni aggressive.
C'e' chi ipotizzza che col rilasciamento di questi tessuti ci sia anche una liberazione emotiva, cosi come avviene a volte nelle sedute di psicoterapia e in un dialogo confidenziale.
Per gli organi interni la dinamica e' la stessa, anche se con reazioni diverse, dovute alla struttura cellulare e tissutale.
In particolare per il fegato e' possibile pensare ad un accumulo di questo tipo, che le medicine filosofiche chiamerebbero, accumuli di energia statica. D'altra parte Galeno poneva nel fegato l'anima concupiscibile, mentre nel cuore quella Irascibile e nel cervello quella razionale.
Resta il fatto che si notano dei piu' o meno marcati e transitori modificazioni deli tratti della personalita' dei soggetti trapiantati.
Semplicisticamente si possono attribuire al miglioramento delle condizioni generali dell'organismo, ma non escluderei la prima ipotesi.
Per ora non verificabile. Anche perche' nessuno ci ha pensato, e tanto meno verrebbe in mente ad un chirurgo. Infatti Galeno sosteneva che il buon medico doveva anche essere filosofo.