
Originalmente inviato da
mariacoelli
ciao haidi come ti ha detto francesca il dsm-iv classifica tra i disturbi bipolari i disturbi bipolare i e ii, il disturbo ciclotimico e il disturbo bipolare non altrimenti specificato.
Secondo il dsm-iv il disturbo bipolare i è caratterizzato dall'alternarsi di uno o più episodi maniacali o episodi misti con episodi depressivi maggiori.
N.b: Nell'episodio misto per almeno 1 settimana quasi ogni giorno, si verificano i criteri dell'episodio maniacale e dell'episodio depressivo maggiore.
Il disturbo bipolare ii è caratterizzato dall'alternarsi di uno o più episodi ipomanicali con episodi depressivi.
Il disturbo ciclotimico è caratterizzato da sintomi ipomaniacali e depressivi per almeno 2 anni, senza episodio depressivo maggiore, maniacale o misto; danneggiamento delle aree di funzionamento.
Credo che la differenza tra disturbo bipolare ii e ciclotimico è che in quest'ultimo non ci sono episodi (periodi) ma sintomi che si alternano e inoltre dura minimo 2 anni, per cui molto tempo.
Dunque son d'accordo con francesca che dice che il disturbo ciclotimico non comporta veri stati ipomaniacali, ne veri stati depressivi maggiori, ma solo umore elevato alternato periodicamente a quello depresso.
Per quanto riguarda il caso di giovanni ho deciso di usare un rorscach (solitamente preferisco usare test cognitivi-comportamentali) solo per il fatto che avendo svolto il punto d (le dinamiche e i meccanismi alla base del funzionamento sintomatologico del paziente) in maniera psicodinamica e siccome ho dichiarato all'inizio che avrei utilizzato come modello teorico quello psicodinamico (in quanto la traccia al punto a chiedeva di dichiarare il modello teorico utilizzato per l’ipotesi diagnostica) ho preferito mantenere una certa coerenza teorica... Nello svolgimento dei casi clinici non tengo sempre un'assoluta coerenza teorica tra test somministato e terapia proposta (per esempio in un caso di un disturbo ossessivo compulsivo ho per es. Proposto un test tipo mmpi e cba e poi ho somministrato una terapia psicodinamica perchè quella cognitiva non mi convinceva molto) ma nel caso di giovanni, siccome il caso chiedeva proprio di esplicitare il modello teorico utilizzato, mi sembrava fosse necessario mantenere una certa corenza teorica. Dunque se il caso non mi avesse chiesto il punto "a" e il punto "d" penso che avrei somministrato un mmpi, che proviene dalla teoria dei tratti, oppure la cba di stampo cognitivo.comportamentale.
Però haidi la questione della coerenza teorica è stata già discussa in questo forum, ed è molto sottile: Secondo alcuni deve esserci assoluta coerenza tra formulazione del caso, test somministrati e terapia proposta (o almeno così dicono alcuni manuali), però secondo altri (e io sono più di questo pensiero) bisogna adattare il caso all'pproccio teorico, nel senso che ci sono terapie più efficaci di altre in alcuni disturbi e test che si prestano meglio a raccogliere le informazioni su un certo disturbo rispetto ad altri (non so se mi sono spiegata; feci questa domanda al prof. Rollo e lui mi rispose che si può combinare un test di un orientamento con la terapia di un'altro ma sempre giustificando e facendo capire che non si sta facendo confusione teorica...).
Io nei casi vado più a istinto, per cui la ragiono così, poi non so se invece sarebbe meglio essere più rigorosi dal punto di vista teorico...
Tu invece cosa ne pensi? E ci sono altri nel forum che vogliono dire la loro in proposito????
A presto e spero di averti un po' chiarito i dubbi e non ulteriormente confusa..:ops:
N.b: Per verdemare
grazie per i complimenti ma il caso l'ho risolto con sotto dsm per cui non è proprio farina del mio sacco; rispetto alla questione del tat vedo che ti ha già risposto francesca che di test psicodinamici ne sa molto più di me...