Se permettete, vorrei uscire fuori per un po' dalla questione Mandarancio ( perdonatemi, ma mi sono un po' stufato... ) per parlare più in generale ( come suggerito anche da Antinomica.. ) del problema di cosa si possa o non si possa permettere di scrivere in un forum pubblico...
Ci sarebbe anche la questione, niente affatto secondaria, rappresentata dalla circostanza che questo è un forum di psicologia, con delle caratteristiche sue specifiche che, in un certo qual modo, lo caricano di una responsabilità aggiuntiva ( soprattutto nei confronti dei giovani e giovanissimi che, ne sono sicuro, si affacciano su queste pagine, in particolare nella sezione sessuologia, in modalità di solo lettura nella speranza di trovare soluzioni ad eventuali loro problemi... ): ma il discorso ci porterebbe molto lontano e, per il momento, lo lascerei stare.
Parliamo, se siete d'accordo, più in generale di cosa si possa considerare lecito o non lecito scrivere in un luogo virtuale di discussione pubblica come questo.
Di primo acchito, lo so, verrebbe da dire: "tutto", le parole non hanno mai ucciso nessuno e tutti dovrebbero avere la possibilità di esprimere la propria opinione senza censura alcuna.
E' una posizione comprensibilissima, anche apparentemente molto nobile e, come si suol dire, "politically correct". Voltaire ce l'ha insegnato a tutti che, pur non approvando ciò che l'avversario sostiene, bisogna battersi fino alla morte affinché lui sia libero di sostenerlo.
Tutto bene, dunque? Tutto risolto?
Non proprio...
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TUTTI siamo d'accordo sul fatto che ci siano affermazioni che, semplicemente, NON SONO tollerabili e che, di fatto, non sarebbero tollerate nè in questo forum nè in qualunque altro ambiente dove si discuta di un qualunque argomento: penso all'incitamento alla violenza e all'omicidio, all'esaltazione di pratiche ignobili come la pedofilia e la violenza sessuale ( e potrei continuare a lungo... ).
Allora: non è vero che A TUTTI e SU TUTTO sia permesso parlare... E non è vero che, volterianamente parlando, sia giusto "battersi fino alla morte" per difendere la libertà DI TUTTI di parlare ed esprimere le proprie convinzioni.
E quindi qual è il punto? Il punto è che bisogna stabilire quale sia il confine tra ciò che è accettabile e ciò che non lo è... Ed è un confine labile, mutevole, cangiante... E badate bene, non solo da persona a persona, ma anche da periodo storico a periodo storico, da luogo a luogo, da un'età all'altra...
Faccio due esempi eclatanti per farmi capire meglio: ero un bambino negli anni '70 e non ho vissuto quindi in modo consapevole quegli anni, per alcuni aspetti felici, per altri un po' meno...
Essendo, però, fin da piccolo un grande divoratore della parola scritta, ho letto molto su quel periodo storico che delle persone a me care hanno vissuto molto da vicino.
In particolare una di queste persone aveva conservato una intera collezione di riviste e giornali dell'epoca che io ho letto, poi, anni dopo... Bene: con mia grande meraviglia, mi sono reso conto che in quegli anni espressioni come "rivoluzione" "lotta armata" "eliminazione fisica del nemico", per esempio, erano ASSOLUTAMENTE comuni e, per quanto possa sembrare assurdo, non destavano scandalo alcuno... Persino delle canzoni regolarmente registrate su disco e altrettanto regolarmente vendute nei negozi parlavano di questi argomenti in modo ESTREMAMENTE esplicito.
Ovviamente non esisteva Internet, ma se ci fosse stato e se in un forum si fosse affrontato il problema di dove trovare le armi per una efficace lotta allo Stato, a nessuno sarebbe venuto in mente di chiedere il ban dell'utente che lo avesse fatto...
Ancora un altro esempio eclatante: neanche 15 anni fa mi è capitato, passeggiando normalmente in una grande città del Nord Europa, di vedere con i miei occhi una rivista, regolarmente in vendita in una edicola e altrettanto regolarmente esposta all'esterno con foto pedopornografiche in bella evidenza SULLA COPERTINA!!!!

Foto il cui semplice possesso oggi sarebbe motivo sufficiente per procedere ad un arresto in flagrante, erano allora NORMALMENTE pubblicate e vendute in un negozio aperto al pubblico ed esposte per strada alle 10 di mattina!
Di nuovo: il confine tra ciò che è permesso e ciò che non lo è cambia in continuazione, è tutt'altro che un dato acquisito ed immutabile.
Qual è, quindi, in questa fase storica, in questo momento, in relazione alla nostra sensibilità media, il confine tra lecito e illecito? Questo è il problema...
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Mi si dirà: ma se si tratta di semplici opinioni, espresse anche in modo abbastanza elaborato e ricercato ( non dico sofisticato perchè mi sembra troppo... ), PERCHE' proibirle, perchè non accettarle semplicemente come punti di vista differenti e, semmai, confutarle a posteriori?
Io, l'ho già scritto, sono un insaziabile onnivoro in materia di parola scritta: leggo tutto e il contrario di tutto, da "Topolino" ad Agatha Christie a Garcia Marquez a Proust...

( oltre alle pubblicazioni scientifiche professionali ).
E, siccome sono anche abbastanza veloce a leggere ( anche se, lo confesso, talora, se interessato solo superficialmente, adotto una tecnica di lettura veloce "in diagonale"...

) riesco a soddisfare abbastanza la mia sete di lettura senza compromettere il resto della mia vita sociale..

Qualche tempo fa, in preda a non si sa bene quale pulsione dell'Es, ho letto "Mein Kampf" di Adolf Hitler ( adottando, però, a mia parziale scusante, appunto la lettura in diagonale...

)
Ero curioso, curioso di apprendere dalla viva voce del più grande criminale della storia le motivazioni che aveva addotto per giustificare le sue deliranti nefandezze...
Sapete cosa ne ho tratto da questa esperienza? Mi sono convinto che "il Male", persino quello "Assoluto", incontestabile, non è sempre facile da scovare, da capire, da intercettare...
Accanto a passaggi in cui il delirio appariva evidente, la prosa di Hitler era, spesso, presentata sotto una forma molto più discorsiva, quasi ragionevole... Una visione del mondo che appariva ad una persona comune, certo, da respingere e da combattere, ma insomma, con cui ci si poteva e magari anche "doveva" confrontare, col dialogo e col dibattito tra idee contrapposte... Cosa che, in effetti, in quel tempo anche persone capaci e oneste intellettualmente hanno fatto per anni...
Ed invece, secondo me, PROPRIO il fatto di considerare QUELLE idee degne di un confronto e, in qualche modo, provviste di dignità propria, aveva contribuito a diffonderle anche tra strati della Società tedesca in cui, forse, non sarebbero mai arrivate.
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Cosa voglio dire, in definitiva? Semplicemente che se è giusto dare a TUTTI la possibilità di esprimere le proprie idee, è anche GIUSTO, dopo che questo è stato fatto, definire in modo chiaro, cristallino ed incontrovertibile, quali siano le posizioni fornite di una dignità tale da permettere un confronto, anche duro, con idee contrapposte, da quelle semplicemente inaccettabili e da respingere a priori...
Ovviamente, essendo degli uomini e quindi fallibili per definizione, con tutti gli inevitabili limiti ed errori dovuti alla relativizzazione della sensibilità individuale e collettiva di cui ho parlato all'inizio.
Io, personalmente, credo che esista, però, un criterio valido in qualunque momento storico, in qualunque circostanza e per qualunque gruppo di persone: quello secondo il quale non è MAI lecito ad alcuno enunciare una qualunque forma di condanna morale, una qualunque forma di discriminazione nei confronti di GRUPPI e categorie di persone identificate unicamente sulla base di una loro caratteristica ( fisica, sessuale, etnica, religiosa... ) e, SOLO PER TALE appartenenza, sottoposte a CONDANNA morale sena appello!
Dalla condanna morale a quella materiale non c'è quell'enorme distanza che si potrebbe pensare... Così come non ce n'è tra la teorizzazione dell'inferiorità strutturale di una categoria di persone e le azioni violente "concrete" contro di loro.
E questo è valido SEMPRE: lo era 70-80 anni fa allorché dalla teorizzazione dell'inferiorità della razza ebraica presente nel "Mein Kampf" si sfociò nei Campi di Concentramento, lo è anche oggi allorchè dalla diffusione dei pregiudizi razzisti sugli omosessuali si sfocia nelle coltellate e nelle bombe di Roma di questi giorni.